Dalla Gazzetta dello Sport del 17 e del 15/2

16 Febbraio 2009 da Ping Pong Italia 


Roma 17 Febbraio 2009

Gentile Direttore,
In qualità di Presidente della Fitet, Federazione Italiana Tennistavolo, le esprimo la mia profonda amarezza per i contenuti dell’articolo a firma Gennaro Bozza di domenica 15 febbraio.
Detti contenuti risultano obiettivamente lesivi dell’immagine, del decoro e della reputazione della Federazione Italiana Tennistavolo sia perchè riferiscono informazioni non vere sia perché esprimono giudizi e valutazioni tali da fornire al lettore un’idea distorta della realtà del movimento e dell’attività federale.
Infatti, non esiste alcun obbligo o dovere, neppure morale, per le federazioni sportive di creare «fondi di garanzia» per gli stipendi degli atleti, né risulta che ciò sia stato fatto da altre Federazioni di analoga struttura. E’ pertanto fuorviante e disinformativo il tentativo di collegare i problemi di una società sportiva, guidata per altro da uno dei più importanti gruppi imprenditoriali della Capitale, con la realtà complessiva del tennistavolo e della federazione che invece godono di ottima salute. Un movimento e una federazione che infatti in questi anni hanno saputo conquistare grande visibilità nei media, della carta stampata e televisiva grazie a successi sportivi , organizzativi e di aumento dei tesserati del 15%, oltre al risanamento del bilancio della federazione con pubbliche attestazioni per l’oculata gestione. Falsa del tutto, inoltre, è l’affermazione secondo la quale la Fitet avrebbe speso 25.000 euro nel 2008 per la
signora Alena Seredova.
Concludo segnalando che la Fitet e i suoi uffici sono a disposizione per qualunque ulteriore informazione e le invio i migliori saluti.
Franco Sciannimanico

Risponde Gennaro Bozza
Apprendo dal presidente Sciannimanico del felice momento economico e tecnico della Fitet, e ne prendo atto. Così come prendo atto che la federazione non ha alcun obbligo di creare «fondi di garanzia». Per quanto riguarda la signora Alena Seredova, riconosco di aver commesso due errori. La spesa effettuata dalla Fitet per la Seredova è riferita al 2007 e non al 2008, come da contratto sottoscritto a Roma il 6 dicembre 2006. Inoltre l’impegno di spesa non è stato di 25.000 euro, ma di 21.600 euro (riferimento di Preventivo Economico 2007: OB. 2.01.04 CEB 097) più 12.000 euro (riferimento di Preventivo Economico 2007: OB. 1.01.09 CEB 024) per un totale di 33.600 euro, come da Deliberazione del Presidente Federale n. 2 del 16 gennaio 2007.

Roma 15 Febbraio 2009

Finiti i soldi: fallisce la Roma di Dell’Utri.
I tricolori senza stipendio da novembre. E la Fitet non ha un fondo di garanzia

GENNARO BOZZA

Il tennistavolo italiano in bancarotta. Un crac clamoroso, ma non inaspettato. Il Circolo Roma, campione d’Italia in carica, si è ritirato. La squadra è senza stipendio da novembre, il tecnico cinese Jiang Zilong è stato addirittura cacciato di casa (la deve lasciare domani) perché il proprietario dell’appartamento dice di non aver ricevuto l’affitto che la società si era impegnata a pagare direttamente a lui. Il Roma, che fa parte dei Circoli del senatore Marcello Dell’Utri, aveva già rinunciato a una gara, proprio contro i «cugini» del Circolo Milano (che invece gli stipendi li ricevono). Il presidente della squadra romana, Roberto Mezzaroma assicura che tutto andrà a posto. Invece, ecco il patatrac.
Fallimento - La società offre ai giocatori stranieri, il romeno Dodean e il cinese Li Kewei, un acconto di mille euro per giocare, ieri sera, contro Bologna, ma loro rifiutano, vogliono tutti gli arretrati. L’italiano Sabatino, cui viene offerta addirittura una cifra inferiore come arretrato, accetta, ma ci vogliono 3 atleti in campo. Così, la società comunica alla Federazione che si ritira dal campionato.
Fitet - E’ un doppio fallimento, per i Circoli di Dell’Utri, il cui progetto nel tennistavolo (anche Milano, Treviso in A maschile, e San Donato nella A donne) si avvia alla fine anticipata, e per la Fitet, che non ha previsto alcun fondo di garanzia per salvaguardare gli stipendi dei giocatori e che nel 2008 ha preferito spendere 25.000 euro per avere come madrina Alena Seredova. Infine, terza ma non ultima sconfitta: Massimo Costantini, bandiera del tennistavolo italiano ed ex c.t. azzurro, cacciato da questa Fitet, fa l’emigrante in giro per il mondo: è il nuovo c.t. dell’India.

Commenti

6 risposte per “Dalla Gazzetta dello Sport del 17 e del 15/2”

  1. zzantitop ha scritto il 16 Febbraio 2009 14:45

    Perché piove sempre sul bagnato?

    LA RISPOSTA LA TROVATE

    questa settimana su curiosità della meteorologia

  2. lelesguizzero ha scritto il 16 Febbraio 2009 20:35

    Per tutti: sopra il drago scrive:

    “Infine, terza ma non ultima sconfitta: Massimo Costantini, bandiera del tennistavolo italiano ed ex c.t. azzurro, cacciato da questa Fitet, fa l’emigrante in giro per il mondo: è il nuovo c.t. dell’India”.

    A me questo non pare una sconfitta per il tt italico…au contraire è un grandissimo successo…….

    se un grande tecnico come Costantini ( da me reputato tra i prime 2 italiani) va ad allenare una nazione non malaccio come l’India………

    vuol dire che in Italia ci sono almeno altri 10 tecnici meglio di lui, tutti a libro paga fitet……

    quale altra nazione può vantare almeno 10 tecnici migliori di Costantini???
    Forse neppure la Cina…….ergo noi siamo più forti dei cinesi!

  3. Drago Rosso ha scritto il 18 Febbraio 2009 16:35

    Scusa, Lelesguizzero: io non ho scritto quell’articolo, non sono io quel giornalista. Quindi, non è “il drago scrive”, ma “Gennaro Bozza scrive”.
    Quello che penso io della questione lo renderò noto fra pochissimo e allora potrai dire: “il drago scrive”.

  4. lelesguizzero ha scritto il 18 Febbraio 2009 17:54

    Per gennarino bozza:

    questa potrebbe andare per il 2009????

    http://www.tgcom.mediaset.it/fotogallery/fotogallery4747.shtml?7

  5. Drago Rosso ha scritto il 20 Febbraio 2009 20:35

    E’ davvero divertente il pasticcio che si è venuto a creare con il ritiro del Circolo Roma dal campionato e con la conseguente polemica fra Fitet e Gazzetta dello Sport. Cerco di essere più sintetico e preciso possibile per dire quello che penso in proposito.
    1) Si ritira una squadra di A1 e viene fuori il problema di una crisi che non riguarda solo i Circoli, secondo la versione di Sciannimanico nella sua lettera alla Gazzetta, ma tutto il tennistavolo italiano. Ogni anno, quante squadre si ritirano tanto da far salire nella serie superiore altre squadre che stavano addirittura per retrocedere? E’ lì il centro del problema. Ma la Fitet sembra non accorgersene, tanto da aver ufficializzato e “previsto” nei suoi regolamenti, come segnalato da Alberto Vermiglio, il ritiro di qualche squadra nella prossima stagione e quindi l’inutilità di playoff per squadre di serie inferiori che, anche se in numero maggiore rispetto alle promozioni “regolari”, troveranno posto proprio perché qualche squadra “sicuramente” si ritirerà. Non c’è bisogno di commenti per questa decisione della Fitet. In confronto a tutto questo, a una base sempre più assotigliata, il fatto che si ritiri una squadra dei Circoli è davvero il problema meno grave, anche se il più sputtanante per il tennistavolo italiano.
    2) E’ vero che il Fondo di garanzia non è obbligatorio, come dice Sciannimanico, ma non è nemmeno vietato. In movimenti più sviluppati questo compito è della Lega o dell’Associazione giocatori. Ma in un tennistavolo così povero, e nel quale non esistono né Lega delle società né Associazione dei giocatori, alla Federazione non è mai venuto il dubbio di dover fare qualcosa per salvaguardare i diritti dei giocatori? Ribadisco: non è obbligata a farlo, ma nemmeno le è vietato farlo.
    3) Sciannimanico dice che è falso che Alena Seredova abbia preso soldi nel 2008, non accorgendosi che il problema centrale non è l’anno, ma il fatto di aver dato soldi a una madrina (una qualunque, la Seredova non c’entra). Poi, la Gazzetta dimostra che i soldi sono stati dati, anzi, più di quelli indicati nell’articolo. E Sciannimanico a questo punto darà finalmente una spiegazione, visto che non si può più nascondere dietro l’anno sbagliato?
    4) Sciannimanico parla di bilanci risanati e di aumento del numero di tesserati. La Gazzetta dà la netta sensazione di non aver voluto affondare i colpi, perché, se ha i documenti necessari a dimostrare che sono stati stanziati soldi per avere una madrina, sicuramente ha anche i documenti che riguardano i bilanci. Comunque, la Gazzetta fa quello che vuole, io, per conto mio, mi sto dando da fare per avere quei documenti, così vedremo se davvero i bilanci sono stati risanati o no. Un po’ di pazienza. Per quanto riguarda l’aumento del numero di tesserati, beh, è da anni che la Fitet non dà cifre ufficiali. Visto che parla del 15% in più, può finalmente fornirle queste cifre? Io ho la sensazione che non ce la faccia a dimostrare questo + 15%.
    5) Ma, visto che stiamo parlando di cifre, sarebbe interessante vederne qualche altra, come quelle del famoso Top 12 di Arezzo. Per il momento, ne fornisco solo una, quella del compenso alla Seredova: 13.410 euro. La domanda che va fatta alla Fitet, a questo proposito, è: questi soldi sono compresi nei 33.600 citati nel Bilancio preventivo 2007? Mi spiego meglio: se sono compresi in quelli del Bilancio preventivo, perché inserirli anche nel Consuntivo del Top 12 di Arezzo del 2007? Può darsi che sia un obbligo di legge, per carità, ma rimane il dubbio da chiarire. Perché, se non fossero inclusi, il compenso totale arriverebbe a 48.000 euro. In caso contrario, bisognerebbe solo verificare che non ci sia stato l’errore di un doppio conteggio.
    6) Comunque, sempre per quanto riguarda le cifre del Top 12 di Arezzo, richieste da più voci, qui e altrove, do l’annuncio ufficiale: le ho tutte, inserite nel Bilancio consuntivo del Top 12, che è in mio possesso. Nei prossimi giorni le metterò su questo blog, integralmente, così sarà chiaro a tutti quanto la Fitet ha speso, come lo ha speso e quanto è stato il disavanzo finale di quella manifestazione. Contenti?
    P.S. Infine, un altro annuncio. Sul Forum di Giorno è apparso l’ennesimo intervento di Don Chisciotte della Minchia, che fa analisi spericolate sia sull’articolo della Gazzetta e sulle successive polemiche (ma di questo non m’importa), sia, e questo m’importa, su me e sul Blog di Costantini. Don Chisciotte arriva addirittura ad annunciare di aver mandato copia del suo intervento al Blog di Costantini perché è convinto, in questo modo, di agire con correttezza. E siccome non è stato pubblicato avanza ipotesi ardite sul fatto che Costantini non lo abbia pubblicato perché la gente si è stancata delle polemiche fra me e Don Chisciotte. Mica arriva a pensare che non lo ha pubblicato semplicemente perché non pubblica quello che è già stato pubblicato altrove, nooooooo, mica arriva a pensare che una persona corretta non si comporta in questo modo. Quindi, siamo arrivati davvero all’assurdo. Vuol dire che è arrivato il momento di dire a Giorno le parole definitive che gli avevo promesso. C’è pochissimo da aspettare, solo un paio di giorni.

  6. eugenio bertagna ha scritto il 22 Febbraio 2009 12:07

    Il mio pezzo del Forum di Giorno ripostato con copia/incolla aveva questa introduzione: ” Chiedo scusa ma… dato che sono stato rimproverato altre volte di aver portato in ambienti privi di contraddittorio con l’interessato, polemiche nate qui, riporto il testo di un mio intervento sul forum di Giorno. Il commento si riferisce alla pubblicazione sulla Gazzetta della replica alla lettera di Sciannimanico:….”

    Ora, se le ragioni della mancata pubblicazione sono quelle riferite dal Drago, ne prendo atto. ;-)

    Le ragioni per le quali ho riportato pedissequamente quel pezzo non sono addebitabili a stucchevole vanagloria ma a quanto sopraripoertato nel virgolettato. Un Saluto.

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