In Italia, negli ultimi tempi.
4 Settembre 2010 da Ping Pong Italia
del Drago Rosso
La Fitet non si stanca mai di distinguersi per le sue prodezze. L’ultima è notevole. Titolo dell’articolo sulla partecipazione di Leonardo Mutti all’Olimpiade giovanile di Singapore: «Mutti chiude con tre vittorie e tre sconfitte». Se andate a leggere dentro, non è nemmeno scritto in che posizione Mutti ha concluso il torneo individuale (21o posto). Nel pezzo precedente, era stato detto che gareggiava per le posizioni dalla 17 alla 32, in quello conclusivo nemmeno una parola. Per la gara a squadre miste, invece, visto che Mutti ha vinto il girone della seconda categoria, l’autore è stato ben attento a dire che si è piazzato 17o, vale a dire in testa ai poveracci che stavano lì a battersi per un torneo di consolazione). Comunque, 3 vittorie e 3 sconfitte sembrano un buon risultato per l’autore dell’articolo. E magari c’è qualcuno, fra le tantissime pecore che popolano il tennistavolo italiano, che ci crede pure. E comunque, se uno scrive in quel modo, sa già che saranno parecchie le pecore che ci crederanno. Così, ci avviamo verso un’altra stagione di fallimenti, che saranno naturalmente coperti dalla propaganda Fitet. Siamo allo sfacelo, tecnico e organizzativo, ma i dirigenti fanno festa. Vediamo un po’, allora, cosa è successo davvero negli ultimi tempi, e cosa si prospetta.
ORO EUROPEO
Cominciamo con l’unica nota positiva vera, l’oro di Leonardo Mutti nella gara allievi (non «cadetti», per favore, smettiamola con le traduzioni maccheroniche, i cadetti sono un’altra cosa e un’altra categoria) agli Europei giovanili. Precisiamo: la nota positiva è il risultato, non il significato tecnico. Il risultato sul campo è sacro (a meno di episodi clamorosi di arbitri corrotti o episodi di antisportività, e naturalmente non è il caso della vittoria di Mutti), ma il significato tecnico è tutt’altra cosa. E a questo proposito sono due gli aspetti da far notare. La prima: il livello tecnico di questi Europei giovanili è stato davvero misero, si sprofonda sempre più nei movimenti osceni, nell’assoluta mancanza di una pur minima idea di gioco, nella totale assenza della giusta coordinazione di corpo e gambe. Uno schifo. La seconda: avevo visto Mutti due anni fa a Terni e ne avevo ricavato un’impressione positiva, sia pure con alcuni limiti, ma adesso la sensazione è che si sia quasi del tutto bloccato nello sviluppo tecnico e, soprattutto, del gioco. Qui siamo di fronte a un ragazzo, con belle doti, che si perde nei giochettini sul tavolo, l’attacchino col rovescetto, il punto preso qua e là senza una organizzazione di gioco. Poi, se quelli più forti di lui incappano in una cattiva giornata, si eliminano a vicenda o si trovano di fronte avversari che, per caratteristiche tecniche, danno loro fastidio, beh, questo non fa diventare la vittoria di Mutti come un colpo di fortuna, ma di significato tecnico quasi nullo sì.
PARAGONI CON BISI
I paragoni con Giovanni Bisi, che aveva vinto l’oro degli allievi nel 1975 è meglio non scomodarli, tanta è la differenza di livello fra i due e la forza degli avversari, a quei tempi Bisi dovette compiere un’impresa contro giocatori tostissimi e tecnicamente di un’altra categoria rispetto a quelli di oggi. Altra notazione importante: Bisi, prima di quegli Europei giovanili, andò ad allenarsi per due settimane a Senigallia, sotto la guida di Enzo Pettinelli. E’ lo stesso Bisi, oggi, a far notare che si ritrovò in una organizzazione del lavoro, in un sistema di allenamento, in una concezione del tennistavolo e in una idea di gioco completamente diversi e per lui sconosciuti fino ad allora e ritiene che molta parte di quella vittoria sia dovuta proprio a quelle due settimane a Senigallia. Fra l’altro, Bisi ebbe come sparring partner nientemeno che Costantini e Appolloni, insomma, una preparazione tecnica e tattica che i ragazzi della nazionale attuale possono solo sognarsi. Ma c’è un’altra differenza che mi piace sottolineare e non ha alcunché a che fare con l’aspetto tecnico. Quando Bisi vinse quell’oro, alla finale erano presenti tanti dirigenti del tennistavolo italiano, compreso il presidente Penna, oltre ai famigliari di Bisi, al resto della squadra azzurra e a tanti tifosi. A fare il tifo per Mutti, nella finale, sapete quanti ce n’erano? Nessuno. Era rimasto solo il tecnico Urh, perché doveva starci per forza. Tutti gli altri azzurri? Erano già ripartiti per l’Italia. La Fitet, che fa grandi proclami per una possibile medaglia di Mutti, quando poi organizza il viaggio della nazionale fa i biglietti aerei per il ritorno «prima» della finale del singolo allievi. Bella fiducia! Ma non basta. Il presidente Sciannimanico dov’era? Non era lì a sostenere il «gioiello azzurro»? E gli altri dirigenti? Ebbene sì, Mutti era rimasto solo soletto. Mentre i dirigenti della Fitet si sciacquano la bocca con i loro «nuovi campioni», questi non hanno nemmeno lo straccio di un applauso, di un sostegno da parte dei loro dirigenti. Congratulazioni vivissime! Curiosità finale: senza Sciannimanico, Mutti ha vinto l’oro a Istanbul; con Sciannimanico presente, a Singapore, Mutti ha perso, e ha perso anche con giocatori europei. Ma guarda un po’ che coincidenza: il presidente non c’è, vince, il presidente c’è, perde!!!
OLIMPIADE GIOVANILE A SINGAPORE
Ma torniamo alle gare. La riprova del vero livello tecnico di Mutti si è avuta immediatamente a Singapore, dove ha perso con due europei nei girone. Ma insomma, il campione europeo allievi si trova due europei nel girone e perde con tutti e due? Ma stiamo scherzando? E poi dobbiamo assistere al quadruplo salto mortale carpiato e avviticchiato del cronista della Fitet che trova tutte le scuse per questa eliminazione. Ma qui siamo di fronte a un vero capolavoro del rovesciamento della realtà, che si conclude con i fuochi d’artificio, quel «Mutti chiude con 3 vittorie e 3 sconfitte» di cui parlavo prima. Naturalmente, pur nello squallore del livello tecnico anche in campo mondiale (le conseguenze delle varie rivoluzioni dell’Ittf sono sempre più evidenti), è apparso chiaro che Mutti non può competere con i migliori, a dispetto della sua posizione nella classifica internazionale allievi. In proposito, è bene ricordare che la sua qualificazione all’Olimpiade è avvenuta solo grazie alla partecipazione a un torneo minore. Questo, chiarisco, non vuol dire che sia stato un imbroglio, il regolamento lo consentiva e l’Italia ne ha approfittato. Il problema è che quel tipo di regolamento è sbagliato. Tanto per capirci, in altri sport si prendevano solo i tornei più importanti. Il risultato è stato che Mutti si è qualificato, ma quando è arrivato a Singapore è andato a scontrarsi con realtà superiori. Non voglio dire che lui non possa diventare forte, ma ha bisogno di impostare rapidamente un gioco, se continua così è già perduto. Ultima notazione su Singapore. Il presidente dell’Ittf, Sharara, ha dichiarato che 32 giocatori erano pochi, ne vuole almeno 48. Scusate tanto: alle Olimpiadi maggiori si riducono i giocatori da 3 a 2 per ogni nazione, pur di cercare di tagliare le gambe alla Cina, e poi alle Olimpiadi giovanili si chiedono più giocatori? Come volevasi dimostrare: continuiamo a prenderci in giro. Dimenticavo: è stato detto che il cinese qualificato per Singapore non ci è andato perché era infortunato. Balle! Stava benissimo. La Cina non lo ha mandato apposta: volete vincere qualche medaglia? Bene, ecco l’unico modo per farlo: senza nostri giocatori. Prendetevi pure l’oro olimpico giovanile e sbattetevelo sapete dove!
MONDIALI E RIVISTA FEDERALE
Ma l’apoteosi si raggiunge con i Mondiali a squadre. Premessa: qual è la manifestazione più importante per uno sport? I Mondiali sicuramente. E soprattutto per quegli sport che non hanno la fortuna delle trasmissioni Tv, se non per pochissime ore, una federazione dovrebbe fare uno sforzo per dare il massimo risalto alla gara più importante. Tanto per andare sul concreto: dei Mondiali di Mosca, finale femminile, con la clamorosa sconfitta della Cina contro Singapore, Eurosport ha trasmesso la bellezza di 5 minuti. Avete letto bene: 5 minuti!!!!! Cinque come i punti esclamativi che ho messo io. E con i nomi delle giocatrici completamente sbagliati. Per il resto, festival delle partite della Germania. Sai che goduria. Bene, uno si aspetterebbe che la rivista federale riportasse almeno qualche notizia in più, per spiegare cosa è successo. Più di 30 anni fa, quando i soldi a disposizione erano la centesima parte di quelli di oggi, il rimpianto Luigi Zuccarini costruiva numeri speciali della rivista federale sui Mondiali, con metà giornale dedicato alle gare, risultati, commenti, descrizioni delle partite più importanti. Adesso, sulla rivista federale in uscita dopo i Mondiali a squadre, sapete quante pagine sono state dedicate alla gara più importante del nostro sport? Due. Avete letto bene anche in questo caso: due. E i punti esclamativi nemmeno li metto, altrimenti dovrei occupare tutto lo spazio del blog di Massimo. Nello stesso numero della rivista federale, c’è il resoconto dei campionati italiani a Ponte di legno. Una gara che interessa tutti gli appassionati, per carità, ma di altra categoria rispetto ai Mondiali. I campionati italiani si sono svolti dopo i Mondiali, quindi c’era meno tempo per preparare i servizi. Sapete quante pagine hanno occupato? Tredici. Quindi, per la Fitet, Campionati italiani battono Mondiali 13-2. Poi, naturalmente, arriva il sospetto, che i leccapiedi della Fitet definiscono «maligno»: vuoi vedere che ai Mondiali sono state date solo 2 pagine perché le Nazionali azzurre hanno fatto quel po’ po’ di brutta figura? Basta andare a confrontare con altre edizioni, anche in Paesi più lontani, nelle quali gli azzurri hanno avuto risultati anche solo minimamente più positivi, e si scopre che il sospetto non è maligno, ma legittimo. Due pagine soltanto per i Mondiali della doppia retrocessione dell’Italia. Congratulazioni!!!
MONDIALI E RETROCESSIONI
E arriviamo alla sostanza del discorso a proposito dei Mondiali. A Mosca, entrambe le squadre, maschile e femminile, non sono riuscite a restare in Prima divisione, fallimento totale, risultato mai verificatosi nell’intera storia del tennistavolo italiano. Bene, qual è l’informazione che appare, prima sul sito, poi sulla rivista federale? Che non c’è retrocessione. O meglio: che c’è la retrocessione solo per gli uomini. Insomma, siamo ai confini della realtà. Ma vediamo meglio cosa è successo.
REGOLAMENTO
Il regolamento dei Mondiali prevede questo: delle 24 squadre partecipanti alla Prima divisione, le prime 18 classificate hanno diritto a giocare in Prima divisione anche nella successiva edizione dei Mondiali a squadre; acquisiscono lo stesso diritto anche le prime due della Seconda divisione, in questo caso Svezia e Turchia, che, pur risultando classificate al 25o e al 26o posto, stanno davanti alle squadre classificate dal 19o posto in giù come diritto a giocare in Prima divisione nei successivi Mondiali a squadre. Questo per garantire un ricambio obbligato da una divisione all’altra. Quindi, l’Italia, 24a fra i maschi e 19a fra le donne, ha perso il diritto a giocare in Prima divisione nei Mondiali del 2012, che si terranno a Dortmund, in Germania. In questo modo, le squadre aventi diritto a giocare in Prima divisione nei successivi Mondiali sono 20. Siccome la Prima divisione è composta da 24 squadre, ne servono altre 4. Vengono scelte in base alla classifica a squadre prima dei Mondiali successivi. La classifica a squadre (visibile sul sito dell’Ittf in una apposita sezione distinta da quella della classifica individuale) si fa in questo modo: si prendono i 3 giocatori/giocatrici di ogni nazione con la classifica individuale più alta e col computer vengono simulati gli incontri fra ogni nazione e tutte le altre, col principio che il giocatore con più punti individuali batte quello che ne ha di meno. L’ordine dello schieramento è dato dalla posizione dei giocatori: il più in alto nella classifica individuale gioca da numero 1, quello successivo da numero 2 e l’ultimo da numero 3. Ogni vittoria in queste sfide virtuali al computer vale 2 punti. Se andate a guardare la classifica mondiale a squadre vedete che fra i maschi la Cina è in testa con 284 punti (perché vince tutti i 142 incontri con le altre squadre), davanti alla Corea del Sud con 282 (che perde solo con la Cina) e così via; fra le donne la Cina ha 222 punti (vince tutti i suoi 111 incontri) e Singapore 220 (perde solo con la Cina). Nella classifica di agosto, l’Italia maschile è 33a, l’Italia femminile è 20a.
RIPESCAGGIO
Cosa succede a questo punto? Se una squadra ha guadagnato il diritto a stare in Prima divisione (fra le prime 18 a Mosca o fra le prime 2 della Seconda divisione, sempre a Mosca), potrà anche risultare in ultima posizione, perché le sue giocatrici magari avranno avuto un tracollo abissale nella classifica individuale, ma giocherà comunque in Prima divisione nel 2012 a Dortmund. Chi non ha questo diritto dovrà cercare di stare nelle prime quattro squadre che non sono riuscite a stare fra le prime 18 della Prima divisione a Mosca o a fra le prime due della Seconda divisione. L’Italia maschile è 13a fra le squadre che non hanno questo diritto, quindi non ha alcuna speranza di essere ripescata. L’Italia femminile è 3a, quindi, se mantiene questa posizione fino alla vigilia dei Mondiali di Dortmund, sarà ripescata in Prima divisione. Davanti all’Italia, che ha 184 punti, ci sono l’Austria (202 punti) e la Repubblica Ceka (190). Alle sue spalle ci sono Francia (182), Tailandia e Serbia (178), Slovacchia (174). Il problema è: come mantenere questa posizione? Ma soprattutto, tornando al punto di partenza: l’Italia non ha più il diritto a stare in Prima divisione. Il regolamento non usa il termine «retrocessione», ma usa il concetto di «avere diritto», il che non cambia la questione. L’Italia, in base al regolamento, non ha questo diritto. Tornerò fra poco ad analizzare le possibilità dell’Italia femminile (quelle dell’Italia maschile sono nulle) di tornare in Prima divisione. Per il momento, vado al motivo che ha causato questa lunga spiegazione: la versione della rivista federale su cosa è accaduto veramente a Mosca.
DISCRIMINAZIONE SESSUALE
Il cronista della rivista federale, quindi, sostiene, anche se usa il virgolettato della Batorfi, che non c’è stata retrocessione della squadra femminile. Intanto, comincia con lo scrivere: «Contrariamente a quanto pubblicato da qualcuno…». Bene, il «qualcuno» che non viene nominato è la Gazzetta dello Sport, che ha scritto, correttamente, che l’Italia ha subito una doppia retrocessione (lo ha fatto anche questo blog, che però non esiste per la Fitet). Ma perché mai la rivista federale non nomina la Gazzetta dello Sport? Mah, mistero! Comunque, chi legge il blog adesso sa chi è questo «qualcuno». Batorfi spiega, senza entrare nei particolari come ho fatto io, che c’è la possibilità di giocare ancora in Prima divisione grazie alla classifica a squadre. Tutto esatto. Il punto è che, poco prima, il cronista federale, a proposito della squadra maschile, ha scritto testualmente: «La squadra maschile per la quale la salvezza era già in partenza il massimo risultato ottenibile, e dunque la retrocessione dalla championship division non è una sorpresa…». A parte il fatto che il cronista chiama «championship division» quella che io definisco Prima divisione (fa niente, l’importante è capirsi), lui sostiene che l’Italia maschile è retrocessa. E allora, dovrebbe spiegarci questo misteriosissimo mistero: come mai l’Italia maschile è retrocessa e quella femminile no? Entrambe le squadre non hanno conservato il diritto a giocare in Prima divisione, ma gli uomini sono retrocessi, le donne no. Qui siamo davvero ai livelli della teoria della relatività di Albert Einstein. Accetto spiegazioni dal cronista. Saprà fornirle? Dubito fortemente. Il punto è che il «qualcuno» aveva ragione, la rivista federale al 50%: ha ragione sugli uomini, ha torto sulle donne. Ma, parlando seriamente, è mai possibile leggere cose di questo genere? Per sostenere una tesi, si arriva a dire il contrario di quello che si è sostenuto poco prima. E comunque, tornando al discorso originario, finché ci sono le pecore pronte a belare, si può dire e scrivere tutto quello che si vuole, quelle continuano a belare e a farsi tosare.
LA CORSA A OSTACOLI
E adesso andiamo alla sostanza del discorso tecnico. Batorfi ha ragione a sostenere che si può tornare in Prima divisione, ha torto a dire che l’Italia non è retrocessa in Seconda divisione. Ma il problema fondamentale non cambia: come si fa a tornare in Prima divisione grazie alla classifica mondiale a squadre? La stessa Batorfi fa notare che c’è bisogno di far giocare molti tornei a Tan Wenling, per poter sperare che migliori la sua classifica individuale. Così, anche quella a squadre migliorerà o quantomeno sarà sufficiente a restare fra le prime 4 escluse delle «aventi diritto», così da poter giocare in Prima divisione anche a Dortmund nel 2012. Il problema, però, è molto più vasto e profondo. Intanto, si deve parlare anche di Laura Negrisoli, che ha rifiutato di giocare ai Mondiali, cosa che la rivista federale e il sito della Fitet si sono guardati bene dal dire. Anche questo lo ha scritto la Gazzetta dello Sport, che non mi risulta abbia mai avuto una smentita in proposito. E poi, fatto più importante, è stata proprio la Negrisoli a dichiarare di aver rinunciato alla chiamata. Quindi, su questo punto non c’è discussione. E allora, se Laura, attualmente n. 141 nel mondo, non giocherà gli Europei a settembre, uscirà dalla classifica mondiale perché quella è stata l’ultima gara internazionale che ha fatto nell’ultimo anno. Di conseguenza, il suo posto come numero 3 nella formazione virtuale per la classifica mondiale a squadre sarà preso da Wang Yu, n. 201. Quindi, l’Italia perderà qualche incontro in più al computer, perché la numero 3 ha meno punti della diretta avversaria di qualche altra squadra, a cominciare dalla Francia, che è dietro di soli 2 punti e passerebbe al terzo posto, con l’Italia quarta, ultimo posto disponibile per la Prima divisione nel 2012. Ma anche Wang Yu uscirà dalla classifica, visto che aspetta un bambino, quindi la numero 3 dell’Italia, negli incontri al computer, diventerà Debora Vivarelli, n. 514. Dico subito che non si può considerare la Steshenko, n. 438, perché non può giocare per l’Italia, non avendo il passaporto. Quindi, invece di avere la n. 141 come numero 3, avremo la n. 514. Certo, Vivarelli potrà anche migliorare la posizione, ma di quanto? Non abbastanza. Gli incontri al computer con le squadre che in questo momento seguono l’Italia nella classifica mondiale a squadre non saranno più vinti, ma persi, e l’Italia andrà fuori dalle prime 4 non aventi diritto. Le squadre che stanno dietro hanno pochissimi punti di distacco, basano 2 sconfitte, invece di 2 vittorie, e l’Italia si ritrova settima-ottava delle non aventi diritto alla Prima divisione. E non è finita, perché a questo punto consideriamo anche la situazione di Tan Wenling, che è ferma ai Mondiali di Mosca. La sua classifica continua a peggiorare, ora è n. 92, lei compirà 38 anni a ottobre, ma quanto potrà resistere ancora? Intanto, si sono svolti i tornei del Pro Tour in Egitto e Marocco e nessuna italiana ha partecipato. Stefanova era iscritta ma non ci è andata, perdendo così punti in classifica per la rinuncia a quelli dell’Egitto, comunicata dopo essere stata inserita in tabellone. Erano due tornei ideali per le azzurre, non di altissima difficoltà, in cui sarebbe stato possibile prendere almeno i punti bonus per i piazzamenti. Invece, niente. Ma è lecito sapere quali sono i programmi federali? L’attività dovrebbe essere più intensa proprio per cercare di risalire nelle classifiche mondiali individuali e invece gli azzurri spariscono dalla circolazione. In questo modo, con la discesa anche di Tan Wenling nella classifica individuale, l’Italia andrà ancora più indietro anche in quella a squadre. Il settore tecnico della Fitet ha la minima idea di come si potrà fare per smentire la Gazzetta dello Sport e dire che l’Italia femminile non è retrocessa in Seconda divisione? A ulteriore conferma della mia analisi, sono uscite intanto le classifiche mondiali individuali di settembre (per quelle di squadra ci vorrà ancora qualche giorno, salvo prodezze dell’addetto al computer che accorcerà i tempi): Stefanova è scesa dal n. 73 al n. 80, Tan Wenling dal n. 92 al n. 98. La discesa è inarrestabile e porterà alle conseguenze di cui ho parlato. E comunque: l’Italia femminile è retrocessa.
CONCLUSIONI
Le conclusioni sono sempre lo stesse, purtroppo. Assistiamo al progressivo e clamoroso tracollo del tennistavolo italiano senza che alcuno abbia il coraggio di protestare, di fare qualcosa per impedirlo. Tutti servi dei potenti.



Proprio mentre veniva pubblicato questo articolo, la Fitet ha fatto sapere le convocazioni per gli Europei. Laura Negrisoli non c’e', quindi da ottobre non comparira’ piu’ nelle classifiche mondiali. Quindi, nella prossima classifica a squadre, se non ci saranno grandi novita’, l’Italia sara’ scavalcata dalla Francia (e retrocedera’ al quarto e ultimo posto che da’ diritto alla Prima categoria ai Mondiali a squadre 2012), perche’ la numero 3 francese ha piu’ punti della nostra numero 3, che diventa Wang Yu. Ma lo diventa solo fino a marzo, quando anche lei uscira’ dalla classifica mondiale, visto che la sua ultima gara internazionale risale proprio a marzo 2010. Da marzo, quindi, la numero 3 sara’ Vivarelli e nella competizione virtuale del computer l’Italia rischiera’ di perdere altri confronti diretti e altre posizioni in classifica. Poco alla volta, il disastro annunciato, e facilmente prevedibile, si sta concretizzando.
4 red dragon: above u vrait:
“Poco alla volta, il disastro annunciato, e facilmente prevedibile, si sta concretizzando”.
1) Poco alla volta???
A me pare molto alla volta…..in nemmeno 6 anni lo sciannizzero ha reso possibile quello che nessuno poteva nemmeno immaginare…..
2) si sta concretizzando??? Si è già concretizzato.
Osservando le assenze agli italian scempionscips e i ritiri delle squadre dai campionati………molti ex pongisti dimostra finalmente di aver compreso che c’è di meglio da fare nella vita…..che spendere il proprio time e il proprio dinero partecipando a tornei di pingeponge……..
ragazzi da molto tempo ve lo dico,
pensate bene dove mettere il dito,
e per fare poca fatica…..
molto meglio metterlo nella ****
about italian convocations for europei:
su 9 player complessivamente convocati, solamente 6 sono tesserati per l’equipe con la camiseta rosso-blu……..sinceramente mi aspettavo almeno 8 su 9……….
sarà per i mondiali!!!!
PS mi chiedo ancora come sia possibile che ancora molti player spendano il proprio time e il proprio dinero partecipando a tornei di pingeponge……..
Caro pongista,
se in nazionale vuoi esser convocato,
sai bene con chi devi esser tesserato,
altrimenti non sei gratificato,
e diventi un po’ scog***nato……..
in conclusione non conviene fare fatica,
per questo meglio dedicarsi alla f***!!!
PS qualcuno potrebbe spiegare ad arturino e immagino a molti altri…..come sia possibile per i 2 nati da genitori esteri in paese estero avere 2 società di appartenenza?
@ RIVISTA FEDERALE
Non mi sarei mai aspettato questo “amarcord” … dai Drago sono, appunto, passati trentanni: eravamo nel secolo scorso!
Non esisteva il WEB: bisognava vedere le partite sul luogo, recuperare i risultati in sala stampa (quando c’erano), scattare foto infiltrandosi tra gli addetti ai lavori, scrivere gli articoli anche con l’aiuto di improvvisati collaboratori e ecc. ecc. ecc., insomma, … bisognava farsi un mazzo così!
Oggi, nel terzo millennio, si confonde spesso il professionismo con la professionalità.
Ciao a tutti, belli e brutti.
i guru della gestione aZZiendale enfatiZZano sempre sull’importanZZa di investire nelle risorse umane….mi chiedo spesso cosa caxxo li scrivono a fare quei libri ..se poi , immancabilmente la realta’ è un altra…spesso al posto giusto non ci sono mai
le persone giuste, spesso le cose vanno all’incontrario di come dovrebbero andare, quasi sempre la colpa è dei molti che si inchinano ai pochi…
noi tutti siamo responsabili di questo ” UFFICIO COMPLICAzzIONE AFFARI SEMPLICI”….
MI CHIEDO PERCHè MAI LE COSE NON VANNO COME DOVREBBERO,NONNOSTANTE QUANTO SOPRA ATTINGO AD UNO DEI MIEI LIBRI PREFERITI….
La legge della Prospettiva
Gli effetti del marketing si manifestano in tempi lunghi. Gli effetti a lungo termine spesso sono l’esatto contrario di quelli a breve.
La legge dell’ eccezionalità
In ogni situazione sarà una sola mossa a dare risultati rilevanti. La storia insegna che l’unica cosa che funziona nel marketing è il colpo eccezionale, audace.
ECCO COSA MANCA….QUALCOSA DI AUDACE….
DENTRO I GIOVANI…FUORI I SENATORI !!
…..COSTANTINI DIRETTORE TECNICO !!
siamo alla frutta. anzi la frutta è marcita
ciao a tutti
4 zanzi: above u vrait:
“COSTANTINI DIRETTORE TECNICO !!”
E se anche fosse??????????
Finchè ci saranno in giro personaggi come er mesciato, mattew 49ners, lo slavo, il bulgaro, la moglie dello slavo, dove kaxxo pensi che annamo???
Per non parlare poi di alessiuccia nostra…..che non ha mai fatto un kaxxo per i pongisti……..
un costantini non fa primavera!!!
….sguaZz…sguoZZZ sguiZZ….
sopra ho parlato di scelta audace……….
costantini è la prima……. !!!
coming soon http://www.pingpongdragorosso.it
Vergogna senza fine. Le azzurre perdono 3-1 contro la Grecia all’esordio negli Europei. Il cronista federale non sa più come nascondere questo sfacelo e confessa, testualmente: “Che dire? Con alti e bassi come questi commentare le partite diventa quasi difficile come giocarle”.
Già, trovare scuse diventa sempre più difficile, se non impossibile. Stefanova e Tan Wenling hanno perso entrambe con la Ntoulaki, n.150 del mondo. Ecco il risultato della grande programmazione tecnica federale, ecco il risultato della completa mancanza di impegni agonistici per le azzurre, assenti da tempo immemorabile dalle competizioni internazionali, con le conseguenze che si vedono. Ora, considerata l’inconsistenza tecnica delle altre avversarie del girone, magari le azzurre supereranno il turno e andranno agli spareggi per la promozione, ma niente può cancellare questa ennesima figura di merda. E, per finire, come numero 3 è stata immolata la povera Turrini, che niente poteva fare. Ricordate i processi a Laura Negrisoli, accusata un anno fa di essere la responsabile della retrocessione dell’Italia? Ecco qua le conseguenze. Siamo senza numero 3, e non per colpa di Turrini o Vivarelli, ma per colpa del settore tecnico federale. E fa piacere constatare come, su altri forum, tutto passi sotto silenzio, come si conviene alle pecore, mentre impazzano le discussioni sull’aumento dei prezzi dei materiali e altre stronzate del genere. Degni dirigenti eletti da degni ignoranti e incompetenti e da degnissime pecore. Ecco cos’è il tennistavolo italiano!
il draghetto e il silenzio assordante…. magari è perchè non si vuol sparare sulla croce rossa…
personalmente, ho cose più importanti da fare, come per esempio provare a creare un movimento giovanile (mi aspetto un commento salace dallo sguaix), per perder tempo a sparare su un cadavere ormai in decomposizione come la nazionale femminile…………………….
anzi, più che in decomposizione oserei dire che è già SEPOLTO…
requiem………..
Caro Drago, la tua conclusione mi sembra incompleta. Ma hai considerato che anche se le pecore volessero vivere un giorno da leoni devono fare i conti con la democrazia truccata dello statuto e della tabella voti? Come sarà il nuovo statuto che sarà approvato a Rimini per il quale si sono scomodati anche due presidenti regionali (Lentini e Curcio)? Sicuramente questi ultimi si sono battutti e ribattuti per una più ampia partecipazione delle società. Infatti, come si dice in giro, non cambierà nulla.
Poche e fidate società degli amici:
il mesciato,
il pugliese assai legato,
il torinese apparentato,
il catanese miracolato,
qualche sardo avvicinato,
il genoano nuovo entrato,
e qualche acquisto di mercato,
rieleggeranno lo stempiato.
Caro Braccobaldo mi sa che lo show te lo hanno rubato !
Niente di nuovo sul fronte occidentale … le poltrone, anzi
gli sgabelli di legno, fanno gola in un mondo povero !
La cosa importante è sedersi al tavolo dei potenti, va bene,
anche se per fare i buffoni di corte o i vassalli !
Lo sconquasso è definitivo: l’Italia ha fallito la promozione sia con gli uomini che con le donne. E se gli azzurri hanno almeno una piccola giiustificazione per aver incontrato l’Ungheria, più forte (e complimento a Rech, che ha battuto Jakab), per le azzurre siamo ormai allo sfacelo completo. Annunciate in pompa magna dalla federazione come pretendenti alla promozione, anzi sicure promosse stando a quello che era stato dichiarato l’anno scorso, subito dopo la retrocessione, Stefanova e compagne hanno fatto piangere. La sconfitta invereconda con la Grecia (poi battuta dalle insignificanti inglesi nel tabellone, a riprova dello scarsissimo livello della squadra che ha battuto l’Italia) ha causato il secondo posto nel girone e quindi il confronto con una delle prime degli altri gironi, la Russia, una squadra in caduta libera, ma non tanto da non trovare un materasso su cui atterrare e non farsi male: il materasso è l’Italia, appunto. Siamo oltre tutti i limiti della vergogna. E’ il fallimento totale della linea politica che ha cacciato Errigo e Costantini dalla guida delle nazionali. Complimenti alla presidenza federale, all’intero settore tecnico, hanno distrutto il tennistavolo italiano.
Colgo l’occasione per rassicurare Record: carissima, non mi sognerei mai di fare riferimento a te quando parlo delle pecore, so benissimo quello che fai per costruire qualcosa di buono in questo derelitto Paese. E comunque hai ragione: sepoltura!
Per quanto riguarda Braccobaldo, devo dire che ha perfettamente ragione nell’analisi che fa della situazione politica del tennistavolo italiano. Quello che, però, voglio mettere in rilievo a proposito delle pecore che non diventano leoni è che so benissimo quali siano le difficoltà derivate soprattutto da una infame tabella voti sulla quale non interviene il Coni. Il concetto che comunque mi preme sottilineare è che, anche a dispetto di tutte le condizioni contrarie, il semplice atto di ribellarsi, anche se si viene sconfitti, è importante. Oggi vincono i numeri della dirigenza Fitet, ma il seme può creare qualcosa di molto più forte di quei numeri. Se tutti dicono “è inutile lottare”, chi sta al potere avrà il compito ancora più facile.
Meno male che il tennis tavolo italiano si può rifare con l’organizzazione e l’elevato tasso tecnico dei tornei nazionali di casa Italia. E’ ironia ovviamente.. basta vedere la pochezza delle partecipazioni del torneo assoluto e di seconda categoria organizzato a Molfetta. Ma scusate, va ancora qualcuno a giocare i tornei assoluti? non è meglio cancellarli se non gioca nessuno…. avete visto il tabellone ad eliminazione diretta dell’assoluto di Molfetta? per me è inspiegabile una cosa simili… ai miei tempi (parlo solo di 6-7 anni fa) erano battaglie incredibili.. giocavano tutti ed era dura a volte passare il girone nell’assoluto. Tristezza…
In Italia, negli ultimi tempi……ma anche prima degli ultimi tempi…e prima ancora di prima degli ultimi tempi ….
STACCHETTO MUSICALE : Ornella Vanoni : Tristezza
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&v=cVbK6CkDlTY
sapete di cosa mi rattristo io?
domenica cè stato lo stage regionale….”PROGETTO GIOVANI”
si parla gia di chi ha smesso !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
QUESTO A ME DA TANTA TRISTEZZA !!
e questo mi da tanto da pensare………..
mi sa che qua neanche “greenpeace” ce la puo’ fare….
da noi ieri è arrivato un ragazzo nuovo….che ha mollato il tennis….
e noi lo abbiamo subito ” gommato” a nuovo e messo al tavolo…
anche questo succede nell’italia degli ultimi tempi….
il pensiero del di’ va a tutti quelli che……
Quelli che l’ha detto il telegiornale, oh yes!
Quelli che lo statu quo che nella misura in cui che nell’ottica, oh yes!
Quelli che non hanno una missione da compiere, oh yes!
Quelli che sono onesti fino a un certo punto, oh yes!
Quelli che fanno un mestiere come un altro.
zz&Quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire, oh yes!
Si chiude indegnamente, esattamente come si era cominciata, la gara a squadre degli Europei, con l’ennesima figuraccia dell’Italia femminile e con non buone notizie da quella maschile. Gli azzurri perdono 3-2 contro una Turchia che non schiera i migliori, cosa che il cronista federale si guarda bene dal dire. C’è solo l’esaltazione per la prova di Mutti nella partita contro la Bulgaria, con la stupefacente affermazione che l’Italia “ora può contare su 5 giocatori”, salvo poi starsene zitti quando perde con la Turchia B. E, a proposito delle scelte di Nannoni, delle sue passate dichiarazioni, si continua a non capire come mai abbia deciso di convocare Stoyanov: prima studiava e doveva dedicarsi a tempo pieno alla nazionale se voleva essere convocato, adesso continua a studiare e non può dare il tempo pieno alla nazionale. Ma prima non era convocato, adesso sì. La verità è che, a dispetto dell’esaltazione per Mutti, in evidente frenata tecnica, Nannoni si è accorto che non ha altri giocatori e quindi è costretto a convocare Stoyanov. Siamo alla frutta.
Per le donne, invece, siamo oltre tutte le vergogne. Si comincia con la figura di merda con la Grecia, si finisce allo stesso modo, stesso avversario, stesso risultato: 3-1 per la Grecia. E, soprattutto, stessa sconfitta della Stefanova con la Ntoulaki, n.150 del mondo, per chi lo avesse dimenticato. Due sconfitte con la n.150 del mondo. Congratulazioni. E in mezzo, nell’esaltazione delle cronache federale, vittorie della minchia contro avversarie ridicole. E giù la Fitet a pompare quelle prestazioni, per poi arrivare alla resa dei conti. Ancora più esilarante la cronaca dell’ultima partita con la Ntoulaki: Niko vince il quarto set 11-1 e il cronista scrive che l’ha annientata. A essere stata annientata è Stefanova, che perso due volte su due, oltre a tutte le sconfitte precedenti con la stessa Ntoulaki, ancora più gravi perché avvenute quando Niko era più in alto in classifica e la greca era oltre la 200ma posizione. Insomma, vergogna che si aggiunge a vergogna.
E, ancora più grave, le risposte che mancano: perché le azzurre non hanno disputato alcun torneo internazionale prima degli Europei? quanto lavoro hanno svolto? chi ha lavorato e quanto? che raduni sono stati fatti, per quanti giorni e chi vi ha partecipato? La verità è che ormai nella nazionale femminile c’è il caos completo, ognuno lavora per conto proprio con la società, il che equivale a dire che non lavora, visto quello che succede in Italia, dove c’è una sola società a dettare legge e nessuna esigenza di allenarsi duramente.
Ma arrivano anche le altre domande, destinate a rimanere senza risposta ufficiale, anche se ognuno queste risposte le conosce: perché sono state discriminate ragazze che sarebbero potute diventare molto forti? solo perché non appartenevano a una certa società? solo perché erano siciliane in molti casi? solo perché le loro società non votavano per il potere costituito? perché si porta avanti la Vivarelli, che passa dalla Sandonatese al Castel Goffredo, e sono ignorate Cavalli e Ridolfi? e via così, verso la distruzione totale.
Eccola l’immagine del tennistavolo italiano: Stefanova che perde sistematicamente con la n.150 del mondo. Niko, dopo il 2003, anno dell’oro europeo a squadre e del bronzo europeo nel singolo, sarebbe potuta diventare la più forte giocatrice europea per tanti anni. E’ ridotta a perdere con la n.150 del mondo, a cadere sempre più giù in classifica, a essere l’ombra della campionessa che sarebbe potuta essere. E tutti quanti sappiamo chi è stato l’artefice e il responsabile di questa catastrofe sportiva, che non riguarda più solo Stefanova, ma tutto il movimento del tennistavolo italiano.
E le pecore continuano a belare.
Che la squadra femminile sia in balia delle onde lo si sa da tempo (vedasi allontanamento Negrisoli), d’altra parte basta considerare che il mesciato sta sulla panchina da dieci anni per spiegare tutto. Nazionale = succursale di CG e di AS per le giovani femmine che fanno attività internazionale a carico Fitet. Lo stempiato ha sempre detto che gli allenatori si valutano dai risultati: se fanno bene si tengono se fanno male si mandan via. Infatti il mesciato sta ancora là. Ma forse è lui che tiene lo stempiato, ma dai co…..yotes.
Speriamo che il CONI possa commissariare presto la Fitet.
Consoliamoci con l’editoriale del presidente che sta sul sito. “L’evento dell’estate sono poi state le olimpiadi ………Nel tennistavolo il nostro alfiere Mutti non è stato fortunato ….” E che! Quando si perde c’è sembre una scusa? Una volta l’orario di mattina, poi la sfortuna, mai che si riconosca un demerito, un avversario più forte!!!!! Lo stempiato scrive ancora: “La calura estiva non ha poi frenato l’attività di formazione della Fitet, diretta sempre con grande lungimiranza da Matteo Quarantelli”. Ma non è Quarantelli che scrive i discorsi del Presidente? Che fa adesso si compiace da solo? Narcisista!!! Conclusione dello stempiato “…. sono orgoglioso di esser il Presidente”.
NOI NO.
Se le pecore cominciano a belare tutte insieme anche se son pecore si faran sentire.
Caro Drago, tu che sei sempre informato, posso farti una domanda? Sono un pò preoccupato per la prolungata assenza del pugliese che non si vede in giro da mesi. E’ il caso di scrivere a chi l’ha visto? Cosa è successo? Problemi?
”… Lo stempiato ha sempre detto che gli allenatori si valutano dai risultati: se fanno bene si tengono se fanno male si mandan via…”
Beh,non mi sembra…
Errigo che aveva vinto tutto è stato clamorosamente mandato via e da li’ in poi la fine.
Una caduta senza fine!!!
Batorfi che doveva prima essere l’allenatrice personale di Stefanova,in qualche anno l’ha portata quasi…fuori dalle prime 100 del mondo!
Non ha mai vinto una medaglia a squadre.
E’ riuscita nell’impresa di farci retrocedere e di arrivare 22esimi ad un europeo,perdendo con pizza e fichi!
Perdiamo con nazionali che una volta prendevamo in giro.
Una volta convoca Stechenko e poi scopre che non puo’ giocare!, Turrini spunta da un giorno all’altro dopo anni di oblio, Vivarelli quando firma per Castelgoffredo, e tutte le altre che fine hanno fatto?
Ai Mondiali retrocede
E poi le…”interviste ridicole” dove si legge tutto e il contrario di tutto…”ci siamo preparate benissimo=siamo retrocesse”
In qualsiasi sport un allenatore con tutti questi sistematici risultati negativi
sarebbe stato esonerato da tempo!
E chi è stato in questi anni responsabile del settore giovanile?
Confermatissimo/i!
Non mi sembra proprio che questa federazione premi la meritocrazia.
Per questo viene da pensare male…
il motivetto del mese… è
“… tutti al mare …tutti al mare..
a mostrare le chiappe chiare….”
MI CHIEDO ….QUELLE BELLE DEMOCRAZIE…
UNA TESSERA UN VOTO,ELEZIONE DIRETTA DEL PREMIER……SCELTA DEL CANDIDATO…PARTECIPAZIONE ALLA VITA POLITICA,SENTIRSI COINVOLTO..
MAH….. FORSE LEGGO TROPPO… …
e a voi che vi fate le pippe sulla naZZionale ….UN AUGURIO …
“Più pilu per tutti!” ….
“questa è una storia di pura fantasia,ogni riferimento a persone,fatti ,luoghi è puramente casuale “
lo sconquasso continua. Niko fuori.
Senza parole …. e loro senza vergogna