Parliamo di tecnica

28 Marzo 2011 da Ping Pong Italia 

Accolgo con favore i tanti indizi che i commentatori del blog continuano a inviare per scrivere di tecnica e non solo. Quindi finalmente mi decido.

In uno degli ultimi commenti si parlava di come un tecnico può o deve intervenire affinché si modifichi il gesto tecnico per una migliore realizzazione dei colpo.

La materia è di fondamentale interesse per l’esercizio della professione di allenatore o tecnico specializzato.

Non c’è alcun minimo dubbio, il pingpong è lo sport più tecnico/empirico che io conosca . Nello svolgersi del gioco ci sono tante e diverse componenti che comunque vengono ricondotte alla tecnica ma anche all’esperienza.

Prima di esprimere il mio pensiero, vorrei fare una premessa.
Cosa significa essere allenatore di pingpong? E ancora, quali sono i ruoli di un allenatore di pingpong? Rispondere a queste domande ci aiuta a definire meglio cosa possiamo e cosa non possiamo fare.
Ecco una breve indicativa lista di cosa significa essere allenatore:
indicare la metodologia
indicare la preparazione tecnica, fisica e psicologica distinta in cicli (micro, meso, macro oppure corto, medio, lungo termine), o periodizzazione
indicare gli obiettivi raggiungibili
indicare gli schemi di allenamento
indicare la miglior strategia di gioco per il proprio atleta
indicare la tattica ideale da adottare in gara a seconda delle caratteristiche degli avversari
indicare gli accorgimenti tecnici (posizione delle gambe, impugnatura, postura in genere etc.)

Ed ecco un’altra breve lista sui ruoli di allenatore:
educatore
psicologo
preparatore tecnico
osservatore
studente
insegnante
che cura le pubbliche relazioni
amico
pianificatore
organizzatore
consigliere
se volete ne potete aggiungere degli altri anche incollatore di gomme.

Come vedete fare il tecnico di pingpong non è affatto facile e richiede estrema flessibilità.

Ora, dopo questa premessa, passiamo alle situazioni cui il tecnico deve affrontare portando un paio di esempi ma ce ne possono essere un numero infinito.
Un atleta esegue il block di rovescio muovendo il polso in modo esagerato. Oppure un altro esegue tutti i colpi anticipando troppo la palla.
A prima vista l’intervento del tecnico appare necessario poiché il corretto modo di eseguire il block di rovescio è di mantenere il polso quanto più fermo. Nel secondo caso dovremo indicare che aspettare la palla è decisamente più conveniente per tanti motivi (maggior controllo, aumento della potenza, capire meglio la posizione dell’avversario etc.)
Prima di intraprendere un azione davvero importante è bene che il tecnico faccia un’analisi del perché di quell’atteggiamento. Succede come il medico che visita il paziente affetto da vari sintomi, la prima cosa da verificare è l’anamnesi: ottenere tutte quelle informazioni utili al fine di formulare una diagnosi.
Nel nostro caso si chiederà: quando hai iniziato a giocare? Chi è stato il primo tecnico? In gioventù hai avuto dei traumi fisici? etc. Si procederà anche a fare dei test al tavolo quali combinazioni di colpi, movimento delle gambe unito al gesto tecnico etc.
Sfortunatamente il pingpong non è una scienza esatta, almeno finora io non ne ho trovato le conferme, ma mi piacerebbe che ci siano. Ed anche per questo motivo che non ci sono dei testi di riferimento ma tante idee e ipotesi.
So di andare controcorrente ma un tecnico/allenatore dovrà convivere con i difetti dei propri giocatori.
Il pingpong è esperienza allo stato puro o primordiale se volete. Forse molti colleghi non concorderanno con me ma più passa il tempo più invece mi convinco che dipende tutto da quei momenti iniziali in cui si prende in mano la racchetta per la prima volta. Certo ci sono tante e diverse interazioni come la personalità, l’ambiente in cui si vive, al famiglia, la società, il tecnico etc.
Entrando quindi nel merito dell’esperienza di gioco diretta che tocca la radice più profonda del nostro cervello dove le informazione sono persistenti, siamo presenti ad una situazione davvero difficile da gestire e non per incapacità del tecnico e nemmeno per scarsa volontà dell’atleta.
Ancora una volta il punto cruciale è l’esperienza che si vive nell’eseguire un determinato gesto anche fosse sbagliato e la crescita che ne consegue. Pensate solamente a quante volte commettiamo errori eppure riusciamo a vincere il punto.
Io dico che ogni scambio che si gioca, sia in allenamento sia in gara, produce un’esperienza positiva o negativa, pochi sono quei giocatori che la considerano neutra. Molti giocatori ne sono così condizionati che rimangono intrappolati a questo schema e non ne escono più.
Per questo occorre fare una distinzione sul materiale tecnico umano che abbiamo a disposizione. L’età reale non coincide mai con l’età pongistica. Un giocatore con 1 anno di esperienza di vita pongistica non è nulla a confronto a chi ne ha 5 o 10 e quando si parla di squadre nazionali i componenti normalmente hanno una vita media pongistica di 10 anni (un’eternità). Intervenire sul puro gesto è impresa titanica ed il tecnico dovrà valutare caso per caso come e dove si può incidere per il bene dell’atleta, ossia mettere a disposizione tutti quegli strumenti per dar modo all’atleta di ottenere migliori prestazioni.
Molti campioni internazionali sono colpiti da “malformazione tecnica”, è questo il termine appropriato, mentre la stragrande maggioranza ne è affetta in modo irreversibile. Ma nonostante ciò le loro performances sono eccellenti. Il diritto e la postura di Timo Boll sono gli esempi più eclatanti. Lo stesso Michael Maze enfatizza il suo maggior difetto “precario equilibrio” facendolo diventare una risorsa per il suo gioco. Ma ci sono anche vari cinesi che non scherzano come ad esempio Ma Lin che, durante l’esecuzione del diritto, usa il corpo in modo parziale e grottesco.
Le situazioni sono tantissime simili e varie al tempo stesso. E questo discorso ci porta direttamente all’aspetto di cosa vuol dire talento. Per questo, come dicevo poco fa, ci troviamo di fronte tanti giocatori che, pur avendo limiti tecnici esagerati, riescono a “mandare la palla di là”.
Quante volte abbiamo sentito la definizione: “quel giocatore è un talento”.
La mia idea di talento ha diverse sfumature, la prima è di natura tecnica, la seconda è di natura tattica, non sempre le due cose combaciano.

Guardate queste immagini di Ma Lin e ditemi se non è pieno di difetti.


Per il momento mi fermo qui e mi piacerebbe conoscere il vostro parere in merito.

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Commenti

52 risposte per “Parliamo di tecnica”

  1. Marco Malvaldi ha scritto il 28 Marzo 2011 09:48

    A proposito di talento: volevo avere una tua opinione su una cosa che mi ha colpito da un po’ di tempo. Nel tentare di capire che cosa differenzia un giocatore “di talento” da uno “costruito”, ho notato che tutti i giocatori che reputo di talento(l’esempio più eclatante credo sia proprio Timo Boll) seguono la palla con tutta la testa, tentando di mantenerla a fuoco davanti al naso, e non trovandosela mai di lato. Hai notato mai questa cosa, e sei d’accordo? Oppure ho scoperto l’acqua calda?

  2. record ha scritto il 28 Marzo 2011 12:19

    Cos’è il genio?

    È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione!
    (da “Amici miei”, di Monicelli)

  3. about.blank ha scritto il 28 Marzo 2011 14:49

    Alla luce di quanto sopra descritto. Visto il commento del Sig. Lelesguizzero:

    “ma non vi pare che impugni troppo in punta di manico la giocatrice più alta? ”

    Visto il commento del Sig. About Blank:

    “Da buon pinguino all’equatore posso confondere un salmone con un piranha, ma credo che un buon allenatore consideri sia controproducente reimpostare i fondamentali e le caratteristiche peculiari di un giocatore che pratichi già da qualche anno. Ci sono in giro un sacco di giocatori di buon livello ai quali ogni diverso allenatore ha cambiato qualcosa secondo il proprio gusto col risultato di tirare fuori.. “not fish nor meat players”. ”

    P.Q.M. la Commissione Unilaterale Soggettiva decreta il seguente risultato:

    Lelesguizzero 0 - About Blank 1

    Si certifica altresì la interposizione di About Blank tra i due soli che capiscano qualcosa di tt in Italia.

    Visto e confermato, si stampi!!

    Ad maioraaaaaaaaa!!!!!!!! :-) :D

  4. Caruso ha scritto il 28 Marzo 2011 15:35

    Caro Massimo intanto complimenti per il post che ci riporta all’essenza di ciò che facciamo, mi conosci e sai che concordo con molte delle cose che hai scritto, e proprio perchè mi conosci e conosci la mia naturale propensione alla provocazione, te ne faccio una; ad un certo punto parli di anticipazione, ed esprimi il tuo rispettabilissimo parere, allora io ti lancio bonariamente sul tema una provocazione, ANTICIPAZIONE MOTORIA, ( non quella di Ferrero), ma quella di GADAL che come ben sai ci ha fatto un campione del mondo, seguito a ruota dai Belgi che hanno costruito un’altro bel tipetto di nome SAIVE, l’altro era GATIENNE. (Fine provocazione ahahahahah) Chiedo scusa se i nomi non sono scritti corretti ma le lingue straniere non sono mai state il mio forte.

  5. lelesguizzero ha scritto il 28 Marzo 2011 16:06

    Finalmente…..un po’ di tennistavolo nel senso di sport.

    Straquoto il 78% di quanto sopra detto……il ruolo di allenatore ha svariate variabili….e tu le elenchi quasi tutte.

    Ti sei dimenticato della variabile necessaria per poter lavorare for the faitet:

    1) non aver mai tirato un top spin, nemmeno al bagno calimba de luna;
    2) non aver mai partecipato ad alcuna gara;
    3) aver il capelli mechati bene.

    A parer mio il tecnico può modificare alcune cose nei movimenti dell’allievo…..però mi chiedo, ti chiedo e vi chiedo…..

    come fa uno che non ha mai tirato un top spin a poterlo insegnare???

  6. zzantitop ha scritto il 28 Marzo 2011 16:10

    te la butto li’ …quando sento quello li è un talento…mi viene in mente il buon klampar….al talento preferisco l’atleta che lavora con costanza impegno e devozione tutti i giorni…
    i talenti mi spaventano….
    in effetti io mi faccio paura :)

    zz

  7. about.blank ha scritto il 28 Marzo 2011 16:40

    P.S.: dimenticavo la tesi portante dello “Sguizzero pensiero”:

    “un allenatore ci sta proprio per cambiare (ovviamente in meglio) certe cose dei propri giocatori…altrimenti che ka…o ci sta a fà???”

    Per Questi (Ulteriori) Motivi: Sguizzero 0 - About 2 :D

  8. Ping Pong Italia ha scritto il 29 Marzo 2011 07:47

    Innanzitutto sono contento che avete trovato il post interessante, spero in futuro di proporvi sempre qualcosa di stimolante.

    Cominciamo da Marco Malvaldi.
    Intanto grazie.
    Come dicevo il pingpong non è una scienza esatta pertanto rispetto il tuo punto di osservazione ma dal mio, ritengo Boll un giocatore abbastanza costruito specialmente per i colpi di diritto. Il vero talento lo si vede quando esegue il rovescio, uno dei migliori al mondo. Il fatto di seguire la palla con il capo è un puro atteggiamento, in questo caso, troppo enfatizzato, una sorta di abitudine motoria. Quasi tutti i giocatori seguono la palla con il capo ma in modo minore, a volte impercettibile. Il movimento del capo ha una funzione prettamente estetica nel senso che può piacere oppure no. Al momento non esiste letteratura in grado di spiegare la funzione della testa nell’esecuzione di un colpo.

    E veniamo a Record.
    Concordo con Monicelli e aggiungerei, capacità di adattamento.

    Mi aspettavo qualcosa di più da About Blank.
    Se mi permette, vorrei riportare il risultato in parità. Tanto Lelesguizzero quanto About Blank hanno ragione. Un tecnico ha il dovere di intervenire laddove un errore si manifesta in modo palese inoltre, a maggior ragione deve insistere, se quell’errore determina uno svantaggio per il suo gioco. Di contro o di rimando: un tecnico deve valutare caso per caso se quel determinato difetto può essere ridimensionato oppure se può convivere con l’impianto completo del gioco. Se un giocatore gioca ormai da diversi anni non è detto che non sia disponibile ad adegursi a differenti azioni tecniche. Venendo al caso specifico della ragazza che impugna la racchetta troppo in alto, si può innanzitutto dire che la ragazza è in continua crescita, nonostante la giovane età (15) n.190 del mondo. Inoltre quello che sembra un difetto potrebbe invece diventare un vantaggio nel momento in cui si affina un miglior anticipo della palla, quindi non si interviene sul gesto ma sul ritmo, che poi è esattamente ciò che sto facendo.

    Ora occupiamoci di Caruso.
    In un articolo di qualche anno fa avevo evidenziato come, campione quali Saive, Gatien, Creanga ed altri ancora, avessero in comune un particolare aspetto, il diritto. Tutti e 3 lo giocano (Gatien lo giocava) con diversi tipi di ritmo, il francese lo anticipava, il belga lo ritardava, il greco lo usa per contrattaccare da lontano. Posso dire che la questione dell’anticipo è l’essenza dell’esasperazione del gioco, un altro caso che mi viene in mente è Rosskopf. È vero, Gatien è stato campione del mondo ma non ha fatto scuola, ora i francesi giocano una palla lineare molto puliti e attenti ad aspettare la palla, ciò significa che è e rimane un puro talento del “tempismo perfetto”. Io non dico che se il giocatore ha l’attitudine di anticipare la palla occorre fargli cambiare registro, dico che l’attitudine va incoraggiata nei limiti dell’economia del gioco. Se il gioco diventa così veloce e rischioso tale da compromettere la maggior parte dei punti beh allora un qualche ragionamento occorrerebbe farlo, ma se funziona, da parte mia non ci sarà mai alcun problema.

    Finalmente è il turno di Lelesguizzero.
    Non posso dargli torto in ciò che esprime, tanto è vero che la tendenza delle federazioni nell’assumere i tecnici per dirigere le nazionali è quella di bandire un concorso i cui candidati devono avere specifiche conoscenze, ad esempio un minimo requisito è l’aver conseguito l’ITTF Level 1 o 2 per ottenerlo i tecnici devono saper fare non solo il topspin, ma anche la difesa alta, quella tradizionale, servire in tutti i modi possibili e saper rispondere ai servizi, insomma se uno è un tecnico specializzato lo deve pur dimostrare anche in campo, giocando naturalmente.

    A Zzantitop dico che ha ragione ma non per questo il talento lo dobbiamo snobbare, anzi il talento richiede ancora maggiori sforzi per gestirlo in modo ottimale. Tuttavia sappi che non ho paura di chi si fa paura.

    Grazie a tutti.

  9. lelesguizzero ha scritto il 29 Marzo 2011 09:41

    4 admin: above u vrait:

    “Finalmente è il turno di Lelesguizzero.
    Non posso dargli torto in ciò che esprime, tanto è vero che la tendenza delle federazioni nell’assumere i tecnici per dirigere le nazionali è quella di bandire un concorso i cui candidati devono avere specifiche conoscenze, ad esempio un minimo requisito è l’aver conseguito l’ITTF Level 1 o 2 per ottenerlo i tecnici devono saper fare non solo il topspin, ma anche la difesa alta, quella tradizionale, servire in tutti i modi possibili e saper rispondere ai servizi, insomma se uno è un tecnico specializzato lo deve pur dimostrare anche in campo, giocando naturalmente”.

    Finalmente…….sono anni che dico questo…..quindi un primo passo della nuova federescion…..potrebbe essere…….out of colions chi non sa fare il tipspin!!!

  10. Caruso ha scritto il 29 Marzo 2011 12:04

    OK Massimo d’accordissimo, la mia come detto era una provocazione e noto che cmq le tue deduzioni concordano abbastanza col mio pensiero, ma siccome mi diverte provocarti riprendo il mio compito di scassapa……le e mi lego al termine scuola, vero Gatien non ha fatto scuola, ma è anche vero che per esempio Glen Ost allenatore della magnifica svezia dei tempi d’oro teorizzo l’attacco alla terza palla e ci vinse un campionato del mondo a squadre, anche li nn fu scuola, perchè dopo teorizzo il contrattacco con servizio esce nn esce, attesa di attacco in condizioni non favorevoli dell’avversario, e tiga ( come la chiamava il buon Luccio) sulla palla attaccata in contrattacco, ma anche li nonostante il buon risultato che ne consegui ai mondiali, dopo questa strategia fu messa da parte, allora mi domando e ti domando, premettendo che il ns è uno sport aciclico e situazionale, anche le strategie sono situazionali e quindi anche le scuole? ( è una provocazione a scanso di ecquivoci lo sottolineo.)

  11. savalli ha scritto il 29 Marzo 2011 13:49

    il problema è : la cinesina del filmato impugnerebbe così comunque ? se l’avesse impostata Costantini impugnerebbe diversamente?
    Io credo che un giocatore di t t debba sentirsi a suo agio nell’esprimere il suo gioco,
    parlo della postura generale fino all’impugnatura al modo di porsi nell’eseguire il servizio alla scelta di privilegiare un colpo piuttosto che un altro. Questo non comporta che l’allenatore non debba intervenire, deve e come ma deve anche capire
    fino a dove e quando un comportamento tecnico tattico è controproducente.
    Io ho una mia idea che (come dice Costantini) non è affatto scientifica (non lo sono le variabili del t.t., troppo complesse per gestirle in un modo diciamo cosi misurabile).
    Ma sono certo che è vera e comunque non si può insegnare. Dirò alla fine di che parlo.
    Intanto so per certo che altri allenatori di altissimo livello di altri sport, mettono questa capacità al primo posto, prima di tutta la scienza tecnica specifica dello sport in questione. Certo bisogna conoscere di tennistavolo, cosi come per qualsiasi sport (il grande Velasco della pallavolo tutti sanno era (è) un grandissimo motivatore, preparatore psicologico etc. ma dice “tutte queste cose non servono se non sapete di pallavolo”.Ecco se non si sa di tennistavolo non si può avere quel quid di cui parlo, e il fatto di saper giocare non è detto garantisca questa qulità, certo aiuta. I corsi di cui parla Costantini ittf mi piacerebbe si svolgessero anche in italia, mi chiedo se passerei ….certo i colpi li so fare tutti, almeno quelli che ha elencato massimo, avrei qualche difficoltà a mostrare il servizio “al contrario” avendo io imparato a giocare fra il 1965 e 70 (sono un po vecchiarello lo so) ma se dovessi andare a un esame lo imparerei; intanto i miei allievi, quelli che lo gradiscono lo eseguono e riesco anche a insegnarlo (pur non essendo io bravo in questo gesto !?). Ecco il quid di cui parlo sin chiama “colpo d’occhio” e solo quelli che lo possiedono possono capire di cosa parlo, gli altri possono pure pensare che meno il can per l’aia. Certo è una cosa impalpabile, ma credo verificabile, se un allievo capisce che le cose che gli dici funzionano siamo sulla buona strada se no le chiacchiere stanno a zero, se un allievo ti dice se non ceri tu “la perdevo la partita” vuol dire che vedi giusto. Se nessuno te lo ha mai detto sarebbe giusto riflettere e vedere di assumere un altro ruolo piuttosto che il tecnico. Ecco mi fermo qui, sono certo che Costantini avrà qualcosa da dirmi in proposito e spero anche altri.
    p.s. per Record , (almeno credo fossi tu, non ci conosciamo personalmente) a un torneo nazionale 3^ 4^ femminile eri sorpresa perché hai sentito che una mia giocatrice che usa abitualmente una antitop sul rovescio avevo l’avevo fatta allenare per tre mesi con una puntinata da scambio allo scopo di correggere alcuni difetti di coordinazione, la cosa ha funzionato e adesso prima di cominciare il suo allenamento con la antitop spesso le faccio fare 10 m inuti con due gomma lisce allo scopo di velocizzare la gestualità e reattività, sembra che funzioni. BY

  12. gaula ha scritto il 29 Marzo 2011 15:40

    Bella questa discussione !
    finalmente e comunque qualche cosa di “costruttivo”.
    Sono escluso da quanto si dice per evidente non conoscenza ma mi diletta il leggervi.
    Se si farà tesoro di quanto detto e controdedotto , spero che le disquisizioni continueranno, tutto ciò potrebbe costituire la base di una “vera scuola italiana” .
    A voi “tecnici” di comprovata esperienza il compito di proseguire questa impostazione….vi leggerò con piacere.
    Per ora GRAZIE

  13. about.blank ha scritto il 29 Marzo 2011 16:35

    Max, ti ringrazio per avermi risposto e ti ringrazio doppiamente perché dicendo che da me ti saresti aspettato di più mi lusinghi, attribuendomi una competenza che però so di non possedere. In realtà resto il pinguino all’equatore che dice lo Sguizzero, volevo solo divertirmi un po’ con lui, scendendo nel suo campo di battaglia. :D

    Grazie per le ottime risposte che ci hai fornito. ;-)

  14. about.blank ha scritto il 29 Marzo 2011 16:54

    Se mi posso permettere vorrei dire anch’io una cosa sull’anticipo. Nel mio povero gioco ho spesso notato come spesso l’anticipo paghi a prescindere. Un po’ per l’effetto sorpresa e la rapidità di esecuzione che ruba tempo all’avversario, un po’ perché a volte mi sembra che la palla torni sul tavolo quasi per magia, come se il colpo fosse riuscito “miracolosamente”. In seguito m’é parso di capire, dai discorsi di alcuni competenti, che l’anticipo, soprattutto in risposta a palle con molta rotazione, consente di colpire la palla nel momento di shock della rotazione conseguente all’impatto sul tavolo, prima che il momento torcente impresso dall’inerzia di rotazione faccia riprendere alla palla tutto il suo spin. Così mi sono spiegato il perché alcune mie risposte molto anticipate avevano buone possibilità di riuscita. Ho capito bene? O é solo… culo? :-)

  15. lelesguizzero ha scritto il 29 Marzo 2011 22:35

    4 caruso: above u vrait:

    “Chiedo scusa se i nomi non sono scritti corretti ma le lingue straniere non sono mai state il mio forte”.

    Se è per quello nemmeno l’italiano è il tuo forte….dato che poco above u vrait:

    “hanno costruito un’altro bel tipetto di nome SAIVE”

    un altro non necessita di apostrofo essendo sostantivo maschile.

    PS quanto a ma lin…..dovendo tirare una supercaxxola prematurata…..il suo movimento è esasperatissimoooooooo…….e per di più con quell’impugnatura…..tipica pekinese….da non riproporre nell’italiaco paese….

    facce vede una minella di wang licin!!!

  16. about.blank ha scritto il 29 Marzo 2011 23:59

    Lelesguizzero abov vraits: ” Finalmente…….sono anni che dico questo…..quindi un primo passo della nuova federescion…..potrebbe essere…….out of colions chi non sa fare il tipspin!!! ”

    Ti quoto Arturino, Sei trooooppo avanti! Föra d’i bal.. chi non sa fare il tip spin…
    …e neanche il tip tap. ;-)

  17. record ha scritto il 30 Marzo 2011 06:13

    @ savalli

    sì sì sono io :-)

    quando dici “se non c’eri tu perdevo la partita”, a me è successo tre volte, quest’anno :-)

    due volte ho letto la partita della mia giocatrice, e l’ho fatta vincere al quinto set con due atlete della categoria superiore :-D
    l’ultima volta non le ho dato consigli tecnici, l’ho solo insultata, arrabbiandomi di brutto, per il gioco che stava facendo.

    risultato, anche qui ha vinto 3a2 :-)

    posso considerarmi un tecnico anche io?

    bacius
    e.

  18. record ha scritto il 30 Marzo 2011 06:16

    @ sguaix

    :-) guarda che io il top di dritto lo so fare … eheheheheheheh!!
    e anche quello di rovescio :-D

    anzi, ieri sera ho giocato con dei giocatori uomini, e ho tirato palle di rovescio che sembravo ispirata da dio…!
    hai presente incrociati stretti, tirando su palle da 10 cm di altezza sul tavolo, vicino alla rete, velocissimi a fare il buco sul tavolo avversario?

    :-D

  19. about.blank ha scritto il 30 Marzo 2011 07:22

    About:Blank abov vraits: ” ho spesso notato come spesso l’anticipo paghi a prescindere “.

    Forse che abbia usato troppo spesso l’avverbio “spesso” ? :-)

  20. Marco Malvaldi ha scritto il 30 Marzo 2011 10:51

    Salve a tutti.

    Per Massimo: ovviamente hai ragione a dire che Boll è costruito, nel diritto. Il mio “eclatante” si riferiva al modo in cui segue la palla con la testa, che a mio avviso è esasperato.
    Tu dici che non ci sono esempi in letteratura riguardo all’uso della testa: nel tennistavolo hai ragione, ma nel baseball professionistico è stato visto che i catcher professionisti (che devono prendere la palla al volo, e quindi capire dove andrà a cadere) seguono la traiettoria della palla mantenendola sempre a fuoco in modo tale da vederla sempre nello stesso punto e con lo stesso angolo, aggiustando la propria velocità di corsa in conseguenza. Se richiesti di prevedere, senza muoversi, dove sarebbe andata a finire la palla, sbagliavano di parecchi metri. (I riferimenti si trovano nel bellissimo libro di Gerd Gigerenzer “Decisioni Intuitive”). Anche se il tennistavolo non è il baseball, credo che questa cosa sia significativa… Che ne pensate?

  21. about.blank ha scritto il 30 Marzo 2011 17:17

    Lelesguizzero abov vraits:

    “un altro non necessita di apostrofo essendo sostantivo maschile”.

    Ora, io mi rammarico perché Lelesguizzero non abbia ancora potuto fornirci un contributo tecnico degno della sua acclarata preparazione e competenza.

    Però, ha potuto dare sfoggio di doti didattiche inimmaginabili, correggendo il Signor Caruso e insegnando a tutto l’ignaro pubblico che il vocabolo “altro” sarebbe un sostantivo maschile della Lingua Italiana.

    Auguri, il posto da autista del mesciato é suo!

  22. Drago Rosso ha scritto il 30 Marzo 2011 21:56

    Un paio di riflessioni sul ruolo del tecnico nel correggere o no i difetti, sul gesto tecnico di Ma Lin.
    In una vecchia discussione, avevo ricordato quello che fece Pettinelli con una delle sorelle Crespi. Constatato che aveva certi difetti di impostazione tecnica, le fece cambiare impugnatura da europea a penna. Il principio era che correggere quei particolari difetti avrebbe comportato un lavoro più lungo e faticoso, senza peraltro una garanzia di successo, e che sarebbe stato meglio dare alla ragazza un’impostazione che “assecondasse” i difetti. Il risultato fu che la Crespi giocò molto meglio.
    Su Ma Lin, fermo restando che ci sarebbe tanto da dire, faccio rilevare solo una cosa: la posizione del braccio libero. Come si vede, Ma Lin lo tiene all’altezza della pancia, al massimo del petto, anziché portarlo in alto come dovrebbe essere secondo una impostazione tecnica pura. Ricordo in proposito la vecchia sequenza di topspin di un Costantini giovanissimo, col braccio sinistro di Massimo che va in alto, e ricordo anche le foto delle giocatrici cinesi, tutte col braccio libero che va in alto. Fra gli uomini cinesi, invece, e non solo Ma Lin, il 90 per cento mette il braccio all’altezza di pancia o petto. Questo è dovuto principalmente alla forza con cui si effettua il colpo, ecco perché la differenza fra uomini e donne cinesi. Quindi, si potrebbe pensare che tenere il braccio più basso, vista la potenza espressa, sia quasi obbligatorio. Ma, attenzione, quando si parla di tecnica, c’è sempre il riferimento più alto, vale a dire Kong Linghui. Purtroppo, ho poche foto sue, visto che all’epoca non avevo ancora la macchina digitale, quindi andavo avanti a rullini (36 scatti ogni rullino), con conseguente numero limitato di foto. Comunque, nella quasi totalità dei topspin, Kong Linghui portava il braccio libero in alto, anche quando esprimeva maggiore potenza. Da questi particolari, si capisce la differenza fra chi è “semplicemente” un campione e chi invece è un fuoriclasse.

  23. zzantitop ha scritto il 31 Marzo 2011 07:35

    parliamo di tecnica e parliamo di didattica…
    un discorso terra terra resta sempre…………

    MA IN ITALIA IL MATERIALE DIDATTICO DOVè? CHI LO FA?
    CHE MATERIALE VIENE DATO AI TECNICI DI BASE PRIMO LIVELLO?
    QUALI SONO I REQUISITI PER POTER ACCEDERE AD UN PRIMO LIVELLO,SECONDO LIVELLO ETC ETC ???

    secondo me ogni corso sia di primo ,di secondo o che altro…DEBBA come minimo avere una durata semestrale, deve comprendere teoria e pratica
    esiste la e-learning……e ogni 3 mesi un esamino di verifica sempre on line….
    con esamone finale…..

    non si puo affrontare la SCIENZA DELLE COSTRUZIONI senza avere …nozioni di meccanica…scienza dei materiali…o infarinatura di meccanica classica….

    IL NOSTRO SISTEMA EDUCATIVA DOVREBBE ESSERE RINNOVATO e
    reso molto molto molto piu’…..RICCO DI NOZIONI……
    AUTODIDATTI SI ….MA ….CON DIETRO UNA BELLA SCUOLA….

    zzpresidentedelcostantinifanZZclubrotterdam :)

  24. lelesguizzero ha scritto il 31 Marzo 2011 08:56

    4 drago rosso: above u vrait:

    “Da questi particolari, si capisce la differenza fra chi è “semplicemente” un campione e chi invece è un fuoriclasse”.

    E la sorella crespi a quale categoria appartiene??

    Quando il player fa topspin sbracciato a 3000 il braccio di riporto va in basso per forza…come caxxo farebbe ma lin a portare in alto il braccio sx tirando quella sferzata a tutto braccio….come gli ha insegnato er mitico robbi de roma????

  25. savalli ha scritto il 31 Marzo 2011 14:30

    il tennistavolo si impara facendolo, non studiando, o meglio mentre lo fai studi, quindi verifica delle teorie attraverso la pratica e verifica della pratica attraverso l’analisi teorico-scientifica, una sinergia perfetta.
    Voi a chi dareste la formazione di un giovane pongista, a uno studioso di biomeccanica magari laureato in scienze motorie che ha giocato a ping pong all’oratorio o in spiaggia oppure a chi ha praticato tennistavolo a livello agonistico magari solo a livello di 2-3^ cat ? A me la risposta sembra ovvia.
    Certo aver giocato non basta, ci vuole dell’altro, io direi gusto amore passione per il proprio sport e gioia soddisfazione affetto per il giovane che diventa bravo (non per forza un campione, se la Crespi poteva diventare campionessa o fuoriclasse allora c’è una qualche colpa, se no, come credo, è stato fatto un buon lavoro e quindi l’allenatore è bravo !).
    Noi quì certo possiamo discutere di tutto e sottilizzare sulla goffaggine di Ma Lin
    o sul dritto non propio ampio e arioso di Boll. ma dobbiamo inchinarci ai risultati,
    e ragionare se potavano esprimersi ancora meglio mi sembra capzioso.

    Bene, vorrei tornare su quanto suggerito dall’admin, c’è tantissima carne al fuoco, non saprei da dove cominciare, poi gli allenatori hanno problematiche diverse a seconda del contesto in cui operano, Costantini ha un problema con una giocatrice chè è 190 al mondo io me la sogno una così, non avrei neanche gli strumenti tipo tempo, sparring per gestire una così. Allora vorrei condividere con Costantini una affermazione che trovo vera e di cui non ho sentito mai parlare (ma sarà colpa mia)

    Il fatto è che fare l’allenatore è un compito enorme e avere tutte le qualità che ha indicato Costantini da educatore psicologo a insegnante consigliere etc. richiederebbero ciascuno un corso di laurea, quindi cerchiamo di essere dei bravi allenatori che sanno giocare e mostrare un bloc (a polso bloccato non c’è dubbio, anzi io avrei un problema, se vuoi dirmi qualcosa admin è ben accetto:
    insegnando di norma per primo lo scambio pittosto che il bloc succede che quando vado ad insegnare quest’ultimo il polso parte per conto suo ed è una bella fatica per il giovane pongista trattenersi,però la sequenza didattica mi sembra quella che ho detto, che mi dici? grazie) o un top o una difesa classica o un side o un servizio con rotazione oraira o antioraria etc.

    ma torniamo all’affermazione di cui sopra, è quella che Admin chiama imprinting,
    è un’idea che ho eleborato almeno 20 anni fa ma mi sono tenuto per me o meglio ho detto a qualcuno del mio piccolo giro (tanto a me che mi c… fila?) e non so se è stata recepita.
    L’idea mi venne dall’osservare la risposta emotiva/piacevole con annesso gusto di giocare e riuscire in quel colpo a cui erano più portati due bimbi di dieci anni che poi nel proseguo della loro carriera vinsero 2 medaglie ai campionati italiani giovanili, uno era anche nel giro della nazionale allievi (ma smise subito purtroppo, maledetto calcio).
    Ecco quel primo approccio io lo chiamai imprinting, proprio così, e mi fece pronosticare qualche successo per quei 2. Questo per dire che dobbiamo creare un ambiente piacevole dove le prime nozioni sono fondamentali e per questo dobbiamo prepararci dal punto di vista tecnico e di relazione con questi giovani.
    Per cui io auspicherei per il futuro un impegno della federazione a organizzare di frequente degli aggiornamenti in tal senso per i tecnici affichè siano bravi e preparati e si crei un sana competizione fra club che sola può portare a una crescita generalizzata del ns amato TT piuttosto che isole felici dove crescono 1-2 campioni e intorno il deserto. Bene mi fermo quì, fra poco si va in palestra, 4 ore di sano e duro lavoro, sabato si va a terni con la speranza di far bene. by

  26. savalli ha scritto il 31 Marzo 2011 14:57

    per record, se sei un allenatrice dipende dal fatto se lo fai in palestra, cioè se occupi del tempo a insegnare, e poi eventualmente segui in torneo etc..
    sulla bravura non saprei, devi scoprirlo da te, certo da quello che mi dici sembra tu abbia delle doti.
    l’ultima tua affermazione però non lo mai sperimentata, parlo dell’insulto,
    tu mi dici che è vincente ma ho qualche timore ad applicarla, sarei tentato ma ho dei giocatori ben messi (anche le ragazze), non vorrei uscire dalla palestra col naso rotto, non sono certo che riuscirei a schivare il colpo, gli anni passano e riflessi calano. by

  27. savalli ha scritto il 31 Marzo 2011 15:46

    lo = l’ho, scusate, anche eventuali altri errori precedenti

  28. about.blank ha scritto il 31 Marzo 2011 16:06

    Vorrei riportarvi al mio unico intervento serio, quello sull’ anticipo.
    Vi sarei grato se mi deste delle conferme ma sono gradite pure le smentite argomentate.

    Grazie… anticipate. ;-)

  29. record ha scritto il 31 Marzo 2011 20:51

    @ savalli
    beh, in realtà l’ho potuta “insultare” perchè prima avevo giocato io contro la stessa giocatrice (eravamo in campionato) e avevo vinto 3a2 stando sotto 2a1.

    alla mia compagna di squadra ho semplicemente “fatto notare” che io mi ero fatta “un mazzo tanto” per vincere quella partita e che non era accettabile che lei, da 2a0, pensasse di vincere facile e, non succedendo, buttasse via la partita perchè “tanto lo so che perdo”.

    mi sono “alterata” e le ho detto che se me l’ero fatto io, il mazzo, altrettanto doveva fare lei e che quindi si desse una mossa e cominciasse a lavorare sul serio.

    ha funzionato :-)
    da 2a0 per lei e poi 2 pari, ha vinto il quinto set (quello degli insulti .. eheeheh) senza tentennamenti.

    la situazione permetteva una tattica di questo tipo, un po’ più aggressiva.

  30. zzantitop ha scritto il 1 Aprile 2011 07:38

    @savalli, NON LA CONOCO LE DO DEL LEI , QUINDI

    “il tennistavolo si impara facendolo, non studiando, o meglio mentre lo fai studi, quindi verifica delle teorie attraverso la pratica e verifica della pratica attraverso l’analisi teorico-scientifica, una sinergia perfetta.
    Voi a chi dareste la formazione di un giovane pongista, a uno studioso di biomeccanica magari laureato in scienze motorie che ha giocato a ping pong all’oratorio o in spiaggia oppure a chi ha praticato tennistavolo a livello agonistico magari solo a livello di 2-3^ cat ? A me la risposta sembra ovvia.”

    non mi trova del tutto d’accordo……inanzitutto perchè essere bravo allenatore non va di pari passo essere o non essere stato un bravo giocatore….
    da quello che intuisco lei si riferisce ad un mondo media alto ,altissimo ….
    io mi limito al mondo piu’ terreno dove ….

    SERVONO evangeliZZatori per INIZIARE….e le assicuro che non tutti son in grado di mettere in moto il volano , quindi torno ad evidenziare il fatto che manca una scuola di formazione e come nel mondo della scuola…
    elementari, medie,superiori,laureabreve,laurea, MASTER…..

    che un grosso vuoto da colmare e secondo me ,,,nel pingpong…non è detto che vale piu’ la pratica che la grammatica……ci vuole l’uno e l’altro….
    MA SIAM LONTANI ANNI LUCE dall ‘ avere un sistema …che permetta a chiunque voglia avvicinarsi a questo sport ….di avere “l’abecedario” a portato di mano…e dall’avere il maestrino elementare che ti insegna l’alfabeto….

    @ record ..insulta ,insulta…. :)

    RIFORMA DELLA SCUOLA….LICEI SPORTIVI A QUANDO??????????

    zzpresidentedellacostantiniuniversityofpingpong :)

  31. lelesguizzero ha scritto il 1 Aprile 2011 15:40

    Questo è il tt che vogliamo….

    http://www.youtube.com/watch?v=6qgI9v-GGhI

    2′25″
    3′05″
    4′30″

    e da 5′30″ to the end.

    Grazie scianni…….tu si che sai cosa è la qualità…..

    w la benice…..e che dio la benedice!!!

  32. about.blank ha scritto il 1 Aprile 2011 21:05

    Ci terrei ad avere dei riscontri sulla teoria dello “shock inerziale” della pallina carica di top spin, che colpisce il tavolo, che sarebbe alla base dell’efficacia dell’anticipo sul tavolo. Per come mi é stata raccontata, questa teoria fu raccontata ad alcuni tecnici italiani da Xu Shaofa. Una Università cinese, facendo studi di dinamica applicata allo sport, credo supportati da riprese video, avrebbe evidenziato questo “stop” momentaneo nella rotazione della pallina nel momento dell’impatto col tavolo. Una frazione di secondo dopo il rimbalzo, l’inerzia di rotazione impressa nell’emisfrero superiore della pallina, riprenderebbe il sopravvvento sul repentino rallentamento dovuto all’impatto dell’emisfero inferiore. Un anticipo fulmineo, secondo la teoria, permetterebbe una esecuzione efficacissima del controtop al tavolo sfruttando proprio questo shock.

  33. lelesguizzero ha scritto il 4 Aprile 2011 20:42
  34. Drago Rosso ha scritto il 4 Aprile 2011 23:48

    Ma guarda un po’: Ariel Hsing, una delle due giocatrici che si vedono nel video in allenamento con Costantini, a 15 anni è diventata campionessa del Nord America, la più giovane della storia in quella gara. Non appena ha cominciato ad allenarsi con Massimo ha già vinto. Ma questo Costantini è davvero un pippone come allenatore!!! Ancora di più si può apprezzare la giusta decisione di Sciannimanico di cacciarlo dalla guida dell’Italia, non sia mai che qualcuno degli italiani cominci a giocare seriamente e a vincere!

  35. Ping Pong Italia ha scritto il 5 Aprile 2011 08:17

    Cari amici, eccomi qua e scusate il ritardo, ma ho avuto tantissimo da fare. Nel frattempo mi ha fatto molto piacere che la Federazione americana abbia pubblicato sulla propria rivista un articolo a mia firma, per la verità me ne hanno chiesti 6 di articoli, uno ogni due mesi in occasione appunto dell’uscita della rivista. Tra qualche giorno lo pubblicherò, si tratta dell’adattamento di un articolo che avevo già scritto sul blog peraltro ripreso sia dalla federazione tedesca sia da quella cinese.
    Iniziamo da Lelesguizzero.
    Anch’io spero che la nuova federazione dia un’impronta diversa, tutto il movimento ha bisogno di interagire con il sistema per poter avere un miglior bagaglio tecnico possibile. Ci serve maggior esperienza e maggior competenza, quella che c’è può essere valida ma non è sufficiente. Nel frattempo grazie per quel video, è davvero bello.
    X Caruso
    L’attacco sulla terza palla è ed è stata una necessità per tutti, gli svedesi sapevano che se volevano battere i cinesi dovevano aprire il gioco prima che lo facessero loro. Successivamente il servizio “esce non esce” è stata un’ulteriore necessità perché nel frattempo i cinesi flippavano tutto. Tutte queste “trovate strategiche” sono patrimonio di tutti, tanto è vero che al giorno d’oggi, ogni giocatore è in grado tanto di attaccare sulla terza palla o contrattaccare sulla terza palla, intendo che quelle intuizioni sono diventate di uso comune. La scuola che intendo è di tipo tecnico non di tipo strategico e tattico. Per me la scuola si intende che ci sia un’identità che contraddistingue gli uni dagli altri, ad esempio: il movimento delle gambe, guardate i nostri giovani e capirete che non c’è un comune denominatore, guardate i cinesi ed un intero popolo sa come ci si deve girare per giocare dal rovescio una palla di diritto. Quando verrà pubblicato il programma, presto mi è stato detto, ci sarà di affrontare ed approfondire questa cruciale questione.
    È la volta di Savalli, a giudicare da quanto ha scitto nei due post, credevo volesse prendere il mio posto. Naturalmente mi ha fatto piacere e ho trovato i commenti utili a tutti. Non so da dove iniziare, comunque la cinesina è al 100% americana, cioè nata e cresciuta in America. Le questioni sono tante e diverse. Prima fra tutte metterei il rapporto fra allenatore e atleta, un rapporto basato sulla fiducia reciproca dove i due si dovrebbero sentire parte l’uno dell’altro, a volte la deficenza tecnica viene colmata da un’abile gestione psicologica dell’allievo. Quando questo rapporto si è stabilizzato grazie anche ai risultati allora è il momento di tentare dei cambiamenti tecnici, ma fino ad allora l’impresa è pressoché impossibile. Coloro i quali hanno la fortuna di iniziare a lavorare con i principianti, hanno certamente maggiori possibilità di intervenire nella profondità della tecnica, cambiare il gesto, la postura, l’azione delle gambe, il tutto per un sempice motivo: il bambino è allo stato iniziale dell’apprendimento motorio e pertanto sarà ancora, ma non per molto, malleabile. È certo che se si vuol fare il mestiere di tecnico/allenatore bisogna conoscere il pingpong, capirlo, interpretarlo, analizzarlo, studiarlo, tutto questo farà parte del proprio bagaglio tecnico, saranno poi le capacità individuali che gli permetteranno di trasferire il suo modello ai propri allievi nel modo più adeguato.
    Tornando ai corsi ITTF, vorrei ricordare che sono sì corsi di base ma sono rivolti agli allenatori di federazioni che vogliono conseguire un certificato che li prospetti a livello internazionale. Quindi il potenziale tecnico non è generico, come prendere uno qualunque dalla strada, ma è un allenatore che si presuppone abbia già avuto un’istruzione tecnica.
    Forse vi ho confuso quando ho parlato delle “malformazioni tecniche”, la mia era un’osservazione di tipo tecnico che non aveva nulla a che vedere con la prestazione agonistica, infatti avevo stimolato la questione del talento proprio per questo, quindi si può dire che: a maggiori capacità tecniche non sempre corrispondono i migliori risultati, anzi molte volte succede il contrario. Non dimentichiamoci il fine ultimo del gioco del pingpong: rinviare la palla una volta in più nel campo avversario.
    La questione del polso Savalli è direttamente riferita all’impugnatura. Quasi tutti i giocatori nel momento di colpire la palla eseguono una tensione del braccio dovuta al fatto di stringere l’impugnatura per poi rilasciarla subito dopo. Quindi puoi tentare di ovviare in questo modo, c’è poi un altro accorgimento ossia utilizzare la spalla. Immagina di eseguire il rovescio come si desse un pugno, un diretto per l’esattezza, capirai che il polso non si muove, hai visto mai dare un pugno con il polso? Prova e sono convinto che ci saranno dei miglioramenti.
    Infine il botta e risposta con Record. Ci sono molti modi per ottenere migliori performances dai propri atleti, è bene che ne sperimentiate sempre di più, a volte occore far reagire il proprio atleta, scuoterlo, altre volte bisogna metterlo a proprio agio, tranquillizzarlo, dire che vada anche se niente va bene, questo è uno sport di fiducia, occorre fare di tutto per migliorarla. Infine sono molto utili fare degli esercizi di propedeutica (come nel caso dell’Antitop), continuate così.
    Caro About Blank.
    La mia domanda è: come quantifichiamo l’anticipo in ordine alla rotazione della palla? Quello che dici è vero, la palla subisce uno shock, per un momento la palla cessa di ruotare, l’energia prodotta si scarica sul tavolo impartendo alla palla una pressione verso il basso in caso di topspin ed una pressione verso l’alto in caso di una palla tagliata, ma la domanda è quando devo colpire la palla? La materia è interessante e provo comuqnue a darti una spiegazione.
    In Cina insegnano questo tipo di timing soprattutto alle ragazze, per i ragazzi c’è un’altra metodologia. I cinesi insegnano le 5 fasi del rimbalzo: prima fase quando la palla tocca la propria metacampo, seconda fase quando la palla inizia a salire, terza fase quando la palla raggiunge il punto più alto, quarta fase quando la palla inizia la traiettoria discendente, quinta fase quando la palla tocca il pavimento. Ci sono naturalmente delle interpretazioni sull’intervallo di tempo che c’è tra una fase e l’altra, l’apprendimento in questo caso è puramente empirico. In Italia si è parlato di mezza volata come per intendere l’anticipo, molti dicono “subito dopo il rimbalzo”. Ovviamente dobbiamo fare due ulteriori distinzioni, la prima riguarda la qualità della palla e la seconda la scelta del colpo da eseguire. In ogni caso non c’è dubbio che anticipando la palla ci sono maggiori probabilità di vincere il punto che non coincide con la probabilità di non tenere la palla in campo. Alla questione fisico/meccanica/dinamica della palla o del rimbalzo, se gira di più o di meno o affatto, io preferisco la retina come punto di riferimento del rimbalzo. Mi spiego. Se devo bloccare un topspin, se voglio eseguire un controtop oppure tirare su palla tagliata a parità di coordinazione e di bravura è più semplice riuscirci se si colpisce la palla in anticipo per due motivi, la palla è più vicina alla rete, quindi il giocatore ha un’idea esatta della traiettoria, la seconda è di natura strategica ossia così facendo si può creare maggior pressione e velocità all’avversario. Per contro c’è da domandarsi a quale velocità la palla ci potrebbe tornare indietro, quasi sempre ci troviamo spiazzati e sorpresi della palla che ci arriva, inoltre anticipando la palla non possiamo generare molta potenza. In definitiva, spesso e volentieri questa azione tanto temeraria quanto efficace produce sì degli ottimi risultati ma può produrre anche dei fallimenti. Un’ultima osservazione riguarda il tipo di livello. Per un giusto apprendimento è bene riferirsi al punto più alto del rimbalzo, osservare poi le attitudini dell’allievo ed iniziare un processo di cosiddetta “tecnica avanzata” lavorando sul timing.
    A Malvaldi dico che mi piacerebbe leggere il libro di Gerd Gigerenzer, tuttavia dico che è prioritario anzi indispnsabile seguire la palla, nel pingpong abbiamo delle distanze davvero esigue per seguire la palla con la testa, l’esperienza mi insegna che ce l’ho sempre a fuoco. Ancora una volta dico che dipende dai momenti iniziali di apprendimento, ossia come il bambino si abitui a certi gesti che in qualche modo lo rendano a proprio agio nell’eseguirli. L’esempio di Timo Boll può essere istruttivo nel momento in cui questo atteggiamento sia scaturito in età adulta, se qualcuno ha dei vecchi filmati del tedesco da proporre potremo farci un’ulteriore riflessione e comunque, appena mi capita, glielo chiedo direttamente.
    Il Drago Rosso ha ragione, non c’è molto da aggiungere. Il braccio libero ha diverse applicazioni, dà equilibrio, aiuta la spalla opposta ad imprimere maggior potenza, aiuta la coordinazione. Una buona tecnica presuppone l’utilizzo anche del braccio libero e Kong Linghui è l’espressione più alta.
    ZZAntitop
    se vuoi sapere che materiale didattico viene dato ai tecnici di primo livello bisognerebbe che lo chiedi ai tecnici di primo livello. Scherzi a parte io non lo so, ma mi immagino che ci saranno dei libri, delle dispense altrimenti su che cosa studiano? Una richiesta per tutti, se qualcuno ha delle dispense è possibile metterle in rete? Per tutte le domande sulla didattica basta che chiedi a me e ti farò avere quello di cui hai bisogno.
    Wow, mi sono dilungato, mi perdonerete spero. Mando a tutti il mio più cordiale saluto pongistico. Max

  36. lelesguizzero ha scritto il 5 Aprile 2011 09:31

    4 max: above u vrait:

    Iniziamo da Lelesguizzero.
    Anch’io spero che la nuova federazione dia un’impronta diversa, tutto il movimento ha bisogno di interagire con il sistema per poter avere un miglior bagaglio tecnico possibile. Ci serve maggior esperienza e maggior competenza, quella che c’è può essere valida ma non è sufficiente. Nel frattempo grazie per quel video, è davvero bello.

    First of all….prego per il video….un gioiellino che mi è parso giusto condividere con tutti gli aficionados del tuo blog.

    Poi dici: ci serve maggior esperienza…e maggior competenza….ma di cosa stiamo parlando????

    Se la gente come te, piacentini, mondy, il capellone fiorentino….gente con 4 sfere quadrate….non viene fatta lavorare e si scelgono i mesciati, i john la qualunque, gli of red, gli slavi, i bulgari, le mogli degli slavi….
    non cresceremo mai!!!

    Ti preferisco tecnico e non politico….non meriti di scrivere frasi fatte come: il movimento ha bisogno di interagire con il sistema…..puoi fare molto di meglio!!!

    Mi permetto di correggerti su una cosa: sopra scrivi:

    “a volte la deficenza tecnica viene colmata da un’abile gestione psicologica dell’allievo”.

    Deficienza con la i.
    Se vogliamo essere credibili, almeno la lingua italiana, oltre alla tecnica del tennistavolo, bisogna conoscerla….altrimenti potrebbero pensare che siamo degli slavi!!!

    in conclusione look at this….liugoliang….che fa il multiball…..ai nostri chi lo fa il multiball??? the slavo wife???? o er mesciato della bassa???? suvvia….maddai…..
    http://www.youtube.com/watch?v=MrY9ICIxfYY

  37. record ha scritto il 5 Aprile 2011 13:53

    MAX !

    TI ADOROOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!
    leggere il tuo commento è stata PURA GODURIA :-)

    Sguaix, non avrei mai pensato di dirlo, ma GRAZIE per il video, che ha una colonna sonora BELLISSIMA, tanto è vero che l’ho scaricata.

    la musica synth-techno non è la mia preferita, ma questo pezzo (cape town, percivalesque) è proprio bello.

  38. about.blank ha scritto il 5 Aprile 2011 14:42

    Mille grazie Max per la risposta esauriente. Capisco bene che mettere in pratica i suggerimenti circa un gioco d’azzardo quale può essere la “mezza volata”, come la chiama anche il D.R., per un giocatore del mio livello tecnico sia impresa piuttosto complicata.
    Credo che dovrò accontentarmi della molla istintiva che mi fa eseguire scriteriatamente questo gesto ma con incredibile percentuale di successo.
    Lo stesso mi capita con la “spadellata” di rovescio, un modo di schiacciare con forte componente laterale le palle lisce medio-alte che mi capitano a tiro: é rischioso ma spesso paga. Lungi da me pensare che se ne possa fare caso di scuola. :D

    A proposito di dispense online fruibili da tutti, sarei MOLTO felice se qualcuno postasse la dispensa che a suo tempo fece Roberto Migliarini per la Fitet Lazio.
    Credo sia ancora molto attuale, soprattutto per quella predilezione di Roberto per il top di dritto a braccio teso. Penso che, per quei giocatori che mostrino una naturale propensione al lavoro di gambe, il colpo possa essere reinterpretato dalla nostra Scuola, sulla traccia di quanto pure tu consideri una variabile irrinunciabile: la prevalenza del gioco di dritto.

    Un Grazie e un Saluto, Eugenio.

  39. zzantitop ha scritto il 6 Aprile 2011 09:35

    Ciao Coach….

    zz ha fatto il corso di primo livello… e zz dice che …al corso di primo livello tranne un opuscoletto non gli hanno dato il materiale tecnico
    zz per materiale tecnico intende una dispensa come il “migliarini”…..o un bel libro come ITTF level 1…e altro…..

    no no no…niente libricini…….ajajajajajajajjajastudentifaidate……

    perunmultiballmultietnicoemulticulturale…..
    zzfondatoredellalibreriaambulantedilibridipingpongedvddipingpong….. :)

    diprossimaapertura : COSTANTINI FANzz CLUB NIUEWE BINNEWEG ROTTERDAM…… PRESSO JAZZCAFEDIZZY… :)

  40. about.blank ha scritto il 6 Aprile 2011 14:36

    Lelesguizzero ha scritto il 21 Marzo 2011 16:25:

    ” vedere max, 500 presenze in nazionale ecc ecc fare il multiball come l’ultimo dei guida pullmini mi fa molto strano”

    Oggi scrive: “look at this….liugoliang….che fa il multiball…..ai nostri chi lo fa il multiball??? the slavo wife???? o er mesciato della bassa???? suvvia….maddai…..”

    Letto quanto sopra, sorge spontaneo un paio di domande, da porre direttamente all’interessato: nei mesi dispari ti fa strano strano vedere il Max internazionale fare il cesto multiball…. laik eni adar vans draiver… mentre in quelli pari non trovi nulla da eccepire che lo faccia il il Liu Guoliang intergalattico?
    A ’sto punto viene a ruota la seconda domanda: tu che sei bravo in Italiano, tu che ci hai insegnato che “un altro” sarebbe un sostantivo maschile e correggi le “deficenze” di Max, illuminaci: con quante “z” si scrive la parola “schizofrenia” ??? :D

  41. Caruso ha scritto il 7 Aprile 2011 09:20

    Ops…. Scusate il ritardo, ma tra le altre cose lavoro e in questo periodo sto veramente esagerando,
    Caro Massimo in alcune cose concordo in altre consentimi di pormi dei dubbi,
    Tu dici e giustamente va confermato tecnicamente in italia è una torre di babele ognuno interpetra e fa eseguire i gesti tecnici come meglio ritiene siano eseguibili dagli atleti, e questo è un dato incontrovertibile; ma è anche vero che sulla tecnica molto è stato detto scritto e studiato i gesti codificati sia che parliamo di gioco di gambe sia del top spin sia del tagli etcc… ormai sono codificati in una linea internazionale che li affronta in modo direi biomeccanicamente corretto quanto meno, vero è che comunque all’interno della tecnica codificata e della correttezza biomeccanica ogni paese ci mette del suo, ed è su questo suo che credo bisogna confrontarsi per cercare di tirare fuori un’identita italiana.
    Questa identita sicuramente non può e non deve essere esclusivamente bagaglio tecnico ma va sviluppata su tutti gli aspetti culturali, situazionali etc….
    A presto

  42. record ha scritto il 7 Aprile 2011 09:55

    a tutti gli utenti di buona volontà.

    chiunque avesse dispense, materiale divulgativo, opuscoli, frizzi e lazzi di qualunque tipo, e il materiale non è coperto da copyright, è pregato di scannerizzarlo e inviarlo ad

    infocastt@gmail.com

    verrà pubblicato sul Portale

    http://www.castt.it

    chi non lo conoscesse è invitato a farci un giro e, se ne ha, a fare proposte.

    vielendank
    e.

  43. about.blank ha scritto il 7 Aprile 2011 16:35

    Chiaro che più una disciplina si perfeziona e più i gesti tecnico-atletici vengono standardizzati, omologati, codificati. Nella fase pionieristica una disciplina avrà una grande varietà di scuole che cercano, ognuna, una propria via di sviluppo autonoma al GESTO IDEALE. La tecnologia e la biomeccanica hanno sicuramente giocato un ruolo importante nella ricerca del gesto più “economico” ed efficace, nonché conservativo per la fisiologia dell’atleta.

    Credo che ciò che intenda Massimo sia una METODOLOGIA di scuola che manchi. Ecco perché sarà parte del Programma. Oggi si vedono veramente alcuni tecnici lavorare empiricamente sulla base dell’esperienza maturata come giocatore di medio livello (basso se considerato a livello internazionale) ma senza un criterio rigoroso e progressivo di metodo.

    Il ruolo di un Direttore Tecnico delle S.N. deve essere quello di dettare un preciso SISTEMA OPERATIVO, sulla base del quale sviluppare il lavoro quotidiano che deve essere il meno routinario possibile (dico possibile!).
    Un giocatore di alto livello macina ore ed ore di schemi e di cesto quasi come fosse un operaio della catena di montaggio, frustrando spesso la propria fantasia e la creatività tattica. Per questo il lavoro fatto per acquisire e conservare gli automatismi deve essere integrato da nuove metodiche di training progressivo, magari ricorrendo ad una multidisciplinarità più accentuata.
    Faccio un esempio: tralasciando il tennis nel quale l’attrezzo é troppo “pesante” e potrebbe far perdere di sensibilità, credo che lo squash (se giocato come si deve e cioé senza bordate inutili) ma soprattutto il badminton, caratterizzato da un attrezzo molto leggero, possano fornire un buon supporto atletico al lavoro di squadra, unito alla gioia di lavorare divertendosi, che dovrebbe essere alla base di ogni occupazione nella quale la MOTIVAZIONE sia essenziale.
    Perciò concordo con Max che serva alla Scuola Italiana di tennistavolo un’identità non nel gesto tecnico in sé ma nella metodologia del lavoro.
    Se poi, avremo la fortuna di avere un talento, giocatore o allenatore, che sia capace di far fare alla disciplina uno stacco differenziale dal punto di vista tecnico, ben venga ma credo che solo i materiali possano far progredire o anche solo cambiare uno sport evoluto come il tt.

    Un Saluto.

  44. about.blank ha scritto il 7 Aprile 2011 18:32

    Vorrei aggiungere una postilla al mio precdente intervento:

    reputo indispensabile che il tecnico nazionale conservi una sua personale autonomia nella metodica di lavoro ma credo altresì che un direttore tecnico dotato dell’autorevolezza che é richiesta dal ruolo, saprebbe convincere, senza dover ricorrere ad imposizioni, che una volta tracciata una via non ci si debba disperdere in interpretazioni troppo personali della dottrina.

  45. lelesguizzero ha scritto il 7 Aprile 2011 23:34

    http://www.youtube.com/watch?v=saufza1pI5s&feature=related

    Per tutti coloro che pensano a spinnicchia in azzurro…..guardate e meditate!!!!

    Guardate tommasino nostro…..e meditate!!!
    http://www.youtube.com/watch?v=CE_TiV-zEyM&feature=related

  46. zzantitop ha scritto il 8 Aprile 2011 09:18

    CREAzzIONE DELLA TABLE TENNIS UNIVERSITY ITALOICA

    http://www.tabletennisuniversity.com/

    E-LEARNING…….. USIAMOLO E DIFFONDIAMOLO…

    CORSI PRIMO LIVELLO DURATA 6 MESI …..

    ETC ETC ETC ….

    MA FATE QUALCOSA O VOI CHE GORVENATE…MA FATELO PERO’ :)

  47. ballbreaker ha scritto il 8 Aprile 2011 13:25

    Ah ha!
    Lelesguizzero, hai fatto un passo falso :-)

    Ora so chi sei !

    E anche se mi hai detto che non mi dirai mai se lo sei veramente o no, quel piccolo passetto falso, unico nel suo genere (e tu sai cos’è perchè te l’ho detto nell’email che ti ho mandato) è stato determinante, perchè SOLO TU potevi farlo :-)

    tranquillo, il tuo segreto morirà con me ;-)

  48. lelesguizzero ha scritto il 8 Aprile 2011 15:13

    Godete in silenzio…..
    http://www.youtube.com/watch?v=k8Wy1ReF2KE

    kekkaxxo di backand!!!

  49. shinn ha scritto il 10 Aprile 2011 17:36

    La questione tecnica è alla testa di qualunque analisi. Si comprende che le persone ci sono. Si tratta di metterle al posto giusto scegiendo solo con logiche di competenza.

  50. about.blank ha scritto il 11 Aprile 2011 14:26

    Sarebbe il caso di lasciare questo post di tecnica scevro da polemica politica però Shinn, con la sua solita sibillinità non fa capire se le persone di cui parla sono quelle dell’Alternativa o quelle del “Governo”. Se quelle del governo sono buone per tutte le stagioni o se quelle che oggi sono fuori potrebbero domani farne parte. Buttate lì, così, certe parole si chiamano “smoke gets in your eyes”.

    http://youtu.be/57tK6aQS_H0

    Un Saluto.

  51. savalli ha scritto il 14 Aprile 2011 14:10

    Gentilissimo Costantini, l il tuo “credevo Savalli volesse prendere il mio posto” mi ha messo in allarme : “cavolo vuoi vedere che sono stato equivocato che il mio quanto fosse stato inteso come supponenza, mi sono detto”; spero di no, in realtà io parlavo da allenatore, chiarisco da allenatore di serie C che parla ad uno di serie A.

    Qualcosa sull’anticipo ! mezzavollata o controbalzo è la stessa cosa?
    Piccola osservazione : anticipo della mia azione (da giocatore) per sorprendere la reattività dell’avversario o anticipo del momento d’impatto sulla pallina ? sono due cose ben diverse mi sembra.

    La mezzavolata, termine mutuato dal tennis dove si può colpire al volo, l’appresi nel 1964 a 13 anni, mi ero appena innamorato del ping-pong grazie a una foto di V. Barna che colpiva la pallina portando i piedi ad altezza del tavolo (io che giocavo al calcio da portiere e amavo i tuffi plastici anche gratuiti, mi dissi “grande sport se richiede un gesto di tal portata”) e a un titolo provinciale allievi csi con articolo sul giornale cittadino !
    L’appresi da un libro di T.T. di J: leach, bellissimo ed entusiasmante che sancì definitivamente la mia passione per il ping-pong.
    Quindi niente di nuovo sotto il sole. Però mi sembra che l’anticipo inteso come ricerca del punto di “non effetto” (io lo chiamo stallo, nel mio gergo pratico-non scientifico, vedere appunti di tt sul sito della mia società) sia una cosa diversa.
    Nella mezzavolata classica, l’effetto in arrivo era minimo (causa materiali in uso) e la necessità di eseguirla derivava dallo sfruttare un po di velocità per prendere l’iniziativa, ora invece mi sembra che la ricerca del punto ottimale di non effetto (stallo) derivi soprattutto dalla necessità di non subirne le conseguenze.
    Mi pare di capire (Costantini mi darà il suo parere) da osservazioni da me fatte su partite di giocatori di alto livello, che questo colpo anticipato venga giocato (e se ne giustifichi l’esecuzione) solo in risposta a servizi con forte componente di taglio back-side, per tenere la traiettoria bassa e tesa e non permettere un attacco agevole all’avversario (un po come il servizio esce-non esce).

    Bene, altra cosa su cui vorrei confrontarmi, il servizio.
    La mia idea sul servizio è che lo scopo principale del servizio non è dare un certo tipo di effetto, (sebbene di fatto lo diamo e quindi la prima conseguenza è proprio questa).
    Se così fosse non vedo la necessità , per esempio, di eseguire il cosiddetto servizio “al contrario”, basterebbe servire di rovescio con le variazioni back-laterale-misto che vogliamo.
    Quindi, credo, che il modo in cui serviamo è quello che ci fa sentire a nostro agio
    nel senso che gestiamo meglio lo spazio in cui ci muoviamo, e all’interno di questo contesto scegliamo la componente effetto che ci sembra opportuna al momento.
    Bene non vorrei dilungarmi troppo quindi la pianto qui’ , però un’altra cosa vorrei chieder a Costantini : quanto c’è di “modaiolo” nell’eseguire un certo tipo di servizio (ad alto livello credo poco), una parte credo senz’altro tant’è che il servizio con lancio della pallina molto in alto è quasi scomparso e anni fa sembrava irrinunciabile (con teorie annesse) ?

    P. S. per record, ci ci vede a Novara, intanto a Terni non è andata male, un bronzo e un argento con le Girls che ho il piacere di allenare in collaborazione 50-50 %
    con S. De Pantz

  52. zzantitop ha scritto il 17 Aprile 2011 10:17

    good mornig Max….

    questo il primo spot del costantinifanZzclub sezione PUGLIA :)

    http://www.youtube.com/watch?v=C9ePtCdpmVM

    zzilpresidentiZZimiZZimo :)

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