In Italia, negli ultimi tempi.

4 Settembre 2010 da Ping Pong Italia · 4 Commenti 

del Drago Rosso

La Fitet non si stanca mai di distinguersi per le sue prodezze. L’ultima è notevole. Titolo dell’articolo sulla partecipazione di Leonardo Mutti all’Olimpiade giovanile di Singapore: «Mutti chiude con tre vittorie e tre sconfitte». Se andate a leggere dentro, non è nemmeno scritto in che posizione Mutti ha concluso il torneo individuale (21o posto). Nel pezzo precedente, era stato detto che gareggiava per le posizioni dalla 17 alla 32, in quello conclusivo nemmeno una parola. Per la gara a squadre miste, invece, visto che Mutti ha vinto il girone della seconda categoria, l’autore è stato ben attento a dire che si è piazzato 17o, vale a dire in testa ai poveracci che stavano lì a battersi per un torneo di consolazione). Comunque, 3 vittorie e 3 sconfitte sembrano un buon risultato per l’autore dell’articolo. E magari c’è qualcuno, fra le tantissime pecore che popolano il tennistavolo italiano, che ci crede pure. E comunque, se uno scrive in quel modo, sa già che saranno parecchie le pecore che ci crederanno. Così, ci avviamo verso un’altra stagione di fallimenti, che saranno naturalmente coperti dalla propaganda Fitet. Siamo allo sfacelo, tecnico e organizzativo, ma i dirigenti fanno festa. Vediamo un po’, allora, cosa è successo davvero negli ultimi tempi, e cosa si prospetta.

ORO EUROPEO

Cominciamo con l’unica nota positiva vera, l’oro di Leonardo Mutti nella gara allievi (non «cadetti», per favore, smettiamola con le traduzioni maccheroniche, i cadetti sono un’altra cosa e un’altra categoria) agli Europei giovanili. Precisiamo: la nota positiva è il risultato, non il significato tecnico. Il risultato sul campo è sacro (a meno di episodi clamorosi di arbitri corrotti o episodi di antisportività, e naturalmente non è il caso della vittoria di Mutti), ma il significato tecnico è tutt’altra cosa. E a questo proposito sono due gli aspetti da far notare. La prima: il livello tecnico di questi Europei giovanili è stato davvero misero, si sprofonda sempre più nei movimenti osceni, nell’assoluta mancanza di una pur minima idea di gioco, nella totale assenza della giusta coordinazione di corpo e gambe. Uno schifo. La seconda: avevo visto Mutti due anni fa a Terni e ne avevo ricavato un’impressione positiva, sia pure con alcuni limiti, ma adesso la sensazione è che si sia quasi del tutto bloccato nello sviluppo tecnico e, soprattutto, del gioco. Qui siamo di fronte a un ragazzo, con belle doti, che si perde nei giochettini sul tavolo, l’attacchino col rovescetto, il punto preso qua e là senza una organizzazione di gioco. Poi, se quelli più forti di lui incappano in una cattiva giornata, si eliminano a vicenda o si trovano di fronte avversari che, per caratteristiche tecniche, danno loro fastidio, beh, questo non fa diventare la vittoria di Mutti come un colpo di fortuna, ma di significato tecnico quasi nullo sì.

PARAGONI CON BISI

I paragoni con Giovanni Bisi, che aveva vinto l’oro degli allievi nel 1975 è meglio non scomodarli, tanta è la differenza di livello fra i due e la forza degli avversari, a quei tempi Bisi dovette compiere un’impresa contro giocatori tostissimi e tecnicamente di un’altra categoria rispetto a quelli di oggi. Altra notazione importante: Bisi, prima di quegli Europei giovanili, andò ad allenarsi per due settimane a Senigallia, sotto la guida di Enzo Pettinelli. E’ lo stesso Bisi, oggi, a far notare che si ritrovò in una organizzazione del lavoro, in un sistema di allenamento, in una concezione del tennistavolo e in una idea di gioco completamente diversi e per lui sconosciuti fino ad allora e ritiene che molta parte di quella vittoria sia dovuta proprio a quelle due settimane a Senigallia. Fra l’altro, Bisi ebbe come sparring partner nientemeno che Costantini e Appolloni, insomma, una preparazione tecnica e tattica che i ragazzi della nazionale attuale possono solo sognarsi. Ma c’è un’altra differenza che mi piace sottolineare e non ha alcunché a che fare con l’aspetto tecnico. Quando Bisi vinse quell’oro, alla finale erano presenti tanti dirigenti del tennistavolo italiano, compreso il presidente Penna, oltre ai famigliari di Bisi, al resto della squadra azzurra e a tanti tifosi. A fare il tifo per Mutti, nella finale, sapete quanti ce n’erano? Nessuno. Era rimasto solo il tecnico Urh, perché doveva starci per forza. Tutti gli altri azzurri? Erano già ripartiti per l’Italia. La Fitet, che fa grandi proclami per una possibile medaglia di Mutti, quando poi organizza il viaggio della nazionale fa i biglietti aerei per il ritorno «prima» della finale del singolo allievi. Bella fiducia! Ma non basta. Il presidente Sciannimanico dov’era? Non era lì a sostenere il «gioiello azzurro»? E gli altri dirigenti? Ebbene sì, Mutti era rimasto solo soletto. Mentre i dirigenti della Fitet si sciacquano la bocca con i loro «nuovi campioni», questi non hanno nemmeno lo straccio di un applauso, di un sostegno da parte dei loro dirigenti. Congratulazioni vivissime! Curiosità finale: senza Sciannimanico, Mutti ha vinto l’oro a Istanbul; con Sciannimanico presente, a Singapore, Mutti ha perso, e ha perso anche con giocatori europei. Ma guarda un po’ che coincidenza: il presidente non c’è, vince, il presidente c’è, perde!!!

OLIMPIADE GIOVANILE A SINGAPORE

Ma torniamo alle gare. La riprova del vero livello tecnico di Mutti si è avuta immediatamente a Singapore, dove ha perso con due europei nei girone. Ma insomma, il campione europeo allievi si trova due europei nel girone e perde con tutti e due? Ma stiamo scherzando? E poi dobbiamo assistere al quadruplo salto mortale carpiato e avviticchiato del cronista della Fitet che trova tutte le scuse per questa eliminazione. Ma qui siamo di fronte a un vero capolavoro del rovesciamento della realtà, che si conclude con i fuochi d’artificio, quel «Mutti chiude con 3 vittorie e 3 sconfitte» di cui parlavo prima. Naturalmente, pur nello squallore del livello tecnico anche in campo mondiale (le conseguenze delle varie rivoluzioni dell’Ittf sono sempre più evidenti), è apparso chiaro che Mutti non può competere con i migliori, a dispetto della sua posizione nella classifica internazionale allievi. In proposito, è bene ricordare che la sua qualificazione all’Olimpiade è avvenuta solo grazie alla partecipazione a un torneo minore. Questo, chiarisco, non vuol dire che sia stato un imbroglio, il regolamento lo consentiva e l’Italia ne ha approfittato. Il problema è che quel tipo di regolamento è sbagliato. Tanto per capirci, in altri sport si prendevano solo i tornei più importanti. Il risultato è stato che Mutti si è qualificato, ma quando è arrivato a Singapore è andato a scontrarsi con realtà superiori. Non voglio dire che lui non possa diventare forte, ma ha bisogno di impostare rapidamente un gioco, se continua così è già perduto. Ultima notazione su Singapore. Il presidente dell’Ittf, Sharara, ha dichiarato che 32 giocatori erano pochi, ne vuole almeno 48. Scusate tanto: alle Olimpiadi maggiori si riducono i giocatori da 3 a 2 per ogni nazione, pur di cercare di tagliare le gambe alla Cina, e poi alle Olimpiadi giovanili si chiedono più giocatori? Come volevasi dimostrare: continuiamo a prenderci in giro. Dimenticavo: è stato detto che il cinese qualificato per Singapore non ci è andato perché era infortunato. Balle! Stava benissimo. La Cina non lo ha mandato apposta: volete vincere qualche medaglia? Bene, ecco l’unico modo per farlo: senza nostri giocatori. Prendetevi pure l’oro olimpico giovanile e sbattetevelo sapete dove!

MONDIALI E RIVISTA FEDERALE

Ma l’apoteosi si raggiunge con i Mondiali a squadre. Premessa: qual è la manifestazione più importante per uno sport? I Mondiali sicuramente. E soprattutto per quegli sport che non hanno la fortuna delle trasmissioni Tv, se non per pochissime ore, una federazione dovrebbe fare uno sforzo per dare il massimo risalto alla gara più importante. Tanto per andare sul concreto: dei Mondiali di Mosca, finale femminile, con la clamorosa sconfitta della Cina contro Singapore, Eurosport ha trasmesso la bellezza di 5 minuti. Avete letto bene: 5 minuti!!!!! Cinque come i punti esclamativi che ho messo io. E con i nomi delle giocatrici completamente sbagliati. Per il resto, festival delle partite della Germania. Sai che goduria. Bene, uno si aspetterebbe che la rivista federale riportasse almeno qualche notizia in più, per spiegare cosa è successo. Più di 30 anni fa, quando i soldi a disposizione erano la centesima parte di quelli di oggi, il rimpianto Luigi Zuccarini costruiva numeri speciali della rivista federale sui Mondiali, con metà giornale dedicato alle gare, risultati, commenti, descrizioni delle partite più importanti. Adesso, sulla rivista federale in uscita dopo i Mondiali a squadre, sapete quante pagine sono state dedicate alla gara più importante del nostro sport? Due. Avete letto bene anche in questo caso: due. E i punti esclamativi nemmeno li metto, altrimenti dovrei occupare tutto lo spazio del blog di Massimo. Nello stesso numero della rivista federale, c’è il resoconto dei campionati italiani a Ponte di legno. Una gara che interessa tutti gli appassionati, per carità, ma di altra categoria rispetto ai Mondiali. I campionati italiani si sono svolti dopo i Mondiali, quindi c’era meno tempo per preparare i servizi. Sapete quante pagine hanno occupato? Tredici. Quindi, per la Fitet, Campionati italiani battono Mondiali 13-2. Poi, naturalmente, arriva il sospetto, che i leccapiedi della Fitet definiscono «maligno»: vuoi vedere che ai Mondiali sono state date solo 2 pagine perché le Nazionali azzurre hanno fatto quel po’ po’ di brutta figura? Basta andare a confrontare con altre edizioni, anche in Paesi più lontani, nelle quali gli azzurri hanno avuto risultati anche solo minimamente più positivi, e si scopre che il sospetto non è maligno, ma legittimo. Due pagine soltanto per i Mondiali della doppia retrocessione dell’Italia. Congratulazioni!!!

MONDIALI E RETROCESSIONI

E arriviamo alla sostanza del discorso a proposito dei Mondiali. A Mosca, entrambe le squadre, maschile e femminile, non sono riuscite a restare in Prima divisione, fallimento totale, risultato mai verificatosi nell’intera storia del tennistavolo italiano. Bene, qual è l’informazione che appare, prima sul sito, poi sulla rivista federale? Che non c’è retrocessione. O meglio: che c’è la retrocessione solo per gli uomini. Insomma, siamo ai confini della realtà. Ma vediamo meglio cosa è successo.

REGOLAMENTO

Il regolamento dei Mondiali prevede questo: delle 24 squadre partecipanti alla Prima divisione, le prime 18 classificate hanno diritto a giocare in Prima divisione anche nella successiva edizione dei Mondiali a squadre; acquisiscono lo stesso diritto anche le prime due della Seconda divisione, in questo caso Svezia e Turchia, che, pur risultando classificate al 25o e al 26o posto, stanno davanti alle squadre classificate dal 19o posto in giù come diritto a giocare in Prima divisione nei successivi Mondiali a squadre. Questo per garantire un ricambio obbligato da una divisione all’altra. Quindi, l’Italia, 24a fra i maschi e 19a fra le donne, ha perso il diritto a giocare in Prima divisione nei Mondiali del 2012, che si terranno a Dortmund, in Germania. In questo modo, le squadre aventi diritto a giocare in Prima divisione nei successivi Mondiali sono 20. Siccome la Prima divisione è composta da 24 squadre, ne servono altre 4. Vengono scelte in base alla classifica a squadre prima dei Mondiali successivi. La classifica a squadre (visibile sul sito dell’Ittf in una apposita sezione distinta da quella della classifica individuale) si fa in questo modo: si prendono i 3 giocatori/giocatrici di ogni nazione con la classifica individuale più alta e col computer vengono simulati gli incontri fra ogni nazione e tutte le altre, col principio che il giocatore con più punti individuali batte quello che ne ha di meno. L’ordine dello schieramento è dato dalla posizione dei giocatori: il più in alto nella classifica individuale gioca da numero 1, quello successivo da numero 2 e l’ultimo da numero 3. Ogni vittoria in queste sfide virtuali al computer vale 2 punti. Se andate a guardare la classifica mondiale a squadre vedete che fra i maschi la Cina è in testa con 284 punti (perché vince tutti i 142 incontri con le altre squadre), davanti alla Corea del Sud con 282 (che perde solo con la Cina) e così via; fra le donne la Cina ha 222 punti (vince tutti i suoi 111 incontri) e Singapore 220 (perde solo con la Cina). Nella classifica di agosto, l’Italia maschile è 33a, l’Italia femminile è 20a.

RIPESCAGGIO

Cosa succede a questo punto? Se una squadra ha guadagnato il diritto a stare in Prima divisione (fra le prime 18 a Mosca o fra le prime 2 della Seconda divisione, sempre a Mosca), potrà anche risultare in ultima posizione, perché le sue giocatrici magari avranno avuto un tracollo abissale nella classifica individuale, ma giocherà comunque in Prima divisione nel 2012 a Dortmund. Chi non ha questo diritto dovrà cercare di stare nelle prime quattro squadre che non sono riuscite a stare fra le prime 18 della Prima divisione a Mosca o a fra le prime due della Seconda divisione. L’Italia maschile è 13a fra le squadre che non hanno questo diritto, quindi non ha alcuna speranza di essere ripescata. L’Italia femminile è 3a, quindi, se mantiene questa posizione fino alla vigilia dei Mondiali di Dortmund, sarà ripescata in Prima divisione. Davanti all’Italia, che ha 184 punti, ci sono l’Austria (202 punti) e la Repubblica Ceka (190). Alle sue spalle ci sono Francia (182), Tailandia e Serbia (178), Slovacchia (174). Il problema è: come mantenere questa posizione? Ma soprattutto, tornando al punto di partenza: l’Italia non ha più il diritto a stare in Prima divisione. Il regolamento non usa il termine «retrocessione», ma usa il concetto di «avere diritto», il che non cambia la questione. L’Italia, in base al regolamento, non ha questo diritto. Tornerò fra poco ad analizzare le possibilità dell’Italia femminile (quelle dell’Italia maschile sono nulle) di tornare in Prima divisione. Per il momento, vado al motivo che ha causato questa lunga spiegazione: la versione della rivista federale su cosa è accaduto veramente a Mosca.

DISCRIMINAZIONE SESSUALE

Il cronista della rivista federale, quindi, sostiene, anche se usa il virgolettato della Batorfi, che non c’è stata retrocessione della squadra femminile. Intanto, comincia con lo scrivere: «Contrariamente a quanto pubblicato da qualcuno…». Bene, il «qualcuno» che non viene nominato è la Gazzetta dello Sport, che ha scritto, correttamente, che l’Italia ha subito una doppia retrocessione (lo ha fatto anche questo blog, che però non esiste per la Fitet). Ma perché mai la rivista federale non nomina la Gazzetta dello Sport? Mah, mistero! Comunque, chi legge il blog adesso sa chi è questo «qualcuno». Batorfi spiega, senza entrare nei particolari come ho fatto io, che c’è la possibilità di giocare ancora in Prima divisione grazie alla classifica a squadre. Tutto esatto. Il punto è che, poco prima, il cronista federale, a proposito della squadra maschile, ha scritto testualmente: «La squadra maschile per la quale la salvezza era già in partenza il massimo risultato ottenibile, e dunque la retrocessione dalla championship division non è una sorpresa…». A parte il fatto che il cronista chiama «championship division» quella che io definisco Prima divisione (fa niente, l’importante è capirsi), lui sostiene che l’Italia maschile è retrocessa. E allora, dovrebbe spiegarci questo misteriosissimo mistero: come mai l’Italia maschile è retrocessa e quella femminile no? Entrambe le squadre non hanno conservato il diritto a giocare in Prima divisione, ma gli uomini sono retrocessi, le donne no. Qui siamo davvero ai livelli della teoria della relatività di Albert Einstein. Accetto spiegazioni dal cronista. Saprà fornirle? Dubito fortemente. Il punto è che il «qualcuno» aveva ragione, la rivista federale al 50%: ha ragione sugli uomini, ha torto sulle donne. Ma, parlando seriamente, è mai possibile leggere cose di questo genere? Per sostenere una tesi, si arriva a dire il contrario di quello che si è sostenuto poco prima. E comunque, tornando al discorso originario, finché ci sono le pecore pronte a belare, si può dire e scrivere tutto quello che si vuole, quelle continuano a belare e a farsi tosare.

LA CORSA A OSTACOLI

E adesso andiamo alla sostanza del discorso tecnico. Batorfi ha ragione a sostenere che si può tornare in Prima divisione, ha torto a dire che l’Italia non è retrocessa in Seconda divisione. Ma il problema fondamentale non cambia: come si fa a tornare in Prima divisione grazie alla classifica mondiale a squadre? La stessa Batorfi fa notare che c’è bisogno di far giocare molti tornei a Tan Wenling, per poter sperare che migliori la sua classifica individuale. Così, anche quella a squadre migliorerà o quantomeno sarà sufficiente a restare fra le prime 4 escluse delle «aventi diritto», così da poter giocare in Prima divisione anche a Dortmund nel 2012. Il problema, però, è molto più vasto e profondo. Intanto, si deve parlare anche di Laura Negrisoli, che ha rifiutato di giocare ai Mondiali, cosa che la rivista federale e il sito della Fitet si sono guardati bene dal dire. Anche questo lo ha scritto la Gazzetta dello Sport, che non mi risulta abbia mai avuto una smentita in proposito. E poi, fatto più importante, è stata proprio la Negrisoli a dichiarare di aver rinunciato alla chiamata. Quindi, su questo punto non c’è discussione. E allora, se Laura, attualmente n. 141 nel mondo, non giocherà gli Europei a settembre, uscirà dalla classifica mondiale perché quella è stata l’ultima gara internazionale che ha fatto nell’ultimo anno. Di conseguenza, il suo posto come numero 3 nella formazione virtuale per la classifica mondiale a squadre sarà preso da Wang Yu, n. 201. Quindi, l’Italia perderà qualche incontro in più al computer, perché la numero 3 ha meno punti della diretta avversaria di qualche altra squadra, a cominciare dalla Francia, che è dietro di soli 2 punti e passerebbe al terzo posto, con l’Italia quarta, ultimo posto disponibile per la Prima divisione nel 2012. Ma anche Wang Yu uscirà dalla classifica, visto che aspetta un bambino, quindi la numero 3 dell’Italia, negli incontri al computer, diventerà Debora Vivarelli, n. 514. Dico subito che non si può considerare la Steshenko, n. 438, perché non può giocare per l’Italia, non avendo il passaporto. Quindi, invece di avere la n. 141 come numero 3, avremo la n. 514. Certo, Vivarelli potrà anche migliorare la posizione, ma di quanto? Non abbastanza. Gli incontri al computer con le squadre che in questo momento seguono l’Italia nella classifica mondiale a squadre non saranno più vinti, ma persi, e l’Italia andrà fuori dalle prime 4 non aventi diritto. Le squadre che stanno dietro hanno pochissimi punti di distacco, basano 2 sconfitte, invece di 2 vittorie, e l’Italia si ritrova settima-ottava delle non aventi diritto alla Prima divisione. E non è finita, perché a questo punto consideriamo anche la situazione di Tan Wenling, che è ferma ai Mondiali di Mosca. La sua classifica continua a peggiorare, ora è n. 92, lei compirà 38 anni a ottobre, ma quanto potrà resistere ancora? Intanto, si sono svolti i tornei del Pro Tour in Egitto e Marocco e nessuna italiana ha partecipato. Stefanova era iscritta ma non ci è andata, perdendo così punti in classifica per la rinuncia a quelli dell’Egitto, comunicata dopo essere stata inserita in tabellone. Erano due tornei ideali per le azzurre, non di altissima difficoltà, in cui sarebbe stato possibile prendere almeno i punti bonus per i piazzamenti. Invece, niente. Ma è lecito sapere quali sono i programmi federali? L’attività dovrebbe essere più intensa proprio per cercare di risalire nelle classifiche mondiali individuali e invece gli azzurri spariscono dalla circolazione. In questo modo, con la discesa anche di Tan Wenling nella classifica individuale, l’Italia andrà ancora più indietro anche in quella a squadre. Il settore tecnico della Fitet ha la minima idea di come si potrà fare per smentire la Gazzetta dello Sport e dire che l’Italia femminile non è retrocessa in Seconda divisione? A ulteriore conferma della mia analisi, sono uscite intanto le classifiche mondiali individuali di settembre (per quelle di squadra ci vorrà ancora qualche giorno, salvo prodezze dell’addetto al computer che accorcerà i tempi): Stefanova è scesa dal n. 73 al n. 80, Tan Wenling dal n. 92 al n. 98. La discesa è inarrestabile e porterà alle conseguenze di cui ho parlato. E comunque: l’Italia femminile è retrocessa.

CONCLUSIONI

Le conclusioni sono sempre lo stesse, purtroppo. Assistiamo al progressivo e clamoroso tracollo del tennistavolo italiano senza che alcuno abbia il coraggio di protestare, di fare qualcosa per impedirlo. Tutti servi dei potenti.

Le classifiche del mondo di Settembre

2 Settembre 2010 da Ping Pong Italia · 3 Commenti 

Ecco appena uscite le classifiche ITTF relative a Settembre 2010. Nel team indiano siamo tutti molto soddisfatti dell’andamento dei giocatori. Ci sono significativi miglioramenti, ma ciò che tenevamo maggiormente era poter inziare i Commonwealth Games come testa di serie n. 2 dietro SIngapore. Obiettivo raggiunto ma non solo se gli uomini stanno andando bene anche le donne non sono da meno, infatti sono riuscite a sopravvanzare la Malaysia ponendosi n. 4 del torneo, insomma un buon inizio che dà tanta fiducia per il prosieguo del torneo.

UOMINI INDIANI

DONNE INDIANE

UOMINI ITALIANI

DONNE ITALIANE

La cosa che ci ha dato maggior soddisfazione è l’ingresso in classifica di Abishek Ravichandran (238), un difensore davvero forte, più di 4 anni fa aveva una classifica per via dell’attività giovanile poi niente scomparendo del tutto, fino a febbraio quando ho inziato a convocarlo sia in Kuwait che in Germania dove ha perso tutti gli incontri di girone. Dal Pro Tour Indiano è stato un crescendo di risultati, ora di fatto tra gli indiani è il numero 4. Più avanti però c’è Anthony Amalraj che fino al Maggio scorso si aggirava attorno alla 290ma posizione, beh in 4 mesi è migliorato di oltre 100 posizioni andandosi a piazzare al 181. Sharath dal 39 è sceso al 41 senza compromettere nulla nella composizione delle testa di serie a Delhi per i CWG 2010 dove saldamente sarà n.2 dietro Gao Ning (SIN).

Tra gli italiani c’è il trend negativo delle donne, Stefanova 80 e Tan 98 mentre tra i maschi Bobo è stabile così come Tomasi, a proposito complimenti per la vittoria su Drinkhall a Bordighera, non capita tutti i giorni, Stefano deve aver giocato davvero bene; ed infine Stojanov anche per lui classifica pressoché immutata. Ora ci sono gli europei, buona occasione per risalire la china e dimostrare il valore dell’Italia.
A proposito di Bordighera, colgo l’occasione di salutare tutti i miei amici Bordigotti.

Come vanno le cose in India

22 Luglio 2010 da Ping Pong Italia · 11 Commenti 

Cari amici pongisti, finalmente torno tra voi dopo una discreta pausa. Non mi decidevo mai di prendere in mano la “penna” e scrivere qualcosa; non sembra, ma la lontananza dal pingpong casareccio ha rallentato la mia spinta di divulgare e rendervi partecipi di tante circostanze che il nostro sport ci offre. L’occasione quindi, molto gradita, si è presentata grazie ad alcune domande poste a margine di un commento da “about blank”.

Beh avete letto delle imprese di Sharath Kamal ai recenti tornei, quello in USA e in Egitto. Proprio oggi ho rilasciato un’intervista a Indian Express e stavo appunto sottolineando come i risultati di Sharath non sono altro che la punta di un iceberg dove al di sotto del quale ci sono tanti altri giocatori che stanno progredendo in classifica mondiale grazie in risultati internazionali. Ma questo gigantesco movimento indiano non si ferma ai senior, ha fatto bene “about blank” a ricordare dei due qualificati per gli YOG e, la notizia forse più bella, è arrivata oggi: a Bangkok i nostri junior hanno conquistato il posto ai mondiali di Bratislava finendo tra le prime 4 nazioni d’Asia, Sathyian, Ghosh e Harmeet hanno infatti battuto i fortissimi nord coreani e domani giocano la semifinale contro la Cina che ha già annunciato di temere i nostri giovani indiani. Insomma risultati confortanti che danno sostegno al lavoro davvero duro ed impegnativo, se vi ho trascurati nell’ultimo anno e mezzo, è proprio per questo motivo.

La cosa che mi fa piacere è che il blog, nonostante le pause di riflessione, continua ad avere il suo pubblico di affezionati e di curiosi mantenendolo vivo e vegeto perciò è mio dovere ringraziare tutti. In aggiunta, ultimamente mi è stata segnalata una discussione sul forum di tennis-tavolo.com che riguardava i risultati di Sharath ed il lavoro che sto compiendo con questo campione di razza. Anche in questo caso devo menzionare coloro i quali auspicano un mio rientro in Italia, grazie er la solidarietà.
Ho letto cose molto sensate, logiche. Mi ha colpito un commento nel quale, a ragione, si evidenziava uno dei difetti di Sharath su cui sto e stiamo lavorando. Complimenti un ottimo osservatore. Ci sono stati altri commenti e qualche sparata che, affermati senza conoscere le situazioni, faccio fatica a comprendere ma certamente non faccio nessuna fatica a rispettare.

Nel precedente post sui mondiali di Mosca, il Drago Rosso ha indicato brevemente quelle che sono le difficoltà che ho incontrato in questi 17 mesi, ma a me piace elencare anche le condizioni favorevoli in cui mi trovo, ad esempio la disponibilità degli atleti a recepire i suggerimenti, poi, che riescano ad adottarli o meno, è un discorso che rientra nella sfera delle abilità individuali. È facile lavorare in un ambiente dove il rispetto altrui è fondamentale, dove la disciplina viene prima di tutto, dove la storia determina il presente ed il presente è il momento in cui investire nel futuro. Tanto per darvi un’idea, in India non mi chiamano Massimo o Mr. o Costantini e nemmeno Max, in India mi chimano Sir, dal più giovane al più anziano, perfino gli alti dirigenti della Federazione o del Governo.

La premessa appena fatta vi aiuta a vedere meglio il quadro della situazione. I risultati di Sharath, storici per lui e per l’India, sono frutto di diversi aspetti: tecnico, tattico, intesa e ritrovata fiducia.

TECNICO

Effettivamente nell’arco di un anno ho lavorato troppo poco a causa dei suoi impegni in Spagna, non potendo agire sulla tecnica ho solo pensato a conoscere il giocatore a farmi conoscere da lui. Non appena ha concluso il campionato spagnolo e si è unito stabilmente alla squadra abbiamo iniziato a lavorare sul serio. Per prima cosa ho dovuto fargli capire che i colpi andavano giocati con diverso impatto sulla palla; bravo è stato lui a provare le mie indicazioni e vedere che la cosa funzionava. Ritrovare il senso del colpo ha dato modo a Sharath di giocare con più disinvoltura e sicurezza. Abbiamo poi analizzato con il supporto video quale poteva essere la carenza maggiore, è risultato che nonostante un ottimo servizio la terza palla non venire sfruttata a dovere, quindi ci siamo messi al cesto e abbiamo lavorato sull’automatismo cosidetto “in/out”, un azione che ti fa gestire la palla corta e conseguentemente la palla lunga. A questo punto mancava il completamento del suo gioco. È vero, deve legare i colpi, la causa è la disabitudine a pensare di giocare scambi lunghi. Ma, a parte questo aspetto, avevo notato in questo ultimo anno che tutti gli opinionisti, colleghi e giocatori, indicavano in Sharath un giocatore di assoluta potenza. Paradossalmente questa etichetta lo ha distolto dall’obiettivo che ogni giocatore dovrebbe avere: costruire lo scambio, lavorare la palla, creare le occasioni di gioco. Ecco cosa mancava, la base di tutti gli stili. Una volta fatta brillare la scintilla di impostare il gioco in un determinato modo ecco che il gioatore si è completato in men che non si dica. Per dimostrare ciò che affermo è importante seguire il prossimo paragrafo, quello sulla tattica.

TATTICA

Non appena abbiamo completato il lavoro tecnico siamo passati sul campo pratico e uno dietro l’altro i risultati sono arrivati, dalla semifinale al Pro Tour Indiano alla vittoria degli US Open fino al coronamento finale del Pro Tour di Egitto. Abbiamo pianificato in ogni dettaglio ogni incontro, con Sharath bisogna essere brevi e concisi, è un ragazzo intelligente e sa dove vuole arrivare. La parola d’ordine è sempre stata prendere l’iniziativa per primi senza tentativi di fare dei palleggi lunghi di sorpresa che ormai non sorprendono più nessuno, quindi una e unica sola risposta: corta. Giusto occasionalmente un flip di rovescio. Vedete, la forza di una strategia associata alla giusta tattica è data dal fatto che un avversario non si potrà mai abituare ad una determinata tendenza di giocare. Riprendendo il discorso della risposta, abbiamo anche pensato a come gestire l’eventuale errore, se di errore si può parlare, ossia che la risposta non sia corta ma lunga. La contromossa è bloccare senza rischiare con il rovescio ed essere attivi nel colpo di diritto. Ma la vera sorpresa degli avversari è stata quella di vedersi arrivare anche palle lente con rotazione anche giocate sul diritto. Da Sharath tutti si aspettano la bomba e oggi lui la gioca solo quando la situazione è più favorevole. Un piccolo aggiustamento per un grandissimo passo avanti.

INTESA

Questo aspetto è il più gratificante per un allenatore ed un ottimo mezzo per far sentire al sicuro e protetto il proprio giocatore. Non tutti in campo reagiscono allo stesso modo, ci sono quelli che non ti guardano nemmeno e quelli che aspettano che gli dai il suggerimento della vita. L’intesa perfetta è quando il tuo giocatore esegue la stessa idea di gioco che tu hai dalla panchina e, l’incrociarsi degli sguardi, ne sancisce la bontà dell’azione in precedenza studiata a tavolino. Con Sharath sta avvenendo esattamente ciò: riesco quasi ad anticipare il colpo che di lì ad un attimo lui eseguirà. Ecco il perché della gioia reciproca a fine gara, gli abbracci ed i gesti di gratitudine. Pura intesa.

FIDUCIA

L’esperienza che Sharath ha maturito in Europa giocando il campionato spagnolo gli ha dato modo di conoscere come funzionano le cose in Europa, la frequenza delle partite, la necessità di essere sempre ai massimi livelli ogni sabato, la frustrazione di non poter lavorare sulla tecnica ma solo su certi aspetti del gioco, a casua del limitato tempo a disposizione per gli allenamenti. Purtroppo il periodo precedente ai mondiali Sharath ha giocato il ruolo di sparring partner con i suoi compagni di squadra. L’impossibilità di disputare i playoff e l’impossibilità di unirsi alla squadra in Cina, lo hanno fatto sentire troppo solo e abbandonato. Ogni giocatore, nessuno escluso, ha bisogno di un allenatore. Pertanto è arrivato a Mosca senza la giusta motivazione, tutti noi pensavamo che Sharath in qualche modo ci potesse dare una mano determinante ma non è stato così. Certo abbiamo sciupato la possibilità di salire in prima divisione ma si sono comunque aperti altri scenari positivi per la squadra, il fatto di aver utilizzato un giocatore come Amalraj che ha giocato 7 partite vincendole tutte facendolo progredire, anche con altri risultati, di cento posizioni in pochi mesi in una fascia quella dei 200-300 difficile da sfondare.
Tornando a Sharath, la priorità, oltre quella tecnica, era di ritrovare la fiducia dei suoi mezzi. Merito suo e della sua umile disponibilità a seguirti in tutto e per tutto.

Il prossimo futuro è tutto rivolto alla preparazione finale ai Commonwealth Games (Delhi 3-14 Ottobre). I risultati danno molta fiducia a tutti i componenti e tutti credono di poter fare del loro meglio, io non chiedo di più.

Successivamente ci saranno gli Asian Games (Guangzhou 12-29 Novembre) dopo di che il 30 Novembre il mio contratto scadrà. Cosa accadrà dopo, non si sa. In India in questo momento c’è molta euforia e fiducia sul mio operato. La possibilità di rinnovare il mio contratto non è in mano della Federazione ma del Governo, la Federazione può solo raccomandare un determinato nome ma la decisione è ad un altro livello. Tanti vogliono che ritorni in Italia, altri mi vogliono all’estero. Di sicuro la mia disponibilità a mettermi al serviizio dell’Italia non è in discussione. A questo punto lavorare in Italia sarebbe un sogno, magari, ogni tanto, concentrandosi bene, chiudendo gli occhi, i sogni si avverano.

Buona vacanze.

Vi abbraccio tutti

I vostri ultimi commenti

22 Giugno 2010 da Ping Pong Italia · 31 Commenti 

Cari amici e cari pongisti, il blog ha subìto una migrazione verso un hosting diverso da quello su cui era appoggiato sin dal 2005, la necessità è dovuta essenzialmente allo spazio ormai esaurito di cui disponeva. Necessariamente ci sono stati dei disservizi che hanno a dir poco confuso gli appassionati, per tutti i disagi vi chiedo umilmente scusa.
Il webmaster sta lavorando affinché tutti i browser disponibili possano correttamente visualizzare i contenuti del blog.
Nel trasferimento si sono persi alcuni commenti che in qualche modo ho cercato di recuperare, questo post li elenca tutti. Sono sicuro che troverete qualcosa di interessante.

Tutte le segnalazioni e suggerimenti sono naturalmente molto benvenuti.

Grazie per la vostra pazienza e buon pingpong a tutti.

lelesguizzero il 15 Giugno ha commentato “E la nave va…a picco”
Se chi vende il kulo per denaro si dice mignotta/one,
chi vende le proprie idee come si chiama???

babulinka il 14 Giugno ha commentato “pingpongdragorosso”
romu ma la maglia rosa alla tua babulinka? mi tocca mettere le maglie dello squash time dell’ alessio :)
la tua babu

lelesguizzero il 14 Giugno ha commentato “E la nave va…a picco”

L’aviere nato in paese estero da genitori esteri non decolla
e tomassino nostro, nato in italia da genitori italici spicca il volo.


A latere degli italian scempionscips alcune quaestio sorgono spontanee:

1) ma a yanguzzo nostro lo pagano per tenere il microfono acceso?
2) ma a luca de luca lo pagano per tenere il microfono acceso?
3) perchè in cronaca, durata 3 ore, si sono dimenticati di ricordare i numeri relativi ai partecipanti alle gare di doppio assoluto?
4) dove si può acquistare la camiseta dell’armata di mare?
5) perché Vivarelli ha giocato nella nostra nescional tim ai mondiali?
6) perché alessiuccia nostra non ha detto che al doppio femminile hanno giocato   così poche coppie?
7) dov’è tan?
8) dov’era mister zeru medaglie jozé quando leo è stato preso a pallate da nonno ivan?

Ci vediamo tutti tra 12 mesi al calimba de launa bìeach club nel cortolago of rimini………lì non si dura fatiga……..e c’è molta ****!!!

PS Chi avrebbe scommesso che nel giro di 5/6 anni lo sciannizzero, the postman e i loro sorapis avrebbero fatto si che le gare di doppio assoluto maschile e femminile vedessero disputarsi solo l’incontro di finale??? nemmeno 4 coppie da riempire i podi!!!
Impossible is nothing!!!

about blank il 14 Giugno ha commentato “pingpongdragorosso”
Roby, i fatti parlano più di mille parole: un bronzo a squadre giovanili ai C.I.G. al primo colpo! Cioé non una medaglia frutto del talento di un singolo o del caso. Una medaglia a squadre significa che state lavorando bene sul gruppo.

Siete bravi e simpatici. Avanti così!

Eugenio.

P.S. La maglietta del PingPongDragoRosso era la più àmbita a Pontedilegno!

lelesguizzero il 14 Giugno ha commentato “E la nave va…a picco”
Guardando il tabellone di 2 catg dove molti iscritti non si sono presentati e soprattutto la gara chiamata di assoluto, dove moltissimi nemmeno si sono iscritti….

appare chiaro che i pongisti anche capito che ci sono dei modi molto migliori di spendere denaro, tempo ed energie che andare a bridge of wood……a rimpinguare le casse della locale proloco…..

uno di questi è stata la partecipazione al torneo di racchettoni svoltasi al calimba de launa beach club di settimo riminese……….

dove nessuno fa fatica,
si fa notte con l’orchestra amica………
e soprattutto c’è molta ****!

PS perg di II catg: vi siete divertite ad essere sconfitte da una player nata in cina da genitori cinesi????
l’anno prox venite anche voi al calimba de launa!

lelesguizzero l’11 Giugno ha commentato “E la nave va…a picco”
dato che i risultati del nescional tim derivano dalla nescional activity…………

dal singolo 2 catg………

mutti-ziliani 7, -6, -8, 9, - 13

il piccolo leo, i genitori, il club rosso-blu, la lombardia e l’Italia tutta ringraziano mister zeru medaglie jozé…………che dopo anno di lavoro col loro pupillo,

3000 giorni di stages e 5000 open……

è riuscito a superare il girone ed a strappare 2 sets a ziliani……….

un solo grido dagli appennini alle ande………
jozé sei grande!!!

PS quanto al titolo iniziale di stampo marinaresco………..se il nocchiero si chiama jozé secondo voi che fine fa la nave????

Reka l’11 giugno ha commentato “pingpongdragorosso”
bravo roberto  ti ha fatto bene venire a studiare da noi in ungheria..

Congratulations !!!!

lelesguizzero il 10 Giugno ha commentato “E la nave va…a picco”
Per tutte le giocatrici e i rispettivi accompagnatori che hanno dedicato un anno di allenamenti, diversi giorni di ferie, un pacco di dineri, un viaggio non breve……….

per vedersi estromessi da una player nata in paese estero da genitori esteri…….

un consiglio dal vostro arturino:

l’anno prossimo datevi al ramino pokerato e a giugno tutti al bagno calimba de launa………

dove nessuno fa fatica,
si fa notte con l’orchestra amica………
e soprattutto c’è molta ****!

gommalacca il 9Giugno ha commentato “E la nave va…a picco”
L’analisi fatta da Ping Pong Italia non fa una grinza.

Alberto Vermiglio, come al solito, mette la veste da picconatore e rincara la dose.
Come dargli torto.

Stiamo assistendo all’agonia del nostro sport che come un animale ferito morirà dissanguato piuttosto che colpito a morte dal torero.

Cosa non funziona? troppo difficile a questo punto dire cosa, forse meglio spiegare cosa funziona per loro:

1) Siamo riusciti a dare uno stipendio a due atleti (che culo! due su 15 mila non moriranno di fame….. però se volete arrivare alla nazionale solo di pingpong vi dovrete occupare)

2) Siamo riusciti a trasformare una società in una Nazionale…anzi  due: F/M

3) Siamo riusciti finalmente a ridurre i centri federali da N in 1: Castelgoffredo (quindi siamo riusciti a ridurre i costi e sappiamo come sia importante in una fase come questa - di crisi - ridurre i costi)

4) Siamo riusciti a creare una informazione unidirezionale (sempre positiva qualunque cosa accada): noi si vince e basta, anche quando facciamo delle figure di merda incredibile il sapore è sempre dolce

5) Siamo riusciti a creare una rivista: Notizie del Tennistavolo che è anche, anzi direi è: Notizie del Tennistavolo di Castelgoffredo, quindi due testate in una (anche qui, con una semplice manovrina abbiamo fatto risparmiare dei quattrini alla Federazione, cioè a Castelgoffredo): non mancate l’ultimo numero che è interessssssantisssssimo tutto improntato sull’arte monumentale

6) Siamo riusciti a non cagare 14milanovecento pongisti perchè a noi di CG ci frega un cazzo di voi basta che portiate i quattrini alla Federazione e anzi leggetevi bene i punti successivi perchè non ci ripeteremo

7) Siccome non ci sono più i circoli adesso rimettiamo il discorso del titolo sportivo così lo pagate a peso d’oro (in realtà non siete voi a rimetterlo, siamo noi a rimetterci dei quattrini e a rimettere di stomaco per ciò che fate)

8) Siccome qualcuno ci ha fatto notare che in una gara internazionale 3, dico 3 squadre straniere, erano sponsorizzate FIAT, ALFAROMEO e non mi ricordo quale era il terzo marchio italiano non permettetevi di darci degli incapaci perchè poi non so che cosa ci inventiamo oltre la tabella voti per farvi un cu… così. Intanto quello che lo ha riferito lo defenestriamo!!!!!!!

9) Non vi basta!

10) i tesserati sono 15 mila e puntiamo l’anno prossimo a far si che almeno la metà si trasferiscano e giochino a CG.

Come siamo bravi

lelesguizzero l’8 Giugno ha commentato “E la nave va…a picco”
DEMICHELIS GIULIO BACIOCCHI ALESSANDRO 3-2 11-4, 11-8, 6-11, 11-13, 11-7
BACIOCCHI ALESSANDRO MASCAGNI FILIPPO 0-3 9-11, 9-11, 9-11

vedendo i results del girone numer 2 del 3 categ………

si nota come il lavoro di mister zeru tituli stia iniziando a fare effetto…….

perugia intera……….l’umbria tutta dicono:

thank u jozé!!!

record l’8 giugno ha commentato “pingpongdragorosso”
un anno di dragorosso..
sembra ieri, eh robi? le telefonate, i progetti, ma sì, ma dai, ma perchè no?..
tu hai realizzato un sogno, io ho trovato un amico.

anche quando ti telefono e tu mi rispondi neanche con “pronto” ma esordisci direttamente con “ma ke kx mi rompi i c.. “  :-D  :-D

un anno di dragorosso, di pingpongbuZZ, di piccoli progetti portati avanti in sordina ma che producono frutti ormai evidenti e, come non ricordarlo, IL NOSTRO PRIMO DIPLOMA DI TECNICI !!!

chi l’avrebbe detto, la prima volta, tra un’antitoppata e una smorzata, in quel di luglio 2008, che oggi saremmo stati qui a commentare una realtà incredibilmente VELOCE a realizzarsi !!

un bacione a te e una grattatina dietro le orecchie a pinopino, tra me e lui è stato amore a prima vista!!   ;-)

bigbear51 il 7 giugno ha commentato “pingpongdragorosso”
Caro Roberto,
Nel calcio il Cittadella ed il Sassuolo, tanto per buttare là due nomi, hanno fatto vedere a tutti che per vincere non sono necessari i grandi nomi o le benedizioni dall’alto.
Certo, un aiutino non farebbe male ogni tanto, ma quando non c’è occorre fare di necessità virtù.
Avete fatto un campionato formidabile partendo da zero, nessuno lo deve dimenticare.
Vi siete inventati l’impianto, i coach, avete tirato su ragazzini che fino ad un anno fa mai si sarebbero aspettati di diventare protagonisti.
Il merito è ovviamente di tutti, ma permettimi di farti le più vive congratulazioni per come hai saputo gestire il tutto, per il coraggio dimostrato, per non esserti arreso dinanzi alle inevitabili difficoltà, e soprattutto per avere inculcato nella testa dei giovani lo spirito vincente.
L’anno prossimo sarà diverso, molto più difficile a mio parere, gli avversari sapranno dall’inizio chi si trovano davanti.
Tu continua come hai fatto sinora, e son sicuro che nessun traguardo vi sarà precluso in partenza.
Forza Dragone e Draghetti !!

lelesguizzero il 7 Giugno ha commentato “E la nave va…a picco”
dato che i risultati del nescional tim derivano dalla nescional activity………mi permetto di copiare l’intervento di 2 aficionados.da altro saito….tanto per dare un’idea del clima da calimba de launa che si respira a bridge of wood………

Citazione:
Postato Originalmente da scassamanico
Io non ci sono andato, meglio puciare i piedini che rimpinguare il settore turistico della patria del mesciato.

Risponde tale maledetta retina:
Qualcosa mi dice che i piedini li hai puciati al calimba de luna!!!!

Per maledetta retina:
al calimba de launa si puciano i piedini….e qualcos’altro!!!

PS il mio pensiero va a tutti coloro che hanno dedicato tempo, dinero in questi giorni per rimpinguare le casse della pro loco di point of wood…….

spero che almeno abbiate trovato qualche articolo antico!!!

Dan il 6 giugno ha commentato “pingpongdragorosso”
E’ sempre appassionante leggere questi post sul PingPongDragoRosso,intrisi di entusiasmo e voglia di fare.

Per fortuna, al di là  di tutto, lo Sport è fatto soprattutto di emozioni.
Sono le emozioni il vero metro dei successi sportivi, l’unico che non sbaglia mai, sempre perfettamente tarato.
E direi che da questo punto di vista (oltre che da quello degli ottimi risultati raggiunti sul campo nel corso dei vari tornei) i Drgahetti hanno stravinto su tutto e su tutti.

Complimenti sinceri a te, Roberto, che sei stato l’artefice di tutto questo.
E auguri per questo primo anno trascorso.

zzantitop il 5 giugno ha commentato “pingpongdragorosso”
grazie Coach  ( C maiuscola !! )  :)

lelesguizzero il 5 giugno ha commentato” Dalla Gazzetta dello Sport del 29 e 30 Maggio”
“La rivoluzione voluta dal presidente Sciannimanico che nel 2005 cacciò i c.t. di due nazionali vincenti, Costantini ed Errigo, ha portato allo sfacelo tecnico”.

Credo sia presto per parlare di sfacelo tecnico…..ricordiamoci comunque che nel mondo ci sono almeno 200 nazioni………..per cui essere tra le prime 24, non mi pare un bad result……….

ai prossimi mondiali possiamo aspirare a fare di meglio………..giungere almeno 69esimi!!!

PS scianni 4 ever.

lelesguizzero il 4 Giugno ha commentato “E la nave va…a picco”
For alessio, tu chiedi:

““ma la dignita’ dico io..dov’e’ la dignita’?!”

Come direbbe pablo picass………

“they have faces like asses”!!!

E la nave va…a picco

1 Giugno 2010 da Ping Pong Italia · 4 Commenti 

Nonostante i problemi tecnici che hanno un po’ stoppato il blog, proviamo a recuperare il tempo perduto, in attesa che tutto torni alla normalità. L’appuntamento più importante è stato quello dei Mondiali a squadre di Mosca, che si sono conclusi con la grandissima sorpresa della vittoria di Singapore contro la Cina nella gara femminile. Le indicazioni che arrivano da questi Mondiali sono tantissime e riguardano anche quello che c’è stato prima, vale a dire sia i tornei che li hanno preceduti, sia le decisioni prese in materia di convocazioni, i programmi impostati e così via. Siccome c’è tantissima roba di cui discutere, credo sia meglio affrontare gli argomenti raggruppandoli in più puntate. Nella prima mi occuperò dell’Italia, perché la doppia retrocessione in Seconda divisione è l’aspetto più importante di quanto è successo. Poi, passerò ai fatti internazionali e ai diversi aspetti, agonistici e no, dei Mondiali.
LA NAVE AFFONDA

Per impostare il discorso, parto da lontano, e non dal tennistavolo. Tanti anni fa, ma forse nemmeno tantissimi, vale a dire negli anni Ottanta, l’allora presidente del consiglio Bettino Craxi, in una situazione di crisi economica, se ne uscì con una frase rimasta storica: “La nave va”. Tutti i politici, i commentatori, i giornalisti, insomma tutte le pecore che popolano la nostra povera Italia, risposero con esclamazioni di meraviglia e di ammirazione. E tutti a ripetere, come pappagalli: “La nave va, la nave va”. Sappiamo che fine hanno fatto quella nave, quei politici e Bettino Craxi. Come dire: stiamo almeno attenti a usare certe frasi, portano male. Ebbene, sul sito della Fitet, dopo le due vittorie dell’Italia femminile, contro una scarsissima Inghilterra e una derelitta Austria (senza Liu Jia e con l’unica forte, Li Qianbing, schierata come numero 3, in segno di totale rinuncia), viene fuori un pezzo memorabile, che comincia così:
“L’Italia delle donne va”. E infatti, è andata a fondo. Complimentoni al sito Fitet, alla nazionale femminile e a chi è responsabile di questo sfacelo.
RETROCESSIONE

Il bello è che sul sito Fitet non c’è una sola parola sul fatto che tutte e due le nazionali, maschile e femminile, sono retrocesse in Seconda divisione. Macchè! Si riferisce solo l’ultimo risultato e il piazzamento finale, mica si dice che le due squadre sono retrocesse. Ma possiamo ancora considerarla come una sorpresa? E non possiamo considerare una sorpresa né la doppia retrocessione, né il fatto che non se ne parli sul sito Fitet. Secondo la nostra Federazione, quindi, l’Italia è ancora in Prima divisione. Ma cominciamo a esaminare il fatto che queste retrocessioni erano prevedibili e scontate. Quella dei maschi era sicura al 100 per cento per evidenti motivi. Già nel 2008, sia pure con Yang Min ancora in squadra, la salvezza arrivò solo per un colpo di culo galattico: incontrare la Croazia che giocò con un solo uomo, due infortunati e il cinese Tan Ruiwu assente perché aveva litigato con il tecnico. Una volta andato via Yang Min (ma anche se fosse rimasto non avrebbe potuto fare granché, vista l’età), era certo che si sarebbe retrocessi. Che poi questo sia avvenuto con prestazioni dignitose è un altro discorso, che metterò in evidenza dopo. Per il momento, ricordiamoci che i quattro azzurri meritano tutto il nostro rispetto, perché sono ragazzi seri, che lavorano coscienziosamente. Il problema è a monte. Ed è utile ricordare cosa avvenne nel 2005. L’allora c.t. della nazionale, Massimo Costantini, convocò due giovani per i Mondiali di Shanghai: Bobocica e Spinicchia. Per la Fitet, la mancata convocazione di Piacentini, allora al Castel Goffredo, vedi la coincidenza, fu considerata inaccettabile. Così, la Fitet decise di cancellare le iscrizioni di Bobocica e Spinicchia. Invece di far fare esperienza ai giovani, si sconfessò l’operato di Costantini, che fu poi cacciato dalla nazionale. E’ successo che Spinicchia, disgustato, ha poi mollato, e che Bobocica non ha potuto sfruttare una grande occasione di crescita. Non gli è stato dato il tempo di giocare sotto la “protezione” di uno esperto come Yang Min, se non nei Mondiali del 2008, quando lo stesso Yang Min era quasi alla frutta. Così, Bobocica è stato catapultato, ancora giovane, nel ruolo di leader della nazionale e, di conseguenza, ha dovuto assumersi responsabilità e doveri che avrebbe affrontato meglio con una preparazione più graduale. Adesso, basta vederlo giocare per capire cosa ha perso. E’ sempre ansioso, nervoso, gioca in maniera frenetica, non sta mai fermo, non può dare tranquillità al resto della squadra e finisce col perdere partite che, affrontate in maniera più calma, potrebbe vincere senza problemi. A Mosca ha giocato per lunghi periodi alla pari di avversari più in alto nella classifica mondiale, ma nei momenti decisivi non ce la faceva più. Aggiungo un’altra considerazione: si è andati avanti con Yang Min fino ai Giochi del Mediterraneo, con la scusa che l’aveva ordinato il Coni (che a suo tempo ho dimostrato come fosse una falsità clamorosa), si è bloccata la strada ai giovani, poi al’improvviso si convoca Rech Daldosso. Che sia andato ai Mondiali è giusto e positivo, ma qualcuno della Fitet sa spiegare perché Bobocica, alla stessa età di Rech, non poteva andare ai Mondiali di Shanghai e Rech può andare a Mosca. Combinazione: allora il c.t. era Costantini, adesso è Nannoni. Ma non cambia l’indicazione più importante: c’è qualcuno che vuole fare le convocazioni a dispetto del tecnico della nazionale, c’è chi accetta e chi no. Quindi, la situazione è facilmente comprensibile. Si è perso tempo, anni addirittura, e adesso scontiamo questi errori. Costantini aveva avviato il discorso dei giovani ben 8 anni fa, ma è stato cacciato. Adesso ci ritroviamo con azzurri che scontano la loro mancanza di esperienza, causata da chi bloccò le convocazioni di Costantini e poi lo cacciò. Infine, una nota sulla possibile diversità di convocazioni di Bobocica nel 2005 e Rech nel 2010. Allora erano Mondiali individuali, questi a squadre. Un eventuale difensore-leccaculo della Fitet potrebbe dire che nel 2005 Bobocica non era “competitivo” nel singolo, l’inesperienza di Rech invece incide meno in una competizione a squadre. Secondo me, il discorso è esattamente al contrario. Se Bobocica nel 2005 perde nel singolo non c’è danno per l’Italia, ha perso solo lui, e comunque ha fatto esperienza per il futuro, quindi c’è comunque un vantaggio per la nazionale in prospettiva. Se Rech perde una partita, nel 2010, la squadra ha uno svantaggio. Quindi, se proprio vogliamo essere pignoli, è meglio portare un giovane ai Mondiali individuali che a quelli a squadre, a maggior ragione se, per la coincidenza dell’infortunio a Stoyanov, il più giovane gioca da titolare. Ovviamente, questo è un discorso sulle possibili obiezioni a difesa della Fitet. Nella realtà, è stato un bene portare Rech a Mosca, che vincesse o perdesse. Poi, lui si è comportato bene (basti pensare alla vittoria su Tosic) e questo è un ulteriore elemento a favore della tesi che è meglio dare opportunità ai giovani. Ma resta un delitto aver cancellato l’iscrizione di Bobocica ai Mondiali del 2005.
SCONFITTE

Il risultato finale è che l’Italia maschile non ha vinto nemmeno una partita ai Mondiali di Mosca e, ripeto, non per colpa dei quattro, anzi dei tre, visto che Stoyanov non ha potuto giocare per un infortunio alla schiena. E’ stato schierato solo contro la Cina, per dargli la possibilità della presenza d’onore. E, comunque, non portare un quinto, magari Mutti, la dice chiara sulla lungimiranza della Fitet e del settore tecnico. Il tutto diventa ancora più grave quando si passa al settore femminile. Qui si va oltre il ridicolo. Intanto, faccio notare che l’Italia, dopo la vergognosa retrocessione agli Europei (ben più grave di questa dei Mondiali), ha avuto la fortuna sfacciata di ritrovarsi nel girone più debole dei quattro della Prima divisione, con Cina, Polonia, Croazia, Austria e Inghilterra. Tanto per avere un’idea: delle 6 squadre retrocesse in Seconda divisione, ben 3 vengono proprio da questo girone: Italia, Austria e Inghilterra.
E poi, c’era una non irresistibile Croazia. Insomma, l’Italia aveva la possibilità di salvarsi, ma è naufragata miseramente. E nel tabellone per la salvezza, ha avuto un altro colpo di culo incredibile: giocare contro la vincente fra Inghilterra (ancora lei, per un regolamento assurdo che non prevede l’alternanza delle posizioni rispetto ai gruppi) e Stati Uniti. Ma è stata capace di toppare anche questa occasione. Sempre per parlarci chiaro: gli usa hanno convocato Gao Jun, 41 anni, che da un anno fa solo l’allenatrice e il suo allenamento si riduce all’attività di sparring per le ragazzine. Eppure, Gao Jun ha preso Stefanova e le ha rifilato un 3-0 da vergogna, per poi annullare 3 matchball a Tan Wenling e far sprofondare l’Italia.
COINCIDENZE E RINUNCE

A proposito di questi 3 matchball, sul sito Fitet, nella cronaca della partita, non ne è stato fatto alcun cenno. Eppure, ricordate la cronaca della partita con l’Ucraina agli Europei 2009? Beh, lì era ben specificato, ripetuto fino all’ossessione, che Laura Negrisoli ne aveva avuti 4 e che, dopo che li aveva mancati, le compagne di squadra, poverine, non erano più riuscite a riprendersi, perché pensavano che la partita fosse già finita e avevano già rimesso a posto le racchette!!! E tutti ad accusare la povera Laura di essere la responsabile di quella retrocessione. Che le compagne di squadra avessero perso un punto ciascuno, esattamente come Laura, non sfiora nemmeno la mente dell’autore di quelle cronache. E adesso, misteriosamente, i 3 matchball scompaiono. Quando si trattava di indicare Negrisoli, che non giocava più nel Castel Goffredo, guarda un po’ che altra coincidenza, allora si scriveva che aveva mancato 4 matchball, adesso che è una giocatrice del Castel Goffredo ad averli mancati, tutti zitti. Ma andiamo oltre. A Negrisoli è stata offerta la possibilità di andare ai Mondiali a Mosca, ma lei ha rifiutato, non escludendo però che in futuro possa ancora giocare in nazionale. Sui motivi del rifiuto, non si hanno informazioni. Ma qualcosa si può anche intuire, perché se tutto l’ambiente ti indica come responsabile di una retrocessione, beh, qualcosa di pesante rimane nell’animo di una persona. Resta il fatto che, senza Negrisoli come capro espiatorio, l’Italia è retrocessa ugualmente. Ma stavolta nemmeno si dice che l’Italia è retrocessa. Ma stavolta non si indicano responsabilità. E tutti quanti capiamo benissimo perché.
CADUTA

Eppure, le premesse, secondo gli ineffabili proclami del sito Fitet, erano buone. In particolare, si erano messe in rilievo le grandi prestazioni di Nikoleta Stefanova in campionato, nella finale scudetto, tanto da mettere in dubbio persino il valore della classifica mondiale! Qui siamo davvero oltre la fantascienza. Dopo che Niko aveva battuto Jiang Huajun, n.9 del mondo ma in evidentissimo calo di forma, l’autore dell’articolo aveva detto che non si capiva come potesse essere n.60 e aveva messo l’accento sui ritardi che c’erano stati nella compilazione delle classifiche, adombrando errori a danno di Niko. I ritardi non erano altro che un problema tecnico dovuto al ritorno al vecchio punteggio (coi punti a mille e non a diecimila). Che poi siano cambiate le tabelle dei punteggi, che prevedono l’esclusione dopo un solo anno (e non più due) per chi non fa attività e limitano il danno di chi perde con un giocatore di classifica inferiore, non cambia assolutamente il discorso. Non c’è stato alcun errore, alcun danno per Stefanova, quella è la classifica che le spetta. A parte questo, sembrava che Niko fosse tornata ad apprezzabili livelli di forma, frutto anche di allenamenti più intensi. Alla prova dei fatti, si è rivelato tutto sbagliato. Niko non perde più con le giocatrici n.200 del mondo e anche più in basso, ma appena trova un’avversaria decente non ce la fa a reggere. Insomma, anche se si è allenata un po’ di più negli ultimi tempi, il danno provocato da anni di discesa tecnica non è più rimediabile. Così, ecco che si ritrova davanti una Boros ormai giocatrice “normale” e perde 3-1, affronta una ex giocatrice di 41 anni, Gao Jun, e perde 3-0, gioca con la difesa Viktoria Pavlovich e perde 3-0. Tutte le partite decisive sono un tracollo. Purtroppo per lei, Stefanova è finita come giocatrice di alto livello e non potrà più farcela a recuperare. Al massimo, potrà tirare fuori qualche prova decente, una o due partite fortunate, magari una medaglietta in non so quale competizione, ma a 26 anni la sua storia di alto livello è conclusa. Sarebbe potuta essere la numero 1 in Europa per tanti anni, invece ha sprecato tutto. Un peccato, acuito dal fatto che sarebbe dovuta rimanere sotto la protezione del padre, troppo gran signore per questo ambiente di merda, e di chi le voleva davvero bene. Ha scelto chi l’ha usata e l’ha rovinata, e ormai è troppo tardi per rimediare.
IL VUOTO

Se non abbiamo più nemmeno una giocatrice in grado di fare la differenza, figuriamoci il resto. Tan Wenling aveva rinunciato alla nazionale dopo che erano stati annullati i premi in seguito alla retrocessione negli Europei 2009. In pratica, si doveva giocare gratis. Poi, la ritroviamo ai Mondiali. Cosa è successo per farle cambiare idea? Lei non parla, ma il forte sospetto è che sia stata costretta, senza possibilità di rifiuto. Ma quale che sia il motivo, resta il fatto che, a livello internazionale, Tan non può più reggere, visto che ha 38 anni e non ce la fa più fisicamente. Ha perso con giocatrici di classifica molto bassa, con alcune sconosciute ha vinto per misericordia, e anche quando è riuscita a resistere in qualche mach alla fine è crollata per evidenti motivi atletici, come nel caso dei 3 matchball contro Gao Jun. Non si può nemmeno metterla sul banco degli imputati perché non si possono chiederle prestazioni che lei non è più in grado di fornire. Il vero problema è non aver creato la successione alla squadra campione d’Europa nel 2003. Per il resto, c’è solo Debora Vivarelli, che si è comportata bene, pur nei limiti del suo attuale valore. Anche per lei, il problema è che non le si può chiedere quello che non è ancora in grado di dare. Ma l’interrogativo vero è cosa è in grado di dare in futuro la Vivarelli, e non solo lei, ma tutte le giovani del tennistavolo italiano. La risposta, purtroppo, non è positiva. I limiti di tutte le ragazze sono evidenti e a questo si aggiunge che molte di loro, con un interessante potenziale, si sono perse, anche per motivi legati al club di appartenenza. Chi gioca in una certa società è abbandonata a se stessa, chi gioca in una certa altra, più importante, viene portata in nazionale. E la Vivarelli, che giocava nella Sandonatese, avversaria del Castel Goffredo, adesso è passata proprio al Castel Goffredo. E si ritrova subito ai Mondiali. Ma guarda un po’ le coincidenze!!! E tutte le altre dove sono finite? Devono tesserarsi anche loro con Castel Goffredo?
PRODEZZE

Si è perso sul campo, ma fuori è avvenuto anche di peggio, con una clamorosa brutta figura della Fitet nei confronti dell’Ittf. Come si sa, Wang Yu si è infortunata proprio il giorno prima della partenza per Mosca. L’Italia è rimasta con 3 sole giocatrici. Bastava che se ne infortunasse una e nemmeno si sarebbe potuto giocare, per i regolamenti Ittf. Come sparring era stata portata la Steshenko. A quel punto, si è cercato di inserirla nella squadra, per essere in 4. A parte il fatto che, ripeto, non si capisce perché la spedizione non fosse di 5, viene fuori il problema più importante e allo stesso tempo più ridicolo: Steshenko non può giocare in nazionale. Non può farlo perché nel 2008, durante i Mondiali a squadre a Guangzhou, l’Ittf cambiò il regolamento: bisogna avere il passaporto, come per l’Olimpiade. la Steshenko non ha il passaporto italiano, quindi non può giocare per l’Italia. L’Ittf, quindi, ha risposto negativamente alla richiesta della Fitet. Inoltre, l’Ittf ha fatto notare alla stessa Fitet: scusate, ma avevate fatto la stessa richiesta a marzo e noi vi avevamo già risposto che la Steshenko non può essere iscritta perché non ha il passaporto, perché ce lo chiedete di nuovo? Al che la Fitet si è scusata e ha detto che quella risposta dell’Ittf si era persa nella confusione. Insomma, non lo sapevano o non se lo ricordavano. Bene, a questo punto cosa succede? Succede che sul sito della Fitet si accusa l’Ittf di aver dato una “interpretazione restrittiva” delle regole e che “i dubbi rimangono”. Quindi: la Fitet cerca di tesserare la Steshenko, sapendo di non poterlo fare, l’Ittf risponde a muso duro, la Fitet chiede scusa, ma poi sul sito dice che ha ragione. Ovviamente, riferisco questo perché ho parlato direttamente con il responsabile dell’Ittf, che si è mostrato molto incazzato per quanto la Fitet ha scritto sul sito. Anche lui si è meravigliato: prima riconoscono di avere torto e ci chiedono scusa, poi dicono che siamo stati “restrittivi”? Ma stiamo scherzando? Qui non c’è interpretazione, restrittiva o no: o il giocatore ha il passaporto o non ce l’ha. La Steshenko non ce l’ha, discorso chiuso. E così, ancora tanti complimenti alla Fitet. Bella figura davvero.
FALLIMENTO SCIANNIMANICO

E arriviamo alla conclusione. La doppia retrocessione è una vergogna per il tennistavolo italiano, ma era ed è stata facilmente predetta, perché era fin troppo evidente che si sarebbe arrivati a questo punto. Ed è altrettanto evidente che c’è una responsabilità precisa: quella del presidente Sciannimanico. Nel 2005, dopo essere stato eletto presidente, azzerò l’intero settore tecnico: via Giovanni Bisi, consigliere federale per l’area tecnica, via i c.t. azzurri Massimo Costantini e Maurizio Errigo. Al loro posto, ecco il nuovo schieramento voluto da Sciannimanico e accettato “pecoronamente” dal consiglio federale: Matteo Quarantelli responsabile dell’area tecnica, Lorenzo Nannoni c.t. della maschile, Roman Plese c.t. della femminile. Da quel momento sono passati quasi 6 anni, c’è stato il cambio fra Plese e Csilla Batorfi, c’è stato tutto il tempo per lavorare, ma i risultati sono stati solo una lunga catena di fallimenti, culminata con la doppia retrocessione ai Mondiali di Mosca, ma con episodi persino più gravi in precedenza, come la retrocessione delle donne agli Europei e la brutta figura ai Giochi del Mediterraneo 2009, quando l’Italia vinse un oro “obbligato” a squadre femminili e crollò su tutto il resto. Il tutto diventa ancora più scandaloso se si confronta con quanto avevano fatto Bisi, Costantini ed Errigo: medaglie europee con le donne, medaglie ai Giochi del Mediterraneo per uomini e donne, qualificazioni olimpiche “vere” per uomini e donne, miglior piazzamento ai Mondiali per le donne, secondo miglior piazzamento ai Mondiali per gli uomini, più tutto un lavoro altamente qualificato dal punto di vista tecnico. Ora, se un settore tecnico con quei risultati è stato azzerato da Sciannimanico, cosa dovrebbe succedere per il settore tecnico che lo ha sostituito e ha distrutto tutto il lavoro precedente, portando il tennistavolo italiano a record negativi assoluti?
Il minimo che ci si aspetta è che venga azzerato, ma è del tutto evidente che non avverrà, perché a essere azzerato, prima del settore tecnico in questione, dovrebbe essere chi ha deciso di cacciare gli uomini vincenti per sostituirli con quelli perdenti. Quindi, dovrebbe essere azzerato Sciannimanico. Che però ha in mano il potere, con tutti gli altri proni davanti a lui, suoi schiavi, niente altro che pecore pronte a belare. Perciò, Sciannimanico resta presidente, il settore tecnico rimane al suo posto, le nazionali continueranno a perdere, il tennistavolo italiano continuerà ad andare verso la definitiva distruzione. Fra gli applausi di tutto un mondo di ignoranti, di servi, di pecore.

Annuncio

29 Maggio 2010 da Ping Pong Italia · Lascia un commento 


A Mosca via Zhengding

30 Aprile 2010 da Ping Pong Italia · 3 Commenti 

Eccoci nuovamente in Cina, ancora una volta a Zhengding nella provincia del Hebei. Ormai sta diventando un nostro posto fisso. Da quando ho iniziato il mio incarico con le squadre indiane, questa è la quarta volta che mi affido alla collaborazione dei cinesi. Devo dire che tra me ed i cinesi intercorre un ottimo rapporto, come ho detto altre volte, in palestra regna la perfetta sintonia, loro sono disponibili e si impegnano moltissimo, noi siamo disponibili e motivatissimi. Perché dico che si impegnano? Il motivo è noto a tutti, ci sono state svariate occasioni in cui gli sparring cinesi non mostravano particolare interesse, a volte svogliati, pigri e comunque non coinvolti; questa volta, al contrario di altre, la situazione è ben diversa. Prima di tutti la nostra è la squadra nazionale, il numero uno Kamal è assente perché impegnato in Spagna nei playoffs, poi l’obiettivo per il quale siamo qui è di primissimo ordine: la preparazione ai campionati del mondo che si svolgeranno a Mosca dal 23 al 30 di Maggio. Quindi siamo davvero motivati pieni di voglia di giocare meglio e anche di migliorare.
In palestra c’è un nuovo allenatore appena giunto dopo (pensate) 12 anni di studio ed esperienza in Giappone. Effettivamente la mano del coach si vede e si sente in modo netto, a cominciare dall’intensità degli esercizi e dalla preparazione fisica. In questa prima settimana seguiremo le loro proposte, a cominciare dalla prossima saranno loro a seguire le nostre proprio per l’obiettivo principe di cui dicevo prima.
Una prima bella sorpresa l’abbiamo subito avuta per le ragazze, i tecnici cinesi ci affidiano ogni giorno 5 sparring partners uomini che, a dispetto del differente livello tecnico, giocano a non concedere nulla alle nostre fortunate atlete rendendo l’allenamento di primissima qualità.
Gli orari sono i soliti: 07.00 mezz’ora di warming up, 08.30-11.15 sessione del mattino, 14.30-17.15 sessione pomeridiana.
In questo mese che resteremo a Zhengding saranno previsti diversi incontri amichevoli sia contro le squadre locali sia contro rappresentative di altre province.
Un’altra bella sorpresa, ma veramente bella è che fino al 13 di Maggio in questo centro si sta allenando la squadra nazionale femminile cinese in preparazione ai mondiali. Per l’occasione hanno blindato la palestra; dei 40 tavoli che solitamente sistemano, ce ne sono solo 14, giusti per 28 atlete, una parte della palestra è riservata all’attrezzatura per la preparazione fisica. Ho già scambiato quattro chicchiere con Shi Zhihao e Kong Linghui, come al solito gentilissimi e cordiali, ci hanno permesso di guardare i loro allenamenti e, addirittura, tra qualche giorno ci chiederanno i nostri migliori uomini per giocare alcune partite.
Ancora un’altra sorpresa ce la siamo ritrovata ieri sera. In occasione dei test match per le 6 atlete selezionate, la città di Zhengding ha organizzato un particolare incontro amichevole: generazione anni ‘80 contro generazione anni ‘90, l’incontro è finito 3 a 2 per le più anziane (si fa per dire) che erano: Guo Yan 1-1, Guo Yue 1-1 e Li Xiaoxia 1, la squadra delle giovani era composta da Liu Shiwen 0-2, Ding Ning 2-0 e Wu Yang 0-1. È stato un autentico spettacolo con la tv in diretta che ha ripreso tutte e 3 le ore di gara.

Un’ultima annotazione di servizio, in Cina aprire Facebook è impossibile, almeno per me, pertanto non sono in grado di aggiornare la pagina né tanto meno rispondere ai messaggi o accettare proposte di amicizia, mi scuso con tutti gli amici e conoscenti e se potete diramare la voce ve ne sarei grato. Sarò operativo dal primo di giugno.
Un arrivederci a presto.

Leggende indiane

17 Aprile 2010 da Ping Pong Italia · Lascia un commento 

Lunedì 12 Aprile è stata una giornata speciale. Erano previsti, come di consueto, l’allenamento dalle 7 alle 8, poi dalle 9.45 alle 12.15 e dalle 17 alle 20.00 tutto bene per la prima e la seconda seduta, ma alla terza c’è stato un cambio di programma che volentieri ho accettato. Dietro indicazione del SAI Sport Authority of India, abbiamo invitato alcune leggende del pingpong indiano, obiettivo: motivare e coinvolgere gli atleti ad interagire con loro.
Ho chiamato il meeting “quando il presente incontra il passato” e così è stato.
All’incontro hanno partecipato, Kamlesh Metha, Indu Puri e Monalisa Barua. Solo qualche giorno più tardi ci è venuta a trovare un’altra giocatrice Shailaja Solokhe. Per gli italiani sono nomi che non diranno tanto ma in India dove, con tutte le sue divisioni e contraddizioni, c’è un fortissimo rispetto verso chi ha fatto la storia, non solo del pingpong, quelle persone rappresentano un modello

Il moderatore è stato il chief coach Bhawani Mukherji, un eccellente tecnico e amico superbo. La prima a portare la propria eseprienza di fronte i 22 giocatori, 5 tecnici e 3 membri dello staff tecnico è stata Indu Puri, a fine anni ‘70 fece scalpore la sua vittoria contro la campionessa del mondo 1977 Pak Yung Sun della Corea del Nord. Ha raccontato di quella e di tante altre partite. Poi Kamlesh Metha, miglior classifica 71 al mondo, col quale ho giocato svariate volte. Ha motivato i giocatori come meglio non poteva. Alla fine mi è toccato l’intervento finale durante il quale mi è sopraggiunta una forte emozione. Mi sono immedesimato nei giocatori e ho pensato a quando io ero come loro, al desiderio di diventare come quelli che mi avevano preceduto, come Sturani, Molina, Winderling, Macerata, Pelizzola, Triulzi, Bosi, Malesci, Giontella Bisi Guido. Per me sono stati le mie ideali guide per ottenere il successo, senza di loro non avrei fatto la carriera che ho fatto. Mentre parlavo mi è venuta in mente una frase di Patrizio Deniso che mi disse qualche tempo dopo il terzo posto ai mondiali di Kuala Lumpur del 2000 ottenuto dall’Italia: il successo di quella medaglia lo dobbiamo anche a te. Per quello che mi ha detto credo di non averlo ringraziato abbastanza.
Da qui il concetto di gratitudine che durante il meeting è scaturito più volte. È un fatto verissimo: non si ringrazia mai abbastanza il proprio allenatore, i prorpri compagni, i dirigenti, la famiglia, la prorpia nazionale e tutti coloro che fanno parte delle nostre performances.
Gli atleti erano elettrizzati, carichi, vogliosi di andare al tavolo e dimostrare il proprio valore, pronti a dare tutto pur di servire nel migliore dei modi il proprio paese.

Le WR di Marzo

31 Marzo 2010 da Ping Pong Italia · 2 Commenti 

Dopo le negative vicissitudini informatiche dell’ITTF che avevano causato enormi disagi, ecco arrivare l’ultimo aggiornamento delle classifiche mondiali datate 30 marzo, le precedenti erano del 19 marzo e si riferivano al mese di febbraio.

La copertina va meritatamente a Daniela Dodean (ROU) che per la prima volta in carriera raggiunge la 22ma posizione, seconda europea dopo Wu Jiaduo che si trova alla 17ma, più avanti solo Asia e ancora Asia.
Boll è letteralmente assediato dai cinesi, ne ha 4 avanti e 2 dietro, analogamente tra le donne Feng Tianwei di Singapore, che si trova al 4o posto, ha 3 cinesi davanti e 3 dietro. Queste e le classifiche precedenti vanno prese ancora con qualche riserva, come saprete l’inconveniente tecnico era dovuto al ricalcolo generale della collocazione dei punteggi, infatti il mese scorso, quasi per magia molte squadre si sono ritrovate con un avanzamento innaturale e, con queste nuove classifiche, naturalmente, le cose si sono ridimensionate.

Tra gli italiani da notare la preoccupante 69ma posizione di Tan Monfardini, mentre Stefanova tiene al 48. Tra gli uomini nulla di fatto per Bobocica, grosso modo stabile, mentre è da notare il notevole balzo di Leonardo Mutti che, grazie all’attività giovanile, raggiunge la 460ma posizione assoluta, in quella precedente era 841.

Le freccette indicano la posizione modificata rispetto alla precedente classifica.

L’India prosegue il suo corso positivo trascinata da Sharath Kamal Achanta che continua a fare risultati, sia in Qatar sia in Kuwait ha raggiunto il secondo turno del tabellone principle. I giovani stanno crescendo bene, ancora in evidenza Ghosh e Desai.
Un considerevole balzo in avanti lo abbiamo fatto con la squadra, ora ci troviamo alla 28ma posizione. Infine, ancora meglio i boys U18 che ricoprono al 10ma posizione mondiale.

Come tradizione ecco la classifica anche di San Marino

Un anno indiano

6 Marzo 2010 da Ping Pong Italia · 7 Commenti 

È appena passato un anno da quando ho accettato l’incarico di allenare le squadre nazionali indiane, è quindi tempo per fare un piccolo bilancio su ciò che è stato fatto e darvi un’idea di quello che avverrà nell’immediato futuro.

Innanzitutto il contratto, a febbraio il contratto è scaduto e mi è stato rinnovato fino al 30 Novembre cioè subito dopo la fine degli Asian Games dopo di che prevedere cosa avverrà sarà un’incognita, molto dipenderà dai risultati ai CWG 2010 per vedere se il Governo ha intenzione di mantenere lo stesso standard di finanziamenti fino a Londra 2012.
In questo anno l’India ha partecipato a 5 Pro Tour, India, Cina, Inghilterra, Qatar e Kuwait, ai Mondiali individuali di Yokohama, ai Campionati del Commonwealth a Glasgow, ai Campionati Asiatici a Lucknow IND e ai South Asia Games nel Bangldesh a Dhaka.
In termini di classifica l’India è migliorata in quasi tutte le categorie, occorre sottolineare che per problemi tecnici la classifica è aggiornata al 3 gennaio a causa dell’aggiustamento di alcuni parametri, pertanto i maschi sono passati dalla posizione 36 a 31, le donne da 38 a 35 i ragazzi dell’U18 da 14 a 9 le ragazze da 17 a 17. I numeri uno Sharath Kamal Achanta e Mouma Das sono passati da 89 a 73 e da 224 a 197. Il salto più alto in classifica lo ha ottenuto Harmeet Desai, un giovane di 16 anni promettente, passando da 1357 a 782 grazie alla finale giocata al torneo junior in Cina lo scorso agosto.
A Yokohama Sharath ha ottenuto il suo miglior risultato di sempre giocando i 16mi di finale; a Glasgow abbiamo ottenuto 7 medaglie di cui una d’oro nel doppio maschile battendo la coppia di Singapore Gao Ning/Yang Zi
. Ai recenti Campionati Asiatici di Lucknow abbiamo fatto il massimo che si poteva fare, sia i maschi sia le femmine hanno chiuso al nono posto. 
Ai South Asian Games lo scorso febbraio abbiamo vinto tutto 7 ori e 5 argenti, di più non si poteva per via del limite imposto alla partecipazione (non più di 2 entries per evento).

Beh dietro a questa carrellata di numeri c’è ovviamente il lavoro che finora è stato fatto.
Il governo indiano in previsione dei Giochi del Commonwealth che si svolgeranno a Delhi il prossimo ottobre aveva indicato delle linee guida: 20+20 probabili per il primo anno di lavoro con 335 giorni tra allenamenti collegiali e manifestazioni nazionali ed internazionali. Per il secondo anno riduzione a 12+12 e mantenimento dello stesso standard di lavoro in termini di allenamenti e competizioni. Accanto a me ci sono il chief coach, 5 assistenti coach, un fisioterapista, un massaggiatore e un analista sportivo.

Naturalmente questo tipo di sostegno ci ha permesso di lavorare con tranquillità. Ad ogni camp o competizione bisogna produrre un report dettagliato di quello che è stato fatto compresi test fisici, analisi cliniche e prove biomeccaniche. Ogni 3 mesi c’è il meeting con lo Steering Committee, l’organo di supervisione deputato a prendere tutte le decisioni.

Ho rivestito il ruolo di esperto straniero in questo ambiente cercando di non stravolgere le regole; di adattarmi alle loro abitudini; di essere uno come loro; di non fare il capo a tutti i costi rispettando le gerarchie; al tempo stesso ho cercato di migliorare l’armonia del gruppo; individuare le carenze tattiche, tecniche, fisiche e psicologiche individuali e allo stesso modo esaltare le qualità che ogni giocatore possiede; sostenere l’azione dei tecnici; preparare i programmi a corto, medio e lungo termine; redarre i reports; proporre metodi e modi di lavoro; suggerire le soluzioni tecniche per migliorare il livello dei singoli e di conseguenza il livello di tutti.
In questo lavoro il tempo gioca un ruolo importante, se hai a disposizione gli atleti in modo continuativo, le strutture efficienti e capaci, un buon planning, allora tutto sembra facile, il tempo è il miglior amico di un allenatore. Certamente serve tempo per conoscersi reciprocamente, non solo quando ci si allena, ma anche quando si gareggia e si vive insieme. Per ottenere il meglio ho suggerito un coinvolgimento maggiore degli atleti, ho voluto renderli consapevoli di ogni azione che compiono, agire con la consapevolezza di sapere cosa si fa e cosa non si fa, una sorta di autodisciplina. Ho cercato di stimolare loro la curiosità di capire e di sapere il perché ci sono dei limiti e come superarli. Dunque un’educazione tesa a vedere meglio le cose, a leggerle in modo corretto e appropriato e se si riesce a valutare meglio ciò che ci circonda, allora si reagisce meglio e con precisione migliorando anche la capacità di concentrazione. Non sono mancate le sedute individuali quelle che chiamiamo “individual consulting”, un momento in cui l’atleta si sente libero di dire quello che vuole, qualunque cosa dica viene mantenuta nell’assoluto riserbo.

Insomma c’è ancora diversa strada da fare e non tutti vanno alla stessa velocità, il che rende le cose un po’ più complicate; scegliere gli atleti che parteciperanno alle varie competizioni non è sempre facile perché tutti meriterebbero a cominciare dall’impegno che dimostrano quotidianamente.
A brevissimo prenderemo parte al PT tedesco di Berlino poi avevamo in programma di andare anche a quello cileno, ma è stato cancellato a causa del recente tremendo terremoto che ha sconvolto il paese sudamericano. Ci sarà anche un camp di un mese in Cina in preparazione ai mondiali di Mosca e quindi i mondiali a fine maggio.
Ci sarà parecchio da fare e quindi mi auguro e auguro agli indiani buon lavoro.

Pagina successiva »

Login