Le donne e la classifica di Ottobre
9 Ottobre 2011 da Ping Pong Italia · 75 Commenti
del Drago Rosso
La classifica mondiale di ottobre ha messo a nudo il disastro al quale ci ha portato la Fitet. Nelle squadre femminili l’Italia ora si trova al 43° posto. Insomma, le azzurre sono precipitate nell’abisso. Il bello è che questo risultato era stato ampiamente annunciato. E fa ancora più sorridere, in questo momento, quello che era apparso sulla rivista federale dopo i Mondiali di Mosca nel 2010. Sulla Gazzetta dello Sport era stato scritto che le donne erano retrocesse in Seconda divisione, come in effetti è. Ma la tesi federale era che non erano retrocesse, che si poteva “rientrare” grazie alle classifiche mondiali, visto che, fatte salve le 20 già qualificate per la Prima divisione, le prime quattro che seguiranno nella classifica mondiale saranno ammesse alla Prima divisione dei Mondiali 2012. Eccola qua la “qualificazione”! Adesso l’Italia è addirittura al 25° posto fra le squadre che lottano per essere ripescate in Prima divisione, ventuno posizioni sotto il limite. Congratulazioni! C’è davvero da scompisciarsi dalle risate, fermo restando che l’uso del verbo “rientrare” già diceva tutto sul fatto che le azzurre erano retrocesse. Adesso, è arrivata la mazzata finale per le tesi federali.
Ma la Fitet si ostina a essere cieca e sorda, tant’è che, nel commento alle classifiche di ottobre, scrive che Tan Wenling non compare “in questo mese”. Sì, e non scrive che non comparirà mai più. Tan Wenling è stata tolta dalla classifica mondiale perché il regolamento prevede che dopo un anno di inattività internazionale si va fuori. E siccome Tan Wenling non giocherà più in nazionale, ecco che la sua assenza non è “per questo mese”, ma definitiva, come quella di Laura Negrisoli. Da notare, tanto per chiarezza, che entrambe sono state messe in grado di andarsene, per tanti motivi, a cominciare da quelli economici, visto che si vuole risparmiare. E abbiamo visto con quali risultati.
Ma le risate non finiscono qui. Nel pezzo di presentazione agli Europei, sul sito web della Fitet, è scritto, testualmente: “Le squadre azzurre hanno come obiettivo la risalita nella prima categoria e, vista la vicinanza con i Giochi Olimpici, anche la possibilità di testare le reali possibilità di qualificazione legate ai Tornei di qualificazione olimpica dove saranno proprio gli avversari europei quelli da battere”. E qui siamo al teatrino dell’assurdo. Che gli uomini tentino la risalita in Prima divisione ci può stare. Ma le donne!?! Questo è probabilmente il momento peggiore dell’Italia femminile nell’intera storia del tennistavolo, ed è una situazione destinata ad aggravarsi perché quando Nikoleta Stefanova smetterà, dopo il prevedibile rientro dalla maternità, ci sarà il deserto assoluto. Si sono persi anni e anni, con convocazioni assurde, raccomandazioni ignobili, esclusioni vergognose, e adesso ci ritroviamo con ragazze che, non sempre per colpa loro, dovranno gridare al miracolo se riusciranno ad arrivare un giorno al numero 200 della classifica mondiale. Quindi, un prevedibile sviluppo di questa situazione è quello di un’Italia che, nel dopo-Stefanova, si ritroverà intorno alla sessantesima posizione mondiale o anche peggio.
Fra l’altro, per gli Europei viene ufficializzato che il c.t. delle donne è Andrea Ojstersek. E’ la prima manifestazione senza Csilla Batorfi. Ma non mi sembra di aver visto alcun comunicato ufficiale della Fitet su questo avvicendamento. Insomma, un altro cambio alla guida dell’Italia femminile, sotto silenzio. Forse si vergognano? Questa panchina è ormai un festival della marcia indietro. Esonerato il vincente Maurizio Errigo, si è perso tutto. La distruzione è quasi completata. E qui si parla ancora di “qualificazione olimpica”! Ricordo soltanto che, un anno prima dell’Olimpiade di Pechino, l’Italia aveva in tasca la qualificazione nella gara a squadre femminili. Poi, errori su errori, mancate partecipazioni ai tornei, discesa in classifica e addio gara a squadre. Con quale coraggio adesso si parla di qualificazione olimpica? Sia a squadre che nei singoli l’Italia è alla frutta. Ma il messaggio che arriva dalla Fitet è che “si lotta per Londra”. Non c’è solo la distruzione del tennistavolo italiano, c’è anche il ridicolo.
La Bozza del Programma Federale
2 Settembre 2011 da Ping Pong Italia · 14 Commenti
Mi è stato chiesto di pubblicare la bozza del programma di chi si presenta come “Alternativa Sostenibile”. Con piacere pubblico divisa in 5 parti la bozza del programma e qui di seguito la premessa.
Buongiorno a tutti voi, che siate giocatori, dirigenti, allenatori, presidenti o solo appassionati, o osservatori, magari solo lettori o amatori… Non importa. Questa che presentiamo è la Bozza del Programma che alcune persone inizialmente, e diverse altre poi, hanno pensato di presentare come Alternativa al pensiero dell’attuale Governo Federale.
La premessa parla di Bozza perchè l’intendimento comune è far si che, in questo lasso di tempo che ci separa dalla data delle Elezioni, essa possa essere valutata da tutti gli interessati e magari migliorata se non addirittura ampliata in alcune delle sue parti. Si sa che la materia è estesa e che NON esiste una soluzione che possieda gli ingredienti per soddisfare gli aspetti e i desideri di tutti ma da qualche parte si doveva cominciare.
La Bozza tratta le linee guida e non scende volutamente nello specifico (come attuare il…).
La prima ragione è dovuta al fatto che ogni operazione ha un costo e che si deve verificare se
esistano le finanze per poterla concepire (abbiamo bisogno di poter leggere il bilancio federale dall’interno perchè quello attualmente in nostro possesso contiene delle cifre “conglomerate” e non permette di comprendere ove sono state inserite le singole voci). La seconda invece è una scelta legata alla strategia: non intendiamo rivelare al momento la metodica. In ogni caso siamo aperti a qualunque: “si potrebbe fare..”.
Vorrei sottolineare l’aspetto legato al significato di Alternativa.
Ogni giorno sempre più persone si avvicinano, molte perchè ritengono la conduzione di questo ultimo decennio insoddisfacente, altre perché, anche se vicine al Governo, sono interessate a capire come ci stiamo muovendo e quali siano le intenzioni dell’Alternativa, molte altre perchè sono “solo” curiose. A tutte queste persone cerchiamo di spiegare che l’Alternativa NON è contro il Governo Federale nè contro il “nostro” Presidente: semplicemente CREDIAMO che esista una via diversa per fare le cose. Crediamo che il sistema oggi sia troppo complicato, che la macchina sia troppo pesante e gestita senza quello che i teorici della semplificazione chiamano AUTOMATISMI.
Il fatto che il Presidente abbia un modo di fare “ingombrante” potrebbe essere addirittura secondario anche se non condiviso dalla stragrande maggioranza dell’Alternativa. Il danno maggiore lo subisce l’immagine della stessa persona agli occhi di chi guarda però ciò che interessa - e che spesso non è percepito - è che anche la macchina inevitabilmente ne subisce le conseguenze.
Vi invitiamo a valutare questo aspetto che spesso viene tradotto con: NON È DEMOCRATICO e che in pratica corrisponde all’interruzione dell’automatismo come valore più importante. Ogni cosa deve essere gestita per competenza. Le scelte tecniche, per esempio, spettano al tecnico e devono essere operate in piena coscienza secondo i caratteri della meritocrazia e del comportamento. I risultati devono essere punto di riferimento per la valutazione di ogni posizione, qualunque essa sia, fosse anche quella dello stesso Presidente (non si sta parlando del Sig. Sciannimanico in questo momento).
Ecco vedete che riallacciandoci al discorso della responsabilità si arriva inevitabilmente alla Tabella Voti.
Concepita con uno spirito diverso da quello attuale nascondeva un inghippo che lo stesso ideatore non era riuscito a vedere. La tutela di una società meritevole per investimenti, risultati, produzione di giovani talenti, ecc. si è trasformata in potere politico. Ecco perchè necessitiamo del contributo di tutti voi. Ognuno di voi potrebbe anticipare quegli aspetti che potrebbero avere conseguenze negative migliorandoli o eliminandoli.
Sulla Tabella Voti stiamo cercando di verificare se esista la possibilità legale di far sì che le elezioni siano portate da 4 a 2 anni per fare in modo che si possa verificare e dare il voto di fiducia al Governo ogni 2 anni (che nulla avrebbe da temere qualora il suo operato fosse positivo). L’Alternativa è consapevole che sia quasi impossile competere alle Elezioni con l’Attuale Tabella Voti. Però per una volta a guardare in che cosa si è trasformata la Tabella Voti permettetemi una battuta che si rifá a una nota pubblicità: “Ti piace vincere facile?” ..
Un’ultima cosa ma non meno importante:
Questo Programma, questo movimento (Alternativa) NON è contro qualcuno o qualcosa. Nasce con uno spirito di rinnovamento. Siamo certi che tutto quello che ha fatto il Governo sia stato fatto con un proposito positivo. Gli errori si fanno e a volte, quando si è con l’acqua alla gola, si sbaglia ancora di più… Ognuno ha il suo carattere e deve fare i conti con se stesso.
Ogni società - dalla più piccola alla più grande e prestigiosa - è patrimonio di questo sport. Non vi può essere niente di più idiota del pensare a desideri di rivalsa nei confronti di chiunque in caso di vittoria. Il confronto, il dialogo, l’opposto è per l’Alternativa motivo di crescita, consapevoli che è facile parlare di chi conduce mentre si sta seduti in poltrona: è gratis. Un giorno le parti potrebbero invertirsi (è il nostro augurio e la nostra speranza) e allora saranno “loro” spettatori non paganti dell’operato dell’altro.
Questo Programma verrà inviato a tutte le società sportive italiane nessuna esclusa. Verrà richiesto un riscontro su ogni punto del Programma. Sappiamo che con l’attuale Tabella Voti sará quasi impossibile competere ma:
- il Candidato alla Presidenza che presenterà l’Alternativa è persona degnissima sotto tutti gli aspetti
- riscuote moltissima stima anche da parte di chi oggi sta nello schieramento legato al Governo
- ritiene fondamentale il ruolo di ogni figura all’interno della squadra in termini di: lei è qui perchè
competente in questo ruolo, proceda..
- la squadra è in corso di allestimento (qualcuno che si era proposto per un ruolo ha anche detto: “ma se c’è lui mi faccio da parte volentieri, credo che sia più competente del sottoscritto..ma do volentieri una mano…”)
I nomi verranno fatti a tempo debito.
Come vedete si potrebbe parlare per ore….
Un saluto e buona lettura a tutti
Alternativa Sostenibile
Il Programma 6 di 6
16 Luglio 2011 da Ping Pong Italia · 138 Commenti
Ecco il capitolo finale del Programma realizzato dall’Alternativa Sostenibile.
Il Programma 5 di 6
21 Giugno 2011 da Ping Pong Italia · 43 Commenti
Ecco la quinta parte del programma.
I Mondiali di Rotterdam
10 Giugno 2011 da Ping Pong Italia · 13 Commenti
del Drago Rosso
Una volta, tanto tempo fa, vincere tutti i titoli ai Mondiali era un avvenimento eccezionale, anche quando c’era una nazione che dominava, e non parlo solo della Cina. A quell’epoca, si ricordava solo un “pienone” di 7 medaglie (quando i Mondiali erano veri Mondiali, con le gare individuali e a squadre insieme), quello della Cina nel 1981 a Novi Sad. Bisognò aspettare il 1995, i Mondiali di Tianjin e della rinascita cinese dopo 6 anni di crisi e di batoste dagli svedesi, per vedere di nuovo l’en plein, ancora della Cina. Adesso, invece, dopo il massacro che l’Ittf ha fatto di questo sport (a cominciare dalla regola peggiore di tutte: la pallina da 40 millimetri), bisogna vedere quali sono i Mondiali in cui la Cina NON vince tutte le medaglie d’oro. Negli ultimi 10 anni, si trovano solo quelli di Parigi 2003 (Schlager nel singolo maschile) e quelli di Mosca 2010 (il suicidio della Cina nella gara a squadre femminile). Poi, tutti ori cinesi. Ecco il risultato cui ha portato la disastrosa gestione dell’Ittf di questi anni, col desiderio di distruggere la Cina. Ancora una volta devo ripetere: non stanno distruggendo la Cina, hanno ormai quasi distrutto il tennistavolo.
Abisso Rotterdam
Così, ai Mondiali di Rotterdam, è arrivato, scontato e noioso, l’ennesimo trionfo della Cina. Ormai, non c’è più nemmeno gioco, si può solo sperare che la Cina porti qualche giocatore bollito, come Chen Qi, per tentare un risultato positivo. Nel caso specifico, si aggiunge il solito scandaloso tabellone a favore di Boll, che ha finalmente consentito al tedesco di prendere la prima medaglia mondiale individuale, a quasi 30 anni!!! Qui siamo davvero oltre ogni limite di decenza. E, per favore, non tiriamo fuori la storia che a me sta antipatico Boll. Le barzellette lasciamole ai ragazzini. Il punto è che la semifinale fra Zhang Jike e Boll, quando il tedesco ha finalmente trovato un avversario serio, è stata la partita con il maggior divario tecnico fra i due giocatori di tutte le semifinali di tutti i Mondiali di tutta la storia del tennistavolo. E’ stato uno spettacolo vergognoso. E Boll deve ringraziare Zhang Jike che nel primo set stava lì, emozionato, a buttare palle fuori. Poi, appena ha cominciato a giocare, è stata un’ecatombe. Ci fosse stato di fronte a Zhang Jike un qualunque giocatore di seconda categoria, lo scenario tecnico sarebbe stato lo stesso. Boll nemmeno riusciva ad arrivare a colpire la palla, si agitava come un fantoccio floscio sotto i colpi potenti del cinese. Ha potuto respirare solo quando Zhang Jike si è di nuovo addormentato, alla fine della gara, dopo aver comunque sparato un parziale di 9-1. Perché la differenza fra Zhang Jike e Boll è quella: 11-1, 11-3, 11-2 e via così. E non solo fra Zhang Jike e Boll, ma anche fra tutti gli altri cinesi, escluso Chen Qi, e il tedesco. Nelle gare vere (e non nelle esibizioni che l’Ittf, altra decisione scandalosa, considera buone per la classifica mondiale) Boll è stato massacrato dai vari Wang Hao, Ma Lin, Wang Liqin, Ma Long e da Xu Xin, quest’ultimo costretto a un tabellone assurdo, contro Wang Liqin negli ottavi di finale!!!!! Perché non si va a rivedere il “massacro di Fort Apache” con cui Xu Xin annientò Boll alle Finali Pro Tour di Macao? Boll era sbattuto da un lato all’altro del tavolo. Per non parlare della finale al Pro Tour di Germania 2010, con Zhang Jike che passò sopra Boll come un rullo compressore, sempre con punteggi imbarazzanti. Questa è la realtà. Poi, se questo sport deve avere come protagonisti incompetenti e imbroglioni, beh, buonanotte a tutti.
Classifica Mondiale
Un’ulteriore dimostrazione degli imbrogli che reggono ormai il tennistavolo è data dalla classifica subito dopo i Mondiali. Per poco, Boll non riconquistava il numero 1. Ma ci rendiamo conto di questa ulteriore barzelletta? Io avrei addirittura voluto che lui tornasse numero 1, perché è l’unico modo per capire a che punto siamo arrivati: a una gigantesca farsa, quella in cui un giocatore asfaltato da Zhang Jike è UFFICIALMENTE il numero 1 del mondo. E comunque, è UFFICIALMENTE il numero 2. Siamo ben oltre il ridicolo. E infine ci tocca assistere all’imperversare di gente che, su forum per incompetenti e ignoranti, si mettono a sparare minchiate su chi è più forte di chi, fino a leggere che Boll è più forte di Waldner. Poveri noi! A questo punto si è ridotto il movimento del tennistavolo in Italia, a un branco di poveri dementi e ignoranti, che si permettono di giudicare Waldner magari solo per averlo visto giocare a 40 anni, pesante e quasi immobile, anche se col braccio ancora magico. Suggerisco a questa gentaglia di andarsi a vedere i filmati dei Mondiali 1987 (non quelli dall’89 in poi, quando Waldner vinse i titoli mondiali, no, quelli del 1987) perché, per me, fu in quei Mondiali che si vide il più grande Waldner di sempre, con scambi a velocità pazzesca, con Waldner che massacrava tutti i cinesi con un rovescio da leggenda e invenzioni da Mandrake. Forse allora i dementi cominceranno a capire qualcosa, forse. Comunque, se dobbiamo andare sul concreto e capire chi sono i veri campioni del tennistavolo, dico subito che, in una ideale classifica di tutti i tempi, Boll entrebbe a stento nei primi cento. Avete letto bene: a stento nei primi cento. Chi non è d’accordo, vada prima a studiare seriamente il tennistavolo, a vedere i filmati dei grandi campioni e poi rimanga comunque zitto. Sono buono e, in questa classifica dei primi 100 di ogni tempo, ci metto solamente 50-60 cinesi, tutti in grado di prendere a pallate Boll. Vi faccio grazia dei nomi (e chi non mi crede chieda ad Alberto Vermiglio se io li conosco o no, magari si faccia raccontare quando nel 1995, ai Mondiali a Tianjin, di fronte a un video degli anni 50 e 60, quasi preistoria, io riconoscevo , con tanto di nomi e cognomi, giocatori cinesi che gli stessi tifosi cinesi nemmeno avevano idea di chi fossero). Giusto per ricordarne qualcuno, a parte l’immenso Kong Linghui e a quelli in gara ancora oggi (da Wang Liqin a Wang Hao): Chuang Tse Tung, Li Furong, Xu Yinsheng, Guo Yuehua, Liang Geliang, Xu Shaofa, Xie Saike, Chen Xinhua, Shi Zhihao, Cai Zhenhua, Huang Liang, Jiang Jialiang, Chen Longcan, Teng Yi fino a Ding Song, per me il più grande difensore di sempre. Di quest’ultimo, che fu anche il primo vero difensore allround, in grado di attaccare qualsiasi palla, voglio solo ricordare una partita, la finale degli Open di Svezia del 1994, quando lui partì dalle qualificazioni perché non aveva classifica mondiale, era al suo primo torneo internazionale. In finale, vinse 3-0 con Kim Taek Soo, mica un fesso qualunque. Bene, il primo set Ding Song lo giocò tutto in difesa. Nel secondo, attaccò ogni palla, non andò mai in difesa, si mise a giocare come un pennaiolo di terza palla, servizio e attacco, e quando Kim Taek Soo provò a contrattaccare si mise a fare scambi di attacco lontano dal tavolo con una potenza impressionante. Nel terzo set, ricominciò a difendersi e lo fece fino alla fine. Kim Taek Soo era sbalordito e impotente. Oltre ai cinesi, infine, consiglio di andare a studiare tutti i campioni europei che devono essere considerati di un’altra categoria rispetto a quelli attuali, cominciando dagli svedesi. E cominciando dal grandissimo Stellan Bengtsson, campione del mondo di singolo nel 1971, da junior (!!!), e poi campione del mondo a squadre nel 1973, con 3 punti a partita contro giganti come i cinesi, i giapponesi (con un tremendo difensore come Takashima) e i russi (Gomozkov, Sarkhajan e Strokatov). Pesnate un po’: campione del mondo a 18 anni, mentre Boll prende un bronzetto mondiale a quasi 30 anni (e niente alle Olimpiadi), ecco la differenza, per quelli che Bengtsson non lo hanno nemmeno sentito nominare. E per restare in Svezia non dimentichiamo il mitico Alser (scomparso) e Kjell Johanssson, la schiacciata di diritto più potente che ci sia mai stata, e poi Waldner, Appelgren, Persson, Lindh, tutta gente con titoli mondiali ad abbuffare e tecnica celestiale. E poi una sfilza di campioni dell’Est, cominciando dai fuoriclasse ungheresi Gergely, Klampar e Jonyer, per andare al cecoslovacco Orlowski, per poi tornare a ovest, con Gatien. E, naturalmente, i grandi giapponesi, come Ogimura, Tanaka e Hasegawa, giusto per fare pochi nomi. E vogliamo dimenticare i sudcoreani, con Yoo Nam Kyu e Kim Ki Taek, i primi oro e argento olimpici della storia, oltre al già citato Kim Taek Soo? Ecco, le teste di minchia che si mettono a quaquaraqueggiare di tennistavolo, vadano prima a scuola, studino i classici, comincino a capirci qualcosa e poi vengano a chiedere a me il permesso di parlare, altrimenti stiano zitti. E comunque il permesso non glielo darò, perché questi qua sono troppo scarsi. E non me importa un fico secco se dicono che io sono arrogante. Di fronte allo scempio che si fa del tennistavolo nei loro interventi, che nessuno venga a rompermi gli zebedei con la storia dell’arroganza. Sono stato fin troppo gentile con questa feccia del tennistavolo.
Organizzazione Rottercazz
E torno a parlare dei Mondiali veri e propri esaminando innanzitutto l’organizzazione. Dico subito che è stata una delle peggiori di sempre, da vergogna, e proprio quando c’era a disposizione una struttura grandissima e bellissima. Tutto rovinato dalla supponenza degli organizzatori, dilettanti allo sbaraglio. Comincio dalla cosa più grave: per moltissime squadre (fra cui l’Italia) non c’era servizio di shuttle bus dall’albergo al palazzetto e viceversa. Le squadre i cui alberghi erano abbastanza vicini alla fermata della metropolitana, hanno avuto schede per utilizzarla. Una volta usciti dalla fermata del palazzetto, i giocatori dovevano percorrere altri 400 metri a piedi. Il problema, naturalmente, non è la distanza in sé per sé. Il problema è che un atleta, a questi livelli professionistici, ai Mondiali, dopo aver giocato, senza la possibilità di farsi una doccia o quant’altro, deve prendere il borsone e andare a piedi alla metropolitana e farsi il viaggio insieme ai normali passeggeri. Aggravante: i minorenni non possono essere lasciati soli, e questa non è responsabilità solo delle singole delegazioni, ma anche degli organizzatori, che sono obbligati a predisporre adeguato servizio di trasporto. Insomma, ve l’immaginate gli atleti di un qualsiasi sport che prendono l’autobus, il tram o la metropolitana per andare a giocare i Mondiali? Siamo al ridicolo. Ecco come viene considerato il tennistavolo dagli stessi dirigenti. E l’Ittf, puntuale, ha detto che questi sono stati ottimi Mondiali dal punto di vista organizzativo! Ecco come si rovina il nostro sport. Ma non è finita, naturalmente. Gli organizzatori sono andati al risparmio su tutto. L’impianto supplementare di illuminazione, che serviva appositamente per il tennistavolo, è saltato nel secondo giorno di gare. Per più di un’ora le gare sono state sospese perché era buio. L’impianto non era stato tarato nella giusta maniera ed era saltato. Poi, vista la mala parata, gli organizzatori hanno dovuto rimediare, ma la brutta figura rimane. Ovviamente, queste notizie non le troverete mai sui resoconti ufficiali, che dicono sempre che tutto è andato bene. Al risparmio anche i mezzi per i giornalisti: non venivano stampati tabelloni e risultati per risparmiare carta. Gli organizzatori hanno detto che i giornalisti e i fotografi hanno i computer, quindi possono sapere tutto collegandosi con internet. Congratulazioni! Un giornalista, secondo loro, se ne va in giro col computer anche quando deve muoversi per andare in zona mista, quando deve fare interviste e così via. Ancora di più, un fotografo, che ha bisogno di un tabellone per sapere a quale tavolo andare per fotografare questo o quel giocatore, se ne va in giro col computer, oltre che con gli attrezzi per le foto. La verità è che i computer restano nelle postazioni, poi nel tennistavolo ci si muove da un posto all’altro, da una sala all’altra, non è come una partita di calcio, di basket o altro, o un meeting di atletica e così via, dove c’è un campo unico e quindi il giornalista sta fisso in tribuna stampa o al massimo si muove per andare in zona mista. Il tennistavolo è uno sport particolare, ma proprio i suoi responsabili non se ne rendono conto. Sempre per rimanere ai giornalisti, la loro postazione era indecente, buttati su un lato della sala, con posti “bassi” da cui si poteva vedere bene solo un tavolo gli altri erano coperti quasi completamente. Infine, la cosa peggiore, è stata la maniera in cui sono stati gestiti i posti per gli spettatori. Ogni giorno cambiava il sistema, un giorno il palazzetto disponibile solo per metà, per non far vedere che gli spettatori erano pochissimi, quindi li si metteva tutti insieme, un altro giorno nemmeno gli stessi addetti sapevano cosa fare. Gli atleti e i possessori di un pass sono stati quindi spediti nell’anello più alto delle tribune. Il punto è che, visto che in quegli stessi giorni c’erano gare per i disabili, anche loro avevano un pass da giocatori e sono stati spediti al terzo anello. Ho visto scene miserabili, con disabili che venivano spediti al terzo anello, raggiungibile solo con le scale, al contrario del secondo dove si poteva arrivare con l’ascensore. Con grande dignità dicevano agli inflessibili controllori: “Scusate, siamo disabili, non ce la facciamo a salire fin lì”. E quei grandissimi pezzi di merda degli organizzatori rispondevano: “Niente da fare”. Che vergogna. Ecco cosa sono stati i Mondiali di Rotterdam, quindi da me rinominati Rottercazz.
Azzurri
Le spedizioni azzurre, ormai, vanno sempre più in calando per quanto riguarda i risultati. Comunque, qualcosa di interessante c’è ancora. Il punto è che il miglior risultato lo ha ottenuto proprio quello che era stato dichiarato “non convocabile” da Nannoni, perché impegnato con gli studi di ingegneria. Ho già parlato del caso assurdo di Niagol Stoyanov, quindi non mi ripeto, ma parlo dell’attualità. Stoyanov, dopo aver superato il girone, ha dovuto vincere altre due partite nel tabellone a eliminazione diretta per entrare in quello principale (contro il greco Riniotis e l’egiziano Assar, considerato una grande promessa dall’Ittf) e poi ha fatto l’impresa di battere Li Ching, di Hong Kong, per poi cadere al secondo turno contro l’altro hongkonghese Ko Lai Chak. Stoyanov ha dimostrato di poter giocare alla pari con molti dei più forti, facendo rimpiangere ancora di più il tempo perduto fuori della nazionale, perché quella sarebbe stata tutta esperienza in più. Certo, non sto dicendo che sarebbe diventato campione d’Europa, come un povero cretino mi accusa, ma stare nei primi cento del mondo, con possibilità di tentare la scalata ai primi 50-60, sì. Basta guardare attentamente i giocatori della classifica mondiale per rendersi conto che non si tratta di chissà quali fenomeni, a maggior ragione se restiamo in Europa. Peccato che Stoyanov si sia innervosito per un punto non assegnatogli sul 6-6 del terzo set contro Ko Lai Chak e da quel momento in poi non abbia più giocato. Ecco, proprio questo episodio dimostra che l’esperienza che gli è stata negata dai responsabili della nazionale sarebbe servita per avere un atteggiamento diverso e tentare di prendere una vittoria ancora possibile.
Poteva andar meglio anche per Bobocica, battuto al primo turno dal sudcoreano Cho Eon Rae. Intanto, va detto che Bobocica è stato danneggiato da un’altra ridicola decisione degli organizzatori: hanno inserito 32 teste di serie nel tabellone, poi hanno tenuto il posto, sempre nel tabellone principale, per altri 32, che non hanno giocato le qualificazioni, l’unica differenza rispetto alle teste di serie è che questi 32 sono stati sorteggiati insieme ai 64 provenienti dalle qualificazioni. Un “riscaldamento” nei gironi sarebbe stato più utile per Bobocica, che comunque ha avuto una buona chance, visto che il suo avversario non è la fine del mondo. Infatti, la partita è stata molto equilibrata, 4-1, tutti i set 11-9, ma alla fine è sempre mancato qualcosa a Bobo, lo spunto vincente, il coraggio di osare, l’iniziativa. Si vede chiaramente che si è fermato tecnicamente, anche se le responsabilità non sono tutte sue. Per esempio, lui avrebbe voluto andare ad allenarsi in Austria, ma non gli è stato dato il permesso (ora che fa parte dell’Aeronautica, serve un permesso, ma non dei dirigenti dell’Aeronautica, bensì di quelli del tennistavolo), e così il tennistavolo continua a tagliarsi le palle da solo. Sensazioni di occasioni perdute anche per Rech Daldosso, 2-4 col greco Papageorgiu, nella seconda fase di qualificazione, e per Mutti, eliminato nel girone. Per quest’ultimo, in particolare, appare ancora più evidente l’involuzione di gioco, col diritto usato sempre meno, con movimenti sempre più rigidi e con poca iniziativa.
Azzurre
Solo tre azzurre ai Mondiali, con la scusa che la nazionale si sta rinnovando. Come avevo già spiegato, sono solo miserabili bugie, visto che le scelte sono obbligate dalle rinunce di Laura Negrisoli e Tan Wenling. Inoltre, tanto per sbugiardare ancora di più la Federazione, se questo è il rinnovamento, perché viene convocata soltanto adesso Lisa Ridolfi, dopo essere stata discriminata, insieme a Giulia Cavalli, per tanti anni? Se convocano Ridolfi (che ha il “peccato” di giocare per la Sandonatese e non per Castel Goffredo), vuol dire che non c’è rimasta più nessun’altra, e questa non è un’offesa alla Ridolfi, che, anzi, si è comportata benissimo e merita tante altre occasioni, ma un richiamo alla verità. Ridolfi, in effetti, ai suoi primi Mondiali, è quella che, secondo me, ha giocato meglio di tutte, anche se non è riuscita a entrare in tabellone. Ha avuto nel girone l’avversaria più difficile di tutte le azzurre, la malese Chiu Soo Jiin, ha condotto 3-2, ha avuto la possibilità di vincere e ha chiuso con un autentico colpo di sfortuna e di cecità arbitrale. Sul 10-9 per la malese, che era al servizio, la palla è stata colpita col bordo della racchetta, ha colpito il bordo del tavolo, si è alzata ed è caduta in perpendicolare, ha sfiorato la rete (quindi era servizio da ripetere) e ha preso lo spigolo subito dopo la rete stessa. L’arbitro ha dato il punto alla malese, che non ha riconosciuto il tocco della rete. Così, Ridolfi è stata beffata, ma la qualità del suo gioco è stata molto buona. Fuori nel girone anche Elisa Trotti, che ha sciupato molto nella partita decisiva, con la colombiana Araque, questa esperienza le servirà. Debora Vivarelli supera bene avversarie a lei inferiori nel girone e nella seconda fase di qualificazione, ma quando, nel tabellone principale, si ritrova la cinese-spagnola Zhu Fang, si capisce che il livello è ancora troppo alto per lei. La nazionale femminile, purtroppo, è destinata a soffrire per moltissimo tempo, a mio parere ci vorranno almeno 7-8 anni (ma penso anche di più) per riavere qualche risultato.
Federazione
C’era anche la Federazione a Rotterdam, guarda un po’, ma con una novità interessante. Non c’era Matteo Quarantelli. A svolgere ufficialmente le funzioni di direttore tecnico c’era Alessia Arisi. Quindi, Quarantelli è tagliato, le manovre elettorali si sprecano. In particolare, la Fitet vuol far vedere che sta rimuovendo chi non ha ottenuto risultati, sperando di far credere ai gonzi del tennistavolo italiano che viene punito chi lavora male. Certo. Poi la Fitet dovrebbe ancora spiegare perché chi lavora bene, come Costantini ed Errigo, è stato cacciato. Da fonti interne all’Ittf, infine, è venuta fuori la notizia che l’Italia si era candidata come sede per la qualificazione mondiale all’olimpiade di Londra, ma è stata battuta dal Qatar. Sarebbe possibile trovare sul sito federale notizia di questa sconfitta, se davvero le fonti dell’Ittf non si sono sbagliate?
Zhang Jike
Mi sono fatto, e continuo a farmi, un sacco di risate nel leggere i commenti sulla vittoria di Zhang Jike, sul significato che ha nel tennistavolo, in particolare di quello cinese. E sto parlando anche di commenti di cosiddetti “esperti” internazionali, non solo di interventi su forum e blog. La cosa più ridicola è la “scoperta” che questi esperti della minchia hanno fatto a proposito del rovescio di Zhang Jike, del fatto che segna un’evoluzione del gioco cinese, che non punta più solo sul diritto e via cianciando di stronzate inimmaginabili. Tolgo ogni possibile equivoco, per evitare polemiche, dicendo che non sto facendo riferimento a chi ha sollecitato, su questo blog, un mio intervento specifico su questa tesi. Avevo già notato, con sommo disgusto, le tesi apparse dovunque, sito Ittf, agenzie giornalistiche internazionali, giornali specializzati e no, quindi mi ero ripromesso di fare chiarezza.
La prima cosa da dire è che questi esperti dementi arrivano con un ritardo di minimo 15-16 anni nell’accorgersi che i cinesi hanno sviluppato l’uso del rovescio con tutto quel che segue dal punto di vista tattico. Purtroppo, ci sono idioti che non si sono mai occupati di tennistavolo e adesso si mettono a fare i saputelli con le loro analisi della minchia. In poche parole: sin dal 1985 (avete letto bene, 1985) i cinesi si accorsero che il loro dominio stava per finire e cominciarono a impostare la maggiorparte dell’immensa base dei loro praticanti con l’impugnatura all’europea. Avevano già previsto la caduta del 1989 e anni seguenti e cominciarono sia a impostare i bambini con l’impugnatura all’europea, sia a inventare l’uso dell’altra faccia della racchetta per i pennaioli, in modo da non rinunciare alla loro tradizionale impugnatura e nello stesso tempo “coprire” il tavolo col rovescio anche rimanendo pennaioli. Il primo giocatore pennaiolo con questa nuova impostazione fu Liu Guoliang, e non Ma Lin come sostengono gli ignoranti e incompetenti. Ma perché dico che il ritardo della conoscenza è di minimo 15-16 anni, anziché di 25-26 anni, visto che ho fatto riferimento al 1985? Semplicemente perché nel 1995 diventa campione del mondo di singolo Kong Linghui, il primo vero cinese alfiere del gioco completo, con l’uso del rovescio determinante nella sua azione. Quindi, almeno ricordare Kong Linghui e non fare gli “ooooohhhhhh” di meraviglia nel vedere Zhang Jike che usa il rovescio. Tutto quello che si sta dicendo adesso è stato già detto, almeno da me, nel 1994, quando vidi per la prima volta Kong Linghui. Quindi, per favore, che tutti questi esperti vadano a buttarsi nel cesso.
Ma vado ancora più nello specifico di Zhang Jike. Avevo già scritto e lo ripeto adesso che vidi per la prima volta Zhang Jike nel 2002, quando aveva 14 anni. Scrissi che, tecnicamente, era l’erede di Kong Linghui e che sarebbe diventato un campione altrettanto forte. Ripeto: nel 2002, nove anni fa. Poi, Zhang Jike ebbe diversi problemi, soprattutto extrasportivi, e fu considerato perduto dagli stessi tecnici cinesi. Il suo allenatore personale, Xiao Zhan, che Zhang Jike è andato ad abbracciare subito dopo aver vinto, parlò con me in quegli anni. Io sostenevo che Zhang Jike sarebbe tornato, lui pensava di no e mi diceva: “E’ andato”. Adesso, proprio Xiao Zhan, davanti agli altri tecnici cinesi, riconosce che io sono stato l’unico a credere in Zhang Jike in quei momenti negativi e che lui stesso aveva perso ogni speranza nel suo allievo. E Zhang Jike adesso viene “scoperto” dai poveri fessi che, udite udite, dicono che assomiglia un po’ nello stile a Kong Linghui! Complimenti per il ritardo. Comunque, fermo restando che Zhang Jike è più muscoloso di Kong Linghui, l’impostazione tecnica è praticamente la stessa. Il rovescio, in particolare, è esattamente lo stesso di Kong Linghui, specialmente nello scambio di mezzavolata sul tavolo, col braccio che compie la stessa traiettoria, con lo stesso tempo e lo stesso ritmo di Kong. E anche Kong Linghui si spostava sul diritto per colpire di rovescio, soprattutto all’inizio dell’azione, senza per questo sminuire il suo diritto. Giusto per capirci, Kong Linghui ha avuto il più grande contrattacco di diritto lontano dal tavolo, fatto con un
movimento molto stretto in partenza, ma con un colpo di polso incredibile e con una distensione del braccio che provocava autentici sconquassi, con la pallina che diventava un missile e l’avversario preso fuori tempo proprio perché la partenza dell’azione di Kong era stretta, quasi senza caricamento, visto che si trattava di un contrattacco, per di più su palle potenti, di quelle che fanno pensare di aver chiuso il punto. Invece, arrivava la risposta al fulmicotone. Non mi dilungo sulle caratteristiche tecniche di Kong Linghui, ribadisco soltanto che è stata la perfezione tecnica e che lui e Waldner sono i giganti di questo sport, ogni altra considerazione su possibili concorrenti è una bestemmia.
Le assonanze fra Zhang Jike e Kong Linghui sono notevoli, ma ce ne è ancora un’altra che dà l’idea del livello tecnico comune a entrambi: Zhang Jike ha vinto il titolo nel singolo alla sua prima partecipazione ai mondiali individuali. Prima di lui l’ultimo a riuscirsi era stato proprio Kong Linghui, che tra l’altro, come Bengtsson, era junior quando diventò campione del mondo.
Quindi, tornando a Zhang Jike, abbiamo un’ulteriore evoluzione di quel cambiamento tecnico che cominciò 25 anni fa ed esplose nel 1994-95 con Kong Linghui, e che si esprime in tanti stili diversi, come quello di Wang Liqin, apparso negli stessi anni di Kong Linghui, ma con un diritto più potente e con un movimento diverso, e soprattutto, a inizio carriera, con un rovescio solo di block, poi sviluppatosi in attacchi e contrattacchi anche lontani dal tavolo. O come quello di Ma Long, che davo leggermente favorito su Zhang Jike in questi Mondiali semplicemente per una questione di esperienza, visto che Ma Long, pur essendo più giovane di Zhang Jike, ha più partite, tornei e Mondiali sulle spalle rispetto a lui. Poi, Ma Long ha sbagliato ancora una volta la partita con Wang Hao e a quel punto non ci sono stati più dubbi su Zhang Jike.
Cinesi
Sacrificati sull’altare della medaglia a tutti i costi per Boll, ecco gli altri cinesi, che, a parte Chen Qi, hanno dato spettacolo, vecchi e giovani. Purtroppo, abbiamo dovuto rinunciare a una vera classifica finale a causa di un sorteggio scandaloso: tutti da una parte e Boll da solo dall’altra. Dalla sua parte Chen Qi nei quarti, vale a dire il cinese dalla classifica più bassa, oltre che quello meno in forma e ormai sulla via della pensione anticipata. Basti pensare che Chen Qi ha rischiato di perdere (ha vinto 4-3, 11-9 all’ultimo set) contro un Samsonov malinconicamente appesantito e fermo sulle gambe, e si capisce come la “scelta” del sorteggio sia stata perfetta per Boll, perché era impossibile che non ci fosse un cinese nel suo quarto di finale. Il bello è che non c’erano nemmeno altri forti, come Yoo Seung Min a Zagabria 2007, una via liscia e libera come un’autostrada a 10 corsie per il tedesco. E grida scandalo al cospetto degli Dei del tennistavolo l’ottavo di finale fra Wang Liqin e Xu Xin, così come il successivo quarto fra Wang Liqin e Zhang Jike. Questa è stata l’unica partita in cui Zhang Jike ha davvero sofferto. La finale, certo, è stata dura, ma solo perché Zhang Jike era emozionato, non per motivi tecnici, visto che Zhang Jike ha dominato su Wang Hao, quest’ultimo già in difficoltà contro Yoo Seung Min. Ancora una volta, il vecchietto Wang Liqin, l’eroe di tante battaglie, ha dimostrato che avrebbe potuto raggiungere la semifinale e forse la finale con un sorteggio giusto. E poi, visto che qualcuno ha ipotizzato che Wang Liqin sia stato costretto a perdere con Zhang Jike, chiarisco che a Wang Liqin i dirigenti cinesi non possono chiedere un bel niente, non hanno armi di ricatto e lui fa quello che vuole. Ha perso perché Zhang Jike è più forte, sia pure di poco. Ma Lin non ha potuto alcunché contro Ma Long, che ha poi sprecato contro Wang Hao. Ma Long era stato fermo per un infortunio, si era ripreso, ma non ha fatto in tempo ad arrivare al massimo della forma per questi Mondiali. Inoltre, ha pagato la sua scarsa sagacia tattica. Con questo non voglio dire che sia solo uno sparapalle, come sostengono gli incompetenti, ma che non sa tenere a bada l’istinto di attaccante puro.
Tedeschi arroganti
Un capitolo a parte meritano i tedeschi, sempre più arroganti e indisponenti. Ormai, si sentono padroni del tennistavolo, grazie soprattutto a chi glielo fa credere, con i tabelloni aggiustati per Boll, con l’autorizzazione a fare tutto quello che vogliono, in campo e fuori. L’episodio più brutto è quello in cui è stato coinvolto Steger, nella partita contro Leung Chuyan (Hong Kong). Premessa: ogni servizio di Steger è irregolare (ma proprio tutti i servizi) perché lancia la palla non in verticale ma verso il proprio corpo. La metà dei servizi di Leung Chuyan è irregolare perché lui lascia il braccio davanti alla pallina. Detto questo, andiamo al fattaccio. L’arbitro toglie un punto a Steger per servizio irregolare e lui comincia a protestare, chiede perché, l’arbitro glielo dice, ma lui si incazza ugualmente. Dopo un po’, l’arbitro gli toglie un altro punto e qui parte la sceneggiata di Steger, che si inginocchia con le mani giunte per mostrare disperazione, poi non vuole riprendere il gioco, poi chiede addirittura la sostituzione dell’arbitro. Il peggio è che arriva il giudice arbitro e si mette a discutere con Steger, passano 15 minuti senza che il gioco riprenda, con conseguente danno per Leung Chuyan che inutilmente chiede che si giochi. Il punto è: una volta che gli è stato spiegato perché il punto gli è stato tolto, lancio obliquo della pallina verso il proprio corpo, Steger deve essere invitato a riprendere il gioco, se non lo fa deve essere punito, dal richiamo fino alla perdita del punto. Ma gli arbitri non hanno avuto il coraggio di farlo. Così, il gioco è ripreso dopo un quarto d’ora, Leung Chuyan ha perso tutti i punti successivi e il set, gli arbitri non hanno più chiamato un solo servizio irregolare a Steger, che così ha avuto partita vinta. Tutto questo è scandaloso e testimonia a che punto i tedeschi si sentano padroni del mondo. Una volta, erano solo le donne tedesche a comportarsi in maniera pessima, guidate dall’esempio nefasto della più antisportiva giocatrice che ci sia mai stata, la Struse. Poco alla volta, anche gli uomini hanno preso quella strada, a partire da Suss, maleducato e cialtrone. L’unico a tenere ancora un comportamento corretto e leale è proprio Boll. Tutto quello che c’è intorno a lui è marcio, a cominciare dai tabelloni truccati, dalle regole della classifica mondiale truccate e così via, ma lui rimane pulito. Il problema, al di là del singolo, rimane: la Germania sa di essere impunita e crede di poter fare tutto quello che vuole.
Ding Ning
L’annata 2002, di Campionati nazionali cinesi e tornei vari, rimane quella più interessante degli ultimi anni. Ho detto che fu allora che vidi per la prima volta Zhang Jike, fu lo stesso
anno in cui vidi Ma Long e, fra le donne, Cao Zhen (due mondiali di doppio misto) e Ding Ning, allora una bambina che zompettava come una pazzerella. Anche per lei, come per gli altri, scrissi che sarebbe diventata una campionessa (e non lo dico per tutti, come qualche maligno potrebbe sospettare). Adesso, è arrivata al mondiale di singolo, anche se è stata favorita dal crollo delle due effettivamente più forti, Guo Yue e Li Xiaoxia, che stanno pagando altri tipi di problemi, soprattutto mentali, in particolare Guo Yue. Ding Ning ha anche messo a nudo, una volta di più, i limiti di Liu Shiwen, pronosticata come futura primadonna cinese, ma ormai con pecche tecniche difficili da eliminare. In generale, non c’è altro che le cinesi nel tennistavolo femminile, con l’arrivo fra le prime della difesa Wu Yang (ricordate il “ragnetto” la cui foto apparve su questo blog anni fa?), che io pronosticai come futura difesa più forte del mondo quando la vidi per la prima volta nel 2003 (ho anche una testimone d’eccezione per chi, eventualmente, non volesse credermi), quando la sua testa spuntava appena dal tavolo. Due anni d’Italia hanno fatto male alle romene Dodean e Samara, che hanno fatto passi indietro, ma che sono sicuro si riprenderanno. Conferma le promesse l’altra romena, la ragazzina Szocs, che perde 4-2 con la fortissima Feng Tianwei. Altro davvero non c’è, Europa desolante e desolata anche fra le donne.
Zhang Yining
Si è vista anche Zhang Yining, la più grande campionessa della storia del tennistavolo, che è passata da Rotterdam e si è goduta un po’ le gare. Fisicamente, sta nella stessa condizione di quando ha lasciato, un anno e mezzo fa. Se volesse, con un solo mese di allenamento, potrebbe tornare e battere tutte, ma non vuole. Le ho detto che potrebbe vincere la terza olimpiade e lei mi ha risposto, semplicemente: “Lo so”. Poi, per il mio grande dolore, mi ha confermato che, giustamente, non ha più voglia di sacrificarsi.
Doppio Misto
Come già fatto a Yokohama nel 2009, i cinesi hanno schierato, nel doppio misto, i giocatori di seconda fascia, per dare la possibilità agli europei accattoni di prendersi una medaglietta. Bene, anche stavolta non è servito a una mazza, perché la finale è stata tutta cinese. Ma quello che vorrei sottolineare è il commento dell’addetto stampa della Fitet. Ha scritto che a vincere è stata la stessa coppia che aveva vinto nel 2009: Zhang Chao e Cao Zhen. Peccato che a Yokohama c’era sì Cao Zhen nella coppia vincitrice, ma il maschio era un altro, Li Ping. Ora, io capisco che per gli occidentali i cinesi hanno tutti la stessa faccia (anche se i cinesi dicono altrettanto degli occidentali), ma che abbiano tutti anche lo stesso nome mi sembra un po’ esagerato. E allora, la Fitet correggerà l’errore o continuerà imperterrita fino ai Mondiali 2013. Posso già annunciare che Cao Zhen, due volte mondiale, cambierà partner perché tenterà di stabilire un record: tre mondiali nel doppio misto con tre partner diversi. Volete vedere che, nel caso dovesse vincere, la Fitet scriverà che la coppia vincente è la stessa di Yokohama 2009 e Rotterdam 2011?
USA e India
Concludo con un accenno a queste due nazioni perché connesse a Massimo Costantini. Dopo la partenza di Massimo, la squadra indiana ha avuto un tracollo, risultati deludenti, giocatori e giocatrici che scendono in classifica e si presentano “inquartati” a Rotterdam, tutti sovrappeso (alcuni molto sovrappeso) e fuori forma. Costantini è andato via perché aveva suscitato le invidie di tecnici locali che hanno tramato per farlo fuori. Inutili i tentativi dei giocatori di farlo restare, a Rotterdam sono andati in processione da lui per chiedergli di tornare, Il risultato è sotto gli occhi di tutti. L’amara considerazione è che il comportamento dei mediocri è uguale dappertutto: quando c’è uno bravo come Costantini, gli altri capiscono che saranno da lui oscurati e, da vigliacchi, si ribellano e si organizzano per cacciarlo. E chi lo sostituisce distrugge tutto.
Vi ricorda qualcosa. Massimo, comunque, ha avuto la soddisfazione di vedere le sue nuove bambine, Ariel Hsing e Zhang Lily rispettivamente n.158 e 159 del WR, cinesine nate e cresciute negli Stati Uniti, di 14 e 15 anni, entrare in tabellone e fare bella figura. Attenzione, non sono due cinesi trapiantate negli USA e già brave nel loro Paese d’origine, per le quali è “normale” entrare nel tabellone mondiale a quell’età, sono due giocatrici che di cinese hanno solo il sangue, tutto il resto, per entrare nel tabellone dei Mondiali, ce lo mette Massimo.
Il Programma 4 di 6
2 Giugno 2011 da Ping Pong Italia · 48 Commenti
Eccoci giunti al quarto appuntamento con il Programma Federale 2012-2016
Il Programma 3 di 6
16 Maggio 2011 da Ping Pong Italia · 64 Commenti
Ecco la terza parte del programma.
Buona lettura
Il Programma 2 di 6
8 Maggio 2011 da Ping Pong Italia · 17 Commenti
Ecco lw diapositive della seconda parte della premessa per l’Alternativa Sostenibile. Ora le pubblicazioni si faranno più frequenti, naturalmente aspettiamo i vostri suggerimenti.
In vista dei mondiali di Rotterdam
3 Maggio 2011 da Ping Pong Italia · 50 Commenti
del Drago Rosso
Siamo alla vigilia dei Mondiali individuali di Rotterdam e la situazione del tennistavolo, sia mondiale che italiano, va peggiorando sempre più. Ormai, siamo avviati verso la distruzione del nostro sport: prima quella tecnica, con gli obbrobri dell’Ittf, sempre contro i cinesi, poi quella generale, con la costante diminuzione dei tesserati in tutto il mondo, persino in Cina, e degli spettatori. L’Ittf, nella sua smania di distruggere i cinesi, non ha provocato altro che il loro dominio ancor più grande. Gli europei, illusi che le nuove regole potessero permettere loro di vincere più facilmente, hanno lavorato ancora di meno, perché convinti che non ce ne fosse bisogno. I nefasti effetti della pallina da 40 millimetri (la decisione più grave mai presa nella storia del tennistavolo) e del set a 11 punti hanno poi dato il colpo di grazia a uno sport che continua a diventare sempre più brutto, tecnica e spettacolo vanno sempre più giù. Ho paura che fra qualche anno vedremo ancor più nettamente come il tennistavolo sia destinato a sparire come sport. Comunque, cerco di andare con ordine con argomenti che si sono accumulati negli ultimi tempi.
NAZIONALE ITALIANA
Comincio con le dolentissime note sugli azzurri. Le nazionali praticamente non esistono più, in particolare quella femminile, ormai un vero deserto. Si va ai Mondiali di Rotterdam con le nazionali di livello più basso dell’intera storia del tennistavolo italiano. E’ qualcosa di incredibile, ed è scandaloso che nessuno se ne preoccupi. Non sto dicendo che è colpa degli atleti, che sono i meno responsabili di questa situazione, ma la realtà nuda e cruda è questa: mai, ma proprio mai, nemmeno agli albori del tennistavolo italiano, si sono avute nazionali così basse tecnicamente. Ma sul sito della Fitet continuiamo a bearci di dichiarazioni entusiastiche di chi ha distrutto tutto. E, a proposito delle donne, si parla di “rinnovamento”, senza dire che è un rinnovamento obbligato perché le azzurre che ancora avrebbero potuto giocare in nazionale hanno abbandonato perché in disaccordo col presidente Sciannimanico e quindi obbligate a lasciare.
Questa è la verità. Cui si aggiungono altre considerazioni, di cui parlerò subito dopo, a proposito delle “migliori” italiane, che sono ancora quelle di 20 anni fa.
NUOVI C.T. AZZURRI
In tutto questo squallido quadro, si continuano a prendere decisioni assurde e sempre in contraddizione con quelle precedenti. La madre di tutte le sventure fu la cacciata di Costantini ed Errigo da c.t. delle nazionali. Da quel momento in poi, il disastro completo. Adesso, ci sono gli ennesimi cambi in vista. Zitti zitti, si è deciso che Yang Min entrasse a far parte dei quadri della nazionale, sia pure solo come collaboratore in qualche stage, almeno all’inizio. Ma è chiaro a tutti che Yang Min diventerà il c.t. dell’Italia, con Nannoni che dovrebbe passare a guidare la nazionale junior. Proprio in vista di questo cambiamento, bisognava liberare il posto di guida degli junior, tenuto finora da Stefan Stefanov. Così, ecco la sorpresa. A Stefanov è stato proposto di andare a svolgere il ruolo cosiddetto di “supervisore” al Centro di via Mecenate a Milano. In pratica, Stefanov sarebbe dovuto andare a fare il bidello in un Centro di cui sarebbe stato responsabile Marcello Cicchitti. Insomma, una vera bestemmia tecnica. Stefanov, a quanto mi risulta, non accetterà questo ruolo, per cui sarà cacciato, anche lui, dalla Nazionale, sia pure a fine contratto. Così si dirà che non è stato cacciato, ma solo che non gli è stato rinnovato il contratto, come fu fatto per Costantini ed Errigo. Ci siamo capiti: le solite puttanate. E per le donne pare stia per succedere qualcosa di simile. Il contratto di Csilla Batorfi è in scadenza e pare che non sarà rinnovato, forse perché troppo oneroso. E poi, visto che Stefanova non sta giocando e che il suo recupero, dopo la maternità, non potrà essere immediato, tanto vale scaricare chi era stato preso come tecnico personale di Nikoleta. Così, la Fitet avrà un altro capro espiatorio su cui scaricare le proprie colpe. Per il ruolo di c.t. della Nazionale femminile si fa sempre più insistente la voce secondo la quale sarà Andrea Ojstersek, moglie di Joze Urh. Chiunque sia, in ogni caso, siamo ormai alle barzellette, perché la Fitet ci dovrebbe spiegare dove sono finiti i grandi proclami lanciati quando si annunciò l’ingaggio della Batorfi per far diventare Niko una stella mondiale. Siamo sempre allo stesso punto: come già avevo detto, il punto principale è sapere che poteri ha il c.t., se può imporre a Niko carichi e orari di lavoro o se Niko risponde (o meglio, rispondeva) direttamente a Sciannimanico, per cui il c.t. diventava inutile e non poteva avere responsabilità dell’evidente calo di livello di Stefanova. Comunque, il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Faccio solo notare, come ultimo spunto di riflessione, che sempre più si identifica la Nazionale con Castel Goffredo, come giocatori e come tecnici. Ma guarda un po’, chi l’avrebbe mai immaginato?
AZZURRE
Restiamo quindi fra le donne per piangere calde lacrime. Le convocazioni per i Mondiali sono state fatte. Ci vanno Vivarelli, Ridolfi e Trotti. Ecco, siamo davvero al capolinea, e non intendo dire, con questo, che le tre convocate sono scarse. Tutt’altro. Il punto è un altro. Dopo i Mondiali a squadra di Mosca, l’anno scorso, fu detto che l’Italia era retrocessa in Seconda divisione, fatto assolutamente vero e incontestabile. Dalla Fitet, sia sul sito che sulla rivista, arrivò una secca smentita: non è vero che le azzurre erano retrocesse. Ora, a parte il fatto che, come feci già notare allora, la Fitet sosteneva che le azzurre non erano retrocesse, ma poi nello stesso articolo diceva che gli azzurri erano retrocessi (che almeno leggano quello che loro stessi hanno scritto!), adesso vengono fuori altre contraddizioni. La Batorfi, intervistata dall’addetto stampa federale, sosteneva che bisognava far giocare più tornei possibile a Tan Wenling in modo che lei potesse risalire in classifica mondiale e permettere all’Italia di rientrare in Prima divisione ai Mondiali grazie alle classifiche individuali delle componenti della squadra nazionale. Ragionamento assolutamente giusto, ma questo non annulla il fatto che l’Italia fosse retrocessa in Seconda divisione e che aveva al massimo la possibilità di RIENTRARE (lo dice la parola stessa che si era stati esclusi) in Prima divisione. Ci si sarebbe aspettati, quindi, la convocazione di Tan Wenling per tanti tornei internazionali. Quanti ne ha fatti da allora? Nemmeno uno. E ai Mondiali individuali? Non ci va. Io so benissimo che lei non ci va perché ha detto no alle condizioni poste da Sciannimanico, ma, quale che sia il motivo, la realtà è questa: Tan Wenling non vuole più giocare in Nazionale, così come aveva già deciso Laura Negrisoli. E sono ancora più forti di tutte le altre. Poi la Fitet se ne viene fuori con la scusa che vuole rinnovare la Nazionale. Non è vero. Sono state Negrisoli e Tan Wenling a dire no. Così, la Fitet è costretta a convocare le altre, il che è un’offesa per le stesse Vivarelli, Ridolfi e Trotti. Fatto sta che adesso, anche nella classifica mondiale a squadre, che avrebbe dovuto permettere il ripescaggio in Prima divisione, l’Italia è fuori. Se a Mosca non fosse retrocessa, nel 2011 avrebbe giocato comunque in Prima divisione, anche con Vivarelli, Ridolfi e Trotti, o con qualunque altra giocatrice. Comunque, a proposito delle tre azzurre per i Mondiali di Rotterdam, vorrei far notare il vergognoso comportamento che è stato tenuto nei confronti di Lisa Ridolfi e anche di Giulia Cavalli. Si erano messe in luce nelle categorie giovanili, ma erano sempre state tenute fuori dalla Nazionale a vantaggio di altre giocatrici meno forti di loro, ma più “simpatiche” a Castel Goffredo. Adesso che la Fitet non sa più che a che santi rivolgersi per mettere su una Nazionale, ecco che si convoca la Ridolfi (e a quanto ne so è stato fatto anche un tentativo con la Cavalli che avrebbe rifiutato). Cosa ci possiamo aspettare dalla Ridolfi dopo che per tanti anni è stata trascurata, abbandonata a se stessa, discriminata? Adesso che non c’è più nessuno, vanno da lei e le offrono un posto in Nazionale. Le avessero dato quello che meritava nel momento giusto, sarebbe potuta crescere (e con lei la Cavalli) in tutt’altro modo, tanto da poter raggiungere ben altri livelli tecnici. Certo, non sto parlando di possibilità di diventare campionesse europee, ma una giocatrice competitiva a livello internazionale sì. Invece, ecco la vergognosa marcia indietro della Federazione, che non elimina i danni fatti a Ridolfi e a tante altre giocatrici come lei, serie e con tanta voglia di far bene, discriminate a vantaggio di chi era vicina al potere. Che poi si porti la giovanissima Trotti ai Mondiali individuali è un’altra decisione che fa solo danno alla Trotti, che dovrebbe crescere gradualmente in tutt’altra maniera e con ben altra progressione. Invece, la si brucia perché non ci sono altre giocatrici. E’ lo squallore totale, acuito dal fatto che, lo faccio notare ancora una volta, le prime 3 giocatrici italiane sono le stesse di 20 anni fa: Negrisoli, Arisi e Semenza. Non ci può essere vergogna più grande per una Federazione.
STEFANOVA
Direttamente connessa all’argomento precedente è la situazione di Nikoleta Stefanova. Fra poco, avrà un bambino. Magari fra qualche mese ricomincerà a giocare, dipende solo da lei. Possibile che partecipi ai tornei di qualificazione per l’Olimpiade. Ma quello che è più importante sottolineare è che, dopo tanti anni in cui è stata osannata come bandiera di Castel Goffredo, andrà via per giocare con la Sandonatese. Ci sono tanti aspetti molto delicati in questa vicenda, e non riguardano fatti personali di Niko, ma il modo in cui è stata trattata, per cui è meglio non parlarne adesso, magari sarà possibile in futuro. Resta il fatto che è molto strano che vada via da Castel Goffredo, in special modo dopo che Sciannimanico, come presidente della Fitet, le aveva fatto congratulazioni e auguri per la sua maternità. E poi va via? Per favore, non scherziamo. Era successo qualcosa di simile, sia pure per ragioni differenti, con Laura Negrisoli, altra sbandierata “bandiera” di Castel Goffredo e poi abbandonata. Finché sei utile, sei una bandiera. Poi, sei solo uno straccio.
AZZURRI
Le convocazioni per gli azzurri non è che siano tanto diverse da quelle femminili. Vanno a Rotterdam Bobocica, Stoyanov, Rech e Mutti. Anche in questo caso, la convocazione di Mutti è precoce e inopportuna. Giuste le altre tre, anche se continuo a mettere in evidenza la contraddizione più clamorosa: Nannoni diceva che Stoyanov non era convocato in nazionale perché non garantiva un impegno a tempo pieno (studia all’università). Adesso è convocato nonostante non garantisca il tempo pieno. Il problema è lo stesso: non ci sono più giocatori e allora si pesca quello che si può (fermo restando che Stoyanov doveva essere convocato già da anni, anche lui vergognosamente discriminato). Il punto è che non c’è alcuna coerenza: prima si ha un atteggiamento duro, poi si ammorbidisce a seconda delle esigenze. E non c’è un programma tecnico, non c’è un piano di lavoro, non c’è una mazza. In più, vorrei far notare la mancata convocazione di Stefano Tomasi, un’altra ingiustizia secondo me. Tomasi è il giocatore che, in ogni gara internazionale disputata, ha sempre ottenuto risultati superiori al suo livello tecnico, giocando alla pari con molti dei più forti, uno che ha sempre onorato la maglia azzurra e che meriterebbe più considerazione e rispetto. Invece, ecco il ringraziamento. Chi più dà all’Italia più viene disprezzato, ecco la verità.
SITUAZIONE TECNICA ITALIANA
La Nazionale è la punta del movimento di tutto un Paese, quindi non possiamo aspettarci granché fino a quando in Italia a dettare legge saranno cosiddetti “allenatori” ignoranti e incompetenti, che davvero non capiscono uno stracazzo di tennistavolo. Ho già espresso più volte la mia opinione sul movimento italiano dal punto di vista tecnico. Invece di ripetermi, esprimo la mia idea su un solo punto. Per cominciare a rimediare e a creare una generazione di “veri” giocatori la mia soluzione è questa: fino ai 16 anni compiuti, deve essere vietato l’uso di gomme superiori a un millimetro. Il ragazzo, nella sua fase di crescita, deve prima imparare a mettere lui la sua forza, la sua personalità, nella racchetta e nella pallina. Basta con le gomme che sparano bordate in automatico, senza che ci sia bisogno di imprimere forza. Chi permette a un ragazzo di usare le Tenergy è un macellaio, uno che dovrebbe essere cacciato dal tennistavolo a calci
in culo. Gomme lisce da un millimetro, niente altro. E allora il ragazzo imparerà che la potenza non la dà la gomma, ma lui. E non con il braccio, ma con il corpo. Dovrà imparare la tecnica giusta, quella che permette di mettere nella pallina il peso del corpo, che è superiore a quello che può metterci il muscolo più grande e potente. Quando avrà imparato tutto questo, e comunque dopi i 16 anni, potrà usare le gomme da 2 millimetri, e allora scoprirà che è in grado di devastare qualunque avversario. Oggi, invece, si vedono i ragazzi alla spasmodica ricerca della supergommona, sparano colpi che permettono loro di vincere nelle categorie giovanili, per poi fare una miserabile fine quando si passa senior. E, purtroppo, sono assecondati dalla maggioranza dei cosiddetti allenatori, che permettono, anzi consigliano loro di usare le Tenergy et similia. Uno schifo senza limiti.
SITUAZIONE MONDIALE
A livello mondiale, si continua con le barzellette. La più spassosa è quella di Boll numero 1 della classifica fino al mese scorso quando è stato superato da Wang Hao. Ho già spiegato in un lungo articolo tutti i trucchi escogitati dall’Ittf per dare un vantaggio agli europei nel sistema delle classifiche e per danneggiare i cinesi. Basta andare a rileggerselo. L’Ittf pensa che avere un europeo numero 1 del mondo porti a un maggiore entusiasmo e a un maggior numero di praticanti e di appassionati. Siamo alle favole, ridicole per di più. Poi, quando Boll viene massacrato dai cinesi, si scopre la verità. Certo, una volta ogni tanto riesce a vincere con un cinese fuori forma o scoglionato, ma la realtà tecnica è ben altra. Poi, se ci sono i deficienti e gli incompetenti che ci credono, contenti loro, ma rimangono idioti allo stato puro. Fra l’altro, l’arrivo di Boll alla vetta della classifica mondiale è stato possibile, stavolta, grazie anche a un altro fattore: nella seconda parte della stagione 2010, i cinesi hanno disertato i tornei internazionali, ancora una volta per protesta nei confronti dell’Ittf, che, durante i Mondiali di Mosca, aveva deciso la riduzione dei giocatori all’Olimpiade da 3 a 2 per nazionale. Un altro modo per regalare una medaglia agli europei. Qualcosa di squallido. Così, i cinesi hanno boicottato i tornei e le Finali del Pro Tour, tant’è vero che, per la prima volta da quando esiste il Pro Tour (dal 1996) non c’era nemmeno un cinese alle Finali, perché nessuno aveva partecipato al numero minimo di tornei per qualificarsi. I punti ce li avevano, ottenuti con le vittorie nei pochi tornei cui avevano partecipato, ma il regolamento impone un numero minimo di tornei da giocare, quindi non c’è stato alcun cinese. Il bello è che sul sito dell’Ittf, nei commenti alle Finali del Pro Tour, non è mai stato detto che non c’erano cinesi, né ovviamente perché. Era vietato dirlo, per non dare pubblicità alla rinuncia dei cinesi. A questo siamo arrivati. Si capisce ancora meglio, quindi, perché sono convinto che andiamo a grandi passi verso la distruzione totale.
OLIMPIADE DI LONDRA
Ma non è ancora finita. Nel tentativo di danneggiare i cinesi, l’Ittf si è inventata un’altra porcata, sconosciuta a moltissimi (fra cui l’addetto stampa della Fitet, basta rileggersi un suo articolo in proposito sulla rivista federale). Ricordate che la classifica mondiale valevole per la qualificazione diretta alle Olimpiadi era quella di gennaio dello stesso anno olimpico. Così è stato fino a Pechino 2008, quando la classifica che dava diritto alla qualificazione diretta era quella di gennaio 2008. Bene, sapete cosa ha inventato l’Ittf? In una riunione segreta del Board, durante i Mondiali di Mosca 2010, convocata quando il delegato cinese non c’era, si è deciso che la classifica valevole per la qualificazione diretta a Londra 2012 è quella di maggio 2011, quella subito dopo i Mondiali individuali di Rotterdam. Avete letto bene: maggio 2011. UN ANNO PRIMA DELL’OLIMPIADE!!! Siamo al di là di qualsiasi scandalo, siamo all’obbrobrio tecnico. E questa decisione non fu nemmeno resa pubblica durante i Mondiali. Fu inserita nelle carte ufficiali dopo i Mondiali, nel silenzio generale, sperduta fra tante altre decisioni di importanza minore. Qual è il piano dell’Ittf? Impedire ai cinesi di scegliere i più in forma per l’Olimpiade. Certo, a gennaio comunque non si è sicuri al 100 per cento, ma un anno prima è davvero impossibile azzeccare alcunché, perché in uno sport come il tennistavolo un anno è un periodo enorme. Per gli europei, invece, non fa alcuna differenza, perché sono quattro gatti e non ci sono dubbi su chi andrà a Londra, almeno per i più forti. Tant’è vero che Persson, a oltre 40 anni, può ancora qualificarsi, a riprova dell’abisso tecnico in cui si trova l’Europa (e con tutti gli onori resi a quel fuoriclasse che è Persson, per carità). L’Ittf spera così di mettere in difficoltà i cinesi, spera che siano sfortunati nella scelta, spera che quello che si qualifica a maggio di quest’anno vada fuori forma fra un anno. Insomma, lo squallore assoluto.
MERCENARIE
Chiudo con un riferimento, tardivo, alla rivista federale. Mi era sfuggito un interessante articolo apparso sul numero di settembre 2010, a pagina 42, a firma Gianfranco Cancedda, dal titolo: “Si apre la caccia allo Sterilgarda”. Nell’articolo si parla della serie A e del fatto che molte protagoniste straniere del precedente campionato, a causa della crisi economica italiana, siano andate via. Nell’articolo c’è solo un riferimento di cronaca, non si fanno commenti. Il sommario sotto il titolo, invece, contiene una frase incredibile. Eccola: “Il massimo campionato femminile perde molte campionesse straniere mercenarie tagliate dalle società a causa della crisi economica”. Va detto che, in qualsiasi giornale, chi scrive l’articolo non fa il titolo e il sommario, compito svolto dal redattore del giornale. Quindi è meglio precisare che, in base alle regole giornalistiche, non è Cancedda il responsabile della frase che ho riportato. Detto questo, credo sia importante far notare la parola “mercenarie” usata a proposito delle straniere che sono andate via. Intanto, bisogna ricordare che quelle giocatrici sono professioniste, campano di questo lavoro e devono essere pagate perché è giusto che lo siano, come qualunque professionista in qualsiasi settore della vita, sportiva e no. Ma quello che è davvero interessante è la considerazione che si ha di queste giocatrici straniere. Fino a quando giocavano nelle squadre italiane, erano belle, forti, simpatiche, bandiere della squadra., mica mercenarie, nooooooooooo. Quando vanno via, perché la società non può più pagarle per quello che valgono, allora diventano “mercenarie”. E quelle straniere che ancora giocano nel campionato italiano come dovranno sentirsi, dopo aver letto quel sommario: mercenarie o no? mercenarie oggi o domani? Non credo ci sia bisogno di alcun commento. Ognuno, in tutta onestà, può rendersi conto, anche attraverso cosa apparentemente futili come questa, di quale sia la situazione del tennistavolo italiano
ZHANG YINING
E’ arrivara la notizia ufficiale del ritiro di Zhang Yining, la più forte giocatrice di tutti i tempi. Come al solito, il sito dell’Ittf arriva in ritardo. In realtà, era già ufficiale che Zhang Yining non sarebbe più tornata alle gare quando rinunciò ai Mondiali a squadre 2010 a Mosca. Lei stessa aveva detto che, se avesse deciso di tornare, dopo il matrimonio nell’ottobre 2009, lo avrebbe fatto ai Mondiali a squadre. Per l’Olimpiade di Londra aveva già detto che lei non ci sarebbe stata comunque. Quindi, le mie ultime lacrime, quelle che mi erano rimaste dopo l’addio di Kong Linghui, le ho versate allora. Adesso, davvero non ne ho più. Due giocatori come Kong Linghui e Zhang Yining non ci saranno mai più, nei millenni dei millenni.
P.S.
Un piccolo Post Scriptum lo devo aggiungere dopo aver letto che un paio di persone hanno rivolto gli auguri di Pasqua a tutti, quindi anche a me. A uno dei due avevo detto che non avrei piu’ risposto, perciò non lo faccio, ma dalla risposta che do all’altro lui può capire l’antifona. All’altro, quel lurido mafioso e pezzo di merda di Shinn, dico che gli auguri se li deve schiaffare nel posto che lui puo’ facilmente immaginare.
Il Programma 1 di 6
27 Aprile 2011 da Ping Pong Italia · 21 Commenti
Finalmente ecco la presentazione del programma che si manifesta proprio sotto forma di diapositive. Il contenuto è piuttosto corposo quindi si è deciso di metterlo online a puntate per dare modo a tutti voi di intervenire e di iniziare una discussione costruttiva.
Siamo consapevoli che non si potrà pensare a tutto ed è per questo che abbiamo bisogno del vostro supporto, infatti il programma vuole essere flessibile, implementabile, capace di arricchirsi delle vostre idee e suggerimenti. Ci auguriamo che all’ALTERNATIVA SOSTENIBILE si possano avvicinare dirigenti di società, tecnici e atleti che finora hanno osservato da lontano l’accadere degli eventi e che, con il proprio attivo contributo, potranno dare forma alla nuova Federazione Italiana di Tennistavolo 2012.
Certo le idee verranno valutate e bisognerà anche far conto con gli attuali regolamenti.
Le linee in taluni casi sono volutamente generali perchè le soluzioni devono anche far conto con le finanze e il conto economico che si erediterà (data la scarsa chiarezza del bilancio federale in termini di lettura). Le idee legate per esempio all’attività individuale entrano un pochino di più nello specifico perchè è la giusta provocazione verso chi lo sport lo pratica.
PROGRAMMA 2012-2016






























































































