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U.S. Olympic Team Trials

6 Febbraio 2012 da Ping Pong Italia 

Scrivo questo pezzo per due motivi: il primo, per l’imminente competizione Americana che vede impegnati 3 miei atleti, il secondo è di stimolare una discussione, peraltro già in corso su questo blog, sul criterio di selezione o convocazione degli atleti che dovrebbero rappresentare la maglia azzurra.

A Cary nel North Carolina dal 9 al 12 di Febbraio si disputeranno gli U.S. Olympic Team Trials. In un’unica competizione verranno qualificati 4 atleti maschi e 4 femmine per rappresentare l’America ai prossimi Mondiali di Dortmund e alle qualificazioni olimpiche continentali di Aprile sempre a Cary in North Carolina.
la caratteristica di questi trials è semplice ma la qualificazione è ardua. Chiunque può iscriversi al costo di $200 (a mio avviso un’enormità), ci sarà una prima fase di pre-qualificazione in cui solo 2 posti sono disponibili, questi due giocatori verranno aggiunti agli altri 10 considerati testa di serie. Il sistema di gioco altro non è che un top 12, tutte le partite sono al meglio di 7 sets, praticamente un massacro. Solo 4 saranno i fortunati a rappresentare gli States in tutte le competizioni del 2012. Il meccanismo si ripete ogni anno.
A discrezione del Tecnico, una vecchia conoscenza italiana degli anni ‘70, il rumeno Teodor Gheorghe, può indicare il n.5 che se accetta dovrà pagarsi tutte le spese, vitto, alloggio e viaggi per le gare che gli verranno proposte.

L’ICC l’Indian Community Center presenta Ariel Hsing (n.2), Lily Zhang (n.3) per le donne e Timothy Wang (n.4) per gli uomini. Le giovani campionesse hanno il 99% di probabilità di successo, lascio l’1% in caso di infortunio. Mentre Timothy dovrà davvero faticare moltissimo, io sono ottimista, spero che ce la faccia.

Mi fermo qui per il primo motivo ed in seguito vi farò saper i risultati.

Il secondo motivo può riguardare l’Italia per un futuro utilizzo dell’idea di base, non del sistema americano preso per valido al 100%. Certo il metodo presenta dei vantaggi ma anche degli svantaggi. Ad esempio la figura del Coach è ridicolizzata se non nulla, si potrebbe aggiungere che negli States c’è uno stage di preparazione all’anno, in genere 7 giorni prima dei mondiali, di solito avviene in Germania poiché il tecnico deglu uomini è tedesco, le donne seguono la stessa sorte. Forse questo 2012 qualcosina di più in considerazione delle Olimpiadi di Londra.

In Italia potrebbe funzionare un sistema misto. Credo che in Germania ed in Francia il Campione Nazionale abbia diritto al posto in squadra, poi anche anche loro hanno una sorta di trial. Il pingpong è uno sport dove la performance è alla base della fiducia in sé stessi. Se ottengo risultato nel mio paese ho più probabilità di garantire un buon standard di risultati a livello internazionale, se non vinco nemmeno a casa mia, come faccio a competere all’estero?

In India avevo adottato un sistema simile che prevedeva la massima trasparenza andando a vantaggio di tutti senza aizzare polemiche di alcun tipo. Si prendeva in considerazione 4 criteri: la classifica internazionale, quella nazionale, il parere del Selection Commettee (7 membri) e quello del Head Coach. Quando i primi 5 venivano indicati nessuno poteva sollevare obiezioni. Ricordo ancora che per stabilire il n.5 della squadra femminile abbiamo dovuto organizzare un trial in Cina, durante uno stage tecnico, per 3 ragazze che avevano lo stesso punteggio.

In Italia avevo iniziato un processo di meritocrazia per stimolare quei giocatori di seconda o terza fascia, ma anche per quelli di prima fascia, e dar loro una chance di far parte della rosa della Nazionale giocando competizioni selezionate. Senza far polemica non so che criterio ora si stia seguendo e se c’è un criterio, non so se ci sono pressioni politiche da parte degli organi federali oppure da parte delle società, mi auguro che i tecnici scelgano in libertà e trasparenza.

Dicevo che in Italia si può optare per un sistema misto tenendo conto di un principio sacro, gli atleti si devono meritare la maglia azzurra.
Si può individuare una o due competizione ad hoc dove il primo o i primi due si guadagnano il posto in azzurro, lasciare ai numeri (classifca mondiale e nazionale) altri due posti e magari altri due posti lasciarli ai risultati individuali per finire con altri 2 posti a totale discrezione del tecnico. Giustamente egli dovrà valutare le potenzialità di un giovane per incentivarlo e dargli la possibilità di fare esperienza internazionale. Per il pingpong avere una rosa di 10 atleti per ogni categoria di età è sufficiente. Ci serve allargare la base, investire di più sulle società che crescono i giovani e sui giovani che potranno diventare la spina dorsale della futura nazionale.

Bene, mi sono dilungato abbastanza, sarei curioso di consocere le vostre opinioni anche se in altri post avete già espresso qualche malcontento. Se avete dei quesiti , vi risponderò.

Un saluto dagli States.

Max

Commenti

2 risposte per “U.S. Olympic Team Trials”

  1. about.blank ha scritto il 8 Febbraio 2012 11:07

    Per quasi tutti gli sports individuali negli States è invalso l’uso dei trials di qualificazione olimpica. E’ indiscutibilmente il sistema più democratico, oggettivo, meritocratico.

    Tutte le alternative modulabili su un sistema diverso ma ugualmente corretto come quelle che esponi sarebbero un buon correttivo per riconoscere al coach un ruolo determinante nella scelta delle eccellenze, nella creazione di un gruppo coeso e nella condivisione delle responsabilità che non devono essere concentrate sul singolo atleta, altrimenti sottoposto ad una pressione enorme e controproducente.

    Purtroppo nessuno di questi “sistemi” risponde alle priorità della Fitet attuale, piegata com’è alle esigenze colturali di un solo orticello.

  2. lelesguizzero ha scritto il 8 Febbraio 2012 19:44

    4 max: above u vrite:

    “Se ottengo risultato nel mio paese ho più probabilità di garantire un buon standard di risultati a livello internazionale, se non vinco nemmeno a casa mia, come faccio a competere all’estero?”

    parole sante….è quello che arturino va chiedendosi da mesi!!!

    Se l’aviere non vince una partita con i players italici…che pure non sono dei funamboli del pinge ponge…ke minkia ci va a fare all’estero??? il pub tour???

    Se un sistema del genere venisse adottato in italia….secondo voi chi parteciperebbe alle olimpic qualifichescions?????

    PS liberi trials in libero stato!!!

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