I Mondiali di Mosca

14 Luglio 2010 da Ping Pong Italia 

del Drago Rosso

Dopo aver esaminato i Mondiali a squadre dal punto di vista dell’Italia, passiamo alla situazione generale e, infine, alle considerazioni più generali che non riguardano solo la manifestazione, ma il futuro del tennistavolo.

PREMESSA

Preferisco partire, comunque, da una premessa che riguarda il significato dei Mondiali a squadre. Ormai, sono una autentica barzelletta, nel senso che i risultati per le prime posizioni sono scontati. Ciò che dico può apparire un paradosso, proprio nell’edizione in cui la Cina perde il titolo femminile, quello più sicuro per i cinesi, che l’avevano perso solo nel 1973 (contro la Corea del Sud) e nel 1991 (contro le due Coree unite). Ma basta osservare bene le cose per capire che non è assolutamente un controsenso, anzi, il concetto di barzelletta viene rafforzato. Se nei due precedenti casi che ho citato la Cina fu battuta dalle coreane, quindi da un’altra nazione, da un’altra scuola tecnica, stavolta ha perso contro una specie di Cina 3 o 4, quel Singapore che ha tutte giocatrici cinesi «vere», anche se una sola campionessa «vera», Feng Tianwei. Si aggiunga il fatto che la Cina ha commesso un autentico suicidio sportivo, rinunciando a Guo Yue per motivi interni (ne parlo nel prossimo paragrafo), e si capisce che comunque la realtà tecnica è quella di un deserto totale: Cina e poi niente altro, sia fra le donne che fra gli uomini. Si lotta solo per un cambio nelle posizioni di rincalzo, e fra queste posizioni io considero anche il secondo posto. Non c’è più alcun significato tecnico di rilievo nei Mondiali a squadre, è la distruzione totale, il punto cui era inevitabile arrivare dopo anni in cui l’Ittf ha fatto di tutto per danneggiare la Cina col risultato di rovinare, temo irrimediabilmente, quello che era lo sport più bello del mondo.

PROBLEMI CINESI

I cinesi poi, per conto loro, si sono messi di impegno per rendere questi Mondiali ancora meno interessanti dal punto di vista tecnico. Alla fine, l’hanno pagata con la perdita del titolo femminile, ma a perderci sono stati gli appassionati, che si sono persi alcuni grandi protagonisti. I motivi sono diversi: fra gli uomini, la paura di decidere e di escludere qualcuno, col risultato di avere cancellato Wang Liqin, uno fra i più in forma alla vigilia dei Mondiali; fra le donne, la volontà di punire la giocatrice più forte del mondo, Guo Yue, ufficialmente per motivi di disciplina, in realtà per la volontà di dimostrare che il tecnico è più importante dei giocatori. Ma cosa è successo precisamente?

DONNE CINESI

Fra le donne, la situazione è molto chiara. Il c.t. Shi Zhihao già in passato aveva voluto imporre a Guo Yue i suoi ordini, un presunto stile di obbedienza cieca e assoluta. Guo Yue era stata sospesa dalla Nazionale per molti mesi nel 2006. Aveva avuto una prova d’appello con i Giochi Asiatici in Qatar (dicembre 2006), che aveva superato alla grande, vincendo tutto. Così, era stata riammessa in nazionale e aveva potuto giocare i Mondiali individuali a Zagabria nel 2007, in cui vinse il singolo. Pensate un po’, c’è stato il rischio che una campionessa mondiale non potesse vincere il titolo solo perché un allenatore vuole dimostrare di essere il padrone del mondo. C’erano stati molti casi di questo genere in passato, purtroppo ce ne sono ancora adesso. Ma stavolta un po’ di giustizia c’è stata, perché la Cina ha giustamente perso, e lo ha fatto sì contro altre cinesi, ma, peggio ancora, giocando praticamente in 3 contro 1, il che aggrava inesorabilmente le colpe del tecnico. Come ho già detto, infatti, Singapore schiera solo una giocatrice di autentico livello mondiale, Feng Tianwei, misteriosamente ignorata quando giocava in Cina, nella squadra di Heilongjiang, la stessa di Kong Linghui. Per il resto, ci sono Li Jiawei, che ha avuto un bambino, non è più quella di quando era numero 6 del mondo e infatti non ha mai giocato in questi Mondiali; Yu Mengyu, che è andata avanti in classifica grazie al fatto di giocare tutti i tornei, ma per me di scarso valore, tant’è che nemmeno lei è stata utilizzata. E poi le altre due titolari: Sun Beibei, anche lei in posizione mondiale grazie ai numerosi tornei giocati e anche lei scarsa secondo me (ovviamente in proporzione alle giocatrici davvero forti); e infine Wang Yuegu, più brava, ma comunque limitata tecnicamente. Tanto per capirci, Wang Yuegu ha giocato fino al 1999 nella squadra Jiefangjun (quella dell’Esercito, la stessa di Wang Hao) ed era una delle riserve. E’ andata a Singapore, ha giocato tantissimi tornei, è migliorata, ma ha comunque ancora tanti limiti evidenti. Beh, non è possibile che riesca a battere la numero 1 del mondo Liu Shiwen, che è falsa numero 1, visto che lo è diventata solo perché è stato impedito a Guo Yue di giocare tornei negli ultimi sei mesi, ma comunque sarebbe fra le prime 5 del mondo. Quindi, è assurdo che Wang Yuegu, comunque brava, batta Liu Shiwen. Ma la spiegazione non è nemmeno tanto complicata. Per la prima volta nella sua storia, la Cina ha schierato in una finale mondiale la giocatrice più giovane come numero 1. E non è finita: ha schierato la seconda più giovane, Ding Ning, come numero 2. E l’esperta Guo Yan come numero 3. E le più forti Guo Yue e Li Xiaoxia in panchina. In tutte le finali mondiali, anche se la più giovane era una fuoriclasse assoluta, veniva schierata come numero 3 o al massimo come numero 2.
Ricordo, solo per fare un esempio, che Zhang Yining giocò la sua prima finale mondiale, a 17 anni, da numero 3, nel 2000 a Kuala Lumpur, eppure l’anno prima era arrivata in finale nel singolo ai Mondiali, arrivando a condurre 2-0 su Wang Nan. E fra gli uomini, esempio ancora più clamoroso, Kong Linghui e Liu Guoliang non giocarono la finale mondiale nel 1995, perché si preferì affidarsi agli esperti Wang Tao e Ma Wenge, col difensore Ding Song numero 3, eppure Kong e Liu furono poi i finalisti del singolo. Insomma, non era mai successo che la Cina si affidasse a una giovane da numero 1 in una finale mondiale, stavolta si è affidata addirittura alle due più giovani. Così, la numero 1 del mondo ha perso 2 punti nella finale, anche questo mai successo nella storia del tennistavolo. E Liu Shiwen ha perso non solo per inesperienza, ma anche perché, come ho sottolineato più volte in passato, ha ancora limiti tecnici evidenti contro certi tipi di
giocatrici, per esempio quelle potenti, come lo è Wang Yuegu e come lo è, sia pure in misura ridotta, Feng Tianwei, che invece ha grandissime doti tecniche. E la stessa Ding Ning, la numero 2, ha qualche limite tecnico, specialmente contro le difese. Insomma, è stato un vero suicidio la sconfitta della Cina. Shi Zhihao pensava di dare una lezione a Guo Yue dimostrando che poteva vincere con le due più giovani, invece è successo il contrario. Tutti i c.t. cinesi sconfitti in grandi manifestazioni sono stati poi esonerati, non sarà così per Shi Zhihao, troppo protetto da Cai Zhenhua. Ma c’è davvero il rischio che la Cina perda la giocatrice più forte se continuerà questo braccio di ferro. Ed è pure molto difficile che a Guo Yue sia concesso di andare a Hong Kong o Singapore.

UOMINI CINESI

Fra gli uomini, la situazione è diversa, non ci sono problemi disciplinari fra il c.t. Liu Guoliang e i giocatori. Il vero problema è l’abbondanza di giocatori e l’esigenza, tutta cinese, di portare rispetto ai campioni in carica. Così, Wang Hao e Ma Lin si sono guadagnati il posto solo grazie al fatto di essere i campioni mondiale e olimpico in carica. E Wang Liqin è stato sacrificato, anche se aveva dimostrato, con la vittoria negli Open del Qatar e la grande prova anche in quelli del Kuwait, fermato solo da una assurda squalifica, di essere il più in forma dei cinesi, alla pari con Ma Long. Ma cosa è davvero successo? Intanto, un piccolo passo indietro, ali Open del Kuwait. Wang Liqin, dopo aver frantumato tutti in Qatar, disintegra Xu Xin in Kuwait. Poi, è squalificato per racchetta irregolare. Squalifica stranissima, però. Wang Liqin ha il controllo prima della partita, la racchetta è giudicata irregolare, perciò la cambia, secondo regolamento. Dopo la partita, controllo anche sulla seconda racchetta e anche questa viene trovata irregolare. Ora, con un minimo di logica, si può capire che, anche se un giocatore cerca di fare il furbo, si tiene pronta comunque una seconda racchetta regolare. Inutile prendersi in giro, ogni tanto l’Ittf ha bisogno di un capro espiatorio, visto che non riesce quasi mai a trovare racchette irregolari (problemi di strumenti di controllo e altro), e, guarda un po’ che combinazione, lo trova nel 99% dei casi quando sono di fronte due giocatori della stessa nazione, preferibilmente Cina, così nessuno si può lamentare. Comunque, indipendentemente dalla squalifica, Wang Liqin aveva dimostrato di essere in gran forma, quindi il problema non si sarebbe dovuto porre. Invece, caso unico nella storia del tennistavolo cinese, è andata a finire che il c.t. Liu Guoliang non ha deciso neanche un giocatore, tutti i cinque giocatori della nazionale dei Mondiali sono stati decisi da tornei di qualificazione, un fatto davvero incredibile, a conferma che in Cina nessuno sapeva come fare per non scontentare nessuno. Ma i tornei interni, come sa chiunque capisca un po’ di tennistavolo, sono quanto di più falso possa esistere, perché i giocatori si conoscono benissimo l’un l’altro e il clima è completamente diverso. Basti pensare che ai Mondiali individuali 2009, a Yokohama, i primi cinesi a uscire dal singolo furono proprio i due che si erano qualificati grazie ai tornei interni, Zhang Chao e Xu Xin. In campo internazionale è un’altra cosa, come dimostrano le vittorie di Wang Liqin in Qatar e Kuwait contro gli stessi giocatori con cui ha poi perso nei tornei interni. Così, ci sono stati 3 tornei interni «completi», vale a dire con tutti i più forti, vinti da Ma Long, Zhang Jike e Xu Xin. A quel punto, restavano due posti per i tre cinesi più illustri. E’ stato deciso di fare un ulteriore torneo fra loro tre. Lo ha vinto Wang Hao, che ha battuto 3-2 sia Ma Lin che Wang Liqin, ma giocando molto male e con rimonte incredibili. Così, ecco un solo posto per due. Liu Guoliang ha deciso di scegliere Wang Liqin, che infatti è stato iscritto ai Mondiali. Ma sono arrivate le pressioni dall’alto, e non solo del tennistavolo: non si poteva escludere il campione olimpico. Liu Guoliang, perciò, è stato costretto a cambiare la sua decisione e a far disputare lo spareggio fra Ma Lin e Wang Liqin, vinto dal primo. In conclusione, qualcosa di veramente ridicolo e una grande ingiustizia per Wang Liqin, che, sin da quando era un ragazzo, è sempre stato poco considerato da tecnici e dirigenti cinesi. Wang Liqin è andato avanti a suon di vittorie, ma non è mai stato gradito da chi occupava i posti di potere. Adesso, purtroppo, gliel’hanno fatta scontare. Il risultato finale non poteva essere in discussione, visto che non ci sono avversari, e questo ha
aiutato i denigratori di Wang Liqin. In effetti, l’unico brivido lo si è avuto quando Ma Long, per voler strafare, ha perso con Boll in finale, ma non c’è stata mai partita, tant’è vero che un Ma Lin al 50% della sua forma normale ha stracciato lo stesso Boll. Giusto per intenderci: la differenza fra Ma Long e Boll è «tanti a pochi», quella fra Ma Lin e Boll, per caratteristiche tecniche dei due, è «tantissimi a pochissimi», che si riduce a «tanti a pochi» quando Ma Lin gioca da scarso o si trasforma in sorpresa quando Ma Lin se la fa sotto, come nella semifinale mondiale del 2006, poi risolta da Wang Liqin con una delle più grandi prestazioni della storia del tennistavolo e con il più grande colpo in assoluto che si sia mai visto e che mai si potrà vedere: top di diritto lontano dal tavolo, da terra, su schiacciata di Boll, con distribuzione dei pesi al contrario. Alla fine, quindi, Cina senza problemi di vittoria, ma ingiusta con uno dei suoi più grandi campioni, Wang Liqin, per me il secondo di sempre dopo Kong Linghui e il terzo in assoluto nel mondo alle spalle anche di Waldner.

UOMINI MONDIALI

L’unica nota interessante è arrivata dal Giappone, che ha letteralmente buttato al vento la vittoria con la Germania, con un Mizutani in gran forma e autore di una bellissima partita contro Ma Long, finita comunque col cinese che si è imposto vinto grazie a bordate spaventose. Comunque, lo stesso Giappone non mostra di avere grandi margini di miglioramento e, se arriverà in finale nelle prossime edizioni, lo dovrà più che altro alla caduta delle altre nazioni come Germania e Corea del Sud. Ricordo che Boll va verso i 29 anni, che Ovtcharov conferma i suoi limiti e che nessun altro c’è dietro di loro, tutti scarsi. La Corea del Sud soffre l’invecchiamento dei suoi campioni, in particolare di Yoo Seung Ming, e gli infortuni che li penalizzano sempre più, come nel caso di Oh Sang Eun. Rimane solo Joo Se Hyuk a reggere la bandiera, ma poi si aggiunge l’errore di schierarlo come numero 3 nella semifinale con la Germania e la frittata è fatta.
Poi, davvero non c’è altro nel panorama mondiale. Interessante il Portogallo coi suoi giovani, anche un po’ sfortunato a Mosca, ma i limiti sono comunque evidenti. Taipei non esiste più, è diventata una squadra normale, la Svezia è tristemente in declino da molto tempo, per cui a qualche squadra sulla carta non forte basta un sorteggio un po’ favorevole e qualche prova dignitosa per entrare addirittura fra le prime otto. Siamo allo sfacelo. Nuovi giocatori non se ne vedono, si va avanti ancora con i vecchi protagonisti, sempre più vecchi ma ancora capaci di resistere proprio perché i giovani fanno acqua da tutte le parti.

DONNE MONDIALI

E siamo allo sfacelo anche fra le donne. Se la Germania arriva sul podio vuol dire che siamo all’apocalisse del tennistavolo. Certo, la Germania ci riesce grazie ai problemi della Romania, che ha Dodean e Samara non al massimo della forma e non può schierare la Hirici, che ha qualche problema fisico e si deve ancora riprendere bene, ma è tutta la situazione a essere ridicola: chiunque può arrivare sul podio, approfittando anche della caduta di Corea del Sud e Hong Kong, con giocatrici non più giovani e non sostituite da nuove protagoniste. Il Giappone continua ad avere un rendimento costante, ma la Hirano sembra aver raggiunto i suoi limiti, la Ishikawa tarda a maturare e la Fukuhara ottiene qualche risultato solo quando cambia le sue gomme strane, poi, quando le avversarie si abituano, torna a perdere con chiunque. Inoltre, sono sempre più le cinesi naturalizzate, a riprova che nessuno lavora seriamente sui giovani. La Germania, per esempio, ha
come numero 1 la cinese Wu Jiaduo, che nel 1996 giocò per l’ultima volta i Campionati nazionali cinesi. Proprio dalla Germania, comunque, arriva una sorpresa: la prima giocatrice impostata bene tecnicamente, la giovane Sabine Winter. E dire che una tedesca è impostata bene tecnicamente è una bestemmia, il che aumenta la mia sorpresa. Comunque, anche se diventerà la più forte della Germania, come penso, avrà ugualmente altri tipi di limiti, per cui i tedeschi farebbero bene a festeggiare questo podio, perché non lo vedranno più. Chi invece potrebbe vederlo spesso è la Romania, che non conferma il posto fra le prime 8 ottenuto nel 2008 ai Mondiali di Guangzhou, ma lancia buoni segnali. Una volta che Dodean e Samara torneranno al massimo e che la Hirici sarà recuperata, sarà una Romania in grado di lottare per i podi mondiali e olimpici a squadre, tanto più che sta facendo passi da gigante la giovanissima Bernadette Szocs (nella foto) , da me segnalata anni addietro. Ha esordito ai Mondiali e ha fatto una grandissima impressione, con la sua perfetta impostazione tecnica, dovuta a quel grande allenatore che è Gheorghe Bozga (l’inventore di Steff, Dodean e Creanga, il cui nome scrivo nella maniera originaria, visto che è romeno e non greco). La Szocs ha un gioco altamente tecnico e spettacolare al tempo stesso, diventerà una delle più grandi europee di sempre.

INDIA

Un discorso a parte voglio farlo per l’India, che ha sfiorato un clamoroso risultato. La promozione in Prima divisione le è sfuggita davvero per un soffio. In vantaggio 2-0 nella semifinale con la Serbia, ha dovuto subire la rimonta, col rammarico di una sconfitta dovuta soprattutto al crollo fisico del miglior giocatore, Achanta, proprio quello che Costantini, c.t. dell’India, non ha potuto avere a disposizione nel lavoro di preparazione ai Mondiali, a causa di impegni col suo club. E questo è solo un esempio delle difficoltà che Costantini ha dovuto affrontare nel suo incarico, difficoltà dovute a motivi organizzativi, a mentalità e culture diverse (soprattutto fra le donne), a un’impostazione tecnica e mentale che, fino al suo arrivo a capo della nazionale, era davvero scarsa. Il vero lavoro di Massimo lo si può cominciare a vedere sui ragazzi indiani e dà un’idea di cosa lui potrebbe davvero realizzare. Per il resto, il 90% del suo impegno è stato dedicato a «raddrizzare» storture tecniche e psicologiche davvero gravi. Ciò nonostante, ha saputo portare la squadra maschile in particolare a sfiorare la promozione, a ottenere dai giocatori risultati positivi contro avversari di classifica superiore. Lo si è visto ancora meglio in questi Mondiali che lui ha dovuto affrontare davvero nelle peggiori condizioni possibili, inventandosi formazioni e performance incredibili (come Achanta numero 2 schierato immediatamente contro Karakasevic e vincitore per 3-0), con giocatori abituati a un professionismo solo di facciata, ma nella realtà autorizzati, nelle precedenti gestioni tecniche, a farsi i fatti loro. I cambiamenti si vedono nettamente, peccato che le scorie del passato siano ancora troppo forti e proprio questo ha pregiudicato la promozione. Tanto per capirci anche in questo senso: l’impegno di Achanta col club era solo quello di sparring, perché lui non poteva giocare i playoff del campionato, quindi si sarebbe potuta trovare una soluzione per permettergli di fare la preparazione con Massimo e la nazionale. Così, Achanta si è presentato ai Mondiali sovrappeso e senza essersi allenato. E Costantini ha dovuto combattere anche contro tutto questo, arrivando a un passo dal grande risultato. Ma la dimostrazione più lampante la si è avuta dopo i Mondiali. Infatti, non appena Achanta ha ripreso ad allenarsi con Costantini, ha compiuto il salto di qualità: semifinale nel Pro Tour di India, vittoria nel Torneo Usa e, il risultato più importante, la vittoria nel Pro Tour di Egitto, battendo due giocatori di Hong Kong in semifinale (Jiang Tianyi, n. 48 del mondo) e finale (Li Ching, n. 25), e lui è numero 76, senza dimenticare anche le affermazioni su Baum (n. 34) al Pro Tour indiano. Dal punto di vista tecnico i miglioramenti sono clamorosi, Sharath e’ un giocatore completamente diverso rispetto a quello che stava gia’ nelle classifiche mondiali ma in posizioni molto piu’ basse. In particolare, la sua tecnica del contrattacco di diritto dalla media distanza ricorda in maniera impressionante quella del Costantini giocatore. E’ la prima volta che un giocatore indiano vince un Pro Tour. Certo, non era il torneo più difficile, ma provate voi a vincere un Pro Tour col numero 76 della classifica mondiale, che, tra l’altro, fino allo scorso mese, era dietro Bobocica in questa stessa classifica: lui 91, Bobo 87. E allora, perché Nannoni non vince un Pro Tour con Bobocica? Mi basterebbe il Pro Tour più scarso della storia del tennistavolo, basta che lo vinca con Bobocica, come Costantini ha fatto con Achanta! Ecco chi sono i veri tecnici, non quelli che hanno tutto a disposizione e falliscono. Ma questo, non mi stancherò mai di ripeterlo, è il risultato dell’ordine lanciato dall’alto, e accettato supinamente dalle pecore del tennistavolo italiano, che vieta a chiunque di dare lavoro a Costantini in Italia. E’ una vergogna senza fine.

OLIMPIADI

Come avevo annunciato all’inizio dell’anno, un altro grave misfatto si è andato ad aggiungere agli autentici «crimini» che l’Ittf sta compiendo e che distruggono il tennistavolo. Con l’entusiastica partecipazione di tutte le nazioni, anche di quelle, come la Germania, che in un primo momento avevano detto di essere contrarie, è stato deciso che gli iscritti alle prossime Olimpiadi, nel singolo, saranno al massimo due per nazione. Non ritorno sulle considerazioni che già avevo fatto all’epoca, basta andare a rileggersele. Dico solo che non c’è più alcuna vergogna, da parte dell’Ittf e del mondo intero: alla fine, si regaleranno medaglie olimpiche agli invertebrati tecnici sparsi nelle nazioni sottosviluppate. Tutti contro la Cina, i furbetti. Le pecore non stanno solo in Italia. Ho paura davvero che un giorno il tennistavolo scomparirà. In proposito, segnalo che negli stand dei Mondiali ce n’era uno che mandava in onda un video, su grande schermo, con la storia di Waldner e le sue più belle partite. Era così possibile vedere com’era il tennistavolo della pallina da 38 millimetri e del set a 21 punti. Tutti rimanevano incantati davanti a uno spettacolo sconvolgente, tanto era spettacolare. E ripeto per l’ennesima volta a tutti gli idioti, italiani e no: perché non andate a rivedere quelle partite e poi dite cosa vi piace di più, quel tennistavolo o questo? Attenzione, non dovete dire qual è, secondo voi, il migliore, niente di tutto questo. Dovete dire: quale vi piace di più. Non dovete dire che è impossibile tornare a quel tennistavolo, che il mondo va avanti e puttanate del genere. No. Dovete semplicemente dire: quale vi piace di più. E poi non venitemi a raccontare che vi piace di più questo.

ORGANIZZAZIONE

Dal punto di vista organizzativo, questa è stata una delle peggiori edizioni dei Mondiali, qualcosa di davvero squallido, a cominciare dalla sistemazione alberghiera per finire al palazzetto. L’albergo e i suoi servizi erano qualcosa di inimmaginabile. Un solo esempio: nel ristorante, a buffet, quando finiva un cibo, non veniva subito rimpiazzato, ma si doveva aspettare persino un’ora per averne. Fra l’altro, il personale dell’albergo era estremamente scortese, per un motivo che è stato reso noto: in quel periodo, ci sono pochi turisti, quindi il personale è meno impegnato, l’arrivo di giocatori, tecnici e dirigenti dei Mondiali ha rovinato la festa, hanno dovuto cominciare a lavorare seriamente in anticipo e hanno cercato di farla pagare a tutti! Nel palazzetto, poi, cose turche. Intanto, faccio notare che questo è il palazzetto più grande del mondo, con 35.000 posti per gli spettatori, sul parquet c’è spazio per un campo di calcio. Vi si giocarono le finali del basket nell’Olimpiade del 1980 e fu utilizzato «a metà». Infatti, fu tirata una tenda gigante giusto al centro e si giocò in una sola parte, con poco più di 18.000 posti. Bene, per i Mondiali di tennistavolo è stato utilizzato tutto per quanto riguarda il parquet, a metà per quanto riguarda i posti per gli spettatori. E nonostante ci fosse questo spazio gigantesco, i tavoli e i giocatori stavano «stretti», con un autentico senso di claustrofobia, di soffocamento, tanto i tavoli erano stati sistemati male. Era una autentica «militarizzazione» dello spazio, coi giocatori che non si potevano muovere liberamente per l’intero spazio, con la necessità di fare giri enormi fuori del parquet per raggiungere i tavoli di gioco o quelli di riscaldamento. E, sorpresa, i tavoli di riscaldamento non avevano sedie per i tecnici, che stavano tutti in piedi, sembrava una sagra di paese, tanta era la confusione. Peggio ancora, i tavoli di riscaldamento erano riservati d’autorità alle squadre di Prima divisione, tutte le altre si dovevano arrangiare, se trovavano un tavolo libero bene, altrimenti niente da fare. Non mi dilungo, ma ci sarebbe da fare un elenco infinito delle stronzate organizzative.

STAMPA

E anche l’organizzazione per i mezzi di informazione è stata una delle peggiori di sempre: solo 50 posti in tribuna stampa, in un angolo della sala principale (le sale erano divise da pannelli giganteschi) a 50 metri dagli ultimi dei 6 tavoli, insomma, non si vedeva una mazza. I fotografi dovevano compiere gimcane allucinanti e non avevano diritto a stare in tribuna stampa, solo sul parquet. Alla fine, si è scoperto che dei 300 giornalisti e fotografi annunciati dall’organizzazione ce n’erano appena 80 e che i giornalisti professionisti, intendo quelli assunti da giornali e che effettivamente svolgono il lavoro di giornalista erano solo 10, tutti gli altri sono giornalisti per modo di dire, sono in genere dipendenti delle Federazioni che lavorano per i siti e i magazine delle Federazioni, ma non hanno nemmeno la tessera di giornalista. Come dire: i giornalisti, in generale, se ne sbattono le palle del tennistavolo. E’ questo il grande interesse
che l’Ittf ha saputo sollevare attorno al tennistavolo?

ARBITRI

Piccola nota per gli arbitri. Si va sempre peggio, con direzioni oltre la fantascienza, con autentici incompetenti e ignoranti a decidere le sorti delle nazionali. Una autentica vergogna. Ripeto quello che già dissi altre volte: per il 90% non ci sono arbitri nel mondo del tennistavolo, ma turisti che hanno scelto la via più facile per girare il mondo. C’era anche un’italiana fra gli arbitri dei Mondiali. Non ho avuto modo di osservarla, quindi non posso dire se sia brava o no. L’unica cosa che mi incuriosisce è questa: non sono riuscito a trovare il suo nome fra i quadri degli arbitri italiani. Qualcuno mi suggerisce di cercare fra quelli svizzeri. E’ possibile saperne di più? E, se questo fosse vero, la Fitet saprebbe spiegare perché ai Mondiali va un arbitro che non si trova nei quadri italiani?

PRESENZE INQUIETANTI

Chiudo con un accenno a presenze inquietanti. Si è visto in giro per il palazzetto qualcuno che, pare, avesse in mente di tesserare giocatori a basso costo, magari andandoli a cercare fra quelli dei Paesi più disperati, dove si dice addirittura che si muoia di fame. A parte il fatto che non si capisce come il tizio in questione possa scegliere, visto che non capisce una mazza di tennistavolo, la considerazione da fare è un’altra: dai grandi proclami di fantastiche offerte economiche all’outlet dei poveracci. Eccolo il nostro grande tennistavolo!

Commenti

13 risposte per “I Mondiali di Mosca”

  1. Giorno ha scritto il 3 Agosto 2010 17:55

    In effetti quella “schiacciata-top” molto contratta di dritto che si vede fare ad Achanta ricorda molto Max! E’ solo un esempio ma IMHO è una delle cose più palesi.

    Per quanto riguarda Sabina Winter, per farti coraggio ti linko questo video:
    http://www.youtube.com/watch?v=bjOpTMj-K3o

    Non è l’unica giocoleria che è in grado di fare (c’è anche un video dove fa la stessa cosa sul monociclo)… come vedi è tutto merito della ragazza, non degli allenatori tedeschi! ^____^

    Penso che questo genere di attività e skills di concentrazione, manualità e creatività possano aiutare l’Europa in maniera appunto creativa a colmare il gap con l’asia… ma il tutto ovviamente condito con almeno un, diciamo, 75% di impegno incondizionato, lavoro, e voglia di emergere che ci mettono gli asiatici.

  2. lelesguizzero ha scritto il 17 Agosto 2010 10:37

    Per tutti quelli che ancora dedicano il loro time e il loro dinero a far tornei nei posti più lontani e nelle palestre meno confortanti……

    vi consiglio il beach……
    http://kyonoblog.myblog.it/media/01/01/742174724.jpg

    sole, mare………

  3. lelesguizzero ha scritto il 18 Agosto 2010 01:11

    Faitet saito: qualcuno ha letto l’intervista a mutti leo dopo la vittoria agli eurojuniores???

  4. lelesguizzero ha scritto il 22 Agosto 2010 19:46

    Lo slavo continua a regalarci delle perle assolute:

    “Purtroppo si è di nuovo dimostrato un grande problema per Leo quello di giocare bene le prime partite al mattino e per di più in un nuovo posto. Come agli Europei ad Istanbul dove ha perso subito la prima partita e poi mai più per tutta la manifestazione vincendolo 18 partite in fila. Questa mattina con l’austriaco è stato in svantaggio per 2-0 e 10 -6 ed è riuscito a vincere quel set, però non e riuscito a vincere comunque la partita. Vanrossomme si è dimostrato troppo forte come già anche a Bahrein in finale al primo torneo di qualificazioni olimpica quando Leo perse in finale. C’è stata una piccola occasione per andare su 2 pari però il gioco, onestamente, lo ha tenuto in mano sempre il Belga. Dopo queste due sconfitte ha battuto l’Indiano giocando già molto meglio ma anche l’avversario era un po’ più abbordabile.”
    Su questo problema della mattina ci avevate lavorato?
    “Certo. Però alla mattina abbiamo comunque molti problemi con il riscaldamento perchè ad ogni giocatore vengono concessi solo 22 minuti di una diagonale su un tavolo prima della partita. Noi siamo partiti stamattina alle ore 6 per prendere un tavolo molto presto cosi Leo si è potuto scaldare quanto più possibile bene. Perchè alle nove un ora prima del inizio del torneo non si può più giocare nella palestra principale mentre nella palestra di riscaldamento possono giocare solo quelli che giocano alle 10 (solo 22 min) per esempio. Tutto questo h creato molti problemi al mattino a tutti.”

    Ogni volta che il piccolo leo fa defekare ecco lo slavo che ci propina le scuse più inverosimili…….

    la prossima volta cosa sarà???

    Il piccolo leo dopo kolazione non ha ben defecato oppure uno spettatore stava skakkolandosi un orecchio mentre leo effettuava il warm up????

    Jozé un homme un why…………

    ma why non vai a defekare in slovenia????

  5. about.blank ha scritto il 24 Agosto 2010 12:13

    Sguizzero, ma hai visto che tennistavolo gioca uno come Koki Niwa, il fresco campioncino olimpico, o ti sei visto la finale eurocadet dello scorso anno tra Robinot e Wagner? Il tt si gioca anche con le gambe e si gioca tirando (non solo parando come dice il Vermone). Purtroppo in Italia facciamo un ping pong da italiani, cioé da furbetti cronici, lavoriamo la palla, la “sporchiamo”, ci teniamo la nostra bella panzetta anche in seconda o 1a categoria. E’ con questi giocatori che si fanno le ossa i nostri ragazzini.

    But… uer we uonna go?

  6. about.blank ha scritto il 24 Agosto 2010 12:53

    Scusa una domanda Sguizzero: navigando sul web alla ricerca della mascotte degli YOG mi sono imbattuto (giuro) nella foto di questo signore magro. Tu che conosci l’ambiente… sai mica chi é?

    http://i.ytimg.com/vi/IUFase4U36k/0.jpg

  7. lelesguizzero ha scritto il 24 Agosto 2010 20:01

    4 about white: tu chiedi e arturino risponde:

    question n.1

    1) Purtroppo in Italia facciamo un ping pong da italiani, cioé da furbetti cronici, lavoriamo la palla, la “sporchiamo”, ci teniamo la nostra bella panzetta anche in seconda o 1a categoria. E’ con questi giocatori che si fanno le ossa i nostri ragazzini.

    But… uer we uonna go?

    Answer Arturino: we’ll go to defecare coi pinguins to the Equator……di questo passo non mi stupirei di vedere nonno ivan con la camiseta azura!!!

    Question n.2:
    2)Tu che conosci l’ambiente… sai mica chi é?

    http://i.ytimg.com/vi/IUFase4U36k/0.jpg

    Costui è sua eminenza illustrissima eccellentissima lo sciannizzero d’oro……….colui che in nemmeno 6 anni ha portato il tt italico dove nessuno lo avrebbe mai pensato…….a trionfare in europa

    PS ma perchè nessuno, a parte l’unico inimitabile duro e puro GWT, delle 2 sole coppie iscritte nel doppio a point of bridge o delle numerosissime rinunzie delle equipes ai scempionscips a squadre????

    Non posso esimermi dal riportare l’ennema perla dello slavo a libro paga faitet:

    “Nel decisivo doppio la coppia italo-inglese è riuscita nell’incredibile performance di perdere tre set ai vantaggi vincendone solo uno però in maniera netta. I “nostri” (ci ha riferito Joze Urh) hanno buttato via una partita dove sono stati sprecati vantaggi tipo 10-7, 10-9. 7-3 etc. ”

    E mentre tutto ciò accadeva dove si trovava la slavo??? forse faceva una partita di ramino pokerato??? o leggeva il manuale del piccolo slavo??? o firmava autografi??? o semplicemente sorseggiava un kinotto seduto al bagno calimba de launa???

    Jozé un homme un why…………

    ma why non vai a defekare in slovenia????

  8. Alberto Vermiglio ha scritto il 25 Agosto 2010 15:13

    Sguizzero .. ho il tuo indiriss, e le ton nombre de telfòn avec le prèfiss just!
    Noio vulevòn savuar l’indiriss…….. Ma ti lascio stare …
    come diceva Franco Alfano l’interista in Eccezzziunalo Veramènt’!…
    Cara mia moglie è una strega e mia suocera una stronza.. Vi ringrazio per la partecipazione ma la farsa è finita..!
    Il vaso ming (Yan) lo lascio stare? ..tac.. lasciato stareee!! ..
    La brocc di purcellan’ la lascio stare?.. non la lascio stare? allora la rooompo!
    Zènti bbèll!.. ma peccasso! in quel filmo.. ci ztava anche ..i Zlavo!
    Brava pessona.. cume se dice..? Zlavi Brava Ggènte.. mariti, mogli, cettero, eccettero!
    E Non metter i’mmezz iGGivvuttì che scrife zèmpr quello chi pènz!.
    Capitt.. fiamo i spurcellamènt che, cume se sa, indebbolisce l’inguino!

    pi.esso.
    Ma Mutti tira o para?
    e chi gli ha insegnato a giocare che fine ha fatto?

    Di Duri c’è ne pochi..,
    Di Puri ..anche meno!

  9. lelesguizzero ha scritto il 25 Agosto 2010 23:05

    4 GWT: above u vrait:

    “Di Duri c’è ne pochi..,
    Di Puri ..anche meno!”

    Lo so……..c’è chi ha avuto la sua telecamerina…..

    chi la sua trasfertina…….chi la sua scatolina di OO……….chi la sua tombolina…..

    e se ne stanno tutti in posizione di little sheet……..

    ma come diceva mia zia federica………..
    l’importante è che non manchi mai la ****!!!

  10. about.blank ha scritto il 29 Agosto 2010 18:16

    Lanzichenecco! Uot’s ” little sheet ” ???

  11. Alberto Vermiglio ha scritto il 29 Agosto 2010 21:20

    sai Sguizzy
    la telecamerina credo dia solo propria soddisfazione…..
    perchè credo proprio che costi di più mantenersela che non quello che gli frutta..
    cioè zero… poi ognuno per la “roba antica” si arrangia nel suo…
    :-)) e mica solo al calimba de launa si trova quella roba..
    ..
    e comunque penso proprio che ci vorrebbero 1000 telecamerine per far pari con le colpe “ancestrali” di chi è nell’ambient da una vita..
    ha creato i mostri e le situazioni
    poi le ha votate, poi le ha difese, si sarebbe fatto dare ..ovunque per tenerle a vita h.. dunque ha visto bene di votare il prosieguo e ora.. piange strilla … ma di combattere poco o niente…
    la situescion è sempre quella..
    fai merenda con girella..

  12. lelesguizzero ha scritto il 31 Agosto 2010 00:17

    Nescional tim:

    seretti nella nescional italica è un segnale forte e chiaro…….

    se la camiseta azura vuoi indossare,
    per quella rosso-blu devi passare!!!

    4 about: chiedo sorry……..mi correggo: little sheep!!!

  13. lelesguizzero ha scritto il 1 Settembre 2010 00:53

    Le perle di jozè:

    “Posso dire che lo conosco molto bene visto che negli ultimi anni siamo stati assieme circa 100 giorni all’anno e l’ho seguito in circa 100 partite all’anno che vuol dire assieme più di 400 giorni e circa 400 partite seguite e

    posso garantire che lui ha intenzione seria di diventare un giorno un campione”.

    Che strano…tutti noi pensavamo che il medagliato leo volesse diventare un giorno un lanciatore di freccette!!!

    Dalle alpi al monte siculo………
    ah josé ma perche’ non te ne vai a……..ulo????

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