La Giustizia Degli Ipocriti

24 Gennaio 2017 da Ping Pong Italia 

del Drago Rosso
Ogni tanto, il bell’addormentato nel bosco della Fitet si sveglia, sempre quando gli fa comodo, e prova a indossare i panni dell’eroe buono e generoso che si batte per il bene del tennistavolo. E gli avversari mica sono quelli che hanno distrutto e continuano a distruggere questo sport in Italia, per carità, il vero avversario è chi mette a nudo errori e malafede dei protagonisti di questo sfacelo, governativi e presunti oppositori. Quindi, il vero cattivone sono io, Drago Rosso, e tutte le scuse sono buone per non rispondere alle mie accuse. Anzi, prima si tira fuori la scusa bambinesca di non voler parlare con chi usa uno pseudonimo o “certi toni”, della serie “babbo, quello mi ha fatto la bua”, poi invece si prova a dare l’illusione di ribattere alle accuse con una serie incredibile di omissioni e bugie. Così, il prode Di Folco si sfoga sulla sua pagina facebook con un post intitolato “Draghi, Giustizia e Verità” assumendo l’atteggiamento di chi si ritiene superiore e credendo di darmi una lezione, anche sui moderni mezzi di informazione e sui “social”. Un fuoriclasse!!! E a dargli man forte arrivano i commenti dei suoi amichetti, che si sfogano anche loro contro di me. E allora, visto che loro si divertono così, a me non resta che sbugiardarli ancora una volta e poi vederli mettersi a piangere perché il Drago Rosso “è cattivo, sgarbato, maleducato e non capisce niente di tennistavolo”. Bravi, continuate così, il ciucciotto ve lo regalo io.
E andiamo allora sul concreto, partendo dalla notizia più interessante contenuta nel post del bell’addormentato che si sveglia quando gli conviene: è stato finalmente presentato un esposto al Coni, non un ricorso alla Procura federale Fitet, per quelle che io ho definito le irregolarità nell’Assemblea elettiva che possono effettivamente invalidare l’elezione di Di Napoli. Vi riporto qui il testo del post di Di Folco e, alla fine, due commenti sulla sua pagina facebook, di Gabba e Zagli. Dopodiché, provvederò a rispondere punto su punto alle amenità contenute nel post, a cominciare dalle tesi sull’uso di internet, e a commentare i commenti dei due piccioncini che appoggiano Di Folco e sputano sentenze su me.
Ecco il testo del post:
“Egregio Drago Rosso, ha definito una finezza il mio “non intervenire” sul Blog di Massimo Costantini e “ridicolo” questo mio comportamento. Ne prendo atto ma non modificherò di certo il mio atteggiamento almeno fino a quando lei continuerà ad avere questi toni ed a utilizzare questo pseudonimo. Non devo farle di certo una lezione su cosa è internet e perché viene denominata “la rete delle reti”. Ognuno scrive e legge ciò che vuole e dove vuole in maniera anonima o mettendoci la propria faccia. Trovo singolare però che lei rimproveri a me di scrivere in posti diversi dal suo, quando, spesso e volentieri, lei fa altrettanto riportando frasi prese appunto dal mio profilo di Facebook o dal Forum di Giorno. Vabbè, forse è questione di generazioni diverse tra noi o forse di stile, decida lei. Manipolare le informazioni è tipico di un certo giornalismo e lei in questo è evidentemente omologato a molti suoi ex colleghi.
Non capisco bene nella sua replica perché dovrei sfidarla a raccontare cose inerenti il secondo ricorso per l’Assemblea elettiva del 15 ottobre. Scriva quello che vuole in merito visto che io sono la parte che ha subìto un torto e non appartengo a coloro che hanno fatto pasticci. Anzi, la parte che ha subìto un torto, non sono io ma la maggioranza numerica delle Società italiane, intervenute a Terni, che hanno visto davvero cose incredibili succedersi quel giorno nella cittadina umbra. Per farsi un’idea di come dovevano essere gestite le cose in Assemblea invito tutti a guardare i siti delle altre 42 Federazioni Sportive Nazionali che hanno dedicato e dedicano tuttora ampio spazio al metodo di voto. La Federazione Italiana Canottaggio o la Federazione Italiana Motociclismo sono forse le più trasparenti ma le altre non sono certamente da meno.
Leggo che lei ha una sua idea sui nostri ricorsi, definendo il primo senza speranze ed il secondo sicuramente decisivo e vincente. Intanto vorrei chiarire che a volte si affrontano battaglie di “principio” senza fare tante strategie di vittoria o di sconfitta, perché si crede in qualcosa di molto superiore a quella che sarebbe poi la posta in gioco. Bisogna comunque affrontarle a testa alta ed è quello che faccio per cercare di affermare la verità sostenuto anche dalle persone che mi sono vicine. E’ meno informato su altre cose, come la clausola compromissoria o la tempistica, forse perché spinto dalla voglia di favorire un suo candidato alla Presidenza nel caso in cui venissero nuovamente indette le elezioni. Stia sereno, la tempistica la detta la Federazione, che solo dopo 2 mesi dal giorno delle elezioni, mi ha permesso di visionare le deleghe presentate in Assemblea.
In data odierna ho presentato un esposto al Procuratore Generale dello Sport del CONI proprio per la documentazione di una trentina di società ritenuta valida dalla Commissione Verifica Poteri e che, a nostro avviso, palesemente non lo era. Se mi rivolgerò anche al di fuori della Giustizia sportiva lo vedremo nelle prossime settimane visto che i tempi sono indicati dai Codici e non dagli Statuti delle Federazioni o del CONI. Vedremo.
Ma veniamo ad un altro punto che lei tratta, come abitualmente fa, in maniera volgare ed approssimativa. I 5 consiglieri eletti con i voti dell’opposizione stanno lavorando da 3 mesi scarsi con l’obiettivo di migliorare questa Federazione nonostante non sia Presidente uno dei 2 candidati di opposizione. Come lo faranno lo vedremo nei prossimi mesi ma scrivere quello che lei ha scritto è quantomeno frettoloso e soprattutto scarso di fondamento. Alcune decisioni del CF mi hanno lasciato decisamente con l’amaro in bocca ma in 3 mesi credo che i 5 consiglieri abbiamo avuto poche possibilità di incidere in maniera significativa sulla linea politica della Federazione dettata perlopiù dal suo Presidente e dal suo predecessore. I 5 consiglieri devono migliorare e molto nella comunicazione esterna e spiegare bene cosa realmente stanno facendo all’interno, auspico infatti che inizino a scrivere e a divulgare quanto stanno già richiedendo in Consiglio federale. Alcune dinamiche non sono semplici da comprendere e la fiducia richiesta da Di Napoli all’inizio del suo mandato presuppone credo un periodo iniziale di “vigile tregua”. Rifare lo Statuto con dei principi di condivisione che non possono prescindere dalla revisione della tabella voti ed applicare dei criteri di trasparenza sulle scelte devono essere i primi e importanti risultati.
Sulla Direzione Tecnica attuale si sono già espressi in maniera negativa e la mancata conferma ad oggi di Patrizio Deniso ne è un segnale. Avviare un monitoraggio con dei candidati con l’invio di curriculum, richiedere la disponibilità quadriennale chiedendo un Progetto tecnico da valutare, sono già richieste fatte ufficialmente in Consiglio federale. Per quanto riguarda Massimo Costantini si voleva una richiesta di disponibilità ufficiale? Una lettera protocollata? Magari per “bruciarlo” prima? Credo proprio bastasse la disponibilità data al sottoscritto, cosa nota all’interno del gruppo.
Ora, come vuole lo Statuto, starà al Presidente decidere i Direttori Tecnici. Solamente in caso di conferma dello staff tecnico attuale, bisognerà dissociarsi pubblicamente dalla decisione presa estendendo formalmente tale dissenso al Presidente Giovanni Malagò.
Noto invece una fretta molto sospetta nel bocciare l’azione politica dei 5 consiglieri di opposizione e una ferma volontà nello screditare tutto quello che c’è intorno a loro, a tutto vantaggio peraltro dell’attuale Presidenza o, appunto come scrivevo prima, di qualche futuro candidato. E’ chiedere troppo aspettare qualche mese o avere delle certezze sul loro operato in Consiglio? Io credo che sia d’obbligo. Condivido in linea di massima invece il pensiero che l’attuale Presidente abbia in mente solo di prolungare l’epoca di Franco Sciannimanico. Le prime decisioni prese vanno in quel senso, a prescindere dalle posizioni dei 5 consiglieri federali eletti dall’opposizione. Non vedo la trasparenza degli atti, ho trovato grave la decisione dei 2 vicepresidenti scelti entrambi nel gruppo della maggioranza, non vedo una politica improntata alle “pari opportunità” e il Meeting di Lignano ed i suoi rimborsi ne sono stati la conferma, trovo opache alcune decisioni sui campionati a squadre dove ci si è preoccupati di tutelare gli “amici”, le scelte tecniche mi sembrano identiche con “dimenticanze” e “presenze” poco comprensibili se non con motivazioni geo-politiche.
Ma dall’essere costruttivamente critico a fare il processo alle intenzioni ce ne passa, io, come scrivo spesso, aspetto il cambiamento ma mentre aspetto cerco di far valere le regole che dovrebbero essere certe anche nel nostro Sport soprattutto se si vuol farlo crescere. Ma questo a lei, credo importi poco, nel nostro ambiente lei non ci vive e si diverte solo ad orientare il pensiero dei suoi lettori verso questo o quel candidato Presidente. Buona continuazione, per me il Tennistavolo è altro”.

Ed ecco il commento di Mario Gabba:
“Grande Bruno, oltre che avergli letto la vita di questi ultimi venti anni ad un personaggio che del tennistavolo gliene può fregar di meno, hai ribadito in modo chiaro come al momento stanno le cose, ma soprattutto un grazie per esserti ancora fatto nostro difensore, anche se la causa seppur semplice era alquanto tendenziosa”.

Ed ecco il commento di Francesco Zagli: “Ma sto drago, ha mai preso.una racchetta in mano? Ha mai montato un tavolo? Lo ha mai caricato su un camion? Ha mai insegnato in una scuola? E chiacchiera? Continuasse a parlare di cinesi che è meglio”.
Di Folco gli risponde: “Di tecnica e di Cina ne capisce di sicuro”.
E Zagli continua così: “Ma infatti. Ognuno ha il suo, di ramo, dove può rendersi più utile. Sì,sì, Pure lui! Apposta proseguisse a far quello”.

Sfortunatamente per Zagli, a proposito di quest’ultimo commento, io proseguo a fare quello che mi pare, non certo quello che dice lui! A Zagli risponderò alla fine, adesso gli anticipo soltanto che tutte le cose che lui pensa io non abbia fatto ho cominciato a farle quando lui indossava ancora i calzoncini corti, quindi si metta l’animo in pace perché non ha la minima idea della persona con cui sta parlando e non merita nemmeno di saperlo. Ma andiamo con ordine, partendo dal post del bell’addormentato e quasi in coma pongistico profondo.

1) So benissimo come funziona internet, considerato che per motivi di lavoro l’ho utilizzato ben prima, ma molto prima, di tutti quelli che intervengono su questi blog, forum e social, quindi Di Folco si risparmi la prosopopea. Usare le frasi e contestare le idee che appaiono in internet è un conto, trovare scuse per non intervenire su questo o quel blog o forum è un altro. Ho usato frasi di un forum, e l’ho fatto poche volte, solo perché alcuni utenti di quel forum sono stati i primi ad agire scorrettamente, riportando interi miei articoli apparsi sul blog di Costantini e poi costruendoci sopra incredibili e interminabili discussioni, costringendomi quindi ad alcune precisazioni, ma sempre mettendo in evidenza che se volevano discutere con me dovevano venire a farlo sul blog. Facebook è leggermente diverso perché ognuno è padrone in casa sua, ma il significato di principio non cambia: si commenta qualcosa apparso altrove, si accettano i commenti degli amici riconosciuti, secondo le regole di Facebook, ma alla fine di tutto la questione rimane la stessa: se ti rifiuti di avere contatti, sui forum, sui social, su dove vuoi tu, con qualcuno che reputi non degno della tua considerazione, perché comunque ne parli, sapendo che lui potrà leggerti e intervenire, se non su Facebook almeno sui forum? Certo, puoi dire che vuoi dimostrare distacco da questa persona, ma il punto non cambia: comunque c’è un contatto con scambio di idee, di accuse, di insulti, di qualsiasi cosa tu voglia. Io almeno dico che parlo solo sul blog di Costantini perché difendo quel blog, il suo significato e la sua esistenza, ma tutti voi che vi mettete a cianciare e a fare gli schifiltosi non siete altro che un branco di ipocriti.

2) Di Folco si rifiuta di parlare con un anonimo? Ma che finezza. Intanto, ci parla comunque, su Facebook, sul sito della sua società, sul forum, quindi stiamo sempre all’ipocrisia più evidente, ma anche qui la questione principale è un’altra. Si disprezza l’anonimo perché si rifiuterebbe di assumere le sue responsabilità? Cazzata sesquipedale. Avevo già spiegato e lo ripeto adesso: se qualcuno si ritiene diffamato e vuole denunciare l’anonimo può farlo senza problemi, perché il responsabile del sito, del forum, del blog o di qualsiasi altro mezzo di comunicazione (non solo internet, ma anche carta stampata o tv) è tenuto a fornire il nome dell’anonimo, che comunque è rintracciabile dalla Polizia postale. Quindi, per favore, finiamola con queste storielle dettate dall’ignoranza o da chissà cos’altro. Essere anonimo non è un voler fuggire dalle responsabilità legali, civili e penali, ma è il modo per esprimere specifiche idee e personalità. Si può scegliere uno pseudonimo solo per divertirsi, ma anche perché quel nome inventato ha un significato preciso che rappresenta il modo di essere e di pensare dell’autore. Tanto, alla fine, chi dice di non volerci parlare ci parla lo stesso. Siamo sempre lì: ipocriti! Nel mio caso, come avevo già spiegato più volte, oltre ai motivi appena illustrati, c’era la necessità di non rendere pubblico il mio nome per ragioni legate al mio lavoro, che non sono ancora venute meno adesso che sono appena andato in pensione. Quindi, non scassatemi le palle.

3) Il bell’addormentato poi se ne viene fuori con un sillogismo deduttivo da azzeccagarbugli per sostenere che rimproverargli di scrivere in posti diversi dal mio significa manipolare le informazioni, cosa che fanno i giornalisti peggiori, ai quali lui mi accomuna. Premesso che io sono in pensione, ma resto giornalista professionista a tutti gli effetti perché quel tesserino non scade mai e quindi non si può parlare di miei ex colleghi, ma solo di colleghi (cerchi di informarsi invece di sparare minchiate), posso fargli notare due semplici cose: io dimostro sempre quello che scrivo, al contrario di lui che svicola e, come vedremo subito dopo, fa finta di rispondere alle accuse inventandosi domande mai poste ed evitando quelle che gli sono state effettivamente fatte, in stile “politici”, quindi è lui a manipolare, non io; a fare paragoni tra me e altri giornalisti il bell’addormentato può solo pestare cacca, perché nemmeno può avere idea di quella che è stata la mia carriera, piena di punizioni e squalifiche per non aver voluto obbedire a ordini dall’alto che imponevano di scrivere bugie per assecondare l’amico potente di turno, per non aver voluto smentire articoli in cui dicevo la verità e che avevano provocato reazioni infastidite e telefonate al direttore (verità che è stata poi dimostrata anni dopo sia in aule di tribunale, sia da altri articoli giornalistici di altri mezzi di informazioni più coraggiosi), per non aver accettato di fare carriera in cambio di cieca obbedienza ai capi. Per tutto questo, al bell’addormentato posso solo dire, come faceva Totò: ma mi faccia il piacere.

4) E arriviamo subito alla manipolazione firmata Di Folco. Chi ha mai negato che, nel pasticcio dell’assemblea elettiva, lui è parte lesa, insieme ad altri? Ma Di Folco se ne viene fuori dando per scontato che io avrei sostenuto questa tesi, in modo da potermi accusare di voler imbrogliare. E poi se ne esce con una pappardella sui casini dell’assemblea, come se io li avessi disconosciuti. Ecco, questo è lo stile di chi vuole creare confusione: negare qualcosa che nessuno gli ha mai contestato. E i poveri fessi che non hanno letto o non hanno capito o non hanno voluto capire l’articolo in cui si parlava di questi problemi sono pronti a sparare a zero sul Drago Rosso che “scrive cazzate”. Proprio perché sono giornalista da 37 anni e ho anche seguito cose ben più importanti dello sport, dalle inchieste su criminalità organizzata e su corruzione politica fino ai processi alle Brigate Rosse, conosco benissimo questi modi di fare (messi in atto da gente di ben altra statura rispetto a Di Folco) e i tentativi del bell’addormentato di cambiare le carte in tavola con me sono assolutamente patetici.

5) Di Folco se ne viene fuori con la barzelletta delle battaglie di principio per tentare vanamente di giustificare perché preferiva, nel caso del secondo ricorso, rivolgersi alla giustizia ordinaria anziché a quella sportiva. Ma davvero? Se la questione è di principio, allora non si spiega perché il primo ricorso, su alcune irregolarità, andava fatto alla giustizia sportiva e il secondo alla giustizia ordinaria. Anche qui, Di Folco tenta di insabbiare e parla di battaglie da condurre a testa alta, ma non spiega perché un ricorso doveva andare alla giustizia sportiva e l’altro no. E poi dice che non vuole fare strategie di vittoria o sconfitta. E allora perché si mette a fare ricorsi? Non vuole far annullare le elezioni e andare a nuove elezioni? Nel tentativo di giustificare l’impossibile, Di Folco si incarta e si contraddice clamorosamente, fino al punto da accusare me di voler favorire un mio candidato alle elezioni se dovessero farsi di nuovo. Ma siamo alla follia! E Di Folco non le vuole queste nuove elezioni? E allora, perché accusa me di volerle per favorire un “mio” candidato? Dovrebbe essere lui il primo a volerle. O no? E per quanto riguarda clausola compromissoria e tempistica Di Folco può tranquillamente continuare a dormire, perché io sono informato benissimo, sia di persona, sia grazie ad amici esperti di così alto livello che lui nemmeno se li può sognare. Poi, visto che ha deciso di prendere come suoi esperti avvocati e dirigenti della Federazione motociclismo (credeva che non lo sapessi a chi si era rivolto?), faccia pure, sicuramente sono bravi, ma non creda di diventare lui esperto per “convezione” e poter dare lezioni a me. Quanto al “mio” candidato, c’è da scompisciarsi dalle risate. Avrei io il potere di imporre un mio candidato? Ho chiaramente detto che a me andavano bene sia Vermiglio che Bosi, perché entrambi portavano Costantini come nuovo responsabile della Nazionale, con la differenza, da me indicata altrettanto chiaramente, che nel caso di Vermiglio temevo che persone della sua cordata non la pensassero allo stesso modo. Se poi Di Folco vuole sostenere che anche la sua cordata aveva Costantini in mente per quel ruolo, potrei rispondere che sono in grado di controbattere un topspin di diritto di Wang Liqin con un controtop sul tavolo!!! Ed è inutile che Di Folco se ne venga fuori su facebook con inviti a Costantini a mangiare insieme un piatto di carbonara, ma che amicone! Quello che so per certo è che Di Folco ha scritto, senza che qualcuno glielo abbia mai chiesto, che Costantini potrebbe costare troppo per la Fitet. Complimenti ancora una volta! Che amico! Gli ha dato davvero una bella spinta per farlo diventare c.t. azzurro! Ma chiedergli scusa pubblicamente e ammettere di aver scritto una cazzata, nooooooo? Figuriamoci.

6) Il fatto paradossale è che lo stesso Di Folco, però, si smentisce da solo e annuncia di aver presentato un esposto alla Procura del Coni, non a quella della Fitet, che riguarda proprio i motivi venuti fuori in un secondo momento, vale a dire quello che io ho detto essere il grimaldello legale per cancellare l’elezione di Di Napoli. Riassumiamo: Di Folco dice che ha constatato ulteriori irregolarità nell’assemblea elettiva e che si prepara a chiedere giustizia addirittura fuori dal Coni, dopo aver presentato un primo ricorso alla giustizia sportiva. Io sostengo che il primo ricorso, pur fondato, non sarà mai accolto perché obbligherebbe il Coni ad ammettere che un suo rappresentante ha sbagliato, ma che il secondo dà la garanzia della vittoria, perché riguarda atti commessi solo da componenti della Fitet, quindi il Coni non dovrebbe sputtanarsi per accoglierlo in ultima istanza, nel caso la Fitet lo rigetti. Alla fine, Di Folco, dopo aver detto che io non capisco niente, che lui fa battaglie di principio eccetera eccetera, cosa fa? Dà ragione a me e presenta un esposto alla Procura del Coni. Lo dice lui stesso nel suo post su Facebook. Poi, per tentare di salvare la faccia, dice che sta pensando “anche” alla giustizia ordinaria. Sì, bravo.

7) Arriviamo quindi al momento di entrare nella sostanza dei fatti. Su cosa si basa questo esposto? E che differenza fa presentare un esposto al Procuratore generale del Coni o un ricorso alla Procura federale Fitet? Nel mio articolo, avevo detto che mi astenevo dall’illustrare le irregolarità per non dare un vantaggio a Di Napoli (che probabilmente ne era già a conoscenza, ma meglio non rischiare). Ora che l’esposto è stato presentato, Di Napoli sa certamente cosa contiene, quindi se ne può parlare pubblicamente. L’irregolarità riguarda le deleghe per il voto a Terni. Per essere valide, devono essere “originali”. Di Folco, quando ha avuto a disposizione le carte relative all’assemblea di Terni, si è accorto che tantissime deleghe non erano originali, ma solo fotocopie o addirittura stampate di e-mail. Per quanto ne so io, sono 34. Il bello è che Di Folco non ha esaminato tutte le carte dell’assemblea, si è fermato quando ha constatato questo numero esorbitante di deleghe irregolari. Se avesse continuato, probabilmente ne avrebbe scoperte almeno una cinquantina irregolari. Ma non ne aveva bisogno perché ne sarebbero bastate addirittura 5-6 per invalidare l’assemblea. Infatti, quando ci sono ricorsi di questo tipo, nel giudizio del merito, si tiene conto anche del risultato finale dell’elezione. Quindi, se ci sono 5 deleghe irregolari, che raccolgono anche il 10% dei voti, e il presidente è stato eletto con il 70-80% dei voti, il ricorso viene respinto. Nel caso di Terni, il margine con cui è stato eletto Di Napoli è così ridotto che sarebbero bastate pochissime deleghe irregolari per invalidare il voto. Quindi, sulla base del diritto, l’elezione di Di Napoli deve essere annullata.

8) Ma perché rivolgersi al Coni anziché alla Procura Fitet? Solo Di Folco può rispondere, ma, come si vede, non ne fa parola nel suo post, solo chiacchiere. Nella pratica, posso dare qualche indicazione non sui motivi di questa decisione ma su cosa può avvenire adesso. Nel caso di ricorso alla Procura Fitet, questa può anche respingere il ricorso, ma Di Folco può rivolgersi al Coni in seconda istanza. Nel caso di esposto al Coni, succede questo: la Procura generale del Coni, nel 99% dei casi, trasmette l’esposto alla Procura della Federazione interessata, che a quel punto apre il fascicolo e ha 30 giorni di tempo per decidere, con la possibilità di chiedere una proroga di altri 30 giorni. Se la Procura della Federazione dice che tutto è regolare, chi ha presentato l’esposto può fare ricorso al Coni. Quindi, tenuto conto che il Procuratore generale del Coni trasmette l’esposto entro una settimana, massimo due settimane, alla Procura Fitet e si avvia il percorso già descritto. Nella realtà, quindi, la differenza fra l’esposto al Coni e il ricorso direttamente alla Procura Fitet dovrebbero essere semplicemente quei 10-15 giorni di passaggio della pratica dal Coni alla Fitet. Ci sarebbe anche la possibilità che il Procuratore generale del Coni non trasmetta l’esposto alla Procura Fitet (o a qualsiasi altra Federazione), ma questo non avviene quasi mai, per una sorta di rispetto istituzionale.

9) Resta l’ultima domanda: probabilità di successo. In base al diritto, come già detto, non c’è scampo per Di Napoli. Si sono già verificati casi simili in altre federazioni e le assemblee con irregolarità nelle deleghe, copie e non originali, sono state sempre annullate. Quindi, anche quella di Terni. La responsabilità dovrebbe ricadere sulla Commissione verifica poteri, che ha accettato deleghe non originali. Ma è chiaro che, politicamente, sappiamo tutti cosa questo significhi. E intanto, vogliamo ricordare l’esultanza di qualche dipendente alla elezione di Di Napoli?

10) Concluse le questioni sull’assemblea, passiamo alle accuse di volgarità e approssimazione a proposito del comportamento dei 5 consiglieri presunti oppositori. Vediamo un po’, è lo stesso Di Folco ad ammettere che: alcune decisioni del CF lo hanno lasciato con l’amaro in bocca, lui, non io; i 5 consiglieri devono migliorare e molto nella comunicazione e spiegare cosa stanno facendo all’interno; Di Napoli chiede fiducia e i 5 consiglieri gli concedono una “vigile tregua”. E poi sono io quello approssimativo e volgare? Qui abbiamo 5 docili consiglieri (contenti? la versione volgare era 5 docili cagnolini) che stanno in “vigile tregua” mentre Di Napoli fa quello che gli pare! E i 5 consiglieri pensano alla tabella voti, che sarà bocciata se non garberà a Di Napoli. E non gli garberà. E allora, i 5 cavalieri dell’opposizione vogliono dirci cosa stanno combinando? Glielo ha chiesto pure Di Folco, pensate un po’, ha chiesto loro di intervenire, ha auspicato che “inizino a scrivere e a divulgare”, ma, come in una barzelletta sui carabinieri, “interrogato il morto, non rispose”! Si vede che stanno scrivendo la riedizione di “Guerra e Pace”, ci vorrà un bel po’. Ma quello approssimativo e volgare sono io! La realtà è semplice: Di Folco non è in grado di contestare una sola delle mie accuse ai 5 consiglieri e si limita a fare l’indignato, come possiamo constatare anche per quello che segue.

11) Ma sono proprio forti questi 5 consiglieri visto che, come dice Di Folco, la mancata conferma finora di Deniso è un segnale del loro giudizio negativo sulla Direzione tecnica attuale! Ma davvero Di Folco crede di poter essere preso sul serio? Di Napoli ha semplicemente rinviato la conferma di Deniso e questo è un segnale? Ma sono loro stessi, Di Folco e i 5 cavalieri belanti, a sapere che Deniso sarà confermato, tanto che hanno già programmato la loro decisa e coraggiosa azione nel momento in cui ci sarà l’ufficializzazione: si “dissoceranno pubblicamente dalla decisione presa estendendo formalmente tale dissenso al Presidente Giovanni Malagò”. Ma qui siamo alle imprese eroiche tipo i 300 spartani alle Termopili: esprimeranno dissenso a Malagò!!! E magari un bel chissenefrega da Malagò? Ah, scusate, io sono volgare. Allora aggiusto il tiro: magari Malagò risponde che la decisione, oltre che dal presidente (che ha il potere di prenderla da solo) è stata approvata dalla maggioranza del Consiglio, e quindi: ma cosa volete? Ma adesso capisco, ecco qual è il coraggio dei 5 consiglieri: dire a Malagò che la minoranza voleva decidere al posto della maggioranza. Già, perché ci vuole davvero coraggio a sostenere qualcosa del genere. Mi potrebbe obbiettare quel genio di Di Folco: e allora, cosa vuoi? siamo stati noi a dire che non possiamo decidere perché siamo in minoranza e adesso se proprio tu a dire la stessa cosa? Certo, perché dovete decidere: siete minoranza e fate la guerriglia, così gli Usa furono battuti in Vietnam, o pensate di essere furbi e di ottenere le briciole dicendo a Di Napoli “vedi come siamo buoni, dacci qualcosa”. Ma io sono quello volgare. E Di Folco invece è uomo d’onore (non nel senso di mafia, ma di Shakespeare, vedete voi di andare a recuperare la citazione)!

12) Restando per un momento nel settore tecnico, troviamo la barzelletta più grande: il rischio di “bruciare” Costantini!!! Ora, se posso dare un consiglio disinteressato e amichevole al bell’addormentato, gli suggerirei di candidarsi a sceneggiatore dei film di natale dei Vanzina, “brucerebbe” qualsiasi concorrente con le sue battute, a cominciare da quella su Costantini. E credo che dovrebbe poi ringraziarmi, perché un po’ di soldi se li metterebbe in tasca. Magari vorrà farci la grazia di anticiparci qualche altra battuta. O forse dobbiamo parlare seriamente? Davvero Di Folco pensa che proporre Costantini vuol dire “bruciarlo”? Ma guardiamoci in faccia a cerchiamo di non prenderci per il culo. Di Napoli non chiamerà mai Costantini, Di Napoli è la perfetta riedizione di Sciannimanico, che ha fatto fuori Costantini e lo ha esiliato, Di Napoli ha approvato e assecondato tutte, dico TUTTE, le decisioni di Sciannimanico, è legato mani e piedi a tutti gli uomini di Sciannimanico, che sono anche suoi, a cominciare da Deniso, e Di Folco si preoccupa di non “bruciare” Costantini, proponendolo come c.t.? E a proposito di “disponibilità ufficiale”, sempre della serie “non prendiamoci per il culo”, perché i 5 consiglieri di presunta opposizione si sono messi a discutere proprio di questo argomento? Perché qualcuno di loro, parlando pubblicamente fuori del Consiglio, ha detto a sia discolpa per non aver proposto Costantini che non sapeva che tipo di contratto ha con l’India e se può essere disponibile o no? E Di Folco mi viene a dire che Costantini per lui va in automatico e che c’è già la disponibilità che Massimo gli ha dato. Peccato che qualche consigliere di presunta opposizione non ne sappia una beneamata mazza, visto che ha detto di non sapere che tipo di contratto lui abbia con l’India!!! Ah, dimenticavo: Di Folco va a mangiare una carbonara con Costantini, ma non ha avvisato i 5 consiglieri. Ma quanto sono scemo a non capire tutto questo.

13) E chiudo con Di Folco con i suoi “complimenti” finali. Avrei fretta di bocciare i 5 consiglieri e questo avvantaggerebbe l’attuale presidenza? Ma a questo punto anche i Vanzina sono sprecati per Di Folco, bisogna passare come minimo a Totò e Peppino. Vuole provare il bell’addormentato a riscrivere la scena della lettera in “Totò, Peppino e la malafemmina”? Punto, due punti, punto e virgola, consigliere, doppio consigliere, presidente di commissione e il Drago Rosso servitore del presidente Di Napoli, ma sì, abbondiamo! Certo, mi corre l’obbligo di fare un bell’esame di coscienza perché ogni volta dimentico che il Di Folco che mi accusa di voler favorire Di Napoli e di tirare la candidatura a Bosi (lui non ha nemmeno il coraggio di nominarlo!) è lo stesso Di Folco che per 6 lunghi anni è stato in Consiglio federale con Sciannimanico presidente e Di Napoli vicepresidente. E’ lo stesso Di Folco che, dopo 4 anni in Consiglio federale con Sciannimanico e Di Napoli, ha scelto di ripresentarsi candidato nella loro cordata, per poi svegliarsi un giorno, baciato da chissà quale Biancaneve o Principessa azzurra, e riscoprirsi “eroe della resistenza”. Come posso io sostenere il confronto con cotanto prode guerriero? Ha ragione Di Folco quando dice che per lui il tennistavolo è altro. Sicuramente il suo tennistavolo non è il mio tennistavolo e devo ringraziare il cielo per questo.
Passiamo alle dediche ad altri due fuoriclasse. Comincio da Gabba. Visto che, secondo te, non me ne può fregare di meno del tennistavolo, posso solo consigliarti di aggiornare un po’ le tue conoscenze e di informarti meglio. Non che io mi preoccupi tanto se pensi che non mi importi uno stracazzo di niente del tennistavolo, ma, giusto per essere precisi, quello che mi frega assai è di essere libero e di non fare il servo di qualcuno. Non sono sicuro che tu mi possa capire. Tu, però, continua a gongolare perché paparino Di Folco è corso in tuo aiuto e ha detto che io sono un cattivone. Contento? Per tua informazione, comunque, ti dico soltanto che, visto che non mi frega niente del tennistavolo, per seguire tutte le gare che contano (dal 1989 tutti i Mondiali, dal 1995 quasi tutte le Coppe del Mondo, dal 1996 tutti i Campionati nazionali cinesi, più una quarantina di Open internazionali dal 1993 a oggi, più un altro centinaio di tornei vari fra Olimpiadi, Olimpiadi giovanili, Europei, Europei giovanili, Top 12, Universiadi, Giochi del Mediterraneo, Coppa Campioni, Coppe internazionali varie, Trofeo dell’Adriatico (un vecchio torneo in cui ho anche giocato), Campionati nazionali italiani a cominciare dal 1973 e Tornei nazionali, oltre a tutti quelli regionali in cui ho giocato, e altro ancora, beh, per seguire tutto questo, nel 99% dei casi a spese mie, ho consumato circa 400.000 euro (quattrocentomila, probabilmente anche di più ) e tutte le mie ferie. So benissimo che aver visto tutto questo tennistavolo (ho avuto la fortuna di avere uno stipendio che me lo ha permesso) non mi dà automaticamente il diritto di avere ragione su qualsiasi argomento che riguardi il tennistavolo, ma sicuramente mi dà il diritto di mandare a cacare chi dice che non mi frega niente del tennistavolo.
E passo a Zagli. Ho premesso che tutte le cose che pensi io non abbia fatto le ho invece cominciate a farle quando tu indossavi ancora i calzoncini corti e questo già dovrebbe bastarti. Devo però aggiungere qualcosa e poi, alla fine, andare al vero nocciolo della questione. Quindi, per tua informazione: giocatore, dirigente di società, arbitro, tecnico federale e allenatore nella società, consigliere regionale e responsabile delle classifiche regionali (quando non c’era ancora il computer, un tecnico assegnava le classifiche 3/3, 3/4 e 3/5, mentre i 3/1 e 3/2 dipendevano dalle classifiche nazionali) e poi, come esperienze politiche, Assemblee nazionali dal 1972, quelle che duravano due giorni e al cui confronto quella di Terni, con tutte le sue polemiche, sembra la riunione degli ex alunni con baci e abbracci, con quella di Pescara 1974 in cui si arrivò quasi alle botte. Quindi, le vostre “grandi esperienze” mi suonano poco significative per “giudicare” se io sono all’altezza o no di parlare di certi argomenti. Ma non ho finito, perché manca ancora all’elenco la parte internazionale. Per tua informazione, visto che Di Folco ti ha risposto dicendo che di tecnica e Cina capisco, preciso soltanto che la sua indicazione è giusta, ma un po’ riduttiva, perché non è solo della Cina che sono esperto, ma di tutto il mondo. Quindi: tecnico della Nazionale svedese che scrive un articolo sull’allora rivista dell’Ittf e dice che sull’impostazione di base loro hanno torto e io ho ragione, per cui devono cominciare a rivedere alcune cose; giocatori e giocatrici fra i primi 20 della classifica mondiale che, in alcuni tornei in cui si sono trovati senza tecnico al seguito, hanno chiesto a me di andare in panchina; giocatrice non cinese che, dopo aver vinto una partita senza tecnico in panchina nelle Finali Pro Tour dichiara che ha vinto grazie ai consigli che ha avuto da me prima della partita e ai segnali che le ho lanciato durante la partita, visto che in quell’occasione non potevo sedere in panchina; segretario della Federazione cinese che dice pubblicamente che io conosco più giocatori cinesi di quanti ne conosca lui; tecnico cinese di un campione olimpico cinese che dice che io ero stato l’unico a pronosticare la carriera del suo giocatore quando aveva 14 anni; c.t. della Nazionale cinese che dice ai giornalisti cinesi che io sono l’unico a capire e a indovinare i pronostici; campionessa olimpica cinese che ai giornalisti cinesi dice di dedicare l’oro olimpico a me, cosa che ripete in una trasmissione tv nazionale quando le assegnano il titolo di sportiva assoluta dell’anno e alla quale intervengo anche io come ospite d’onore; comitato organizzatore di un’Olimpiade chiede all’Ittf un contatto con giornalisti, preferibilmente cinesi, per il libretto di presentazione del tennistavolo ai Giochi (previsto uno per ogni sport) e l’Ittf risponde che per quanto riguarda la Cina è meglio chiedere a me, gli organizzatori non ci credono, poi accettano, mezzo libro di 48 pagine è scritto da me; giornalisti cinesi che in ogni campionato mondiale, prima delle gare, scrivono un apposito articolo sui miei pronostici per poi scriverne uno alla fine e confermare che avevo ragione, con exploit nel 2001, quando pronostico la finale con andamento, ordine dei set vinti e vittoria finale: 2-0 per Kong Linghui e 3-2 per Wang Liqin, esattamente quello che succede due settimane dopo il mio pronostico; campione cinese che riconosce che nel 1993, quando l’ho visto 15enne per la prima volta, gli ho pronosticato una classifica da n.1 del mondo per 6 anni dopo, cosa avvenuta esattamente nei termini da me indicati; campionessa cinese che riconosce che le ho pronosticato un titolo mondiale entro 4 anni quando l’ho vista per la prima volta quando aveva poco più di 10 anni, titolo mondiale arrivato esattamente nei termini da me previsti; unico a pronosticare Kong Linghui campione mondiale nel 1995, dopo che un anno prima, intervistato dalla Tv di stato cinese, il telecronista mi aveva riso in faccia quando avevo parlato di Kong Linghui campione. Mi fermo qui, ma potrei continuare fino a domani e oltre ancora.
Ecco, Zagli, vuoi ridere pure tu in faccia a me? Sai già che fine farai. Ma, vedi, non è questo il punto. Il punto è: chi può parlare di tennistavolo? Hai fissato tu le regole, con l’elenco delle cose da fare. Poi, quando Di Folco ti ha detto che capisco di tecnica, hai ribattuto che me ne dovevo stare buono e tranquillo a occuparmi di quelle cose e, praticamente, di non rompere i coglioni. E adesso che ti ho fatto gli elenchi sia delle cose che tu ritieni necessarie per parlare di tennistavolo, sia delle cose di esclusiva pertinenza tecnica, dovrei essere autorizzato a parlare di tennistavolo, non puoi impedirmelo, ho rispettato le regole fissate da te.
E allora, andiamo alla sostanza. Siete voi il male del tennistavolo, voi che vi create un miserabile piccolo mondo in cui vi conoscete tutti e nel quale non ammettete “estranei”. Come mi permetto di parlare di tennistavolo io che non so nemmeno tenere una racchetta in mano, che non carico un tavolo sul camion e via dicendo? Non vi importa se quello che dico è giusto o no, se non ho montato il tavolo sul camion non posso parlare. E adesso che ti ho detto che l’ho montato e ho fatto le altre cose richieste da te vuol dire che tutto quello che ho detto diventa vero e giusto? Ti rendi conto dell’assurdità? Il peggio è che niente è cambiato da quando entrai in questo mondo, quasi 50 anni fa. I giocatori, persino i Terza categoria (allora c’erano solo 3 categorie) si atteggiavano a chissà quali campioni. Provavo a parlare con qualcuno, giocatore o tecnico, per apprendere le prime cose, nessuna risposta. Un mondo chiuso. Le uniche persone ad avere un atteggiamento diverso erano dirigenti, tecnici e giocatori di Senigallia, a cominciare da Pettinelli e Ubaldi, per poi passare ai giocatori, da Manoni fino a Costantini nel tempo. Grazie a loro cominciai a conoscere davvero questo sport.
Ma dopo tanti anni, il tennistavolo italiano è rimasto là: che cazzo vuoi tu che non sai tenere nemmeno una racchetta in mano? Bravissimi. Siete poveracci e resterete poveracci, ma quel che è peggio è che sarà il tennistavolo italiano a restare povero. Continuate così e vantatevi pure, nemmeno vi rendete conto dello spettacolo che date

Commenti

19 risposte per “La Giustizia Degli Ipocriti”

  1. lelesguizzero ha scritto il 24 Gennaio 2017 21:28

    E’ appena terminato l’incontro francia italia 3-0.

    Sul risultato non c’erano dubbi…ma vedere un nostro atleta fare 3-2-2 punti a set mi fa accapponare la pelle…e girare le OO.

    L’ultimo punto poi è stato tragicomico con il francese che ha provato a fare giro tavolo…come si fa nelle sagre paesane.

    Questo succede quando le convocazioni non rispondono a nessuna logica tecnica…ma solo una risposta a mister lamentino gorotex…che si era lamentato della chiusura di formia per le vacanze natalizie…e così il buon pat schiera il numero 7+3=10 d’Italia, che mai ha giocato nemmeno una semifinale ai campionati italiani.

    Capitolo Mutti: ormai sono quasi 12 anni che ti alleni…possibile che ancora non hai capito come si gestiscono le OO alte??? se vieni dalle mie parti te lo spiego io…aggratisse ovviamente.

    E dulcis in fundo Basettone: che dire…mi pari higuain in ritiro precampionato e con quel rovescetto controtoppi l’inverosimile sognando di essere Zhang zike…ma ahimè non lo sei.

  2. gaula ha scritto il 25 Gennaio 2017 19:24

    azz !!!! ma davvero il bell’addomentato ha passato sei lunghi anni al fianco dell’ex presidente, all’attuale postino, a Borella e & ?

    Ma era consigliere eletto di maggioranza o minoranza ? i voti della sua società e i quelle a lui vicine permisero l riperute elezione di Scianni ?

    Un grande amore finito ?

    O tutto questo non è mai successo e l’indomito paladino, cristallino e senza macchia, sol ora sale sul palcoscenico ?

    Ma che è, uno sprovveduto grillino dell’ultima ora, o devo pensare che sia un partecipe commensale della politica del passato che oggi sputa nel piatto in cui per anni ha fatto scarpetta ? ( la politica italica, quella nazionale, è certamente valido esempio …. nel caso qualcuno riscontrasse similarità )

    6 anni ? davvero ? bell’addorrmentato ? bell’addormentato direi che è un eufemismo. Se ci ha messo 6 anni a capire certe cose è meglio che, risvegliatosi, torni a spolverare tavoli e guidare il furgoncino ( che mi pare , avesse dichiarato, era ciò a cui ambiva dedicarsi in attesa e fino alla pensione.

    Federico Bacci ( non vorrei , a scanso di equivoci e non ci si fosse ancor pienamente risvegliati ,mi si considerasse un anonimo ). Daje Bruno ! continua a risvegliarti, io tifo per te e …. Dio stramaledica certi draghi, i mistificatori, i leccaculo e gli ipocriti.

  3. ittennico ha scritto il 25 Gennaio 2017 22:52

    Se una persona ,che non posso conoscere, poiché si cela, usa i tuoi toni ,caro sconosciuto, può dire, come affermi, TUTTO ciò che gli pare.
    Ma varrà sempre di meno delle sue stesse citazioni con nome e cognome delle quali ti ringrazio.
    Pensi di conoscere tutto e controllare tutto.
    Di.poter dire qualsuasi cosa in quanto ,come tu affermi, non io ,sei più vecchio di me.
    Più vecchio ,non anziano.
    Non mi permetterei mai.
    Forse è quindi giusto tu ti occupi di parlare di tennistavolo.
    Ovviamente che lo.puoi fare .
    Te ne puoi pur vantare, ma uno che non accetta di rivelarsi ,riceve una critica, e tutto quello che sa fare è dire “tu non sai.minimamente chi sono” ,non solo per il suo status segreto…,fa davvero sorridere.
    Hai fatto qualcosa? Bene, mi fa piacere saperlo.
    Sai giocare a ping pong ? Bene ,almeno entrambi conosciamo la materia.
    Evidentemente io al mio infimo livello e tu ,nell’alto dei cieli.
    Lo sai insegnare? Sono così contento dal commuovermi.
    Quando eri giovane e forte trasportavi e montavi tavoli? Ancora meglio, perciò dovresti conoscere BENE quanta ipocrisia NON C’È in ciò che ho il coraggio CON IL NOME E COGNOME ,di dirti in.faccia.
    Permettimi di dubitare su questo.ultimo punto.
    Se sei.uno del passato, allora appartieni a quelli che han consegnato a chi si fa il culo cone me una condizione di NON SPORT della quale NON ti ringrazio.
    Infine, di certo.io non.ti conosco, non ci dormirò stanotte, i livorosi non mi piacciono molto.
    Ma!
    Per par condicio ,anche nei.termini, checcazzo ne sai.tu se io sono uno di quelli che ho costruito ,se è il piccolo circolo, vizioso di cui parli.
    Viemmi a conoscere a Firenze, magari.una domenica mattina, facciamo due tiri e valutiamo chi dei due ha più cognizione per PROMOZIONARE , SALVARE , questo ancora NON SPORT che,ripeto, evidentemente hai contribuito a consegnare alla mia di generazione.
    Scendi dall’altare ,prendi.il trenino e vieni a trovarmi.
    Io.non so chi sei , non lo posso fare .
    Tu sì , sai chi sono e dove abito.
    Vieni che paliamo di.ping pong se hai coraggio.
    Il coraggio di…CONDIVIDERLO in.umiltà.
    Non come te.
    Cmq, non è mai troppo tardi.
    Ringraziandoti dea inaspettata pubblicità, ti attendo.
    E non dimenticare la racchetta ;)
    Ciao.bischerone!

  4. lelesguizzero ha scritto il 26 Gennaio 2017 14:40

    La cosa grave secondo me è che i consiglieri fitet vedendo un atleta fitet che viene letteralmente scherzato, con palla alta e giro tavolo, tipico show da circo medrano, dovrebbero chiedersi se sia il caso di proseguire con questa conduzione tecnica…

    nella storia del tt italico mai si è vista una scena del genere e oggi come oggi con la tecnologia ogni figurrimerda viene documentata e archiviata…per cui su laola.tv potete rivedere quanto accaduto in francia…

    sarà questo il fondo o potremmo vedere di peggio????

  5. Drago Rosso ha scritto il 28 Gennaio 2017 22:39

    Io sono stato estremamente chiaro su tutto, a cominciare dalle questioni sullo pseudonimo e del metterci la faccia fino a quelle tecniche. Se Ittennico non capisce o fa finta di non capire, non è un problema mio.

  6. ittennico ha scritto il 30 Gennaio 2017 12:14

    Caro sconosciuto esperto e bravissimo in tutto ,in particolare a dare del deficiente a tutti, apertamente o finemente cone adesso , anche io sono stato chiaro. Vieni a conoscermi , così ci eviteremo ,magari , di sparaccazzate l’uno all’altro.
    Avrei TANTA voglia di manifestarti, qui.. a te e alla tua di generazione la mia totale ,angosciosa, credimi, DISAPPROVAZIONE per le linee promozionali seguite negli anni settanta ove ci fu il boom.
    A me di cinesi e nazionale, detta come direi da firenze , mimportanaseha!
    C’era da COSTRUIRE uno sport e non lo avete fatto.
    Per cui , tutte, anche le più flebili, accuse di essere “il male ” del tennistavolo le restituisco al mittente , pure se sconosciuto.
    Smettiamola con la sparare stronzate e FACCIAMO PING PING

  7. ittennico ha scritto il 30 Gennaio 2017 12:24

    Ping Pong… con ste du palle che fai coi cinesi, sembrerebbe una battuta

  8. about.blank ha scritto il 26 Maggio 2017 08:01

    Il Drago Rosso scriveva, all’indomani dell’Assemblea Elettiva:

    “SIETE RIDICOLI! E siete ancora più ridicoli per la vostra illusione di suscitare una indignazione popolare contro Borella, accusato di aver fatto una porcata nell’assemblea elettiva, praticamente prendendosi illecitamente voti di una società e mettendoli al servizio di Di Napoli. Per la precisione, dal punto di vista strettamente legale, non c’è stato alcun illecito da parte di Borella. Mettetevi l’anima in pace su questo, potete fare tutti i ricorsi che volete, ve lo prenderete in quel posto. ”

    Ora esce questo articoletto sul sito Repubblica.it :

    “il procuratore Enrico Cataldi ha indagato il vicepresidente vicario Carlo Borella, chiedendo il suo deferimento perché “in occasione dell’assemblea nazionale del 15 ottobre 2016 riceveva dalla signora Patrizia Boccacci-presidente del TT Genova-una delega in bianco che provvedeva successivamente a compilare a nome di Michele Bertolotti…”. Deferiti anche la signora Boccacci e Mihele Bertolotti. Insomma, in arrivo un altro processo sportivo. Malagò ha promesso che avrebbe messo ordine nelle Federazioni, fra statuti e sistemi elettorali. E’ arrivato il momento di farlo.”

    http://www.repubblica.it/rubriche/spycalcio/2017/05/21/news/diritti_tv_e_l_antitrust_ora_i_presidenti_di_a_temono_di_non_arrivare_a_1400_milioni-166014172/?ref=search

    Evidentemente il Generale Cataldi non è d’accordo col Drago Rosso.
    Però il Drago Rosso può sempre scrivere che Cataldi non capisce una mazza e che invece l’unico a poter pontificare su tutto e tutti è il Drago Rosso medesimo.

  9. pirro ha scritto il 6 Giugno 2017 11:13

    attenzione attenzione. hanno riaperto i recinti. stai parlando di Borella , quello eletto all’UNANIMITA’ dal consiglio federale. quello che “mo glie torgo er saluto”. SPAZZATURA

  10. ittennico ha scritto il 8 Giugno 2017 12:42

    Come sarebbe?
    Non vorrai dire che non è democraticamente possibile dire anche a qualcuno che non esiste ,che non capisce una mazza?

  11. gaula ha scritto il 23 Giugno 2017 15:27

    seriamente :
    considerare correo, in quanto vivente non certo partecipe, chi comunque per decenni ha criticato le scelte scellerate della FITET mi pare fuoriluogo.
    Considerare non ipocrita ( e l’ipocrisia credo sia il male peggiore che pervade i nostri tempi) , anzi un salvatore, chi per anni , per anni !!, si è seduto alla destra o sinistra della poltrona del padre, anche questo mi sembra fuoriluogo se non grottesco.
    il salvatore si alzò grazie ad un improvviso risveglio o accarezzando l’opportunità di occupare tale poltrona ? Pensatela come volete io continuerò a pensarla a modo mio.

    altrettanto seriamente, se non di più :
    Avete un postino che è “la fine del mondo”, lasciatelo lavorare !!!!! Dajeee postman !!!

    Nel caso di “fine del mondo” , semmai anticipata, avrete un salvatore che vi guiderà in paradiso. Nel caso buon lavoro anche a lui. Dajeeee Bruno !!!

    ….. In quanto a tanto altro, praticamente tutto, e a possibili deferimenti , e come vadano gestiti, avete chi può pontificare su essi. Dajeee pistola !!!!!

  12. gaula ha scritto il 23 Giugno 2017 16:10

    PS simpatia e solidarietà alla Boccacci …. per … “assonanza” :)
    … quanti presidenti, pur con decenni di smontaggio e rimontaggio di tavoli etc, non san quel che fanno. :(

  13. about.blank ha scritto il 24 Giugno 2017 09:27

    Ahhhhhh!! Chi si rivede! Il pistolino!

    Si dà il caso che la denuncia l’abbia fatta il pistola di cui sopra. Quindi se permetti, se c’è uno che può “pontificare” su questo.. l’hai trovato.

    Come mai quando le denunce le fa il pistola hanno un senso, un costrutto serio, e vanno avanti?

    Ahhhhhhh!!!! :D :D

  14. gaula ha scritto il 24 Giugno 2017 22:21

    Scusate. Potrei aver ignorato alcuni egocentrici schizzoidi dalla coda di paglia che potrebbero sentirsi chiamati in causa …. Non vorrei si offendessero, rimedio immediatamente.
    ….. avete degli opinion leaders  stratosferici che per anni, dico anni !!, per personali interessi o pura smania di protagonismo, hanno leccato certi culi. Ora, ergendosi a ipocriti paladini della legalità e giustizia, molti di loro ne leccano altri. I vecchi culi tanto amati e stimati ? ora li vogliono rompere … o compenetrare. Fantastico ! Son dei pirla ? Dei presuntuosi bulletti di quartiere ? Magari fossero solo dei pirla ! Comunque buon vento anche a loro. Dajeeee pirlas !!! (… o pirlon, pirlet, pirlun … cioè come alcuni di loro, da molti loro stessi amici , son stati battezzati e così venivano e vengono ancor oggi amorevolmente appellati . Sia in pubblico che, soprattutto, in privato). Dajeeee, dajeeee, dajeeee !!!!

    PS eih pirlot che tanto sorridi, ma davvero le scivi tu le denunce per gli amici ?
    Devo quindi immaginare che scrivessi anche le denunce per antisportività che presentava il postino, il tuo amico con cui eri, … azz che tempi vero ?, culo e camicia ( qualche pezzo di cacca direbbe culo … e lingua :) ) . Scarso successo in quell’occasione no ? Le hai poi pagate tu le multe e sanzioni ? il postino ti ha mandato a … quel paese ?
    dai pirla, pontifica e sorridi !!!!! : D
    …. ed affinchè tu e la tua santa presunzione non si sentano trascurati dirò anche a te : daajeeeeee pirlun del boia !!!! :D :D :D duroooo !

  15. about.blank ha scritto il 25 Giugno 2017 15:40

    Scrivi.. scrivi… e non sai una cippa.. ma scrivi lo stesso.

    Non conosci le cose.. ma parli.. parli.. insulti… insulti (altro non sai e non puoi fare).

    La cronistoria la conoscono tutti i beneinformati. I disinformati però ne parlano senza sapere… e insultano (i draghi senza fiamme.. i pistolini senza grilletto).

    A Terni c’ero.. e ho visto cose che neanche si possono immaginare: facce sconvolte perché i conti non tornavano come era scritto che dovessero tornare.. e poi il modo di farli tornare si è trovato, appunto facendo TORNARE a votare fuori tempo massimo due elettori che avevano in dote la bellezza di oltre 500 (cinquecento) voti in 2 (due).

    Poi c’è stato lo scandalo delle presunte (fino a prova contraria) deleghe in bianco passate di mano da un presidente regionale ad un presidente di società.. poi la richiesta di annullamento di quella delega da parte del delegante.. una nuova delega interna ad un proprio dirigente.. la presunta (fino a prova contraria) ostruzione a permettere l’espressione di voto al rappresentante della società previo annullamento della delega in bianco primigenia..

    .. tutte cose di cui ho avuto una vaga e confusa contezza in sede assembleare ma di cui ho avuto piena conoscenza dopo che il dirigente, cui sarebbe stato negato il diritto di voto, ha scritto un post di spiegazioni sul Forum Italiano del Tennistavolo.

    Allora ho preso “carta e penna” e ho chiesto all’interessato se fosse disposto a ripetere via mail personale ciò che aveva scritto sotto pseudonimo.

    Siccome la Persona è specchiata e coerente, ha soddisfatto la mia richiesta.

    Da questa mail è scaturita la mia denuncia al Garante del Comportamento Sportivo e al Procuratore Federale.
    Il Garante si è fatto da parte (atto dovuto) nel momento in cui gli è stato comunicato che la Procura Federale aveva aperto un fascicolo sul caso. Per una serie di motivi ,che non posso divulgare, la Procura Generale dello Sport presso il CONI si è incaricata delle indagini.

    Siamo quindi venuti tutti a conoscenza, attraverso la stampa, che la Procura Generale non ha inteso achiviare e, anzi, ha deferito tre dirigenti. L’udienza si terrà a breve.

    Questo è quanto.

    Veniamo ora a Renato quando era “deus ex machina” del TT Torino: io ho sostenuto Renato nella famosa questione che ti vede coinvolto (come corresponsabile di tesseramenti irregolari) perché sul vero vulnus che stava alla base della diatriba, secondo il mio parere di “persona informata sui fatti” ero (e sono) fermamente convinto che Renato avesse il 100% di ragione.

    Punto.

    Sai, sono talmente ipocrita che sto chiedendo più garanzia per i “sospettati” nella lotta al Gioco Sporco (gomme trattate) ; io che sono uno strenuo difensore del Gioco Pulito e amante del bel gioco. Giustizia sì, ma non coi processi sommarii e prove discutibili, fatte con strumenti altrettanto discutibili.

    Un Saluto a tutti. Anche a te.

  16. gaula ha scritto il 25 Giugno 2017 16:41

    Mi piace.😘

  17. pirro ha scritto il 26 Giugno 2017 08:45

    S
    U
    C
    A

  18. about.blank ha scritto il 29 Luglio 2017 13:08

    Quindi com’è finita (per ora, a meno che il Generale Cataldi non voglia ricorrere in appello) ? E’ finita che ha pagato l’anello debole. Per la verità c’era un anello ancora più debole, la ex Presidente del TT Genova, ma colpire lei avrebbe significato colpire l’intoccabile “anello forte”. Anzi, a proposito dell’anello forte, la sentenza loda lo spirito collaborativo con cui egli ha cooperato col dirigente che gli chiedeva la revoca della delega, cooperazione “a cui non era neppure tenuto ma che il suo ruolo ISTITUZIONALE ha consigliato” . Più che assolverlo forse andava beatificato!

    Che poi la prassi delle deleghe in bianco sia passata del tutto come accettata e riconosciuta in giudicato.. beh.. che dire? Il Diritto Civile è una cosa seria, qui stiamo parlando di giustizia sportiva.

    Anch’io a volte vado a 140 all’ora in autostrada, forse lo facciamo tutti. Ma se il tutor mi multa.. pago e taccio. Ma se il tutor addirittura mi loda per aver superato il limite.. beh.. sono proprio nato con la camicia!

    La sentenza dice anche che al momento della consegna della delega l’anello forte non era neanche candidato al Consiglio Federale Fitet. Mancava un mese all’assemblea.. doveva trovare 40 candidature.. doveva fare campagna elettorale (e la faceva anche il giorno della sua momentanea elezione alla presidenza del suo Comitato Regionale) .. ma.. “NON ERA (formalmente, n.d.r.) ANCORA CANDIDATO”, secondo il tribunale federale.

    Ad Maiora ! Viva la Fitet !

    Se volete farvi un’idea delle imputazioni che hanno portato al deferimento e alle motivazioni della sentenza di parziale assoluzione degli incolpati, leggetevi il dispositivo 02/2017. Buona Lettura.

    http://www.fitet.org/la-federazione/giustizia-sportiva-e-provvedimenti/tribunale-federale-decisioni.html

  19. pirro ha scritto il 31 Luglio 2017 12:31

    spiega spiega…continua a spiegare

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