Il Programma 4 di 6

2 Giugno 2011 da Ping Pong Italia · 48 Commenti 

Eccoci giunti al quarto appuntamento con il Programma Federale 2012-2016



Il Programma 3 di 6

16 Maggio 2011 da Ping Pong Italia · 64 Commenti 

Ecco la terza parte del programma.

Buona lettura

Newsletter CASTT

8 Maggio 2011 da Ping Pong Italia · 1 Commento 

Ricevo e volentieri pubblico le newsletter di Aprile del CASTT Coordinamento Associazioni Sportive di Tennis Tavolo. All’interno troverete un’interessante interevnto di Mauro Bertoncello.

newsletter-aprile

Il Programma 2 di 6

8 Maggio 2011 da Ping Pong Italia · 17 Commenti 

Ecco lw diapositive della seconda parte della premessa per l’Alternativa Sostenibile. Ora le pubblicazioni si faranno più frequenti, naturalmente aspettiamo i vostri suggerimenti.

In vista dei mondiali di Rotterdam

3 Maggio 2011 da Ping Pong Italia · 50 Commenti 

del Drago Rosso

Siamo alla vigilia dei Mondiali individuali di Rotterdam e la situazione del tennistavolo, sia mondiale che italiano, va peggiorando sempre più. Ormai, siamo avviati verso la distruzione del nostro sport: prima quella tecnica, con gli obbrobri dell’Ittf, sempre contro i cinesi, poi quella generale, con la costante diminuzione dei tesserati in tutto il mondo, persino in Cina, e degli spettatori. L’Ittf, nella sua smania di distruggere i cinesi, non ha provocato altro che il loro dominio ancor più grande. Gli europei, illusi che le nuove regole potessero permettere loro di vincere più facilmente, hanno lavorato ancora di meno, perché convinti che non ce ne fosse bisogno. I nefasti effetti della pallina da 40 millimetri (la decisione più grave mai presa nella storia del tennistavolo) e del set a 11 punti hanno poi dato il colpo di grazia a uno sport che continua a diventare sempre più brutto, tecnica e spettacolo vanno sempre più giù. Ho paura che fra qualche anno vedremo ancor più nettamente come il tennistavolo sia destinato a sparire come sport. Comunque, cerco di andare con ordine con argomenti che si sono accumulati negli ultimi tempi.

NAZIONALE ITALIANA

Comincio con le dolentissime note sugli azzurri. Le nazionali praticamente non esistono più, in particolare quella femminile, ormai un vero deserto. Si va ai Mondiali di Rotterdam con le nazionali di livello più basso dell’intera storia del tennistavolo italiano. E’ qualcosa di incredibile, ed è scandaloso che nessuno se ne preoccupi. Non sto dicendo che è colpa degli atleti, che sono i meno responsabili di questa situazione, ma la realtà nuda e cruda è questa: mai, ma proprio mai, nemmeno agli albori del tennistavolo italiano, si sono avute nazionali così basse tecnicamente. Ma sul sito della Fitet continuiamo a bearci di dichiarazioni entusiastiche di chi ha distrutto tutto. E, a proposito delle donne, si parla di “rinnovamento”, senza dire che è un rinnovamento obbligato perché le azzurre che ancora avrebbero potuto giocare in nazionale hanno abbandonato perché in disaccordo col presidente Sciannimanico e quindi obbligate a lasciare.
Questa è la verità. Cui si aggiungono altre considerazioni, di cui parlerò subito dopo, a proposito delle “migliori” italiane, che sono ancora quelle di 20 anni fa.

NUOVI C.T. AZZURRI

In tutto questo squallido quadro, si continuano a prendere decisioni assurde e sempre in contraddizione con quelle precedenti. La madre di tutte le sventure fu la cacciata di Costantini ed Errigo da c.t. delle nazionali. Da quel momento in poi, il disastro completo. Adesso, ci sono gli ennesimi cambi in vista. Zitti zitti, si è deciso che Yang Min entrasse a far parte dei quadri della nazionale, sia pure solo come collaboratore in qualche stage, almeno all’inizio. Ma è chiaro a tutti che Yang Min diventerà il c.t. dell’Italia, con Nannoni che dovrebbe passare a guidare la nazionale junior. Proprio in vista di questo cambiamento, bisognava liberare il posto di guida degli junior, tenuto finora da Stefan Stefanov. Così, ecco la sorpresa. A Stefanov è stato proposto di andare a svolgere il ruolo cosiddetto di “supervisore” al Centro di via Mecenate a Milano. In pratica, Stefanov sarebbe dovuto andare a fare il bidello in un Centro di cui sarebbe stato responsabile Marcello Cicchitti. Insomma, una vera bestemmia tecnica. Stefanov, a quanto mi risulta, non accetterà questo ruolo, per cui sarà cacciato, anche lui, dalla Nazionale, sia pure a fine contratto. Così si dirà che non è stato cacciato, ma solo che non gli è stato rinnovato il contratto, come fu fatto per Costantini ed Errigo. Ci siamo capiti: le solite puttanate. E per le donne pare stia per succedere qualcosa di simile. Il contratto di Csilla Batorfi è in scadenza e pare che non sarà rinnovato, forse perché troppo oneroso. E poi, visto che Stefanova non sta giocando e che il suo recupero, dopo la maternità, non potrà essere immediato, tanto vale scaricare chi era stato preso come tecnico personale di Nikoleta. Così, la Fitet avrà un altro capro espiatorio su cui scaricare le proprie colpe. Per il ruolo di c.t. della Nazionale femminile si fa sempre più insistente la voce secondo la quale sarà Andrea Ojstersek, moglie di Joze Urh. Chiunque sia, in ogni caso, siamo ormai alle barzellette, perché la Fitet ci dovrebbe spiegare dove sono finiti i grandi proclami lanciati quando si annunciò l’ingaggio della Batorfi per far diventare Niko una stella mondiale. Siamo sempre allo stesso punto: come già avevo detto, il punto principale è sapere che poteri ha il c.t., se può imporre a Niko carichi e orari di lavoro o se Niko risponde (o meglio, rispondeva) direttamente a Sciannimanico, per cui il c.t. diventava inutile e non poteva avere responsabilità dell’evidente calo di livello di Stefanova. Comunque, il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Faccio solo notare, come ultimo spunto di riflessione, che sempre più si identifica la Nazionale con Castel Goffredo, come giocatori e come tecnici. Ma guarda un po’, chi l’avrebbe mai immaginato?

AZZURRE

Restiamo quindi fra le donne per piangere calde lacrime. Le convocazioni per i Mondiali sono state fatte. Ci vanno Vivarelli, Ridolfi e Trotti. Ecco, siamo davvero al capolinea, e non intendo dire, con questo, che le tre convocate sono scarse. Tutt’altro. Il punto è un altro. Dopo i Mondiali a squadra di Mosca, l’anno scorso, fu detto che l’Italia era retrocessa in Seconda divisione, fatto assolutamente vero e incontestabile. Dalla Fitet, sia sul sito che sulla rivista, arrivò una secca smentita: non è vero che le azzurre erano retrocesse. Ora, a parte il fatto che, come feci già notare allora, la Fitet sosteneva che le azzurre non erano retrocesse, ma poi nello stesso articolo diceva che gli azzurri erano retrocessi (che almeno leggano quello che loro stessi hanno scritto!), adesso vengono fuori altre contraddizioni. La Batorfi, intervistata dall’addetto stampa federale, sosteneva che bisognava far giocare più tornei possibile a Tan Wenling in modo che lei potesse risalire in classifica mondiale e permettere all’Italia di rientrare in Prima divisione ai Mondiali grazie alle classifiche individuali delle componenti della squadra nazionale. Ragionamento assolutamente giusto, ma questo non annulla il fatto che l’Italia fosse retrocessa in Seconda divisione e che aveva al massimo la possibilità di RIENTRARE (lo dice la parola stessa che si era stati esclusi) in Prima divisione. Ci si sarebbe aspettati, quindi, la convocazione di Tan Wenling per tanti tornei internazionali. Quanti ne ha fatti da allora? Nemmeno uno. E ai Mondiali individuali? Non ci va. Io so benissimo che lei non ci va perché ha detto no alle condizioni poste da Sciannimanico, ma, quale che sia il motivo, la realtà è questa: Tan Wenling non vuole più giocare in Nazionale, così come aveva già deciso Laura Negrisoli. E sono ancora più forti di tutte le altre. Poi la Fitet se ne viene fuori con la scusa che vuole rinnovare la Nazionale. Non è vero. Sono state Negrisoli e Tan Wenling a dire no. Così, la Fitet è costretta a convocare le altre, il che è un’offesa per le stesse Vivarelli, Ridolfi e Trotti. Fatto sta che adesso, anche nella classifica mondiale a squadre, che avrebbe dovuto permettere il ripescaggio in Prima divisione, l’Italia è fuori. Se a Mosca non fosse retrocessa, nel 2011 avrebbe giocato comunque in Prima divisione, anche con Vivarelli, Ridolfi e Trotti, o con qualunque altra giocatrice. Comunque, a proposito delle tre azzurre per i Mondiali di Rotterdam, vorrei far notare il vergognoso comportamento che è stato tenuto nei confronti di Lisa Ridolfi e anche di Giulia Cavalli. Si erano messe in luce nelle categorie giovanili, ma erano sempre state tenute fuori dalla Nazionale a vantaggio di altre giocatrici meno forti di loro, ma più “simpatiche” a Castel Goffredo. Adesso che la Fitet non sa più che a che santi rivolgersi per mettere su una Nazionale, ecco che si convoca la Ridolfi (e a quanto ne so è stato fatto anche un tentativo con la Cavalli che avrebbe rifiutato). Cosa ci possiamo aspettare dalla Ridolfi dopo che per tanti anni è stata trascurata, abbandonata a se stessa, discriminata? Adesso che non c’è più nessuno, vanno da lei e le offrono un posto in Nazionale. Le avessero dato quello che meritava nel momento giusto, sarebbe potuta crescere (e con lei la Cavalli) in tutt’altro modo, tanto da poter raggiungere ben altri livelli tecnici. Certo, non sto parlando di possibilità di diventare campionesse europee, ma una giocatrice competitiva a livello internazionale sì. Invece, ecco la vergognosa marcia indietro della Federazione, che non elimina i danni fatti a Ridolfi e a tante altre giocatrici come lei, serie e con tanta voglia di far bene, discriminate a vantaggio di chi era vicina al potere. Che poi si porti la giovanissima Trotti ai Mondiali individuali è un’altra decisione che fa solo danno alla Trotti, che dovrebbe crescere gradualmente in tutt’altra maniera e con ben altra progressione. Invece, la si brucia perché non ci sono altre giocatrici. E’ lo squallore totale, acuito dal fatto che, lo faccio notare ancora una volta, le prime 3 giocatrici italiane sono le stesse di 20 anni fa: Negrisoli, Arisi e Semenza. Non ci può essere vergogna più grande per una Federazione.

STEFANOVA

Direttamente connessa all’argomento precedente è la situazione di Nikoleta Stefanova. Fra poco, avrà un bambino. Magari fra qualche mese ricomincerà a giocare, dipende solo da lei. Possibile che partecipi ai tornei di qualificazione per l’Olimpiade. Ma quello che è più importante sottolineare è che, dopo tanti anni in cui è stata osannata come bandiera di Castel Goffredo, andrà via per giocare con la Sandonatese. Ci sono tanti aspetti molto delicati in questa vicenda, e non riguardano fatti personali di Niko, ma il modo in cui è stata trattata, per cui è meglio non parlarne adesso, magari sarà possibile in futuro. Resta il fatto che è molto strano che vada via da Castel Goffredo, in special modo dopo che Sciannimanico, come presidente della Fitet, le aveva fatto congratulazioni e auguri per la sua maternità. E poi va via? Per favore, non scherziamo. Era successo qualcosa di simile, sia pure per ragioni differenti, con Laura Negrisoli, altra sbandierata “bandiera” di Castel Goffredo e poi abbandonata. Finché sei utile, sei una bandiera. Poi, sei solo uno straccio.

AZZURRI

Le convocazioni per gli azzurri non è che siano tanto diverse da quelle femminili. Vanno a Rotterdam Bobocica, Stoyanov, Rech e Mutti. Anche in questo caso, la convocazione di Mutti è precoce e inopportuna. Giuste le altre tre, anche se continuo a mettere in evidenza la contraddizione più clamorosa: Nannoni diceva che Stoyanov non era convocato in nazionale perché non garantiva un impegno a tempo pieno (studia all’università). Adesso è convocato nonostante non garantisca il tempo pieno. Il problema è lo stesso: non ci sono più giocatori e allora si pesca quello che si può (fermo restando che Stoyanov doveva essere convocato già da anni, anche lui vergognosamente discriminato). Il punto è che non c’è alcuna coerenza: prima si ha un atteggiamento duro, poi si ammorbidisce a seconda delle esigenze. E non c’è un programma tecnico, non c’è un piano di lavoro, non c’è una mazza. In più, vorrei far notare la mancata convocazione di Stefano Tomasi, un’altra ingiustizia secondo me. Tomasi è il giocatore che, in ogni gara internazionale disputata, ha sempre ottenuto risultati superiori al suo livello tecnico, giocando alla pari con molti dei più forti, uno che ha sempre onorato la maglia azzurra e che meriterebbe più considerazione e rispetto. Invece, ecco il ringraziamento. Chi più dà all’Italia più viene disprezzato, ecco la verità.

SITUAZIONE TECNICA ITALIANA

La Nazionale è la punta del movimento di tutto un Paese, quindi non possiamo aspettarci granché fino a quando in Italia a dettare legge saranno cosiddetti “allenatori” ignoranti e incompetenti, che davvero non capiscono uno stracazzo di tennistavolo. Ho già espresso più volte la mia opinione sul movimento italiano dal punto di vista tecnico. Invece di ripetermi, esprimo la mia idea su un solo punto. Per cominciare a rimediare e a creare una generazione di “veri” giocatori la mia soluzione è questa: fino ai 16 anni compiuti, deve essere vietato l’uso di gomme superiori a un millimetro. Il ragazzo, nella sua fase di crescita, deve prima imparare a mettere lui la sua forza, la sua personalità, nella racchetta e nella pallina. Basta con le gomme che sparano bordate in automatico, senza che ci sia bisogno di imprimere forza. Chi permette a un ragazzo di usare le Tenergy è un macellaio, uno che dovrebbe essere cacciato dal tennistavolo a calci
in culo. Gomme lisce da un millimetro, niente altro. E allora il ragazzo imparerà che la potenza non la dà la gomma, ma lui. E non con il braccio, ma con il corpo. Dovrà imparare la tecnica giusta, quella che permette di mettere nella pallina il peso del corpo, che è superiore a quello che può metterci il muscolo più grande e potente. Quando avrà imparato tutto questo, e comunque dopi i 16 anni, potrà usare le gomme da 2 millimetri, e allora scoprirà che è in grado di devastare qualunque avversario. Oggi, invece, si vedono i ragazzi alla spasmodica ricerca della supergommona, sparano colpi che permettono loro di vincere nelle categorie giovanili, per poi fare una miserabile fine quando si passa senior. E, purtroppo, sono assecondati dalla maggioranza dei cosiddetti allenatori, che permettono, anzi consigliano loro di usare le Tenergy et similia. Uno schifo senza limiti.

SITUAZIONE MONDIALE

A livello mondiale, si continua con le barzellette. La più spassosa è quella di Boll numero 1 della classifica fino al mese scorso quando è stato superato da Wang Hao. Ho già spiegato in un lungo articolo tutti i trucchi escogitati dall’Ittf per dare un vantaggio agli europei nel sistema delle classifiche e per danneggiare i cinesi. Basta andare a rileggerselo. L’Ittf pensa che avere un europeo numero 1 del mondo porti a un maggiore entusiasmo e a un maggior numero di praticanti e di appassionati. Siamo alle favole, ridicole per di più. Poi, quando Boll viene massacrato dai cinesi, si scopre la verità. Certo, una volta ogni tanto riesce a vincere con un cinese fuori forma o scoglionato, ma la realtà tecnica è ben altra. Poi, se ci sono i deficienti e gli incompetenti che ci credono, contenti loro, ma rimangono idioti allo stato puro. Fra l’altro, l’arrivo di Boll alla vetta della classifica mondiale è stato possibile, stavolta, grazie anche a un altro fattore: nella seconda parte della stagione 2010, i cinesi hanno disertato i tornei internazionali, ancora una volta per protesta nei confronti dell’Ittf, che, durante i Mondiali di Mosca, aveva deciso la riduzione dei giocatori all’Olimpiade da 3 a 2 per nazionale. Un altro modo per regalare una medaglia agli europei. Qualcosa di squallido. Così, i cinesi hanno boicottato i tornei e le Finali del Pro Tour, tant’è vero che, per la prima volta da quando esiste il Pro Tour (dal 1996) non c’era nemmeno un cinese alle Finali, perché nessuno aveva partecipato al numero minimo di tornei per qualificarsi. I punti ce li avevano, ottenuti con le vittorie nei pochi tornei cui avevano partecipato, ma il regolamento impone un numero minimo di tornei da giocare, quindi non c’è stato alcun cinese. Il bello è che sul sito dell’Ittf, nei commenti alle Finali del Pro Tour, non è mai stato detto che non c’erano cinesi, né ovviamente perché. Era vietato dirlo, per non dare pubblicità alla rinuncia dei cinesi. A questo siamo arrivati. Si capisce ancora meglio, quindi, perché sono convinto che andiamo a grandi passi verso la distruzione totale.

OLIMPIADE DI LONDRA

Ma non è ancora finita. Nel tentativo di danneggiare i cinesi, l’Ittf si è inventata un’altra porcata, sconosciuta a moltissimi (fra cui l’addetto stampa della Fitet, basta rileggersi un suo articolo in proposito sulla rivista federale). Ricordate che la classifica mondiale valevole per la qualificazione diretta alle Olimpiadi era quella di gennaio dello stesso anno olimpico. Così è stato fino a Pechino 2008, quando la classifica che dava diritto alla qualificazione diretta era quella di gennaio 2008. Bene, sapete cosa ha inventato l’Ittf? In una riunione segreta del Board, durante i Mondiali di Mosca 2010, convocata quando il delegato cinese non c’era, si è deciso che la classifica valevole per la qualificazione diretta a Londra 2012 è quella di maggio 2011, quella subito dopo i Mondiali individuali di Rotterdam. Avete letto bene: maggio 2011. UN ANNO PRIMA DELL’OLIMPIADE!!! Siamo al di là di qualsiasi scandalo, siamo all’obbrobrio tecnico. E questa decisione non fu nemmeno resa pubblica durante i Mondiali. Fu inserita nelle carte ufficiali dopo i Mondiali, nel silenzio generale, sperduta fra tante altre decisioni di importanza minore. Qual è il piano dell’Ittf? Impedire ai cinesi di scegliere i più in forma per l’Olimpiade. Certo, a gennaio comunque non si è sicuri al 100 per cento, ma un anno prima è davvero impossibile azzeccare alcunché, perché in uno sport come il tennistavolo un anno è un periodo enorme. Per gli europei, invece, non fa alcuna differenza, perché sono quattro gatti e non ci sono dubbi su chi andrà a Londra, almeno per i più forti. Tant’è vero che Persson, a oltre 40 anni, può ancora qualificarsi, a riprova dell’abisso tecnico in cui si trova l’Europa (e con tutti gli onori resi a quel fuoriclasse che è Persson, per carità). L’Ittf spera così di mettere in difficoltà i cinesi, spera che siano sfortunati nella scelta, spera che quello che si qualifica a maggio di quest’anno vada fuori forma fra un anno. Insomma, lo squallore assoluto.

MERCENARIE

Chiudo con un riferimento, tardivo, alla rivista federale. Mi era sfuggito un interessante articolo apparso sul numero di settembre 2010, a pagina 42, a firma Gianfranco Cancedda, dal titolo: “Si apre la caccia allo Sterilgarda”. Nell’articolo si parla della serie A e del fatto che molte protagoniste straniere del precedente campionato, a causa della crisi economica italiana, siano andate via. Nell’articolo c’è solo un riferimento di cronaca, non si fanno commenti. Il sommario sotto il titolo, invece, contiene una frase incredibile. Eccola: “Il massimo campionato femminile perde molte campionesse straniere mercenarie tagliate dalle società a causa della crisi economica”. Va detto che, in qualsiasi giornale, chi scrive l’articolo non fa il titolo e il sommario, compito svolto dal redattore del giornale. Quindi è meglio precisare che, in base alle regole giornalistiche, non è Cancedda il responsabile della frase che ho riportato. Detto questo, credo sia importante far notare la parola “mercenarie” usata a proposito delle straniere che sono andate via. Intanto, bisogna ricordare che quelle giocatrici sono professioniste, campano di questo lavoro e devono essere pagate perché è giusto che lo siano, come qualunque professionista in qualsiasi settore della vita, sportiva e no. Ma quello che è davvero interessante è la considerazione che si ha di queste giocatrici straniere. Fino a quando giocavano nelle squadre italiane, erano belle, forti, simpatiche, bandiere della squadra., mica mercenarie, nooooooooooo. Quando vanno via, perché la società non può più pagarle per quello che valgono, allora diventano “mercenarie”. E quelle straniere che ancora giocano nel campionato italiano come dovranno sentirsi, dopo aver letto quel sommario: mercenarie o no? mercenarie oggi o domani? Non credo ci sia bisogno di alcun commento. Ognuno, in tutta onestà, può rendersi conto, anche attraverso cosa apparentemente futili come questa, di quale sia la situazione del tennistavolo italiano

ZHANG YINING

E’ arrivara la notizia ufficiale del ritiro di Zhang Yining, la più forte giocatrice di tutti i tempi. Come al solito, il sito dell’Ittf arriva in ritardo. In realtà, era già ufficiale che Zhang Yining non sarebbe più tornata alle gare quando rinunciò ai Mondiali a squadre 2010 a Mosca. Lei stessa aveva detto che, se avesse deciso di tornare, dopo il matrimonio nell’ottobre 2009, lo avrebbe fatto ai Mondiali a squadre. Per l’Olimpiade di Londra aveva già detto che lei non ci sarebbe stata comunque. Quindi, le mie ultime lacrime, quelle che mi erano rimaste dopo l’addio di Kong Linghui, le ho versate allora. Adesso, davvero non ne ho più. Due giocatori come Kong Linghui e Zhang Yining non ci saranno mai più, nei millenni dei millenni.

P.S.

Un piccolo Post Scriptum lo devo aggiungere dopo aver letto che un paio di persone hanno rivolto gli auguri di Pasqua a tutti, quindi anche a me. A uno dei due avevo detto che non avrei piu’ risposto, perciò non lo faccio, ma dalla risposta che do all’altro lui può capire l’antifona. All’altro, quel lurido mafioso e pezzo di merda di Shinn, dico che gli auguri se li deve schiaffare nel posto che lui puo’ facilmente immaginare.

Il Programma 1 di 6

27 Aprile 2011 da Ping Pong Italia · 21 Commenti 

Finalmente ecco la presentazione del programma che si manifesta proprio sotto forma di diapositive. Il contenuto è piuttosto corposo quindi si è deciso di metterlo online a puntate per dare modo a tutti voi di intervenire e di iniziare una discussione costruttiva.
Siamo consapevoli che non si potrà pensare a tutto ed è per questo che abbiamo bisogno del vostro supporto, infatti il programma vuole essere flessibile, implementabile, capace di arricchirsi delle vostre idee e suggerimenti. Ci auguriamo che all’ALTERNATIVA SOSTENIBILE si possano avvicinare dirigenti di società, tecnici e atleti che finora hanno osservato da lontano l’accadere degli eventi e che, con il proprio attivo contributo, potranno dare forma alla nuova Federazione Italiana di Tennistavolo 2012.
Certo le idee verranno valutate e bisognerà anche far conto con gli attuali regolamenti.
Le linee in taluni casi sono volutamente generali perchè le soluzioni devono anche far conto con le finanze e il conto economico che si erediterà (data la scarsa chiarezza del bilancio federale in termini di lettura). Le idee legate per esempio all’attività individuale entrano un pochino di più nello specifico perchè è la giusta provocazione verso chi lo sport lo pratica.

PROGRAMMA 2012-2016


Parliamo di tecnica

28 Marzo 2011 da Ping Pong Italia · 52 Commenti 

Accolgo con favore i tanti indizi che i commentatori del blog continuano a inviare per scrivere di tecnica e non solo. Quindi finalmente mi decido.

In uno degli ultimi commenti si parlava di come un tecnico può o deve intervenire affinché si modifichi il gesto tecnico per una migliore realizzazione dei colpo.

La materia è di fondamentale interesse per l’esercizio della professione di allenatore o tecnico specializzato.

Non c’è alcun minimo dubbio, il pingpong è lo sport più tecnico/empirico che io conosca . Nello svolgersi del gioco ci sono tante e diverse componenti che comunque vengono ricondotte alla tecnica ma anche all’esperienza.

Prima di esprimere il mio pensiero, vorrei fare una premessa.
Cosa significa essere allenatore di pingpong? E ancora, quali sono i ruoli di un allenatore di pingpong? Rispondere a queste domande ci aiuta a definire meglio cosa possiamo e cosa non possiamo fare.
Ecco una breve indicativa lista di cosa significa essere allenatore:
indicare la metodologia
indicare la preparazione tecnica, fisica e psicologica distinta in cicli (micro, meso, macro oppure corto, medio, lungo termine), o periodizzazione
indicare gli obiettivi raggiungibili
indicare gli schemi di allenamento
indicare la miglior strategia di gioco per il proprio atleta
indicare la tattica ideale da adottare in gara a seconda delle caratteristiche degli avversari
indicare gli accorgimenti tecnici (posizione delle gambe, impugnatura, postura in genere etc.)

Ed ecco un’altra breve lista sui ruoli di allenatore:
educatore
psicologo
preparatore tecnico
osservatore
studente
insegnante
che cura le pubbliche relazioni
amico
pianificatore
organizzatore
consigliere
se volete ne potete aggiungere degli altri anche incollatore di gomme.

Come vedete fare il tecnico di pingpong non è affatto facile e richiede estrema flessibilità.

Ora, dopo questa premessa, passiamo alle situazioni cui il tecnico deve affrontare portando un paio di esempi ma ce ne possono essere un numero infinito.
Un atleta esegue il block di rovescio muovendo il polso in modo esagerato. Oppure un altro esegue tutti i colpi anticipando troppo la palla.
A prima vista l’intervento del tecnico appare necessario poiché il corretto modo di eseguire il block di rovescio è di mantenere il polso quanto più fermo. Nel secondo caso dovremo indicare che aspettare la palla è decisamente più conveniente per tanti motivi (maggior controllo, aumento della potenza, capire meglio la posizione dell’avversario etc.)
Prima di intraprendere un azione davvero importante è bene che il tecnico faccia un’analisi del perché di quell’atteggiamento. Succede come il medico che visita il paziente affetto da vari sintomi, la prima cosa da verificare è l’anamnesi: ottenere tutte quelle informazioni utili al fine di formulare una diagnosi.
Nel nostro caso si chiederà: quando hai iniziato a giocare? Chi è stato il primo tecnico? In gioventù hai avuto dei traumi fisici? etc. Si procederà anche a fare dei test al tavolo quali combinazioni di colpi, movimento delle gambe unito al gesto tecnico etc.
Sfortunatamente il pingpong non è una scienza esatta, almeno finora io non ne ho trovato le conferme, ma mi piacerebbe che ci siano. Ed anche per questo motivo che non ci sono dei testi di riferimento ma tante idee e ipotesi.
So di andare controcorrente ma un tecnico/allenatore dovrà convivere con i difetti dei propri giocatori.
Il pingpong è esperienza allo stato puro o primordiale se volete. Forse molti colleghi non concorderanno con me ma più passa il tempo più invece mi convinco che dipende tutto da quei momenti iniziali in cui si prende in mano la racchetta per la prima volta. Certo ci sono tante e diverse interazioni come la personalità, l’ambiente in cui si vive, al famiglia, la società, il tecnico etc.
Entrando quindi nel merito dell’esperienza di gioco diretta che tocca la radice più profonda del nostro cervello dove le informazione sono persistenti, siamo presenti ad una situazione davvero difficile da gestire e non per incapacità del tecnico e nemmeno per scarsa volontà dell’atleta.
Ancora una volta il punto cruciale è l’esperienza che si vive nell’eseguire un determinato gesto anche fosse sbagliato e la crescita che ne consegue. Pensate solamente a quante volte commettiamo errori eppure riusciamo a vincere il punto.
Io dico che ogni scambio che si gioca, sia in allenamento sia in gara, produce un’esperienza positiva o negativa, pochi sono quei giocatori che la considerano neutra. Molti giocatori ne sono così condizionati che rimangono intrappolati a questo schema e non ne escono più.
Per questo occorre fare una distinzione sul materiale tecnico umano che abbiamo a disposizione. L’età reale non coincide mai con l’età pongistica. Un giocatore con 1 anno di esperienza di vita pongistica non è nulla a confronto a chi ne ha 5 o 10 e quando si parla di squadre nazionali i componenti normalmente hanno una vita media pongistica di 10 anni (un’eternità). Intervenire sul puro gesto è impresa titanica ed il tecnico dovrà valutare caso per caso come e dove si può incidere per il bene dell’atleta, ossia mettere a disposizione tutti quegli strumenti per dar modo all’atleta di ottenere migliori prestazioni.
Molti campioni internazionali sono colpiti da “malformazione tecnica”, è questo il termine appropriato, mentre la stragrande maggioranza ne è affetta in modo irreversibile. Ma nonostante ciò le loro performances sono eccellenti. Il diritto e la postura di Timo Boll sono gli esempi più eclatanti. Lo stesso Michael Maze enfatizza il suo maggior difetto “precario equilibrio” facendolo diventare una risorsa per il suo gioco. Ma ci sono anche vari cinesi che non scherzano come ad esempio Ma Lin che, durante l’esecuzione del diritto, usa il corpo in modo parziale e grottesco.
Le situazioni sono tantissime simili e varie al tempo stesso. E questo discorso ci porta direttamente all’aspetto di cosa vuol dire talento. Per questo, come dicevo poco fa, ci troviamo di fronte tanti giocatori che, pur avendo limiti tecnici esagerati, riescono a “mandare la palla di là”.
Quante volte abbiamo sentito la definizione: “quel giocatore è un talento”.
La mia idea di talento ha diverse sfumature, la prima è di natura tecnica, la seconda è di natura tattica, non sempre le due cose combaciano.

Guardate queste immagini di Ma Lin e ditemi se non è pieno di difetti.


Per il momento mi fermo qui e mi piacerebbe conoscere il vostro parere in merito.

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