La solita storia

20 Ottobre 2010 da Ping Pong Italia · 8 Commenti 

del Drago Rosso

E’ interessante osservare, sul forum di Giorno, i patetici contorsionismi del consigliere federale (molto federale, pure troppo) Bruno Di Folco che cerca di convincere la gente quanto lui sia un tipo indipendente, come questa nuova e misteriosa tabella voti sia un inno alla democrazia. Fermo restando che aspettiamo sempre da lui un’indicazione su quando ha votato contro un solo provvedimento del Consiglio federale, ammesso che lo abbia mai fatto. Su tutto il resto non c’è da chiedergli una beata mazza, tanto è evidente come i dirigenti federali siano compatti su uno schieramento di difesa assoluta dei privilegi che consentono loro di continuare a restare in carica e a comandare. Il vero problema è se qualcuno gli crede. Ma, a quanto si può vedere anche da alcuni interventi di suoi vecchi amici che meritoriamente continuano a pensare con la propria testa, non è che Di Folco raccolga chissà quale credibilità. Bravo Di Folco, continua così,
vedrai che sarai premiato. Ma mi raccomando: mai votare contro una delibera del Consiglio federale, altrimenti ti fanno la bua.

PROMESSE E TRADIMENTI

Lo spunto per questo nuovo intervento sul tema delle assemblee, però, non sono le performance di Di Folco, ma la rievocazione, fatta da Costantini, di cosa accadde nel 2000, quando sembrava che si potesse costituire uno schieramento che rinnovasse la Federazione. I voti c’erano tutti, la maggioranza era stata acquisita, il candidato c’era pure ed era proprio Massimo Costantini. All’ultimo momento, però, da alcuni delinquenti e mafiosi, che detenevano molti voti, fu posto un veto nei confronti di Costantini come presidente. Non sto nemmeno a ricordare chi fu poi candidato al suo posto, perché non è questo il punto. Il punto è che Costantini non andava bene. Il fatto che furono proprio i più mafiosi del tennistavolo italiano a ricusarlo come candidato presidente (dopo che lo avevano sostenuto fino a pochi momenti prima) è una medaglia d’onore per Massimo e per la sua onestà, ma rimane la questione politica dei motivi che avevano portato
prima alla rottura con la precedente gestione federale, poi allo schieramento da contrapporre al presidente uscente Bosi. E la questione, purtroppo, è sempre la stessa, e non è politica: finché si riesce ad avere qualcosa dalla Fitet, si garantiscono i voti, altrimenti si cambia. Non si tratta di proporre nuovi programmi, lanciare nuove idee, macché. Proprio i personaggi che esclusero Costantini dalla candidatura si erano distinti per i peggiori malaffari del tennistavolo, imbrogli, ruberie e quant’altro. E con Costantini sapevano che non avrebbero potuto continuare a farlo, ecco perché non lo volevano come presidente. Il risultato fu che lo schieramento di questa cosiddetta “opposizione” fu battuto per 800 voti e perse l’elezione proprio perché aveva fatto fuori Costantini. Molti elettori onesti di Costantini, infatti, in particolare quelli del nord, non votarono per lo schieramento dell’opposizione perché si fidavano solo di Costantini. I voti c’erano per vincere, ma la preparazione fu puramente mafiosa, non da parte di tutti ovviamente, ma sicuramente da parte di quelli che furono sufficienti a far fallire un grande progetto. Certo, ci si potrebbe porre la questione: se avessero votato Costantini presidente e poi lo avessero ricattato per ottenere quello che potevano avere solo in maniera disonesta? Costantini avrebbe rifiutato e loro avrebbero avuto l’unica possibilità di sfiduciarlo in consiglio federale, cercando di ottenere la maggioranza, altrimenti avrebbero dovuto aspettare. In ogni caso, Costantini avrebbe aperto una nuova era della Fitet. Così non è stato perché questa federazione si porta dentro il cancro della disonestà e dell’affarismo di certi personaggi ben individuati.

SEMPRE LA STESSA STORIA

Ma c’è un problema più grave ed è che la storia non cambia mai. Partecipai per la prima volta a una assemblea nel 1972, fu quella della rielezione di Guglielmo Sineri a presidente. Era esattamente la stessa cosa di quello che succede adesso, con una maggioranza che difendeva se stessa con tutti i trucchetti possibili e immaginabili, con i ricatti e le minacce, con l’azione di controllo dei Comitati regionali (tolgo il dubbio a tutti, so benissimo quale sia il ruolo dei C.R.) che “indirizzavano” le preferenze e verificavano tutto: bisognava mostrare le schede ai responsabili per far vedere che si era votato il nome giusto, sia del presidente che dei consiglieri. Insomma, un vero troiaio. Anche in quel caso, nemmeno una parola di programmi e cose del genere, solo questioni di potere. Quel Consiglio federale fece una brutta fine, dopo un’assemblea di metà mandato a Pescara, in cui si sfiorò la rissa. Intanto, come succede ancora oggi, le sedi
delle assemblee venivano scelte per scoraggiare l’opposizione ad andarci. Nell’assemblea della rielezione di Sineri, svoltasi a Roma, si decise, con voto unanime, che la successiva assemblea si sarebbe svolta ancora a Roma. Invece saltò fuori Pescara. Cosa era successo? C’era stato un serio problema che riguardava il tesseramento irregolare dei migliori giocatori dell’epoca (Bosi, Costantini e compagni), irregolarità non imputabile a loro ma alle società, di una dilettantismo unico. I giocatori furono squalificati, si cercò di salvarli, ma i club, invece di aspettare la “sanatoria”, continuarono a farli giocare, fregandosene dei regolamenti e della squalifica in atto. Il presidente della Commissione nazionale gare, Vito Penna, si dimise. La Fitet diede ragione completamente alle società in difetto e le squalifiche non furono mai scontate. Si prospettava un’assemblea infuocata proprio per questo motivo, e allora il Consiglio federale
spostò, d’autorità, l’assemblea a Pescara, in una villa fuori città. Partecipazione quasi nulla, come voleva il Consiglio federale, ma io c’ero, almeno come testimone. Fu un casino inenarrabile. Davvero si arrivò quasi a fare a botte. Dopo quell’assemblea, Sineri si dimise e si passò all’era cosiddetta moderna. Fu eletto proprio Penna, il presidente dimissionario della commissione nazionale gare, a diventare presidente della Fitet. E raccolse così tante critiche che la presidenza Sineri, al confronto, fu considerata d’oro. Per farla breve, Penna, dopo molti anni di potere, fu battuto da una opposizione compatta, che scelse Sagrestani, il quale fu fatto fuori dagli stessi che lo avevano eletto, dopo appena un anno. Si dimise la maggioranza dei consiglieri federali e Sagrestani decadde, si rifece l’assemblea e fu eletto Bosi. Il resto lo sappiamo. Quello che conta, come ho detto, è che il sistema è rimasto sempre lo stesso.

FALSE RIVOLUZIONI

Ma allora, come mai ogni tanto il presidente cambia? C’è la possibilità, per chi non è al potere, di vincere un’assemblea? In effetti, la possibilità c’è, perché la maggioranza reale non è quella che appare, ma il problema è che moltissimi si fanno abbindolare da candidati che promettono chissà cosa, ma che hanno problemi di indipendenza già in partenza. Se un candidato è strettamente legato a una società, o addirittura la rappresenta in maniera evidente, come può garantire che non ci sarà conflitto di interessi? Certo, in un mondo così piccolo come quello del tennistavolo italiano, è difficile trovare qualcuno che non sia legato a una società, difficile ma non impossibile. Prescindendo dal giudizio sul loro operato, positivo o negativoo, si deve riconoscere che Sineri, Penna, Sagrestani e Bosi non erano legati ad alcuna società. Quindi, c’è gente che, almeno da questo punto di vista, non ha ombre. E così sarebbe stato Costantini, che non ha più legami effettivi con la società di Senigallia e che ha comunque dimostrato di essere al di fuori di questi giochetti. Ma come si fa a pensare, quando si candida Sciannimanico, che sia distaccato da qualsiasi società? E arrivo al discorso fatto da Fede in un commento al mio primo articolo sull’Assemblea generale. Dice che lui ha votato in buona fede. E allora, meglio chiarire. Non conoscendo Fede (non ho la minima idea di chi lui sia), devo riconoscergli, per principio, l’onestà intellettuale, ma questo riconoscimento è strettamente personale, nel senso che a ogni singola persona che non conosco non posso attribuire intenti malevoli (a quelle che conosco, invece, posso eccome, proprio perché so chi sono). Ma questo vale per la singola persona. Sul piano generale, è diverso. Se in Italia la maggioranza vota Berlusconi, come tanti anni fa votava Mussolini (fino a quando le elezioni si fecero), o se in Sicilia si votano personaggi chiaramente legati alla mafia, bene, qui non è più questione del “principio di buona fede” per ogni singola persona. Qui c’è un popolo che vota per il fascismo, per la mafia, per i delinquenti e così via. E anche se bisogna comunque riconoscere la validità del voto, perché svoltosi democraticamente (salvo prova contraria: tipo i manganelli del fascismo, le minacce dei mafiosi o le televisioni dell’attuale Italia), questo non impedisce a qualunque cittadino di esprimere la propria opinione negativa su chi va al potere e su come usa questo potere. Perciò, Fede può invocare la sua personale onestà, ma non è questo il punto in discussione. Il punto in discussione è che la maggioranza del tennistavolo ha votato in un certo modo sapendo benissimo dove si andava a finire, ma sperando di avere un pezzo della torta. Adesso, quelli che avevano votato in un certo modo si sono accorti che la torta non bastava per tutti e si mettono a piangere, vanno dalla mammina e dicono: “Uomo cattivo mi ha fatto la bua”. Congratulazioni. Confermo: mi fanno schifo pure loro. Perché adesso stanno piangendo, ma basterà un solo tavolo, una sola pallina, lo stipendio pagato ai propri giocatori/giocatrici da qualcun altro (altro scandalo tutto italiano sul quale c’è il silenzio assoluto) visto che lui non ha una lira, un euro e neanche le pezze al culo, e tutto torna come prima. Scusate tanto, giusto per non prendersi per il culo: ma c’era Giovanni Bisi candidato come consigliere. Volete forse dirmi, Fede o chiunque altro, che non lo avete votato perché non eravate convinti di lui, o non perché gli uomini al potere avevano ordinato così? E se c’è questa indicazione TOTALITARIA di voto, come si fa a dire di essere in buona fede quando si ricorda che “si era convinti di come si votava”? La verità è che TUTTI SAPEVANO TUTTO e adesso non hanno nemmeno il coraggio di riconoscerlo. E il peggio è che TUTTI SONO PRONTI A RIFARLO.

SENZA FINE

Negli ultimi 30 anni almeno, l’unica volta in cui è stata realizzata un’idea dell’opposizione è stato quando Costantini è diventato c.t. della nazionale e ha messo in atto, coerentemente, tutto quello che aveva sostenuto da candidato dell’opposizione, trombato come presidente dai luridi mafiosi della stessa opposizione, premiato come consigliere da una parte dell’opposizione e da una della maggioranza, tanto da essere il più votato di tutti. Tutti i principi che aveva messo in evidenza e che, soprattutto, andavano nella direzione opposta a quella che aveva caratterizzato il settore tecnico nei 20 anni precedenti, Costantini li ha messi in atto, a cominciare dalla valorizzazione dei risultati. Prima, potevi anche essere il campione d’Italia, se non stavi nel Centro federale non giocavi in nazionale. Un po’ come è tornato a essere con Nannoni: Stoyanov numero 1 della classifica non gioca in nazionale, perché gli viene richiesto il professionismo pieno. Poi, quando non c’è rimasto più nessuno, ecco che i principi saltano e Stoyanov gioca in nazionale anche se non garantisce, esattamente come faceva prima, la disponibilità piena (visto che studia Ingegneria all’università). Costantini aveva cancellato tutte questa assurdità e ingiustizie, che sono comunque funzionali a un certo discorso di potere. Prima, giocava in nazionale chi stava nel centro federale, adesso chi gioca in una società. Niente è cambiato. Ma Costantini aveva cambiato questo stato di cose. E nello stesso modo aveva portato nella nazionale e nel settore tecnico (presieduto da Giovanni Bisi, anche lui cacciato da Sciannimanico dopo l’elezione a presidente) un modo di concepire le cose che premiava i meriti, il lavoro, la buona volontà. Logico che scatenasse un putiferio, culminato nella cancellazione, da parte della Fitet, dell’iscrizione dei giovani Bobocica e Spinicchia ai Mondiali individuali di Shanghai 2005, vedi caso proprio quelli cui non era stato iscritto un importante giocatore della solita società. E quelli in cosiddetta buona fede non avevano capito una mazza neanche allora? Quindi, Costantini ha operato concretamente ed è stato fatto fuori, insieme a Maurizio Errigo e Giovanni Bisi. E adesso ci ritroviamo con lo sfacelo tecnico, con le nazionali che vanno sempre più giù, con i tecnici delle nazionali che meritano di essere tutti cacciati, compreso ovviamente il capo del settore tecnico, Quarantelli. Ma quello che più importa è il discorso di principio politico: le cose, come ha fatto Costantini, si cambiano con l’onesto lavoro e l’onesto comportamento. Invece, dall’altro lato, cosa abbiamo? Un esempio ce lo porta ancora il consigliere federale (molto federale, moltissimo federale, pure troppo) Di Folco, che, quando parla dei voti plurimi, per giustificare la loro esistenza in contrapposizione al sistema “una testa, un voto”, ricorda cosa accadeva in passato, quando si creavano società esistenti solo sulla carta per avere tanti voti nelle assemblee. Quindi, fate bene attenzione: a una porcata si rimedia con un’altra porcata, peggiore della prima. Congratulazioni! Trovare rimedi corretti, punire i disonesti è troppo? A questo punto siamo arrivati? E si ha persino il coraggio di sostenere queste tesi. Ripeto quello che avevo già detto nel precedente articolo: se si ha l’impudenza di sostenere queste tesi, vuol dire innanzitutto che si ritengono i votanti una massa di deficienti (e se lo meritano di essere considerati tali, visto come votano) e poi che si ha la sicurezza di continuare ad avere il loro appoggio sempre e comunque. Ecco a cosa è ridotto il tennistavolo italiano, una totale distruzione morale, una discesa all’inferno senza fine. E le pecore continueranno a belare di soddisfazione e di dedizione al loro signore e padrone mentre bruceranno.

Incredible India

14 Ottobre 2010 da Ping Pong Italia · 7 Commenti 

Alla fine ce l’ha fatta. Nonostante la cattiva pubblicità resa prima di tutto dai media locali, l’India ha dimostrato efficienza e capacità organizzative fuori dal comune. Inoltre, ed è la notizia più bella, ha anche dimostrato la rinascita sportiva finendo seconda dopo l’Australia e prima dell’Inghilterra con 38 medaglie d’oro.
Lo so che in Italia le notizie sono arrivate in modo distorto. Si è parlato di fallimento annunciato prima ancora di iniziare, dei giochi della vergogna con tanto di inesattezze gratuite. Nessuno dei giornalisti che hanno parlato di questi Giochi del Commonwealth sono venuti in India a rendersi conto di persona, l’unica che lo ha fatto è stata Novella Calligaris per conto di Rai News International con la quale ho fatto una lunga chiacchierata che andrà in onda nei prossimi giorni.
Ma veniamo alle cose veramente sportive. Avevo dichiarato sin dall’anno scorso che l’India del pingpong poteva ottenere dalle 3 alle 5 medaglie, beh ne ha ottenute 5 di cui una d’oro nel doppio maschile battendo Gao Ning e Yang Zi (SIN).
A quest’oro vanno aggiunte: medaglia d’argento a squadre femminile, bronzo con la squadra maschile, bronzo con il singolo maschile ed ancora un altro bronzo nel doppio femminile.
Ecco il medagliere pongistico

Nazione Oro Argento Bronzo Totali
SINGAPORE 6 5 1 12
INDIA 1 1 3 5
INGHILTERRA 1 2 3
MALAYSIA 1 1

Dunque su 101 medaglie indiane 5 vengono dal pingpong, un contributo davvero consistente che potrà dare ancora impulso ed entusiasmo al tutto il movimento indiano.
Sono fiero di tutta la squadra, protagonisti e meno protagonisti, tutti hanno messo in evidenza un alto senso della squadra.
Qualcuno mi ha chiesto quale sia stata la soddisfazione più grande. L’oro è oro ed il momento della vittoria rimane inenarrabile, ma non posso non ricordare l’impresa delle ragazze su cui nessuno alla vigilia riponeva speranze, impresa che, dopo una falsa partenza perdendo nel girone dalla Nuova Zelanda, le ha viste protagoniste battendo nei quarti l’Australia ed in semifinale lInghilterra. Per certi versi mi è sembrato di rivivere il momento magico di Courmayeur 2003, mi emozionai allora, mi sono emozionato oggi.
Ora ci spettano alcuni di giorni di riposo e poi via a Guangzhou in Cina per i Giochi Asiatici 13-20 Novembre.

CWG 7

8 Ottobre 2010 da Ping Pong Italia · 2 Commenti 

Dopo la sconfitta di ieri, e’ tempo di reagire. Ora ci giochiamo la medaglia di bronzo contro la Nigeria che nell’altra semifinale e’ stata sconfitta da Singapore.
I nostri avversari non sono quotatissimi ma sono dei lottatori nati.
Da numero uno giochera’ Monday Merotohun n.230, poi Aruna n.248 e Ajetunmobi n.299

CWG 6

7 Ottobre 2010 da Ping Pong Italia · 5 Commenti 

Giornata di finale e prime medaglie da assegnare al pingpong.
L’India affrontera’ Singapore campione del mondo in carica in una storica finale, infatti nelle due passate edizione non sono andate oltre il bronzo. Beh non c’e’ molto da dire su chi e’ favorito, tuttavia l’india giochera’ una partita serena senza nulla da perdere sapendo di aver raggiunto il risultato massimo, ossia giocare la finale dei Commonwealth Games.
I maschi trovano l’Inghilterra, avversario difficilissimo e temibilissimo, Drinkhall n.122 e’ capace di 2 punti, lo ha gia’ fatto lo scorso anno in semifinale di Commonwealth Championships a Glasgow, Baggaley n.196 e’ tornato in nazionale dopo alcuni dissapori con la federazione e due stagioni fa in Spagna aveva battuto 2 volte Achanta, poi c’e’ lemergente Pitchford n.292, lo stesso con cui Achanta ha perso lo scorso marzo in Germania, Knight n.279 infine Reed n.258
Tanto per farvi capire non sara’ una passeggiata.
A complicare la giornata, per dovere di cronaca, ioniziano anche i singolari di qualificazione, 3 delle nostre sono impegnate, Ghatak, Kumaresan e Prabhu.
Nell’altra semifinale maschile Singapore con Gao Ning e soci giochera’ contro la Nigeria che e’ priva di Toriola e di Abjodun, come n.1 c’e’ una vecchia consocenza italiana Monday Merothoun, sempre simpaticissimo.

CWG 5

6 Ottobre 2010 da Ping Pong Italia · 2 Commenti 

Dopo l’esaltante giornata di ieri con la splendida vittoria sull’Australia al femminile, oggi all 16.00 si gioca la prima chance per la medaglia ed il quarto di finale nel maschile.

Le ragazze affronteranno l’Inghilterra testa di serie n.2, ancora una volta una squadra decisamente superiore all’India. Le avversarie sono piu’ che conosciute: Johanna Parker difesa n.173  Kelly Sibley attaccante n.116 e Hannah Hicks difesa n.602 che nella serata di ieri hanno superato il Canada per 3 a 1.

Gli uomini alle 19.00 giocano il primo incontro serio della gara, il quarto di finale contro il Sud Africa, purtroppo il nostro n.2 Saha non e’ in buone condizioni, dopo il dolore alla spalla destra si e’ aggiunta una complicazione al gomito destro, pertanto ogni giorno si sta dedicando alle terapie. Speriamo di recuperarlo quanto prima, e’ un elemento troppo importante.

CWG 4

5 Ottobre 2010 da Ping Pong Italia · 3 Commenti 

Oggi giochiamo i quarti di finale con le donne il cui sorteggio ci ha messo dalla parte opposta di Singapore. Ciò non significa che la strada è in discesa perché avremo di fronte l’Australia che presenterà 3 cinesi:
Miao Miao (173), Lay Jiang Fang (154) e Tan Zhenhua (272) individualmente più forti di noi, ma cosa potremo fare a questo punto se non lottare fino alla fine senza avere nulla da perdere. Abbiamo un gran bel pubblico che ci sostiene e ci incita dal primo punto all’ultimo.

Gli uomini faranno allenamento perché la quarta del girone tale Dominica, non chiedetemi dove si trova perché non lo so, si presenterà con due giocatori pertanto avremo partita vinta.

Le WR di Ottobre

5 Ottobre 2010 da Ping Pong Italia · 2 Commenti 

Ecco le classifiche di Ottobre
Leggi

CWG 3

4 Ottobre 2010 da Ping Pong Italia · 1 Commento 

Terzo giorno di giochi e secondo giorno di pingpong.
Alle 16 le ragazze si giocano la seconda posizione del girone complicando cosi la corsa alle medaglie. Il regolamento parla chiaro, le seconde classificate accedono ai quarti di finale e dovranno giocare con una delle prime degli altri gironi che in ordine di testa di serie sono: Singapore, Inghilterra e Australia. Vedremo, dopo la sconfitta di ieri le indiane devono solo reagire e hanno la capacita’ di farlo. La situazione e’ analoga al 2006, anche allora finirono seconde nel girone poi vinsero i quarti e riuscirono ad ottenere la medaglia di bronzo.
Gli uomini avranno alle 18.30 una partita facile contro la Guyana. Si sapeva che nella prima fase delle gare i risultati sono pressoche’ scontati, i quarti saranno importanti, le semifinali decisive, le finali imprevedibili.

CWG 2

4 Ottobre 2010 da Ping Pong Italia · 4 Commenti 

Partiti. Dopo la maestosa manifestazione di apertura di ieri sera, davvero entusiasmante, oggi sono iniziate le gare.
L’India donne gioca alle 9.30 contro Sri Lanka, poi alle 16.00 contro la Nuva Zelanda mentra gli uomini alle 18.30 contro Vanuatu.
Vi terrò aggiornati con i commenti.

Nel frattempo sono venuto a sapere i premi che gli atleti avranno diritto di ottenere dalle varie organizzazioni.
Il governo premia l’oro con 20 Lacs che corrispondono a € 32,700 l’argento 15 lacs ovvero € 24,500 ed il bronzo cpn 10 Lacs € 16,350
L’organizzazione per la quale sono impiegati, quasi tutti, è lo Sport Petroleum Board che li premia con 10 Lacs, 5 Lacs e 2,5 Lacs
C’è poi la federazione che darebbe 3 Lacs, 2 Lacs e 1 Lac.
Infine lo stato che rappresentano, in questo momento non è dato sapere l’entità. Quindi una medagli d’oro equivarrebbe a € 55,000 euro più euro meno che per l’India è un sacco di soldi.

La galleria che segue si riferisce alla cerimonia di apertura, mi vedrete nel tipico vestito indiano, il Sherwani, mentre le ragazze indossano il Sari.

I CWG di Delhi

29 Settembre 2010 da Ping Pong Italia · 2 Commenti 

In questo momento mi trovo a Delhi per completare la preparazione per i Giochi del Commonwealth che inizieranno il 3 di Ottobre per finire il 14 di Ottobre. Per la precisione sono nel villaggio dei giochi che in Hindi si dice Khel Gram. Il villaggio copre una superficie di 63,5 ettari e si trova a ridosso del fiume Yamuna. A poche centinaia di metri, anche se non accessibile direttamente, c’è il maestoso tempio Hindu Aksardham che più avanti troverete in una delle foto del reportage che ho realizzato proprio oggi. Avrei dovuto parlarvi naturalmente di questi giochi e lo avrei fatto per l’inizio della competizione pongistica (4 Ottobre), ma dopo aver visto un servizio fotografico su Repubblica.it mi sono detto: ma quelle immagini non rappresentano il vero. Così, munito di camera-phone, mi sono immerso nel villaggio e ho scattato una trentina di istantanee, tra l’altro ce ne è una tipo fotocopia di quella apparsa su Repubblica.it

Ecco la galleria di immagini.

Gli appartamenti sono grandissimi e confortevoli, il nostro ha 5 camere da letto con bagno annesso. Un grande soggiorno, tv 32 pollici, Wifi internet. La cucina è grande, manca solo il forno. Infine c’è ancora un altro bagno.

Il villaggio è enorme può ospitare con i suoi 1200 appartamenti oltre 8000 persone, più che sufficiente per le necessità di questi giochi. Tuttavia una parte del villaggio effettivamente non è agibile, lo dimostra in una delle foto nella gallery.

L’India sta sopportando un grande sforzo umano ed economico per garantire la miglior riuscita di questi giochi, un risultato l’ha già ottenuto: chi era a Melbourne nel 2006 ha commentato che il livello qualitativo indiano è di gran lunga superiore a quello di 4 anni fa.
In ogni caso, a complicare le cose, ci si è messa la pioggia, infatti ci sono stati dei ritardi dovuti al maltempo. Pensate, a Delhi ha piovuto ininterrotamente per 40 giorni (così mi è stato riferito), gli operai hanno lavorato in condizioni estreme, prima di iniziare i lavori per i CWG dovevano costruirsi una sorta di riparo, una tettoia fatta di qualunque materiale purché li riparasse dalla pioggia.
Quest’anno i Monsoni se ne sono andati giusto 3 giorni fa, il fiume Yamuna è straripato in vari punti di Delhi e ha fatto incalcolabili danni nello stato dell’UP (Uttar Pradesh), cose che non succedevano da più di 40 anni. Nella gallery trovate anche 2 foto dello Yamuna, non sono di altissima qualità perché le ho scattate dall’autobus ufficiale in corsa che ha i vetri azzurrati, proprio fuori il villaggio.

Tornando al motivo di questo mio breve reportage, mi viene da dire: accidenti e pensare che Repubblica è il mio giornale preferito, m’avesse chiamato, non gli avrei fatto prendere una cantonata come quel fotoreportage che è apparso oggi.

Beh ora vi saluto con un namaskar o anche un namastè.
Vi terrò informati su fatti sportivi e non.

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